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Lez. 67 - Domande e risposte

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
10 giugno 1960

Traduzione in italiano di Simona Fossa
Revisione non ancora effettuata
Edizione Giugno 2016

  1. Saluti. Vi porto divine benedizioni, miei cari figli di Dio, quest’ora è benedetta. Sarò felice di rispondere al meglio a tutte le vostre domande.

  2. DOMANDA: La mia domanda si va ad aggiungere a quella fatta nell’ultima sessione, riguardo all’Albero dell’Immortalità. La tua risposta sembra applicarsi soltanto all’Albero della Conoscenza, dato che la conoscenza dell’immortalità deve esserci nascosta per timore che indebolisca l’istinto di sopravvivenza. Mi sembra che l’Albero dell’Immortalità abbia a che fare con l’immortalità stessa e non con la conoscenza di quest’ultima.

  3. RISPOSTA: La conoscenza non equivale alla certezza o al senso dell’immortalità. Tutte le religioni insegnano che l’anima o lo spirito è immortale. Eppure, la conoscenza che ottenete dall’esterno non vi può dare l’intima certezza che l’immortalità esista davvero. Ma la conoscenza è diversa dalla certezza, o dal senso della realtà dell’immortalità, il quale giunge solo dopo un certo stadio di sviluppo. La conoscenza può essere data a chiunque. Dipende poi dall’individuo se crederci o meno. C’è tuttavia qualcos’altro che non vi ho spiegato prima. Fintanto che vivete nell’imperfetto mondo delle apparenze, dell’illusione, non siete immortali in un altro senso – non solo nel senso di dover sopportare la morte fisica alla fine di ogni vita e dover rinascere e riattraversare questa morte, ma anche nel senso che la sofferenza, l’infelicità, l’oscurità, le delusioni, le offese sono per voi un po’ come morire, ogni volta che ne fate l’esperienza. Finché, grazie al vostro lavoro, non uscite da questa oscurità che è il risultato dell’errore, non potete trovarvi nella vita eterna – nel senso più alto della parola. In questo senso, l’immortalità deve essere concepita come una felicità e una gioia continua. Ciò che si intende con Albero dell’Immortalità è il sentire, e la conoscenza che ciò esiste.

  4. DOMANDA: Nell’ultima lezione, in relazione alla coscienza più espansa, hai detto che non avremo più paura delle persone negative. Ma come posso non aver paura degli assassini, rapinatori armati e di tutti gli altri criminali che pure esistono? Questa è una realtà. Noi ancora ne sentiamo l’effetto.

  5. RISPOSTA: Mi rendo conto che la risposta a questo problema non è di facile comprensione per chi ancora vive con questa paura. Qualunque cosa possa essere detta sarebbe intesa solo a parole, ma quando arrivate al nocciolo dei conflitti interiori, alle cause di questa paura, ne vedrete la forma e capirete come e perché non avete bisogno di temere nulla anche prima che vi siate effettivamente liberati della paura. Almeno, ne vedrete la forma.

  6. Ogni volta che vi imbattete nelle vostre conclusioni errate riguardo ad una particolare paura, capite anche che il sentiero indica chiaramente che non c’è bisogno di aver paura. Quando avrete ottenuto la piena comprensione di quello che significa responsabilità personale, la paura si dissolverà perché saprete senza ombra di dubbio che non dipendete mai dal capriccio di altre persone; non siete mai esposti alle coincidenze caotiche. Fino al quel momento, tutto ciò che può essere detto su questo argomento sarà solo teoria. La libertà e la sicurezza ottenuta dalla completa auto-responsabilità sono qualcosa che non può essere trasmessa a parole. Deve essere vissuta. L’anima sana non richiamerà a sé l’avversità perché ha la volontà interiore di essere felice e non vuole fuggire dalla vita in alcun modo. Ogni forma di avversità è in realtà una risposta ai vostri impulsi distruttivi, non importa quanto nascosti e inconsci essi siano.

  7. Aver causato un incidente o una tragedia non deve essere inteso solo in senso di espiazione, di destino meritato, ma nel senso che la volontà interiore, in certa maniera, sta funzionando in modo auto-distrutto. Una volta scoperta la ragione per cui inconsciamente nutrite tendenze e desideri distruttivi, potete modificarli con la consapevolezza che non rappresentano alcuna soluzione, e di conseguenza vi sentirete sicuri. Quando vi sentite insicuri, ciò accade a causa vostra, mai a causa di altri. Pensare il contrario è una delle più grandi illusioni del genere umano.

  8. Quei miei amici che hanno già raggiunto una sufficiente conoscenza di sé, di sicuro comprendono in qualche modo il significato di queste parole.

  9. Fatemi aggiungere questo: una persona non sana avrà delle paure che la persona sana non ha. Per la prima, queste paure saranno del tutto reali. Quanto più un individuo è sano e completo, spiritualmente ed emotivamente, tanto minore sarà la sua paura. Questo perché mancano le tendenze auto-distruttive legate al funzionamento negativo della volontà interiore. Quanto più avete fiducia in voi stessi, tanto più avrete fiducia nella vita nel suo complesso. Ma questa fiducia in voi stessi la acquisite soltanto risolvendo i conflitti e le deviazioni interiori.

  10. A chiunque abbia tali paure, vorrei suggerire di esaminare il motivo preciso per cui si sente spaventato solo da certi eventi e non da altre possibili disgrazie che potrebbero accadere nella vita. Annotate sinteticamente questi pensieri o emozioni. Scoprirete una ragione più specifica e più personale diversa dalla generale paura che avete menzionato qui. Quando avrete trovato questa ragione particolare, non la temerete più. Senza questa ricerca personale, voi potete, ben che vada, comprendere mentalmente le mie spiegazioni, ma la paura rimarrà o si manifesterà in qualche altro modo.

  11. DOMANDA: A questo proposito, vorrei chiederti questo: se venissi attaccato da un assassino e sopravvivessi, in questo momento non proverei forse una paura terribile e un forte shock, anche se ora come ora non ho paura?

  12. RISPOSTA: Sì, naturalmente. Ogni volta che succede qualcosa che vi fa soffrire o vi traumatizza, non potete non provare una qualche sorta di disarmonia. Questo è umano. Nessun essere umano può essere abbastanza evoluto da non provarla. Ma il punto non è questo. Stavo parlando della paura irrazionale di venire uccisi. Potete avvicinarvi alla libertà solo per stadi. Il primo stadio che potete sperare di raggiungere è quello di liberarvi dalla paura che qualcosa potrebbe accadere senza ragioni o segni particolari. Ma quando qualcosa sta realmente succedendo o probabilmente succederà, allora non potete aspettarvi di prenderla con serenità.

  13. Consideriamo ora quale sarebbe l’atteggiamento di una persona relativamente sana. Ella sa che di tanto in tanto la vita porta dispiaceri e dolori. Inoltre la morte fisica è inevitabile. Parte dell’accettazione della vita sta nell’accettare il dolore e l’inevitabile morte. La persona sana non ne avrà eccessivamente paura perché accetta tutto questo. Queste cose perdono il loro lato terribile quando vengono accettate grazie alla comprensione. Ora, se per un terrore particolare di venire uccisi, mentre non si ha paura, o per lo meno non una paura eccessiva di morire in altro modo, allora inevitabilmente deve esserci anche una ragione specifica. La morte può essere più dolorosa a causa di una malattia che consuma lentamente, o di un incidente. L’omicidio può essere una morte più rapida e meno dolorosa rispetto ad altri tipi di morte. Se accettate più o meno altre modalità di morte e non le temete eccessivamente, mentre temete di essere assassinati, la ragione potrebbe trovarsi nel sentirvi costretti a subire qualcosa contro la propria volontà, contro la volontà di Dio, contro ogni ordine e giustizia. Così, la paura consiste, in realtà, nel sentirvi impotenti ed esposti ad una forza malvagia, e non tanto al dolore e alla morte. Se il bambino in voi matura, non potrete che arrivare alla conclusione che voi siete padroni di voi stessi, che non vi dovete consegnare ad una persona “più forte.” Potreste averlo dovuto fare da bambini, ma quando siete adulti, le situazioni infantili non valgono più. Quando lo avrete capito e applicato alla vostra vita emotiva, scoprirete che quello che in effetti temevate non era tanto l’essere uccisi, quanto piuttosto il fatto di non avere il diritto di decidere autonomamente. Una volta capito che avete il diritto di auto-determinazione, gli altri smettono di avere potere su di voi.

  14. Dopo aver superato questo conflitto psicologico e aver raggiunta la maturità interiore a questo proposito, il vostro atteggiamento si esprimerà più o meno così: “La morte e il dolore non sono certo ben accetti. Un giorno la morte mi coglierà. Ora non ci penso. In che modo arriverà, non lo so e non lo voglio nemmeno sapere, ma ho abbastanza fiducia in me stesso, nella mia salute emotiva per cui, quando quel tempo verrà, saprò far fronte a tutto ciò che la vita mi porta, perché so che non è possibile che io debba sopportare più di quanto non sia in grado di sopportare.” Questo è il sano atteggiamento interiore, senza nemmeno pensarci sopra.

  15. DOMANDA: La mia domanda riguarda una situazione molto carica di emotività in questo periodo di conflitto mondiale. Chiedo un po’ di pazienza per avere la possibilità di porre la domanda.

  16. Per fornire all’umanità il necessario per vivere, esiste una serie di misure economiche, due delle quali predominano in questo tempo: il capitalismo e il comunismo. Essendo misure, sono ovviamente soggette a cambiare per soddisfare le mutevoli esigenze dei bisogni umani. Tuttavia, chi è al potere in entrambe le parti, per impazienza e frustrazione, a volte ignora le leggi divine e tenta con la pressione e le leggi umane di fissare quelle misure che servono ai propri interessi. Qualunque strumento di persuasione è utilizzato per fare il lavaggio del cervello alla gente, che da un lato viene condotta alla rovina, e dall’altro all’utopia. Le passioni vengono eccitate e le provocazioni aggravate per ampliare le rispettive sfere d’influenza e frustrare l’avversario. Siamo alla guerra fredda. La ‘cortina di ferro’ non solo separa il mondo geograficamente, ma il sipario ideologico separa persino il fratello dal fratello. Attualmente, circa la metà del mondo si definisce nel collettivismo, e l’altra metà nell’individualismo.

  17. Proprio recentemente il Papa ha indetto una conferenza ecumenica per riunire tutta la Chiesa Cristiana. Con questa convocazione, ha voluto espressamente esprimere la sua ferma opposizione al comunismo, tanto da dare l’impressione che far odiare il comunismo fosse un prerequisito per l’unità dei cristiani. Chiedo, prima di tutto, se questo è cristiano e se è coerente con le Scritture, sia come atteggiamento che come concetto. La parola “comunismo” è affine a parole come comunione, comunità e confederazione. Trovo che nelle scritture il comunismo sia chiaramente e abbondantemente esposto. Ecco alcuni esempi che lo dimostrano.

  18. Atti 4:32-34-35: “E la moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola: e nessuno diceva essere di sua proprietà quello che gli apparteneva; ma ogni cosa era fra loro comune. Nessuno di loro era infatti bisognoso … …e tutti ricevevano secondo il bisogno.”

  19. Eccl. 5:9: “il frutto della terra è di tutti: il Re stesso è servito dalla terra coltivata.”

  20. Eccl. 5:13 “C’è un grande male che ho visto sotto il sole, cioè le ricchezze conservate dai proprietari, e da ciò deriva il loro dolore.”

  21. Matt. 6:19 “Non accumulate tesori sulla Terra…”

  22. Matt. 19:24 “È più facile per un cammello passare nella cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio.”

  23. La mia domanda è molteplice ma la riduco a questo: nel Mondo Spirituale, come guardate a questo conflitto e cosa possiamo fare per risolverlo?

  24. RISPOSTA: Ti dirò cosa pensiamo di questo conflitto. Come ho già spiegato qualche tempo fa, il conflitto mondiale è l’esatta replica del conflitto individuale. Gli elementi che osserviamo costantemente all’opera tra due o più esseri umani, giocano un ruolo simile nel conflitto tra le nazioni. Come nei conflitti individuali, così nei conflitti mondiali, spesso una parte è più in errore dell’altra – eppure, entrambe sbagliano. Ideologicamente, nessuna di queste due parti rappresenta l’ideale. Ma dal punto di vista spirituale, ciò che chiamate comunismo non è quello che viene inteso nelle Scritture, poiché gli atteggiamenti e le leggi spirituali di base mancano completamente in quello che chiamate comunismo. In primo luogo, la salvezza dell’umanità viene vista solo nelle soluzioni materiali, il che non può essere. In secondo luogo, l’individuo non conta per l’ideologia comunista. L’individuo è visto come un mero servo dello Stato, e lo Stato prende la forma di un dio. L’individuo non ha diritto alla libertà e all’auto-determinazione, nemmeno esteriormente. Un esiguo numero di persone al comando si incaricano di essere i giudici di cosa è bene e cosa è male per l’individuo, violando così non solo il diritto di espressione, ma minando anche il senso di responsabilità personale che è l’atto spiritualmente più dannoso in assoluto. Siamo preoccupati meno per il disagio provato dall’individuo, quanto piuttosto per l’effetto paralizzante che questo ha sull’anima umana.

  25. Quindi, l’ideologia del cosiddetto mondo libero è più vicina a ciò che è sano dal punto di vista spirituale, nonostante le molte imperfezioni che in questo periodo di generale sviluppo umano sono inevitabili in ogni caso. Queste imperfezioni, insite in ogni sistema, prendono molte forme e ognuna esercita un effetto particolarmente forte sull’altra parte. È come in un litigio tra due esseri umani. Se A è nel giusto più di B, le debolezze e i difetti più reconditi di A avranno un forte effetto su B, e B focalizzerà tutta la sua attenzione su questi difetti, perdendo di vista le buone qualità e i punti su cui A ha ragione.

  26. La salvezza, alla fin fine, può trovarsi solo nell’auto-sviluppo. Se sempre più persone seguissero un tale sentiero, ciò avrebbe un’enorme influenza su tutto il genere umano, uno sviluppo tale che non potete nemmeno immaginarvi. Se i leader mondiali fossero su un tale sentiero, vivreste sicuramente in un mondo molto diverso, anche se questo non vi garantirebbe un mondo senza conflitti. Avreste ancora dei conflitti, perché non potete superare la cecità spirituale così velocemente. Ma i conflitti avrebbero più di una possibilità di essere risolti pacificamente e costruttivamente per entrambe le parti. Poiché chi non esamina innanzitutto sé stesso per trovare in che modo ha contribuito alla disarmonia, questi non è veramente sul sentiero. Naturalmente, se sono entrambi sul sentiero, e ne osservano l’essenziale e l’essenza, nessuna grande tragedia non può veramente accadere, almeno non a chi osserva questa regola di base. L’osservarla conduce ad una certa obbiettività e distacco dal proprio coinvolgimento e dai propri interessi – quelli esterni, coscienti e materiali, o quelli interiori, inconsci ed emozionali.

  27. Un mondo pacifico e armonioso potrà crearsi solo quando un numero sempre maggiore di persone percorrerà un tale sentiero di auto-conoscenza, di comprensione dei motivi e sentimenti più nascosti – specialmente le persone di maggiore responsabilità. Sta avvenendo, si sta diffondendo, amici miei. Verrà il giorno in cui almeno i leader mondiali, le persone che avranno posizioni di responsabilità, saranno tenuti ad attraverso una sorta di istruzione tramite la quale otterranno un certo grado di conoscenza di sé. Prima di assumere qualsiasi posizione di abilità, sarà loro richiesto di portare a termine un intenso corso di conoscenza di sé, di guarigione delle correnti malsane, di aiuto alla maturazione del bambino interiore. Questo permetterà loro di condurre i loro affari in modo del tutto diverso.

  28. DOMANDA: È possibile che un effetto karmico dovuto ad una precedente incarnazione si manifesti solo alla seconda o terza incarnazione successiva e non in quella immediatamente dopo?

  29. RISPOSTA: Sì, in effetti, è possibile. Se le persone non sanno quello che voi sapete, non fanno quello che voi fate, e ignorano il significato della responsabilità personale, non possono svolgere più di tanto in una vita. A volte le persone non risolvono nulla. Così, invece di estinguere gli effetti delle precedenti incarnazioni, esse accumulano e si impegolano in nuovi guai, che vanno ad aggiungersi ai loro conflitti irrisolti. Quando i conflitti non vengono risolti, ne creano di nuovi in reazioni a catena sempre crescenti. Per questo motivo, non saranno in grado di sciogliere l’intera catena nell’incarnazione successiva. Il massimo che ci si può attendere è che risorgano i problemi dei problemi, se capite che cosa intendo dire. E solo in una vita successiva potranno fare di più per completare il lavoro di purificazione. C’è da sperare che a quel punto il lavoro di purificazione non si estenderà lungo il corso di molte incarnazioni nelle quali si accumuleranno nuovi conflitti che si andranno a mescolare con quelli vecchi. Purtroppo, questo accade spesso!

  30. Ricordate quello che ho detto nella lezione a proposito della rinascita (Lez. n° 34 Preparazione alla reincarnazione – ndt), riguardo alla preparazione dell’entità, a come certi conflitti rimangono sulla superficie della mente inconscia e che l’ambiente fa riemergere. Ma i conflitti più radicati, esistenti già da incarnazioni precedenti, molto addietro, rimangono nascosti nel profondo. Soltanto se risolvete tutto quello che siete venuti a risolvere, e vi resta ancora del tempo sulla Terra, parte dei conflitti più profondi può ancora venire fuori. Altrimenti, questi rimarranno nell’anima fino alla successiva incarnazione.

  31. DOMANDA: Anche il karma positivo opera allo stesso modo?

  32. RISPOSTA: Sì, potrebbe. Si basa esattamente sullo stesso principio. Un buon risultato che avete ottenuto, l’effetto positivo di una buona causa in voi, potrebbe essere per voi un ostacolo in quel momento. Con questo risultato positivo, potrebbe esservi impossibile dissolvere gli effetti negativi che avete accumulato. Perciò, l’effetto positivo può rimanere indietro ed essere utilizzato in un momento successivo, quando non vi sarà più di ostacolo.

  33. DOMANDA: Visto che gli esseri umani sono tutti spiriti caduti carichi di numerose e antiche immagini, conclusioni sbagliate, falsi concetti, ossessioni e così via, e i quali sono tutti interconnessi nel quadro complessivo della nostra anima e nella nostra completa personalità interiore, possono esistere in noi singole azioni importanti o schemi costanti, abitudini o inclinazioni che sorgano esclusivamente da motivi sani?

  34. RISPOSTA: Non è facile rispondere a questa domanda. Sì e no. Dipende dal punto di vista da cui la si osserva. Se guardate all’intero meccanismo dell’anima, con tutte le sue correnti, attitudini e tendenze, non esistono aspetti separati. Tutto opera all’unisono come gli ingranaggi di una ruota, dove ogni rotellina ne muove un’altra. Ma se concentrate la vostra attenzione su una corrente particolare, essa può essere di per sé sana. Può essere completamente luminosa, senza nessuna oscurità, senza alcuna ombra, così da ritrovarvi ad avere una buona qualità che si manifesta in un modo perfettamente sano. La corrente e la manifestazione sono integre, pure, non inquinate. Ma questa stessa buona volontà, in un ambito differente della vostra vita emotiva, può influenzare una corrente malsana e può aggiungersi ad una distorsione, cosi che la distorsione risulta rafforzata dalla buona qualità. In tal caso, la buona qualità non solo ne rafforza una malata, ma diviene essa stessa una distorsione. Se concentriamo la nostra attenzione su particolari aree del vostro essere, troveremo molte di queste luci– perché è così che noi vediamo ciò che è incontaminato. Ma nel complesso, tutto è collegato.

  35. DOMANDA: Voglio chiedere una cosa riguardo all’ipnotismo. Ultimamente sulla stampa si sono riportati molti commenti sui possibili danni alla salute nei soggetti ipnotizzati. Vorresti parlarcene?

  36. RISPOSTA: Ovviamente, si possono avere effetti negativi. Lo stesso vale per qualsiasi altra cosa. Di per sé, l’ipnotismo non è né buono né cattivo. Dipende da come viene usato. Molte sono le considerazioni da farsi per stabilire se sia dannoso o meno, dipende da molte cose. Per esempio, se non riconosciute, le motivazioni futili, inconsce ed egoiste svolgono un ruolo importante e l’effetto può essere dannoso. In realtà, chiare motivazioni egoistiche, pienamente rilevate dall’ipnotista, possono essere meno dannose di quelle non riconosciute. Perciò, una persona che pratica l’ipnotismo allo scopo di sfruttare gli altri, può a volte fare meno danno della persona che è consapevole di avere le migliori motivazioni, ma è inconsapevole di alcune insicurezze che hanno generato in lei una particolare indole che tende ad alleviare queste insicurezze esercitando potere sugli altri.

  37. Questo non si applica soltanto ai campi della psiche; è altrettanto importante in presenza di qualunque tipo di insegnante, o in generale di una persona che esercita un’influenza sugli altri. Eppure, nessun danno può essere fatto ad una persona la cui volontà interiore non lo richiami, per causa delle sue tendenze autodistruttive. L’autodistruttività saprà sempre come trovare la distruttività. Se necessario, farà in modo di “spremerla fuori” da una persona che normalmente ne ha poca, ma che, in questo caso particolare, ne tira fuori il massimo possibile, perché provocata dall’autodistruttività dell’altro. Queste cose sono apparentemente misteriose, ma in realtà si tratta di leggi e meccanismi molto reali, concernenti le forze psichiche. Questa conoscenza vi darà l’impressione che ci sia un apparente controsenso, il rompicapo da cui capire come, da un lato, dovreste essere cauti e sentirvi responsabili, mentre dall’altro dovreste sapere che non può accadervi nulla di spiacevole in modo arbitrario. Questo però non deve indurvi a gettarvi nelle cose a capofitto.

  38. Così, ritorniamo sempre all’importanza del conoscere se stessi. Per essere in grado di aiutare gli altri, non avete bisogno di essere liberi da tutti i vostri conflitti. Se questo fosse necessario, su questa sfera terrestre l’aiuto non esisterebbe. Ma l’aiuto più grande si combina con la più grande libertà interiore. La consapevolezza dei propri ostacoli e della loro esatta natura è già moltissimo – ed è veramente una cosa rara.

  39. Tornando all’ipnotismo in sé; questo dipende anche da come e per quale motivo lo si fa. Può essere utile in molti modi, ma ci sono aspetti dell’ipnotismo che lo rendono dannoso, anche se l’ipnotista soddisfa i requisiti previsti. Ad esempio, i sintomi, che servirebbero alla persona per rintracciarne la causa, potrebbero subire anch’essi l’ipnosi. Questo può applicarsi sia ai sintomi fisici che a quelli emozionali.

  40. Se l’ipnotismo viene usato solo allo scopo di rendere la vita momentaneamente più piacevole, senza cercare di trovare le cause sottostanti, allora non è costruttivo. Se tuttavia viene usato per dare un certo sollievo mentre ancora si cercano le cause interiori, o se viene usato per raggiungere una maggiore autoconoscenza, allora può essere costruttivo. Tutto ciò richiede comprensione, discriminazione e capacità di giudizio – e certamente una notevole maturità e libertà dai propri conflitti personali.

  41. DOMANDA: Volevo fare anche una domanda riguardo agli effetti della suggestione post-ipnotica. È qualcosa che permane?

  42. RISPOSTA: No, non permane, a meno che non venga continuamente rinnovata. Tutto ciò che non fa parte della natura della persona, non può durare. Non dimenticate che si tratta solo di una suggestione. Una suggestione rinnovata, ma che non faccia parte della personalità, non può avere un effetto duraturo. Ci sono molti altri modi, metodi, sistemi, che operano con il potere della suggestione; molti movimenti metafisici fanno proprio questo. E la suggestione deve essere continuamente rinnovata, altrimenti si esaurisce. Ogni volta che viene forzatamente rinnovata, è necessario uno sforzo interiore ancora maggiore, il quale, inevitabilmente, provoca una tensione interna. La cosa migliore sarebbe di scoprire perché ciò che si desidera non può essere prodotto naturalmente dalla personalità stessa, senza ricorrere agli effetti post-ipnotici. Rispondendo a questo quesito ed esplorandolo fino in fondo, in modo da raggiungere una più profonda comprensione, niente impedirà di produrre uno stato più felice e più desiderabile che altrimenti si produrrebbe solo con la suggestione. Ma anche qui, esistono naturalmente delle eccezioni. Ci sono casi in cui la suggestione post-ipnotica può anche essere costruttiva e fruttuosa.

  43. DOMANDA: Che cosa determina la sensibilità di un soggetto all’ipnosi?

  44. RISPOSTA: La forza di lasciarsi andare. La forza di abbandonare la personalità con tutte le sue difese. Un “cattivo soggetto” si aggrappa sempre ai corpi sottili, generalmente a causa di una paura non riconosciuta. Se tuttavia, si è “cattivi soggetti” solo in certe occasioni, le ragioni possono essere varie. Una di queste potrebbe risultare dalla mancanza di fiducia nell’ipnotista, forse del tutto inconscia. Anche un problema irrisolto, una deviazione inconscia dell’ipnotista, potrebbe avere un effetto particolare sulla persona, a causa della risonanza. Così, essere un “cattivo soggetto” può, a volte, essere anche un sano e inconsapevole meccanismo di difesa. Quando si è sempre un “cattivo soggetto”, allora questo è indice di un forte attaccamento, di una generale paura e sfiducia nella vita nel suo complesso, che si manifesta in questo modo. Non è sempre importante essere un “buon soggetto,” ma questo è forse solo uno dei tanti sintomi. Per favore, non semplificate troppo credendo che qualunque “buon soggetto” sia libero da attaccamenti alla personalità, e dalla paura e sfiducia nella vita. Le paure possono manifestarsi sotto altri aspetti.

  45. Un soggetto troppo buono potrebbe presentare correnti malsane. E ciò è un’indicazione di qualche squilibrio. Forse vi è una forte, inconscia inclinazione a perdere il potere su di sé, perché la mente conscia si aggrappa troppo strettamente. Questo può nuocere al senso intuitivo di discriminazione. Una persona sana in certi casi coopererebbe, e in altri no.

  46. DOMANDA: Da come ne hai parlato sembrerebbe bello diventare un soggetto ipnotico.

  47. RISPOSTA: Non dico questo, e nemmeno che sia necessario. Ho appena detto che in molti casi non è necessario. Ma l’incapacità di essere ipnotizzati è il sintomo di una condizione da esaminare. La stessa condizione può produrre anche altri sintomi. È importante eliminare la causa non per l’ipnosi, ma perché ciò indica che sotto si nasconde qualcosa. Una tale rigidità produce effetti nocivi in altre aree che sono significative per la persona. Non dico che dobbiate mirare a diventare un soggetto ipnotico, che di per sé potrebbe essere del tutto irrilevante, ma se sapete che questo è il vostro caso, consideratelo come un sintomo senza soffermarvi sull’ipnosi stessa.

  48. DOMANDA: Intendi una persona che vuole essere ipnotizzata e non ci riesce?

  49. RISPOSTA: Il termine “cattivo soggetto” si applica a persone che non possono, anche se lo vogliono. Ora, come ho detto, per la maggior parte delle persone, probabilmente, sperimentare l’ipnosi non sarà affatto necessario. Svolgeranno la loro vita serenamente e in salute senza l’ipnosi. Il punto non è necessariamente quello di divenire un “buon soggetto.” Il punto è che se una persona non riesce mai a farsi ipnotizzare, ciò può indicare una rigidità che dovrebbe essere rimossa per altre ragioni. Ma anche essere un soggetto “troppo buono” può indicare la necessità di rimuovere qualcos’altro.

  50. DOMANDA: Vorresti dire che, in generale, l’individuo dovrebbe scartare l’ipnosi?

  51. RISPOSTA: No, non dico neppure questo. Ho detto che può essere costruttiva se intesa correttamente, usata correttamente, e se serve a risolvere in certa misura i propri conflitti interiori, e se la personalità dell’ipnotista è abbastanza libera, priva di ossessioni, senza paure né incertezze, e si sente a suo agio con la vita e le persone.

  52. DOMANDA: Se tanto l’ipnotista quanto il soggetto devono essere liberi, sembra esserci molto da fare prima che questa diventi possibile.

  53. RISPOSTA: Non c’è bisogno che il soggetto abbia questa salute interiore. Il soggetto cerca aiuto per divenire libero. In certi casi l’ipnosi è un aiuto in questa direzione. Una persona può essere un cosiddetto “buon soggetto,” ma avere ancora bisogno di aiuto in molti altri versi. Come ho detto, essere un “buon soggetto” non significa essere emotivamente sani ed interiormente liberi. La stessa cosa si applica ad un analista, il quale deve anche lui essere relativamente libero ed emotivamente maturo. Un analista, così come un ipnotista, non deve essere completamente perfetto e purificato, ma un certo grado di equilibrio interiore deve averlo, con almeno la consapevolezza di dove risiedano le sue principali difficoltà. Per quanto riguarda il paziente, o soggetto, tutto ciò di cui ha bisogno è la volontà di andare avanti. La volontà esterna non è sufficiente in nessuno dei due casi. La volontà interiore deve essere maggiore della resistenza interiore. In caso contrario è impossibile avere successo.

  54. Per dirlo in modo perfettamente chiaro, sapere dove e perché una persona non è ancora libera è molto importante, e l’ipnotista è in grado di aiutare anche quando si imbatte in un problema del paziente che egli stesso ha. Allora l’aiuto che l’ipnotista darà, sarà di giovamento anche a lui stesso, e aiutando se stesso, l’ipnotista aiuterà anche l’altra persona. Ma per fare questo, bisogna essere consapevoli del conflitto con cui si incomincia. Se questa consapevolezza non esiste, l’aiuto non può essere dato, almeno in questo particolare conflitto, il quale potrebbe benissimo essere uno dei più importanti per il paziente. Non è necessario aver superato tutti i propri conflitti per essere in grado di aiutare gli altri, ma dovete comprenderne l’essenza.

  55. DOMANDA: Come fa un ipnotista ad accorgersi di essere pronto?

  56. RISPOSTA: Gli ipnotismi se ne rendono conto dopo aver raggiunto dei traguardi importanti, alcune vittorie, alcune liberazioni, dopo aver perso certe paure, e acquistato una fiducia in sé stessi che prima non avevano, superando certe timidezze; e, soprattutto, acquisendo la piena comprensione dei loro stessi conflitti interiori. Una volta individuato un denominatore comune per tutti i vari sintomi e problemi – non con un laborioso processo mentale, ma perché ogni cosa va al suo posto da sola quale risultato del lavoro completato – allora sapranno di essere pronti.

  57. DOMANDA: Una volta hai detto che la conoscenza spirituale, una volta acquisita in qualunque vita, non viene mai perduta. Questo si riallaccia ad una risposta che hai dato precedentemente, cioè che parte del karma buono può essere posposto?

  58. RISPOSTA: No, non è questo il caso. Quello che intendo dire si riferisce ai buoni risultati, a delle situazioni piacevoli, a delle condizioni che l’individuo si è guadagnato, diciamo così. Questo potrebbe essere di ostacolo all’evoluzione. Ma la conoscenza interiore rimane. Questa non viene offuscata; non potrebbe mai essere di ostacolo. Una volta che l’avete acquisita con i vostri sforzi, rimane sempre con voi. Vi sarà d’aiuto per rimuovere l’ignoranza e la cecità. La conoscenza che vi siete guadagnati sarà sempre vostra, indipendentemente dalle circostanze della vita.

  59. Vi benedico tutti, miei carissimi, con tutta la nostra forza ed amore, con il nostro calore. Vi chiedo di aprire i vostri cuori e cercare di sentire la forza che è proprio qui, in questa stanza. Possa essa illuminare la vostra strada e alleggerire i vostri pesi. Possa darvi l’energia per vedere dentro di voi, per comprendere sempre meglio i vostri conflitti ed errori interiori che vi appesantiscono così inutilmente – non sapete quanto. Sapreste quanto sia inutile trascinarvi questo peso se solo vi volgeste all’interno e vi guardaste dentro, invece di cercare sempre di trovare soluzioni all’esterno. Lì non le troverete. L’unica cosa giusta da fare è quella di guardarvi dentro, non importa quanto remota possa apparire a prima vista la connessione (con i problemi).

  60. Le benedizioni di Dio vi arrivano con una particolare attenzione per darvi forza in questo senso. Trovate le risposte in voi stessi, ogni volta che avete un conflitto, un disaccordo, un dissapore nella vita, non importa quanto lampante vi possa apparire l’errore dell’altra persona. Individuate come ne siete coinvolti e sarete in pace. In questo modo avrete fatto l’unica cosa costruttiva. Sottolineo ancora una volta questa verità, perché non c’è nulla di più importante e più valido da fare per voi, proprio adesso nella vostra vita.

  61. Andate portando questo pensiero nella vostra mente, cercate di usare la vostra volontà interiore per questo fine, miei carissimi. La prossima volta vi parlerò di un tema un po’ difficile nel contenuto e nell’approccio, e ciò vi dimostra di quanto sia importante per tutti voi.

  62. Siate in pace, siate in Dio!

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 67 - Questions and Answers
Il copyright del materiale della Guida del Pathwork® è di esclusiva proprietà della Fondazione Pathwork®
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