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Lez. 88 - Religione: vera e falsa

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
15 settembre 1961

Traduzione in italiano di Simona Fossa
Revisione non ancora effettuata
Edizione Ottobre 2020

  1. Saluti, miei cari amici. Benedizioni a tutti voi. Nel corso dei secoli, il mondo divino ha sempre cercato di trasmettere la vera religione all’umanità. Ma contemporaneamente a questo tentativo è nata anche l’inevitabile reazione. Non si tratta tanto di anti-religione, come si potrebbe pensare, ma di una religione falsa. La distorsione della verità ha l’apparenza della verità. Se si segue la storia, si può osservare una tendenza molto chiara e graduale, anche se con molte ricadute, ma lentamente e inesorabilmente, dalla falsa alla vera religione. Soprattutto negli ultimi tempi, nonostante, o forse a causa di tutti i grandi cambiamenti e la confusione, la tendenza è più forte che mai verso la vera religione.

  2. Quali sono le principali differenze tra vera e falsa religione? Uno dei fattori più decisivi è l’idea seguente: per la religione falsa, l’obbedienza all’autorità è una delle pietre miliari più importanti. In tutte le religioni - alcune più di altre - il concetto di obbedienza gioca un ruolo importante. La vera religione non obbedisce. È libera. La vera religione è un processo di volontà, un atto libero, autodeterminato, che nasce dalla comprensione. Permette alla persona di agire secondo le proprie convinzioni e non sulla base della paura o del desiderio di compiacere o favorire una persona, un essere o un’autorità più potente.

  3. L’obbedienza all’autorità è stata incoraggiata dai rappresentanti della religione per mezzo di una mezza verità, e di una argomentazione, solo parzialmente valida, che l’umanità era ancora troppo poco sviluppata nelle sue passioni per poter essere lasciata libera. Per questo motivo è stato necessario introdurre ed enfatizzare l’obbedienza per proteggere la società.

  4. Superficialmente, questo può sembrare giusto. Ma in realtà non lo è. Infatti, se è vero che lo sviluppo generale dell’umanità non è ancora abbastanza avanzato per essere liberi da impulsi distruttivi, le leggi che cercano di prevenire tale distruttività non hanno bisogno di essere collegate alla religione. In altre parole, la religione non deve trasmettere l’immagine di un Dio severo e autoritario per prevenire i crimini. Ci sono altri mezzi per farlo attraverso il diritto civile. Non è necessario che la religione venga distorta e che la verità sia oscurata facendo appello alle tendenze più deboli, malate e immature dell’umanità. Queste tendenze sono sfruttate per perpetuare una religione non vera.

  5. Grazie al vostro lavoro su questo sentiero, tutti voi ormai sapete che una delle più grandi sfide che la vostra coscienza deve affrontare è il superamento del desiderio inconscio di rimanere bambini, aggrappati e protetti, con il rifiuto dell’apparente disagio dell’età adulta, della responsabilità e dell’indipendenza. Per il bambino che è in voi, sembra essere una sistemazione migliore rimanere indifesi, e quindi "forzare" il potente mondo adulto, o Dio, o qualsiasi altro sostituto di questi due, ad assumersi la responsabilità della sua vita, che in realtà dovreste portare voi stessi. Gli effetti enormemente dannosi che questo velato atteggiamento ha sulla personalità, possono essere scoperti solo divenendo pienamente consapevoli di questo processo. Ma nel subconscio combattete proprio contro questa consapevolezza, pensando che gli svantaggi dell’essere adulti possano essere evitati rimanendo bambini, e allo stesso tempo rifiutando di affrontare i tragici svantaggi di un’infanzia prolungata. Questo atteggiamento colpisce seriamente la vostra anima e vi rende davvero deboli e impotenti, mentre quell’autorità divina, che vorreste tanto che si assumesse la vostra responsabilità, semplicemente non esiste. Questo, a sua volta, provoca amarezza, ribellione e un profondo senso di ingiustizia, perché ci si sente ingannati. Dopotutto, avete obbedito, spesso alla lettera. Ma in questo tipo di obbedienza c’è sempre un motivo sbagliato: "Se obbedisco, mi proteggerai, sarai tu a prendere le decisioni al posto mio. Non ne sarò responsabile e sarò ricompensato con la felicità perché sono stato un bambino obbediente". Poiché Dio non "ricompensa" un atteggiamento così malsano, vi sentirete ingannati. Non potete che sentire l’ingiustizia del mondo.

  6. La falsa religione ha incoraggiato e capitalizzato questa insana tendenza. Ha elaborato regole e dogmi e ha distorto la legge in un concetto talmente rigido che la gente è caduta facilmente in questi stessi atteggiamenti sottomessi e dipendenti. La falsa religione ha incoraggiato la loro paura, la dipendenza e l’impotenza, e ha promosso una tendenza umiliante, anche se spesso molto sottile, a mantenere un basso profilo. Questo ha avuto il dannoso effetto secondario di causare disprezzo di sé e vergogna, che a loro volta trovano spesso sbocchi distruttivi verso gli altri, ma anche verso se stessi. La ribellione è il risultato di questa serie di emozioni.

  7. Ogni volta che in una personalità predominano la paura, la timidezza, la non asserzione, l’acquiescenza e l’obbedienza, deve esistere anche la ribellione. Forse non in superficie, ma deve esserci! Non c’è dubbio. Sarà una bella lotta trovare questo livello di ribellione, amarezza, ostilità e tendenze aggressive. Questa battaglia nasce dalla vostra resistenza a rinunciare alla vostra amata immagine di essere una "brava" persona. Questa necessità di essere così "buoni" è in gran parte determinata dal suddetto desiderio nascosto di rimanere un bambino indifeso con l’intenzione di mostrare al mondo adulto - Dio o la vita o l’autorità umana - che questo bambino ha bisogno di essere accudito. E il bambino "merita" una cura così benevola solo se rimane "buono".

  8. Allo stesso modo, se in un essere umano si incontra un’enfasi eccessiva sull’indipendenza, su tendenze dominanti ostili, sulla durezza, con l’avversione di tutte le leggi e regole, si può essere certi che esistono anche la paura, l’impotenza e la disperazione, sebbene nascoste alla consapevolezza. La vergogna che circonda queste tendenze è così grande che la personalità assume un improprio senso di libertà e d’indipendenza, che è solo una scarsa imitazione delle qualità reali. Poiché tali persone desiderano così tanto evitare la lotta della vita, rabbrividiscono come il tipo spaventato e pacifico, ma si vergognano di queste debolezze, così come della delusione di non riuscire ad ottenere ciò che vogliono. Inconsciamente, si sentono soli. Si sentono rifiutati da Dio, dalla vita, dall’autorità umana, e questa vergogna deve essere nascosta a tutti i costi.

  9. Queste due caratteristiche grossolane - che spesso compaiono in miscele e combinazioni più sottili - rappresentano, naturalmente, deviazioni psicologiche che possono sempre essere ricondotte alle influenze dei genitori e alle prime esperienze. Tuttavia, è anche importante considerare queste manifestazioni anche dal punto di vista spirituale e religioso. Una piena consapevolezza e comprensione di questi atteggiamenti vi mostrerà come vi allontanate interiormente dalle vostre convinzioni coscienti.

  10. Quindi, dove c’è una fede religiosa esteriore, l’obbedienza e la bontà, cercate di trovare non solo la presunta impotenza, ma anche il risentimento nascosto per il fatto che Dio non è venuto a darvi ciò di cui avevate bisogno, per condurvi per mano, per rendere buona la vostra vita, per eliminare da questa Terra la crudeltà e l’ingiustizia, la sofferenza e il dolore. Tali lamentele generali sono spesso motivate dalla delusione interiore di non essere "curati". Quando trovate una manifesta ribellione e aggressività, un eccessivo desiderio di indipendenza, cercate di trovare nel profondo di voi stessi il bisogno della mano forte dell’autorità, completamente buona con voi, e la delusione di non averla trovata.

  11. Sarà quindi parte del vostro compito nella ricerca di voi stessi, accertare dove, nel profondo della vostra anima, vi è una falsa religione; dove prendete in prestito, per così dire, i precetti religiosi dietro i quali nascondete e scusate le vostre tendenze infantili a rifiutarvi di crescere.

  12. Le vostre giuste opinioni coscienti valgono molto poco quando vengono minate dalle vostre convinzioni inconsce. Se non vivete, non sperimentate e non sentite queste idee come giuste, esse perdono forza. Sono vuote. Solo quando le convinzioni sono ben salde a livello emotivo, integrate nell’intera struttura del carattere, hanno potere. Ogni volta che vi chiedete perché vi accadono cose che vanno contro le vostre convinzioni e le leggi spirituali che conoscete così bene, potete essere sicuri che, almeno in qualche modo, vi state allontanando da esse. Sarà vostro compito scoprire come e quanto vi allontanate inconsciamente dalle vostre corrette opinioni coscienti. Anche se sapete perfettamente che Dio non è né un’autorità benigna, né un’autorità ostile, che Dio ci ha liberato e che spetta a noi svilupparci, potete spesso scoprire che le vostre emozioni si discostano completamente da tale conoscenza.

  13. I problemi che si portano avanti attraverso molte incarnazioni e durante l’infanzia sono strumentali a far emergere questi conflitti inconsci. Ma anche la tendenza della religione a incoraggiare la cieca obbedienza. Entrambe queste cose producono personalità distorte dal senso di impotenza, dalla falsa bontà e dalla condiscendenza; o dall’eccessiva indipendenza, dalla ribellione e dalla falsa durezza; o da una combinazione di entrambi. In ambedue i casi si nasconde qualcosa e si cerca ardentemente di dimostrare a se stessi e agli altri che non vi è nulla di nascosto. In un caso si nasconde la ribellione e l’ostilità; nell’altro si nasconde l’impotenza e il desiderio di protezione, la tendenza a pacificare e ad essere falsamente "buoni".

  14. Individuando, comprendendo e risolvendo queste distorsioni non solo si cresce e si diventa forti e maturi e una persona più felice, ma si contribuisce anche molto meglio all’eliminazione della religione falsa e alla crescita della vera religione in tutto il mondo, più di quanto si possa realizzare in questo momento.

  15. Questa concezione dell’obbedienza, come la falsa religione che la incoraggia e la insegna, è del tutto incompatibile con l’idea di un essere umano libero che può raggiungere la divinità. Una volta che la cieca obbedienza viene eliminata dalla religione e dall’anima dell’individuo, la ribellione contro ciò che è veramente buono, saggio e amorevole nella religione, cesserà, perché perderà quella sfumatura di ipocrisia e di santità che sembra avere spesso per un certo numero di persone. La vera religione, l’autentica spiritualità, mira principalmente a rendervi liberi, a rendervi forti, a rendervi responsabili, in modo da non aspettare che la giustizia vi venga consegnata in mano, ma che voi scopriate da soli la vostra propria giustizia. Partendo da un atteggiamento sbagliato, non solo non riuscite a eliminare la vostra impotenza autoimposta, ma addirittura la rafforzate, e con essa incoraggiate la falsa religione, anche se la debolezza e l’attaccamento all’autorità può anche assumere una forma consapevolmente secolare. Dovete quindi rendervi conto che tale immaturità e tali deviazioni dell’anima vanno di pari passo con la falsa religione autoritaria. Tutto ciò che è irreale evoca sempre una contromisura altrettanto irreale.

  16. Quindi, scoprite in quali sottili recessi della vostra anima, profondamente nascosti, vi aspettate che Dio viva la vostra vita; che prenda decisioni per voi; che vi porti i risultati che volete; che vi dia ciò che potreste ottenere se solo decideste di diventare liberi e maturi. Trovate in voi stessi questo elemento, che è più dannoso di quanto possiate realizzare. Questo atteggiamento nascosto vi paralizza, e fate della verità una falsa stampella.

  17. La falsa religione è molto più dannosa per la vera religione, che l’ateismo e il materialismo totale, perché rende la verità una farsa, cosi come la dignità, la libertà e la forza divina nell’uomo. Fornisce inoltre un forte argomento a chi è antireligioso. Diventa quindi molto importante trovare dove ci si aggrappa e perché si ha paura di stare in piedi da soli. All’inizio chiedetevi come trovare questo elemento in voi stessi. Non importa da dove si comincia, basta che si tenga d’occhio questo obiettivo. Prendete qualsiasi emozione negativa: invidia, gelosia, amarezza, paura, angoscia, impotenza - e soprattutto l’autocommiserazione. Una volta identificate queste emozioni, non sarà così difficile trovare dove vi aggrappate all’infanzia spirituale ed emotiva. Cercate in questa direzione anche se credete che tutto questo non valga per voi. Se volete davvero trovare la verità, la troverete. L’avete sempre fatto. Una volta trovata questa inconsapevole insistenza nel voler rimanere un bambino indifeso, vi accorgerete presto che questa parte è la responsabile della vostra debolezza, della vostra impotenza, della vostra persistente paura della vita. Ma voi vi opponete a questa scoperta rendendovi ancora più impotenti, più impauriti e più deboli. Solo quando lo vedrete e lo capirete veramente, comincerete a cambiare - e la vostra forza crescerà. Non spererete più che Dio vi dia ciò che dovreste, e che potreste, essere abbastanza forti da ottenere da soli. E questo vi darà rispetto per voi stessi, e un senso di sicurezza. Mentre vi aggrappate a un’autorità più forte di voi stessi, per evitare lo sforzo e la responsabilità, non potete fare a meno di odiarvi, facendovi più deboli e impotenti.

  18. Un tale rapporto con l’autorità può assumere la forma di una vaga sensazione che il mondo, in generale, ha bisogno di migliorare. Emotivamente, può applicarsi a certe persone, o può essere in realtà il vostro concetto di Dio, che poi porta all’immagine di Dio di cui ho parlato prima. * La falsa religione e la vostra inconsapevole ostinazione a rimanere bambini, producono questa immagine di Dio.

  19. Nello stato di transizione tra la rinuncia alla falsa religione e l’abbraccio della vera religione, vi è una fase in cui non vi è nulla. È una fase difficile. È un periodo in cui vi sentite soli, perché il falso dio sta scomparendo e il vero Dio non riesce ancora ad arrivare al vostro essere. In questa fase tutta la vostra fede può cominciare a sgretolarsi. Si può essere pieni di dubbi sull’esistenza stessa di Dio. Tutto questo è dovuto alla perdita della falsa sicurezza, della possibilità di fuga, e punti di appoggio della stampella che fanno parte che fanno tutti parte del vostro sviluppo spirituale della vostra infanzia. Poiché la vostra immagine infantile di Dio non sembra esistere, sembra che Dio, temporaneamente, non esista affatto.
  20. Ma quando l’idea sbagliata della religione, con la sua immagine di Dio, scompare, anche se vi sentite temporaneamente soli, una forza interiore comincia a crescere dentro di voi molto prima che ve ne rendiate conto – almeno che, naturalmente, non vi lasciate buttare giù da questo stato temporaneo, ma continuate a lavorare. Dovete essere disposti ad assumervi la responsabilità di divenire integri, forti e sicuri di voi stessi. Dovete decidere di non permettere a questo stato temporaneo di schiacciarvi e di costringervi a rinunciare alla vita e alla lotta. Se cadete in una tale condizione, non potete uscirne come individuo libero e forte, ma potreste ricadere di nuovo preda dell’ingannevole, povera consolazione della falsa religione. Se sviluppate la vostra forza proprio perché vi sentite soli, allora ce la farete, e la via verso la vera religione sarà lastricata dal vostro stesso atteggiamento e dai vostri stessi sforzi. Questo è l’unico modo per poter lasciare il dio immaginario e sviluppare la vera libertà del Dio interiore. La via per arrivare a Lui è accettare la solitudine. Una tale accettazione rafforzerà la vostra indipendenza e la vostra responsabilità personale; queste sono essenziali per la creatura divina che desiderate diventare.

  21. Se capite veramente queste parole, non solo mentalmente e superficialmente, ma dopo averci lavorato per un po’ e aver incontrato dentro di voi le emozioni, le tendenze e le reazioni corrispondenti, capirete due cose molto meglio di prima. Una è la lezione sulla dualità.** L’accettazione della morte e dell’ignoto è l’unica condizione per accettare la vita e la felicità - non l’accettazione della morte con una spiritualità fatta di illusione, evitando di affrontare le vostre paure e i vostri dubbi; non usando la religione come un appoggio per allontanare la paura e la solitudine, ma riconoscendole e affrontandole coraggiosamente. Solo allora la vera religione e la conoscenza possono sostituire la falsa religione della fuga e delle le vaghe credenze che servono solo a ricoprire la vostra paura.

  22. In questo senso c’è reciprocità: l’accettazione della morte e dell’ignoto è legata all’accettazione dell’indipendenza e della responsabilità personale. Entrambe si riferiscono alla maturità spirituale ed emotiva, alla libertà, alla crescita, alla creatività, alla forza e alla fiducia in se stessi, alla vera sicurezza! Il clima emotivo della falsa religione può essere espresso con queste parole: “Sono un peccatore debole e indifeso. Non posso fare nulla senza Dio, senza un’autorità che mi aiuti ad essere felice. Questo Dio ha il diritto di essere buono o cattivo con me. Ma se obbedisco e sono buono, è probabile che egli sia ben disposto con me, o almeno così spero".

  23. Da un senso di umiliazione si sviluppa l’umiltà. Dall’aggrapparsi all’appoggio e alla cieca obbedienza - spesso senza comprendere – passerete a sviluppare un forte senso di responsabilità, confidando nella vostra capacità di ottenere ciò di cui avete bisogno nella vita. Ora avete bisogno del coraggio di lasciar andare l’illusione di una falsa religione, di una falsa consolazione. E in questo stato transitorio, se lo attraverserete, la vostra forza verrà dalla verità.

  24. Il secondo punto è il motivo per cui ho molto spesso posto l’accento più sul punto di vista psicologico piuttosto che su quello spirituale, e spesso sarà ancora così. Nessuno di voi, infatti, è libero dalla distorsione della spiritualità, cioè dal suo uso come fuga, come sostituto delle vostre debolezze, come conforto alle proprie paure, come tentativo di rassicurare Dio affinché vi dia ciò che potreste facilmente ottenere con i vostri propri sforzi. Quando la religione è un sostituto, può certo essere d’aiuto per un po’ di tempo. Può alleviare una paura irragionevole. Ma a lungo termine, paralizza voi e la vostra capacità di crescita. Ecco perché a volte devo astenermi dall’affermare direttamente una verità spirituale, perché il vostro subconscio la fraintenderebbe e ne abuserebbe. Ma più problemi risolvete, più è sicuro per me dirvi la verità senza il pericolo di rafforzare in voi la tendenza a soccombere alla falsa religione. Allora la vera religione verrà fuori dalla vostra forza, e non dal dogma. Verrà dall’interno e non, come ora inconsciamente vi aspettate, dall’esterno.

  25. Sviluppare le proprie risorse e il proprio potere invece di ottenerli da un essere esterno a se stessi, non lo rende meno divino. Al contrario. Se lo capite, non vi dispiacerà se di tanto in tanto torno ad un approccio più spirituale per vedere dove le deviazioni psicologiche - le immagini, le distorsioni, le conclusioni sbagliate, le false soluzioni - contraddicono direttamente la spiritualità che tutti voi state cercando di raggiungere. Allora, e solo allora, capirete pienamente che non si tratta di due temi scorrelati tra loro, ma che l’uno è parte integrante dell’altro.
  26. Ora, amici miei, ci sono domande su questo argomento?

  27. DOMANDA: Potresti spiegare cos’è la vera religione, quando la paragoni a questo atteggiamento sbagliato? Dove entra in gioco la fede in Dio se non senti che Egli ti sostiene? Non ho capito bene.

  28. RISPOSTA: Sentirete il sostegno di Dio quando sarete arrivati alla vera religione, dopo aver abbandonato il falso sostegno, ma in un senso completamente diverso. Ora avete bisogno dell’aiuto di Dio perché vi rendete impotenti. Ma allora sentirete l’aiuto di Dio perché vi renderete conto della perfezione dell’universo e delle sue leggi, di cui siete parte integrante e alla quale contribuite. Sentirete di essere la forza motrice della vostra vita. Potete aiutare voi stessi se lo volete veramente, se siete pronti a sacrificare qualcosa.

  29. Diciamo per esempio che volete essere felici in una certa area - e questa non è una sensazione vaga, ma un obiettivo chiaramente definito. Cercherete e scoprirete come avete finora ostacolato questa felicità e cosa potete fare per raggiungerla col vostro impegno. Capirete quali sono le vostre esigenze, e sta a voi soddisfare ciò che volete, perché decidete se ne vale la pena oppure se lasciare perdere. Ma non vi sarà nella vostra anima la sensazione di essere un bambino trascurato e trattato ingiustamente. La vera religione è la maturità spirituale ed emotiva. Il ruolo di Dio non è quello di fornirvi cose di cui non volete preoccuparvi. Ma la coscienza di Dio vi rivelerà che il suo mondo è così meraviglioso, e che avete molto più potere di quanto non abbiate ancora realizzato se solo lo mettete in moto, liberandovi dagli ostacoli alla vostra realizzazione.

  30. Il falso atteggiamento religioso nasce quando chiedete a Dio di aiutarvi a superare una difficoltà nella vostra vita, e poi vi sedete ad aspettare. Non cercate veramente di trovare il motivo per cui vi ritrovate con questa vostra difficoltà. E se lo fate è forse perché qualcun altro “sopra di voi” vi ha detto di farlo. Ma anche mentre tentate di fare questa ricerca, tendete sempre a cercare di dimostrare che non avete nulla a che fare con questo disagio. Vi è appena caduta addosso un’immeritata difficoltà, e non c’è modo di uscirne a meno che Dio non intervenga con un atto di grazia. Non si ha la volontà e la tenacia interiore per trovare il modo di ottenere realmente ciò che si vuole, usando la propria creatività.

  31. Dio è in voi. Le forze divine sono in voi quando le mobilitate, senza aspettare che entrino dall’esterno. E la mobilitazione di queste forze può avvenire solo se lasciate andare quell’atteggiamento dannoso, quell’atteggiamento distruttivo che, ancora una volta, sta a voi rintracciare. La forza e la certezza che derivano da questo atteggiamento vi doneranno un rapporto completamente diverso con Dio, così come un concetto di Dio completamente nuovo. Emotivamente, le parole possono ben rimanere le stesse, ma l’idea e il clima interiore saranno diverse.

  32. La religione vera e quella falsa usano spesso le stesse parole, ma l’esperienza interiore è completamente diversa. Sia la religione falsa che quella vera dicono che la grazia di Dio esiste. Anche se si è da soli, la grazia continua ad esistere. Ma lo capite solo quando vi assumete la responsabilità di voi stessi. Finché vi aspettate che la grazia di Dio compensi ciò che è dovuto alla vostra pigrizia e avidità umana, rimarrete delusi, che lo ammettiate a voi stessi o meno. Così vi farete del male, vi arrabbierete e vi ribellerete. A quel punto, o vi allontanate completamente da Dio, negando la sua stessa esistenza nell’universo, oppure vi considerate un caso isolato di negligenza, in parte indegno della sua grazia e del suo aiuto, e in parte trattati ingiustamente. Così vi crogiolate nel senso di colpa e nell’autocommiserazione. Questo vi rende più dipendenti e indifesi - e così il circolo vizioso va avanti, mentre vi pentite della vostra ribellione contro Dio, cercando di placarlo ancora di più con un’obbedienza timorosa, interamente superficiale, e proveniente dalle motivazioni più malsane.

  33. DOMANDA: Capisco. Ma come possiamo fare? Questa immagine di Dio è così radicata in noi dopo decenni ad aver appreso il falso atteggiamento. Non cambierebbe anche la preghiera se abbandonassimo questo concetto? Non cambierebbe tutto?

  34. RISPOSTA: Sì, certo. Ma vedi, figlia mia, non puoi dire: "Ora mi sbarazzo della mia vecchia immagine di Dio". Non è qualcosa che puoi semplicemente decidere con la tua mente. Non funziona così. Se infatti cercassi di cambiarlo con una mera decisione intellettuale, l’impatto emotivo rimarrebbe comunque. Per prendere una decisione interiore, la procedura deve essere la stessa che è sempre stata utilizzata in questo lavoro. Trovate tutti questi atteggiamenti e comprendeteli pienamente. Se lo fate in modo profondo, non superficiale, sarete tutti sorpresi di scoprire fino a che punto vi siete spinti a perpetuare compulsivamente la vostra infanzia. Appena comprendete alcuni modelli di comportamento emotivo, vi renderete conto di quanto siano assurdi, di quanto siano incompatibili con le vostre convinzioni coscienti, di quanto siano contrari ai vostri interessi e di come siano logicamente impossibili. Dopo aver visto e compreso tutto questo, il cambiamento avverrà in modo organico, da solo, per così dire. È necessario continuare ad osservare se stessi per un certo periodo per poterlo comprendere appieno, e poi essere in grado di cambiare.

  35. Dovete trovare queste reazioni emotive sottili e discrete. Non sono né ovvie né forti. Né sono completamente inconsce. Ci sono, ma sono molto sottili, e voi ci siete così abituati che non vedete che c’è qualcosa che non va. Trovarle e analizzarle è il primo passo, poi bisogna vederle alla luce di questa discussione. Questo aiuterà a dissolvere l’immagine di Dio, perché il vostro atteggiamento cambierà in modo naturale. Ad esempio, scoprirete quali sono le vostre aspettative, come vi lamentate interiormente. Scoprirete cosa potreste fare voi stessi per trasformare queste aspettative in realtà, e cominciate a capire perché non l’avete mai fatto. Questo dovrebbe essere il processo.

  36. Il fatto stesso che voi siate consapevoli di questa immagine di Dio è estremamente benefico per voi, perché molti altri non ne sono affatto consapevoli. Sono convinti di non avere alcuna distorsione in questo senso. Non collegano certe reazioni emotive con questa immagine di Dio, con il falso atteggiamento religioso. Sono pieni della correttezza delle loro convinzioni coscienti, mentre le loro idee inconsce sono ancora troppo lontane dalla consapevolezza.

  37. DOMANDA: Quale religione è più lontana dalla verità?

  38. RISPOSTA: Non si può fare una simile affermazione. Può darsi che una confessione religiosa abbia insegnamenti più sinceri, mentre un’altra che ne ha meno può, nel suo atteggiamento generale, essere più vicina alla verità. Oltre ad essere pericoloso fare tali paragoni, la questione non è importante.

  39. DOMANDA: Una delle ultime parole di Cristo è stata: "Padre, sia fatta la Tua volontà". Preso come esempio, questo avrebbe potuto significare obbedienza, o avrebbe potuto significare libertà.

  40. RISPOSTA: Esatto. Come ho detto prima, le parole sono spesso le stesse. La verità può essere facilmente fraintesa, perché l’essenza della verità è la volontà e la capacità di comprendere. Per esempio, sulla base di quanto ho discusso stasera, si potrebbe facilmente dedurre che la grazia di Dio non esista. Se supponiamo che l’essere umano sia libero e indipendente, che ne è della grazia? Non ne avrebbe nemmeno bisogno. Questo non è vero. La grazia esiste. Ma non ci sono parole che possono esprimere il concetto di grazia se prima non si è fatta l’esperienza della vera religione dentro di sé. Quando non avrete più bisogno della grazia per sostituire la vostra debolezza, se non fate più della vostra debolezza una risorsa, allora diventerete forti. Per un po’ di tempo vivrete senza alcuna comprensione della grazia, ma più tardi la vera comprensione della grazia comincerà ad albeggiare su di voi. In altre parole, dovete prima passare attraverso questa fase intermedia. I grandi mistici la chiamavano la "notte oscura dell’anima".

  41. Il detto che hai appena citato: "Sia fatta la tua volontà", significa, giustamente inteso, "Lascio andare la volontà del piccolo io, la mia limitata visione, e mi apro affinché il Divino venga a me". Esso non verrà da fuori, ma da dentro, come una profonda conoscenza e certezza, ma solo se non vi separerete da questa realizzazione. L’esperienza dell’unità con il divino può avvenire solo se imparate a lasciarvi andare, se smettete di essere rigidi.

  42. Il falso significato di "Sia fatta la Tua volontà" fa sembrare l’umanità debole e incapace, quindi avete bisogno di qualcun altro che agisca e decida al posto suo. Quest’altra persona è poi spesso un’autorità umana, o un’autorità ecclesiastica che dice di agire in nome di Dio. "Sia fatta la tua volontà" non significa obbedienza; significa aprirsi il più possibile, in modo che la maggiore saggezza diventi parte di voi.

  43. DOMANDA: Da quello che dici, diventa chiaro che la religione è una questione di sviluppo di ogni singola anima verso il suo punto più alto, attraverso la ricerca e la realizzazione di sé. Tuttavia, le Chiese hanno avuto un ruolo dominante per molti anni. Sembra quindi che la loro funzione finirà per cadere.

  44. RISPOSTA: Sì, sarà così. Se più persone seguono un percorso di conoscenza di sé, di crescita e sviluppo delle proprie risorse, non avranno più bisogno di un’autorità. Quanto a coloro che non sono ancora abbastanza avanzati nel loro sviluppo, le leggi umane saranno sufficienti a proteggere la società da elementi indomiti e distruttivi. Il vero divino può prosperare solo nelle anime libere, e lo farà. La tendenza generale della storia va in questa direzione.

  45. DOMANDA: Tu hai parlato di compagnia. Eppure a volte bisogna essere soli. Come si fa a capire quando è più appropriato?

  46. RISPOSTA: C’è una risposta semplice a questo, anche se non sempre è facile da trovare. Se si indaga sulle proprie reazioni emotive e si scopre che si vuole compagnia per paura di essere soli, allora il bisogno di compagnia nasce, almeno in parte, da un motivo sbagliato. Se si vuole essere soli per paura di essere in contatto con gli altri, perché si ha una forte tendenza a ritirarsi, allora il desiderio di essere soli - anche in questo caso, almeno in parte – nasce da un motivo sbagliato. In altre parole, entrambe le tendenze possono essere sane e non sane. Un essere umano integrato ha bisogno sia di compagnia che di solitudine, ed entrambi per ragioni costruttive, invece di evitare qualcosa di cui si ha paura. La risposta giusta può essere data solo dopo un meticoloso autoesame.

  47. Sempre più vedrete che la verità non può essere formulata come una legge rigida. Dipende sempre da come ci si sente e da quali sono le motivazioni sottostanti".

  48. DOMANDA: Sto cercando di trovare le parole per esprimere i miei conflitti interiori. Le parole sembrano esagerate. Come posso fare in modo che le mie parole corrispondano a quanto trovato nella mia ricerca?

  49. RISPOSTA: Prima di tutto, bisogna capire meglio il motivo della vostra drammatizzazione. Una volta capito questo, il bisogno diminuirà. Ci sarà un rapporto più proporzionato tra le vostre parole e i vostri sentimenti. Anche in questo caso, il rimedio non è usare l’autodisciplina per fermare tutto questo. Anche se fosse così, apparirebbe un altro sintomo, forse più dannoso. Piuttosto, vedete tali manifestazioni come sintomi utili.

  50. DOMANDA: Posso farlo cercando di valutare le parole?

  51. RISPOSTA: Certo. Questo farebbe parte del tuo lavoro privato: quali parole usi e perché.

  52. DOMANDA: Spesso è molto facile per il subconscio di una persona comunicare con il subconscio di un’altra. Ma vi sono momenti in cui vi è una barriera così forte che non si riesce a superare. L’altra persona chiede la risposta ma non ascolta e non si riesce a trasmettere il messaggio.

  53. RISPOSTA: Queste persone vogliono solo un certo tipo di risposta, cioè una risposta compatibile con le loro difese. Non vogliono una risposta che non piace. Questo causerebbe una resistenza interiore così forte da non riuscire più ad ascoltare. Non possono “far entrare” ciò che viene detto loro. L’atteggiamento giusto nei confronti di una persona in questo stato d’animo non è quello di cercare di forzare la questione. Maggiore è la pressione, maggiore sarà la frustrazione e l’impazienza. E questo avrà certamente un effetto sull’altro e rafforzerà ancora di più la sua resistenza. Inoltre, sarà estremamente utile analizzare il motivo della propria frustrazione e impazienza. Può esserci di più della sola buona volontà ad aiutare. In qualche modo può esservi coinvolto il vostro senso di superiorità e competenza. Oppure potreste considerare irrealisticamente fondamentale che la vostra verità venga accettata dagli altri. Ogni volta che esistono queste correnti, si stabilisce un effetto reciprocamente negativo che aggrava i problemi interiori di entrambe le parti. Ma sarà utile scoprire quale gioco nascosto state giocando, forse anche per entrambe le parti. Se non aveste tendenze negative o problematiche, potreste facilmente accettare i limiti di un’altra persona. Questo lo sapete. Ora, questa è una risposta generale, che si applica a molti.

  54. Se c’è qualcosa di poco chiaro in quello di cui ho parlato stasera, sarò ben lieto di approfondire la prossima volta.

  55. Che queste parole risuonino in voi a livello emotivo. Se vi lasciate toccare da questa lezione, essa vi innalzerà! Questo è un bene. Vi saluto con tutte le nostre benedizioni per il prossimo anno e per il lavoro che vi attende. Sì, vi sarà dato aiuto. Cercate di riconoscere dove dentro di voi, in qualche modo, vedete l’aiuto come qualcosa che viene da fuori e che non ha tanto a che fare con i vostri sforzi e le vostre aspirazioni, e non invece come qualcosa che siete voi a mobilitare, prima di tutto, in voi stessi.

  56. Con questo, miei cari, siate benedetti! Amore e pace a tutti voi. Siate in Dio!

*     Lezione 52, L’immagine di Dio
**    Lezione 81, Conflitti nel mondo della dualità

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 88 - Religion: True and False
Il copyright del materiale della Guida del Pathwork® è di esclusiva proprietà della Fondazione Pathwork®
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