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Lez. 52 - L'immagine di Dio

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
5 giugno 1959

Traduzione in italiano di Simona Fossa
Revisione non ancora effettuata
Edizione Giugno 2016

  1. Saluti. Vi porto benedizioni nel nome di Dio. Sia benedetta quest’ora, miei cari amici.

  2. Nella Bibbia viene detto che l’uomo non dovrebbe crearsi un’immagine di Dio. La maggior parte della gente crede che questa affermazione stia a indicare il divieto di creare disegni o fare statue di Dio, ma questo non è affatto il senso completo. Se meditate un po’ meglio su questa affermazione, potete capire che in questo comandamento vi sono implicati anche altri significati. Dovreste ormai intuire che qui ci si riferisce all’immagine interiore. Siete ancora così imbrigliati nelle vostre conclusioni sbagliate e nelle vostre impressioni irrazionali che non potete fare a meno di avere un’immagine riguardo a Dio, come anche riguardo a tutti gli altri argomenti per voi importanti.

  3. Già in tenera età i bambini vivono il loro primo conflitto con l’autorità. Ho parlato a lungo di questo fatto. Essi imparano anche che Dio è l’autorità più alta, perciò non sorprende che proiettino le loro esperienze soggettive che hanno dell’autorità, sulle idee che si fanno di Dio. In questo modo si origina un’immagine e, ovunque vi sia un rapporto del bambino, e più tardi dell’adulto, con l’autorità, il suo atteggiamento verso Dio sarà, con tutta probabilità, colorato e influenzato da questa immagine.

  4. I bambini fanno esperienza di tutti i tipi di autorità. Quando gli si proibisce di fare quello che vogliono, l’autorità è avvertita come ostile. Quando invece i genitori li accontentano, l’autorità è sentita come benigna. Quando, durante l’infanzia, uno dei due tipi di autorità prevale sull’altro, la reazione che si ha verso di essa diventerà l’attitudine inconscia verso Dio. In molti casi, tuttavia, i bambini fanno esperienza di entrambi i tipi di autorità, e tale combinazione, a questo punto, formerà la loro immagine di Dio. Nella misura in cui il bambino prova paura e frustrazione, svilupperà inconsciamente verso Dio le stesse emozioni. Dio è visto come punitivo e severo, spesso addirittura come una forza sleale e ingiusta con la quale misurarsi. Lo so, amici miei, che non pensate così in modo cosciente, ma sul sentiero vi viene richiesto di trovare le reazioni emotive nascoste che non corrispondono a tutti i vostri pensieri razionali. Quanto più i concetti inconsci differiscono da quelli coscienti, tanto maggiore è la sorpresa nel momento in cui ci si rende conto della discrepanza.

  5. Al bambino viene proibito di fare praticamente tutto ciò che più gli piace. Qualunque cosa gli dia più piacere gli viene vietata, generalmente per il bene stesso del bambino, ma questo lui non può capirlo. Spesso i genitori tendono a proibire perché spinti da ignoranza e paura. Così nella mente del piccolo si imprime la convinzione che, per avere le cose più belle al mondo, si viene puniti da Dio – cioè dall’autorità più alta e più austera.

  6. Inoltre, nel corso della vita, è impossibile non fare esperienza dell’ingiustizia umana, sia nell’infanzia che da adulti. Se queste ingiustizie sono perpetrate da persone che rappresentano l’autorità – e sono perciò inconsciamente associate a Dio – la vostra idea inconscia della severa ingiustizia divina viene rafforzata. Tali esperienze accrescono inoltre il timore di Dio. Tutto ciò forma un’immagine che, se correttamente analizzata, fa di Dio un mostro. Questo dio che vive nella vostra mente inconscia, è in realtà peggio di un Satana.

  7. Nel vostro lavoro di introspezione personale dovete scoprire quanto di tutto ciò vale anche per voi personalmente. Anche la vostra anima è impregnata di questi concetti sbagliati? Anche se e quando, col crescere, un essere umano si rende conto di tali impressioni, egli spesso non comprende che quell’idea di Dio è falsa e che Dio non è ciò che viene conosciuto dalla mente; per questo motivo vi allontanate completamente da Dio e non volete aver nulla a che fare con un tale mostro che si aggira nella sua vostra mente. Per inciso, questa è spesso la vera ragione che spinge all’ateismo. L’allontanarsi è altrettanto sbagliato quanto l’estremo opposto, cioè quello di temere un dio severo, ingiusto, bigotto, presuntuoso e crudele. La persona che mantiene nell’inconscio una tale immagine distorta di Dio, teme a ragione quella divinità e si riduce a elemosinarne i favori. Ed ecco un buon esempio dei due estremi opposti, entrambi ugualmente distanti dalla verità.

  8. Esaminiamo ora il caso in cui l’esperienza del bambino verso l’autorità sia più benigna che non di paura e frustrazione. Supponiamo che dei genitori troppo indulgenti, che adorano letteralmente il loro bambino, accontentino ogni suo capriccio; essi non instillano il senso di responsabilità nel bambino, il quale a sua volta riesce sempre ad ottenere quello che vuole. L’immagine di Dio che ne risulta può sembrare, a prima vista, più vicina al vero concetto di Dio – misericordioso, “buono”, amorevole, indulgente. Questo induce la personalità a pensare inconsciamente che di fronte a Dio tutto le sia permesso, che si possa ingannare la vita ed evitare di assumersi le proprie responsabilità. All’inizio, questo bambino avrà molta meno paura, ma poiché la vita non può essere ingannata, né può essere ingannato il proprio piano vitale, questo errato atteggiamento darà origine a degli infiniti conflitti in cui nascerà la paura, e verrà generata una reazione a catena di erronei pensieri, emozioni e azioni. Da questo risulterà una grande confusione interiore, dal momento che la vita nella sua realtà non corrisponde a questa immagine inconscia e al concetto di un Dio indulgente.

  9. Nella stessa anima si possono ritrovare molte suddivisioni e combinazioni di queste due principali categorie. L’immagine non dipende solo dal particolare tipo di autorità che viene prevalentemente vissuta nell’infanzia, ma anche dalle caratteristiche che l’entità ha portato in questa vita. Quanto più l’entità si è evoluta sotto questo aspetto nelle precedenti incarnazioni, tanto meno la sua psiche sarà influenzata dall’ambiente.

  10. Anche altri fattori possono svolgere un ruolo importante. Per esempio, quando predomina l’autorità ostile rappresentata da un genitore autoritario, l’atmosfera nella casa del bambino è intrisa della paura verso quel genitore, mentre l’altro genitore può benissimo essere affettuoso e permissivo. Sebbene questa influenza sia esteriormente più debole, può lasciare nell’anima un’impressione molto maggiore che si va a riflettere nella risultante immagine. Lo stesso vale per il caso opposto. Anche se la severità, l’ingiustizia e la paura possono essersi manifestate nell’infanzia come elemento marginale, l’impressione che l’anima dell’individuo ne ha può essere molto più forte, creando così un’immagine ancora più potente.

  11. Nella maggioranza dei casi si riscontrano entrambe le correnti. Per lavorare sull’immagine tutto deve essere rintracciato ed esaminato: come, in che modo, perché, qual era ed è tuttora l’atteggiamento verso il singolo genitore o verso una figura sostitutiva. Ma tenete presente, amici miei, che dovete rintracciare entrambe le influenze, anche se all’inizio una delle due vi sembra la più forte. L’immagine del Dio benevolo e indulgente non viene semplicemente sovrapposta all’immagine del Dio-mostro, ma è anche una reazione ed una compensazione a questo falso concetto. La personalità può essere combattuta tra questi due concetti, cercando inconsciamente di scoprire quale sia quello giusto senza mai riuscirci, perché ovviamente entrambi sono falsi. Nella vita di ogni bambino vengono vissuti entrambi i tipi di autorità, non importa quanto una prevalga sull’altra. Si può avere un genitore indulgente ed uno severo. Oppure si possono avere due genitori indulgenti, ma un insegnante severo che instilla in voi la paura e abbia sulla vostra crescita interiore un’influenza molto maggiore di quanto possiate immaginare. Può anche trattarsi di un altro parente, o di un fratello o una sorella, ma non si viene mai a contatto con un solo tipo di autorità.

  12. È molto importante, amici miei, che scopriate qual è la vostra immagine di Dio. Questa immagine è fondamentale e determina tutte le altre attitudini e modelli di comportamento lungo tutta la vostra vita. Dovreste esaminare questo atteggiamento che può trovarsi profondamente nascosto dentro di voi. Non lasciatevi ingannare dalle vostre convinzioni coscienti, cercate piuttosto di esaminare e analizzare le reazioni emotive che avete verso l’autorità, verso i vostri genitori, verso le vostre paure e aspettative. Da quelle reazioni scoprirete pian piano ciò che sentite riguardo a Dio, e non tanto cosa pensate di Lui. La vostra immagine di Dio riflette l’intera scala tra i due poli opposti, dal senso di futilità e di disperazione – credendo che l’universo sia ingiusto – fino all’auto-indulgenza, al rifiuto della responsabilità personale, e alla speranza che Dio sia bonario e vi vizi.

  13. Ora si pone la questione di come dissolvere tale immagine. Come si dissolve un’immagine qualsiasi? Prima di tutto dovete prendere piena coscienza dei concetti sbagliati che ne sono alla base. La cosa non è così facile e rapidamente compiuta come potrebbe sembrare. Sebbene possiate, per certi versi, essere coscienti dell’immagine, è escluso che ne possiate conoscere tutte le implicazioni, tutti gli effetti e le influenze sulla vostra personalità. Potreste non aver riconosciuto il significato a tutti i livelli del vostro essere, e questo deve essere sempre il primo passo. Probabilmente siete a conoscenza della presenza di un’immagine – ma forse ancora non sapete che è falsa. Anche nella vostra percezione intellettuale potreste essere in parte convinti che l’immagine-conclusione sia corretta. Finché la cosa rimane in questi termini, non potete liberarvi dalle catene che vi imprigionano alla falsa convinzione. Dunque il secondo passo è rimettere ordine nelle vostre idee. La cosa più importante è comprendere che il concetto intellettuale non dovrebbe mai sovrapporsi al falso concetto di tipo emozionale che ancora persiste. Questo andrebbe a creare solo repressione. D’altra parte, non dovreste consentire alle immagini e alle conclusioni sbagliate che salgono in superficie grazie al lavoro che avete fatto finora, di indurvi a credere che siano vere. A volte, in modo sottile, vi capita di fare così. Rendetevi conto che le idee e i concetti sbagliati che finora avete represso, devono divenirvi coscienti; siate consapevoli di essi ma rendetevi conto che sono falsi. Formulate il giusto concetto e poi comparate questi due concetti. È necessaria una continua verifica di quanto ancora deviate emotivamente dal giusto concetto intellettuale.

  14. Fatelo senza fretta e senza spazientirvi o prendervela con voi stessi perché le emozioni non seguono il vostro pensiero tanto rapidamente come vorreste: ricordatevi che le vostre emozioni hanno bisogno di tempo per adattarsi, mentre voi fate di tutto per dar loro l’opportunità di crescere. Il miglior modo per farlo è questa continua osservazione e paragone tra i concetti errati e quelli giusti. Osservate anche la vostra resistenza al cambiamento e alla crescita. Il sé inferiore della personalità umana è molto astuto. Siate saggi con esso.

  15. Come ho detto, certi concetti sono facili da formulare perché sono ovvi; richiedono solo un po’ di riflessione. Alle emozioni persistenti non importa se il concetto corretto sia più o meno ovvio. In entrambi i casi, esse proveranno in tutti i modi di evitare che il vostro atteggiamento interiore cambi. Ma per quello che riguarda la vostra comprensione intellettuale, dovete differenziare tra i due tipi di concetti: quelli che sono ovvi, se ci pensate bene; e quelli che invece richiedono uno sviluppo dall’interno – richiedono cioè una chiarezza interiore che dovete raggiungere per capire il giusto concetto, anche a livello intellettuale. La preghiera aiuta a comprendere. Quando pregate, osservate fino a che punto volete veramente ricevere una risposta. Potete devotamente pregare per riconoscere i vostri malintesi, ma interiormente c’è un blocco che fa opposizione, e ve ne potete accorgere se ci fate attenzione. In questo modo, almeno capite che siete voi a ostruire la luce e la libertà, e non Dio. Allora potrete incominciare a mettere in discussione quella parte di voi che persiste a voler rimanere infantile e irragionevole.

  16. Per quanto riguarda il corretto concetto di Dio, esso è certamente una delle consapevolezze più difficili da raggiungere – perché è la più preziosa! Qualunque sia la vostra immagine a questo proposito, è da qui che dovete partire. Se siete convinti di essere tanto vittime dell’ingiustizia al punto da non riuscire nei fatti ad accorgervi che questa convinzione è sbagliata, il rimedio è di trovare come, nella vostra stessa vita, avete contribuito a determinare gli eventi che vi sembrano tanto ingiusti. Quanto meglio comprendete la forza magnetica delle immagini e la potente energia di tutte le correnti psicologiche inconsce, tanto meglio capirete e farete esperienza della verità di questi insegnamenti e vi convincerete che non esiste nessuna ingiustizia. Trovate le relazioni di causa ed effetto delle vostre azioni, sia all’interno e all’esterno di voi.

  17. Agli esseri umani piace dare eccessiva importanza all’apparente ingiustizia che li ha colpiti. Si concentrano su quanto grandi siano gli errori degli altri. Ovviamente, è giusto evidenziarli, e lo si deve anche fare, ma cercate di trovare anche la vostra parte di responsabilità. Se mettete metà dell’impegno che di solito riservate per scovare i difetti degli altri, nello scovare i vostri, noterete come agisce su di voi la legge di causa ed effetto. Già questo vi renderà liberi perché vi mostrerà che non c’è alcuna ingiustizia di sorta. Vedrete che non è Dio, né il fato e neppure un ingiusto ordine mondiale, in cui vi tocca patire le conseguenze dei difetti altrui, ma che sono la vostra ignoranza, la vostra paura, il vostro orgoglio, il vostro egoismo a causare, direttamente o indirettamente, ciò che finora ritenevate vi capitasse senza che foste voi ad attrarlo. Trovate questo impercepibile collegamento e troverete la verità. Vi renderete conto che non siete vittime delle circostanze e delle imperfezioni altrui, ma i veri padroni del vostro destino. Comprenderete profondamente, non solo in teoria ma anche in pratica, che qualunque cosa vi accada è il risultato diretto o indiretto dei vostri atteggiamenti, delle vostre azioni, pensieri ed emozioni. E sono in special modo queste ultime a causare l’effetto più grande – cosa che viene regolarmente trascurata, anche dai miei amici che già conoscono questa verità e l’hanno a volte anche toccata con mano. Il vostro inconscio influenza l’inconscio degli altri. Questa verità è forse la cosa più importante che vi serve per giungere a scoprire come fate a richiamare tutti gli eventi della vostra vita, buoni o cattivi, favorevoli o sfavorevoli.

  18. Quando ne avrete fatto esperienza potrete dissolvere la vostra immagine di Dio, sia che lo temiate perché credete nell’ingiustizia, o di essere vittime di circostanze sulle quali non avete alcun controllo, sia che rifiutiate le vostre responsabilità aspettandovi che un dio indulgente e permissivo metta a posto la vostra vita, decida per voi e vi liberi dalle sofferenze che vi siete inflitti. Sapere come provocate certi effetti sulla vostra vita, dissolverà anche l’immagine di Dio. Questo rappresenta un importantissimo punto di svolta.

  19. Uno dei vostri maggiori impedimenti è il senso di colpa, o piuttosto il vostro errato atteggiamento verso la colpa. Per capire questo, sarebbe consigliabile rileggere la mia lezione sull’argomento dei sensi di colpa giustificati e ingiustificati [ndt: Lez. n° 49 Ostacoli sul sentiero], e il corretto atteggiamento verso i vostri difetti. Se le vostre colpe vi deprimono tanto profondamente da temere di affrontarle, allora come prima cosa, dovete lavorare con questo atteggiamento sbagliato, perché è quello che vi impedisce di uscir fuori dal vostro circolo vizioso. Più vi sentite in colpa per dei possibili torti che dovete affrontare, più sfuggite la realtà danneggiando la vostra stessa anima. Un atteggiamento giusto e costruttivo verso le vostre mancanze è la chiave per dissolvere questo e tutti gli altri circoli viziosi in cui potreste trovarvi impigliati. Rendetevi conto che nessuno dei vostri errori è commesso di proposito, o perché desiderate il male delle altre persone. Qualunque errore, qualunque genere di egoismo, non è altro, in essenza, che un fraintendimento e una conclusione sbagliata. Spesso la paura vi paralizza al punto che le vostre facoltà non riescono a funzionare correttamente. Di conseguenza, gli errori che fate nel giudicare, nell’agire e nel reagire richiamano sulla vostra vita eventi che non riuscite più a ricollegare con l’origine della vostra paura. Finché evitate di confrontarvi con le vostre reazioni sbagliate, a causa di un errato atteggiamento nei confronti dei vostri difetti, non riuscirete mai a trovare quel punto di svolta che è l’unico modo per riuscire a capire che non siete vittime; che avete potere sulla vostra vita; che siete liberi; e che le leggi di Dio sono infinitamente buone, sagge, amorevoli e sicure! Le leggi spirituali non fanno di voi una marionetta, ma vi rendono totalmente liberi e indipendenti.

  20. Al fine di aiutarvi a formare il giusto concetto di Dio, cercherò di parlarvi di Lui; ma ricordate che tutte le parole possono, ben che vada, essere solo un piccolo punto di partenza per coltivare la vostra conoscenza interiore. Le parole sono sempre inadeguate, tanto più quando vengono usate per esprimere concetti su Dio che è l’Inesplicabile, Colui che è tutte le cose, Colui che non può essere limitato da parole. Come possono le vostre capacità percettive e di comprensione bastare a sentire l’immensità del Creatore? Le più piccole deviazioni e blocchi interiori sono di ostacolo alla comprensione. Ecco perché è vostro compito eliminare quegli ostacoli, passo dopo passo, pietra dopo pietra, perché solo a quel punto potrete intravedere la luce e provare una sensazione di gioia infinita.

  21. Uno dei tali ostacoli è che voi, nonostante gli insegnamenti ricevuti da varie fonti, inconsciamente pensate ancora a Dio come ad una persona che agisce, sceglie, decide e opera arbitrariamente e a sua volontà. A questo sovrapponete anche l’idea che tutto ciò vada bene così. Ma anche se includete la parola “giustizia”, quell’idea rimane falsa; perché Dio è. Le sue leggi sono state emanate una volta per tutte e operano automaticamente. Emotivamente, siete in qualche modo legati ad un concetto sbagliato e questo vi ostacola. Finché questa idea è presente, il vero e reale concetto di Dio non può riempire il vostro essere.

  22. Fra le innumerevoli altre cose, Dio è anche vita e forza vitale. Immaginatevi questa forza vitale come una corrente elettrica, dotata di suprema intelligenza. Questa “corrente elettrica” si trova dappertutto, in voi, intorno a voi e fuori di voi. Come usarla dipende da voi. Potete usare l’elettricità per scopi benefici, persino terapeutici, o anche per uccidere. Il modo in cui la usate non rende la corrente elettrica buona o cattiva. Siete voi a renderla buona o cattiva. Quella potente corrente è uno degli aspetti importanti di Dio ed è ciò che vi tocca più da vicino. Questo potrebbe portarvi a supporre che Dio sia completamente impersonale e quindi ancora più temibile, il che sembra contraddire l’idea del Suo amore infinito. Nessuna delle due cose è vera. Dio, essendo il tutto, è anche personale se sceglie di esserlo, anche se il Suo aspetto personale non ha nessuna attinenza con l’argomento di cui stiamo parlando, e neppure con uno degli aspetti più importanti della vostra vita personale. Il Suo amore non solo è personale nell’ambito del Dio-manifesto, ma è personale anche nelle Sue leggi, nella natura stessa delle leggi. L’amore apparentemente impersonale delle leggi ‘che sono’ – cercate di capire fino in fondo cosa è implicito nelle parole ‘che sono’! – si mostra chiaramente nel fatto che esse sono realizzate in maniera tale da condurvi inevitabilmente alla luce e alla beatitudine, indipendentemente da quanto possiate deviare da esse. Più deviate da esse, più le avvicinate tramite la sofferenza che la violazione vi procura. Proprio quella sofferenza vi farà cambiare direzione, prima o poi. Alcuni lo faranno prima, altri più tardi, ma alla fine tutti dovranno rendersi conto che sono loro stessi a creare la propria sofferenza o la propria felicità. È questo l’amore insito nella legge, così come il fatto che ogni deviazione contiene anche la medicina adatta per curare il dolore causato dalla deviazione, e pertanto vi conduce più vicini alla meta. L’amore della legge – e perciò di Dio – è anche contenuto nel fatto che Dio vi lascia violare la legge, se lo volete; il fatto che siete creati a Sua immagine, significa che siete completamente liberi di fare le vostre scelte. Voi non siete costretti a vivere nella beatitudine e nella luce, ma potete farlo se lo desiderate. Tutto questo è l’amore di Dio. Ciò non è facile da comprendere, ma anche chi tra voi ha difficoltà a capire arriverà un giorno a rendersi conto della verità di queste parole.

  23. Tutte le volte che avete difficoltà a comprendere la giustizia dell’universo e l’autoresponsabilità della vostra stessa vita, non pensate a Dio come ad un ‘Lui’ – sebbene, naturalmente, Dio possa manifestarsi anche come una persona, dal momento che può fare qualsiasi cosa ed è ogni cosa. Pensate piuttosto a Dio come la Grande Forza Creatrice a vostra disposizione. Quindi, non è Dio a essere ingiusto, come il vostro inconscio può credere, ma lo è l’uso sbagliato che fate della corrente di potere a vostra disposizione. Se incominciate da questa premessa e ci meditate sopra, e se d’ora in poi cercate di trovare dove e come, per ignoranza, avete abusato della corrente di potere che è in voi, Dio vi risponderà. Questo ve lo posso assicurare. Se ricercate sinceramente la risposta, e se avete il coraggio di affrontarla senza farvi prendere dai falsi sensi di colpa – e tutti ormai dovreste essere in grado di evitarlo – arriverete a capire come agisce la legge di causa ed effetto nella vostra vita; arriverete a capire che cosa vi ha portato a ritenere – forse inconsciamente, ma proprio per questo con più forza – che il mondo di Dio sia crudele e ingiusto, un mondo in cui non avete alcun potere, nel quale siete destinati a vivere nella paura e senza speranza, un universo dove la grazia di Dio va solo ad alcuni prescelti, ma non a voi. Solo comprendendo la legge di causa ed effetto potete liberarvi da questo concetto sbagliato di Dio, che distorce la vostra anima e la vostra vita.

  24. Lo so, voi non pensate tutte queste cose, ma molti di voi le pensano nelle profondità nascoste del loro inconscio. Cercate di trovare quella parte di voi dove siete convinti che le cose stanno effettivamente così, indipendentemente dall’amore pur sincero che al contempo provate per Dio. Scoprite se lo temete più di quanto lo amiate. Se farete questa ricerca, potrete stare sicuri che quell’immagine di Dio esiste in voi e che state vivendo una distorsione e un’illusione, poiché tutte le immagini non sono altro che questo. Enumerate tutte le ingiustizie della vostra vita, ma non esaminate le vite degli altri o le condizioni generali, perché la risposta non può trovarsi lì. Dopodiché cercate di trovare dove avete abusato della corrente di potere e mettete in relazione quei casi alle ingiustizie di cui vi lamentate. Se non riuscite a farlo immediatamente vi aiuterò io, ed un ulteriore lavoro vi mostrerà molto chiaramente quali sono i collegamenti, purché desideriate veramente le risposte. Ora non avete idea di quel che questa scoperta può significare per voi. Quanto più all’inizio le resisterete, tanto maggiore sarà la vittoria. Non avete la minima idea di quanta libertà, fiducia e sicurezza vi darà. Comprenderete pienamente la meraviglia della creazione di queste leggi che vi consentono di creare, tramite la corrente di potere, la vostra vita così come vi piace. Questo vi darà la fiducia e la profonda, assoluta certezza che non avete nulla da temere.

  25. A questo riguardo esiste un tipo di personalità tanto negativa – anche se forse solo nel subconscio – da essere profondamente convinta della futilità della sua vita, e che la forza vitale a disposizione possa funzionare solo in senso negativo. Questo può sembrarvi un paradosso, amici, ma non lo è. La forza vitale è energia e, nei problemi della personalità di questo tipo, l’energia è usata solo negativamente. Questo significa, per esempio, che la persona si ravviva in situazioni negative – in situazioni di scontro, di irrequietezza, di litigio e di qualsiasi altro tipo di disarmonia. In queste situazioni qualcosa vibra e pulsa interiormente. Eppure, quando tutto va liscio, anche se un lato della personalità ne è contento – di solito il lato cosciente –, un altro lato si sente spento e svuotato. Questo indica che la distorsione riguardo a Dio è molto avanzata. Sia pure in tono minore, la maggior parte delle persone ha questa reazione, almeno di tanto in tanto. Esaminate se vi sentite più vivi in una situazione negativa o in una positiva. Le vostre reazioni saranno in relazione con la vostra immagine di Dio.

  26. Ci sono domande a questo riguardo?

  27. DOMANDA: Potresti farci qualche esempio di abuso della forza vitale?

  28. RISPOSTA: L’abuso della corrente di potere della forza vitale consiste in tutte le azioni, pensieri, atteggiamenti ed emozioni che deviano dalla verità divina, che sono cioè incentrate solo su di voi e motivate da uno spirito di separatezza. La separatezza dell’anima, in breve, si ha quando le persone si ritirano interiormente e innalzano un muro invisibile intorno alla loro anima, nell’errata convinzione che questo possa proteggerle. Per esempio, la paura della vita e dell’amore, della realtà e dell’autoresponsabilità portano tutte ad uno stato di separazione. Ciò, in realtà, significa che l’individuo si considera diverso dagli altri. Il legame di fratellanza viene spezzato. Questo può accadere in tutti quei tipi di reazione che non sempre sono ovvi. Ogni difetto umano contribuisce alla separazione ed è di per sé una conclusione errata; una falsità, un’illusione lontana, quindi, dalla verità. Se analizzate ogni difetto, scoprirete che esiste solo perché credete che possa proteggervi e portarvi dei vantaggi. In verità non è così, perché nulla che sia svantaggioso per un altro può essere di vantaggio a voi. Questa è la separatezza – e la separatezza è l’illusione del mondo della manifestazione. Ho risposto alla tua domanda? [Sì, grazie.]

  29. DOMANDA: Durante il nostro lavoro, abbiamo incontrato la parola ‘distacco’. Dico bene se affermo che il distacco è semplicemente un altro modo per esprimere la separatezza?

  30. RISPOSTA: Non necessariamente. Quando si tratta di parole, il loro significato può essere sottile e confuso. Come voi tutti ormai sapete grazie al vostro lavoro, una parola può avere un significato per una persona ed uno diverso per un’altra. Una parola identifica un’idea, e tutti voi sapete bene che ogni idea corretta può essere distorta in una falsa, portandola ad un estremo che non può che essere sbagliato. Questa distorsione di solito è del tutto deliberata, sebbene inconscia. Infatti, si cerca di trovare delle giustificazioni per i problemi dell’anima portando un’idea corretta al suo estremo. Questo è sempre stato il problema di tutti i grandi insegnamenti religiosi nel corso delle epoche. Il distacco subisce un destino simile. Persone che hanno paura di vivere e di amare si rifugiano spesso nell’idea distorta di distacco, ma questo non dovrebbe farvi dimenticare il suo reale significato, il suo giusto senso.

  31. Il vero significato di distacco è quello di essere distaccati dal proprio egocentrismo. Facendo questo, si ottiene una certa obiettività, che è distacco. Significa che voi considerate la vostra vanità ferita, i vostri vantaggi e i vostri scopi non diversamente da quelli delle altre persone. Quanto questo sia difficile da attuare, anche di poco, già lo sapete. Non potete raggiungere quello stato fuggendo dalla vita e dai suoi mali, fraintendendo le idee spirituali come certa gente vuol credere di poter fare. Piuttosto il contrario. Solo affrontando i mali della vita con il giusto spirito, senza essere così preoccupati di sé stessi da non riuscire a vedere nient’altro, raggiungerete il sano distacco e la sana obiettività. Dal momento che siete umani, è comprensibile che temiate la vita e l’amore, ma non potete scacciare la paura usando il tipo sbagliato di distacco. Potete raggiungere il vero distacco solo per gradi.

  32. DOMANDA: Credo che questa domanda sia stata fatta in relazione ad una discussione che abbiamo avuto. Puoi dirmi se la penso in modo corretto? Sembra che ci coinvolgiamo in modo negativo in ogni sorta di emozioni, per cui io non voglio più coinvolgermi così prima di aver imparato il distacco. Una volta imparato, sono pronto a coinvolgermi poiché a quel punto posso esserlo in modo costruttivo.

  33. RISPOSTA: Sfortunatamente, non sempre funziona così. Sarebbe estremamente comodo e piacevole evitare le delusioni della vita in questo modo, e molte persone ci provano senza riuscirci. Come ho detto spesso nel passato, non potete aggirare le delusioni, dovete attraversarle. Finché avete paura della sofferenza non ve ne potete staccare, perché la paura è peggiore di ciò di cui avete paura. Questo rimane sempre vero. Perciò, si deve cercare di trovare la giusta via di mezzo fra quei due estremi sbagliati.

  34. Ad un estremo troviamo la persona che si tuffa a capofitto in qualunque situazione negativa. Vari fattori psicologici ne sono responsabili – autopunizione o una forma di aggressività verso gli altri, il desiderio di punirli attraverso la propria infelicità – e molti altri fattori. Quelle sono le persone che si ritrovano sempre coinvolte in modo negativo e distruttivo. All’altro estremo c’è la separatezza, l’atteggiamento che vi fa ritenere di poter attraversare la vita evitandone gli aspetti negativi. Se avete così tanta paura della sofferenza al punto di adottare misure rigorose pur di evitarla, non riuscirete mai ad esserne al di sopra, e quindi non potrete mai raggiungere il giusto tipo di distacco. Allo scopo di essere al di sopra di qualunque cosa, dovete attraversarla in modo da non averne più paura. È una cosa che va fatta col giusto spirito – non con atteggiamento masochistico e autodistruttivo, né con un atteggiamento di paura o una sorta di patologico amore di sé. Quindi la giusta via di mezzo deve essere trovata anche sotto questo aspetto, come in tutti gli altri. E qui sta sempre la difficoltà. La giusta via di mezzo consiste, in breve, nel fatto che la vita vi porta ogni genere di esperienze; che può portarvi solo le esperienze che la vostra stessa anima richiama; che voi non evitiate la felicità perché temete l’infelicità; che non evitiate il coinvolgimento positivo perché avete paura del coinvolgimento negativo.

  35. Tutte le esperienze negative dovrebbero rendervi più forti, ma se vi indeboliscono significa che non è l’esperienza negativa in sé a causare l’indebolimento quanto piuttosto il vostro atteggiamento verso quell’esperienza. In questo non va esclusa una certa cautela. Ciò non significa buttarsi alla leggera nelle cose senza ragionare, senza usare la propria intuizione, senza cercare di vedere oggettivamente la situazione, le persone coinvolte e tutto quel che fa parte del problema. A volte si evita di vedere perché si vorrebbe che gli altri si adattassero ai propri bisogni, o che fosse la situazione a farlo, per questo motivo non osate osservare. La giusta via di mezzo richiede una certa obiettività, ma non dimenticate, potrete diventare obiettivi nei confronti del mondo e delle situazioni che vi circondano nella misura in cui saprete essere realmente obiettivi verso voi stessi.

  36. INTERLOCUTORE: Io non ho paura di star male, ma mi piacerebbe imparare a tenermi un po’ più in disparte.

  37. RISPOSTA: Questo va bene. Vedi, la mia risposta non riguarda solo te personalmente, ma è di interesse generale. È così facile fraintendere e alimentare il lato malato di una personalità. Per quello che ti concerne personalmente, devi trovare quella giusta via di mezzo, mettendoti costantemente in discussione. Al di là di quale sia stato l’estremo che ti ha riguardato finora, potrebbe essere saggio propendere temporaneamente un po’ di più nell’altra direzione. Non perdere di vista il fatto che anche quella è un estremo, ma sarà così per un certo periodo finché non raggiungerai il giusto equilibrio. In quella discussione avete entrambi ragione ma ciascuno di voi deve trovare il giusto equilibrio interiore, rendendosi conto verso quale dei questi due estremi siete portati a propendere.

  38. DOMANDA: Quali sono la relazione, le analogie e le differenze tra l’anti-forza vitale e l’abuso di forza vitale?

  39. RISPOSTA: L’abuso della forza vitale è l’anti-forza vitale. L’abuso risveglia l’anti-forza vitale. Si tratta solo di una distorsione. Queste non sono due forze separate, ma un’unica corrente.

  40. DOMANDA: E per quanto riguarda la menzogna? Qual è il punto di vista spirituale circa le “bugie compassionevoli” – mentire per proteggere una causa più alta o evitare di offendere?

  41. RISPOSTA: La mia risposta non può e non deve essere data ad un livello esteriore. Molti maestri e insegnamenti rimangono ad un livello esteriore, un livello di condotta. A quel livello la risposta non potrebbe mai essere definitiva. in realtà, potrebbe addirittura anche essere pericolosa. Sul piano esterno si emanano regole che poi diventano rigide e perdono di significato. È un errore cercare una regola fissa. Ci sono tantissime possibilità, e ognuna è diversa. Così lì per lì la mia risposta potrebbe, all’inizio, sembrare poco chiara, magari e, probabilmente, anche un po’ ambigua, e non renderà soddisfatti come quella che darei basandomi su di un’unica una regola di condotta valida per tutti i casi. La sola risposta valida si trova a livello interiore, ed è questa:

  42. Quando avrete imparato ad essere sinceri con voi stessi al massimo delle vostre possibilità, saprete sempre cosa fare, e quale sia il corretto comportamento da tenere, sia che si tratti di questo argomento o di altri argomenti. Giungere ad una tale sincerità è, di per sé, un lungo processo. Solo in voi stessi troverete la verità in grado di disciplinare la vostra condotta esterna. Se siete onesti con voi stessi, sarete in grado di valutare se il vostro dilemma si basa unicamente su motivi altruistici – prevenire le offese, tenere conto di una causa più alta e cose del genere – o se quei questi validi motivi ne nascondano anche uno egoistico. Saprete come valutarlo. La mera scoperta e la consapevolezza della presenza di un possibile motivo egoistico nascosto, vi mostreranno come procedere. Su questo punto non si possono fare generalizzazioni. La scoperta del motivo egoistico vi farà capire che il vostro atteggiamento altruistico ha perso di valore. In altri casi è buono prendere in considerazione la vostra intenzione altruistica malgrado siate venuti a conoscenza di alcuni motivi egoistici; vedrete che, anche se traete un vantaggio personale dall’essere altruisti, sarà anche un vantaggio per tutti quanti. Solo voi potete smettere di ingannare voi stessi. Se non conoscete la vostra verità, persino una buona azione vi sarebbe dannosa. Non mi stancherò mai di dire che il modo giusto di comportarsi, che tutti ricerchiamo, non si trova nell’azione in sé, bensì nell’autoconsapevolezza e nella sincerità. Quella è la chiave di tutti i conflitti, che si tratti della menzogna o di qualsiasi altra cosa.

  43. INTERLOCUTORE: In sostanza, questo significa cambiare da “tu non devi” a “tu non puoi”?

  44. RISPOSTA: Lo includerebbe; tutti i comportamenti corretti derivano da una libera scelta, ma non è esattamente quel che ho detto. Ho parlato dell’importanza di notare come possono coesistere dei motivi nascosti, probabilmente egoisti, con un motivo esterno e cosciente di natura altruista.

  45. DOMANDA: Faccio questa domanda in nome di una persona assente. Come si collegano le interazioni sul piano umano di azione e reazione con la volontà di Dio, la volontà del sé superiore, il libero arbitrio e la volontà egoica?

  46. RISPOSTA: La volontà del sé superiore è la volontà di Dio; non c’è differenza. Appunto perché è libero, il libero arbitrio può corrispondere alla volontà di Dio oppure alla volontà egoica. Anche la volontà egoica può coincidere con quella di Dio, solo il motivo è diverso. In altre parole, lo scopo può essere quello giusto, ma la volontà di Dio è rilassata, paziente, indifferente all’ego della persona. La volontà di Dio è flessibile, mentre la volontà egoica potrebbe anche mirare agli stessi risultati, ma è rigida, impaziente, egocentrica.

  47. L’interazione – cioè azione e reazione tra le persone – è un problema molto più complesso. Io sospetto che ciò che è alla base della domanda – forse non del tutto coscientemente – sia di sapere se un individuo è dipendente dalle scelte fatte dagli altri. In altre parole, “Se il mio prossimo sceglie con il suo libero arbitrio di compiere un’azione sbagliata e io ne vengo danneggiato, come me lo sono procurato? In che modo me lo sono meritato? Sono o non sono una vittima delle scelte arbitrarie o della volontà egoica del mio prossimo, dettate dal suo libero arbitrio o dal suo egoismo?”. La paura profondamente radicata di dipendere dalle azioni e dalle intenzioni degli altri è un grande problema per l’umanità, che condiziona l’atteggiamento dell’individuo verso la vita. Mi rendo conto che è difficilissimo per voi afferrare e comprendere bene che non dipendete mai, assolutamente mai, da un’altra persona, anche se a prima vista vi pare così. Questa è la grande illusione del mondo della manifestazione. Gli insegnamenti e il sentiero che vi porto devono dimostrarvi una volta per tutte, che siete voi a infliggervi le difficoltà, i conflitti e le sofferenze, non importa quanto grande sia la colpa degli altri. Quando siete liberi da immagini, illusioni, conclusioni e concetti errati, le azioni sbagliate degli altri non possono mai toccarvi. A quel punto imparerete ad adattarvi al mondo. Le situazioni felici o infelici della vostra vita, gli eventi favorevoli o sfavorevoli avranno su di voi un uguale effetto. Naturalmente, non siete ancora arrivati fino a questo punto, ma per gradi vi ci state avvicinando. Alcuni dei miei amici hanno già fatto esperienza di questa grande verità, sia pure per brevi istanti, anche se poi si è di nuovo dissolta. Una volta fatta l’esperienza, però, è più facile riappropriarsi di quella conoscenza e costruire su di essa.

  48. Se quel che ho appena detto non vi è completamente chiaro, potrete chiedermi di chiarirlo nella prossima sessione. Nel frattempo, meditate sulle mie parole.

  49. Miei carissimi amici, possano le parole di stasera portare luce nella vostra anima, nella vostra vita. Lasciate che riempiano il vostro cuore. Lasciate che siano uno strumento per liberarvi dalle vostre illusioni, amici miei carissimi. Benedico tutti, singolarmente e collettivamente. Il mondo divino è un mondo meraviglioso e ci sono solo ragioni per gioire su qualunque piano stiate vivendo, quali che siano le illusioni e i disagi che dovete momentaneamente sopportare. Fate che siano per voi come una medicina e crescete forti e felici qualunque cosa incontriate sul vostro cammino. Siate benedetti. Siate in pace. Siate in Dio!

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 52 - The God-Image
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