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Lez. 48 - La forza vitale nell'universo

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
13 marzo 1959

Traduzione in italiano di Simona Fossa
Revisione non ancora effettuata
Edizione Giugno 2016

  1. Saluti nel Nome del Signore. Vi porto benedizioni, amici carissimi.

  2. Stasera parlerò della forza vitale presente nell’universo. La forza vitale universale è contenuta in ogni sfera o mondo, in qualunque oggetto inanimato, nelle idee astratte e negli esseri umani viventi. Nulla può esistere senza di essa. Non discuterò delle sue manifestazioni in altri regni, nelle alte sfere al di fuori delle vostre possibilità di comprensione; il farlo non avrebbe senso perché non potreste capire, amici miei. Nella mia discussione userò solamente termini applicabili alla vita di ogni giorno.

  3. Un oggetto inanimato è forza vitale congelata. Un bel pensiero, una verità, è forza vitale fluida. La forza vitale è eterna e perciò tutta la vita è eterna. La morte non è che un’illusione. Un oggetto inanimato che chiamate morto, lo è solo temporaneamente. Tutta la vita, in qualunque maniera si manifesti, deve esistere eternamente perché una vita che non fosse eterna non sarebbe vita e sarebbe quindi una contraddizione senza significato. La forza vitale contiene tutti gli attributi divini. Essa è, non è mai venuta in esistenza, non fa, non lavora, non ha. Semplicemente è. Cercate di comprendere il significato e la distinzione di queste parole. La forza vitale è tutta intorno a voi e dentro di voi.

  4. Un essere umano che viva in completa e totale armonia con la forza vitale non morirebbe e non rimarrebbe neppure nel corpo fisico perché la vostra materia è forza vitale congelata ed esiste solo dove il campo di questa forza è in qualche modo disturbato. Come avete sentito dire da varie fonti d’insegnamento, la morte in teoria non è necessaria e un giorno sarà eliminata. Le persone completamente realizzate trasformeranno gradualmente i loro corpi in una forma spirituale. È così, tuttavia questo si realizzerà in un futuro molto distante se misurato col tempo terrestre. Ma in linea di principio è certamente possibile.

  5. Ovunque la forza vitale non sia stata violata, la felicità – cioè la completa armonia e pace – può appartenervi senza le trepidazioni e la paura di perderla nuovamente, che accompagnano la temporanea felicità degli esseri umani.

  6. Dagli insegnamenti che avete ricevuto finora, sapete di violare costantemente la legge spirituale nella vostra anima – se non nelle azioni, pensieri o parole, perlomeno nelle emozioni inconsce. Ogni volta che avviene una tale violazione voi distorcete la forza vitale che potrebbe scorrere attraverso di voi. Impedite alla forza vitale di rigenerarvi. Quello che vi sto mostrando su questo sentiero di autoricerca è una maniera graduale e lenta – e non ce n’è una più veloce – per dissolvere tutti i muri, le pietre e le cristallizzazioni interiori, permettendo così alla forza vitale di lavorare in voi. Chiunque abbia attraversato una benché minima vittoria, abbia superato una resistenza, trovato una verità o riconosciuto qualcosa, per quanto sgradevole – o piuttosto proprio per questo – ha provato una sensazione di pace, di forza, e la sensazione di essere vivo e vibrante – fino a quando non viene affrontato l’ostacolo successivo. Questi rari momenti dovrebbero rappresentare per voi una prova tangibile che quello che vi sto dicendo non è solo una bella storia o una teoria distante e astratta senza alcuna attinenza col presente. È pura realtà, praticabile ogni volta che scegliete di guardarvi dentro.

  7. Gli ostacoli nella vostra anima possono esistere solo perché in qualche modo avete violato la legge divina. Quando questo accade la forza vitale non può agire. Notate che per voi la parola “legge” ha molto spesso una connotazione negativa. Molti esseri umani, sentendo questa parola, reagiscono emotivamente in un modo che nulla ha a che fare con il significato che io do a questo termine. Legge per voi significa – spesso inconsciamente – qualcosa a cui siete forzati o costretti a obbedire, un’autorità più forte di voi. Recentemente ho dedicato a questo argomento un’intera lezione. Questo tipo di associazione emotiva che avete con il concetto di legge è completamente opposta al suo vero significato. Perché la legge nel suo vero senso divino, non ha nulla a che fare con la forzatura o la compulsione; anzi, esattamente il contrario. Non appena si instaura una forzatura o una compulsione – sia all’esterno che nell’interiore – in quel preciso momento viene violata la legge divina. Perché la legge divina significa libertà interiore.

  8. Potete raggiungere la libertà interiore solo liberandovi dagli errori. La prima cosa, un passo indispensabile, è quella di portarli alla coscienza. Solo dopo potrete liberarvene. Così, invece di parlare di violazione della legge divina, sarebbe meglio dire che è la verità divina ad essere violata. Poiché la verità è la forza vitale e la verità è certamente la legge divina. Tutti sapete, cari amici, che il sentiero sul quale vi guido vi mostra la verità di voi stessi.

  9. La forza vitale è rigenerazione. La forza vitale congelata significa degenerazione. Nelle vostre immagini, nelle vostre conclusioni errate, nella vostra ignoranza conscia e inconscia e negli errori, voi non vivete nella verità e perciò inibite la forza vitale, che oltre a molti altri attributi, è sempre una forza risanante – per il corpo, per la mente, per l’anima e per il vostro spirito. Arriverete così rapidamente a credere che tutta la malattia fisica non è altro che una reazione a catena, la manifestazione esterna della forza vitale ostruita.

  10. Ogni volta che nella vostra anima ci sono delle ostruzioni, la sola maniera per curare la malattia è quella di prepararsi ad accogliere correttamente la forza vitale. Il primo passo è quello di incontrare la non verità e questo, naturalmente, non è piacevole. Ciò induce molti a credere che questo sentiero non possa essere quello giusto. Si ritiene che poiché il divino è bellezza, armonia e beatitudine, fare esperienza dell’esatto opposto stia a indicare qualcosa di contrario al divino. Che malinteso, amici miei! Come potete credere di poter semplicemente ignorare tutta la disarmonia che voi stessi avete impiantato nella vostra anima e poi sperimentare direttamente la divina armonia!

  11. Prima di poter veramente comprendere la verità divina dovete comprendere le errate cause che avete messo in moto. Pensate che avendo piantato nel vostro giardino una pianta velenosa, rovinando tutte le piante buone, potreste forse sbarazzarvi della pianta cattiva senza afferrarla ed estirparla? Un tale lavoro non è esattamente piacevole, in quanto, toccandola, il veleno vi può temporaneamente colpire, ma questo non si può evitare. È sempre meglio che lasciare la pianta velenosa nel vostro giardino.

  12. Prima di sbarazzarvi di ciò che vi causa e vi ha continuamente causato dolore, questo dolore va in un modo o nell’altro sopportato. Dovete imparare a distinguere tra due tipi fondamentali di dolore, amici miei, quello degenerante e quello rigenerante. Ne avete l’esempio anche nel regno fisico. C’è il dolore della fase in cui ci si ammala, quando si sentono i sintomi di una malattia che vi attacca. A quel punto si è nella fase discendente. Poi c’è un diverso tipo di dolore, a volte persino più acuto, che accompagna il processo di guarigione: il dolore rigenerante. Prima che la cura e il processo di guarigione possano aver luogo, esso è spesso – in verità sempre – necessario. Un tale dolore si trova nella curva ascendente. Prima di subire un’operazione, per esempio, sentite il dolore causato dall’ammalarvi, spesso avvertito molto prima di sapere che qualcosa non va. Dopodiché il vostro dottore scopre la malattia e vi opera. Nel processo di guarigione voi sopportate un tipo di dolore completamente differente. Tutti sapete che una ferita non può guarire prima che il pus sia stato espulso e quando tutto è ripulito i tessuti possono nuovamente ricomporsi. Questo è il dolore rigenerante.

  13. Lo stesso vale per l’anima. Non potete sfuggire a questa realtà, amici miei. Potete scegliere se rimanere nella curva discendente, nello stato in cui soffrite dei vostri sintomi e rifiutate di andare alla radice del male, oppure se farvi coraggio, affrontando il problema, aprendo con un taglio la ferita e permettendo così alle forze risanatrici della natura di prendersene cura. Dopo aver fatto uscire il pus – cioè i vostri errori, le vostre false conclusioni – avrete bisogno di sopportare per un certo periodo quel tipo di dolore rigenerante. L’operazione stessa non è altro che il disagio nell’affrontare ciò che in voi è falso. È il punto massimo, o dovremmo dire il punto minimo, prima che il tratto ascendente della curva possa iniziare.

  14. Tramite la visualizzazione di questo processo, può esservi più facile farvi strada per uscire dalla trappola nella quale attualmente vi trovate. Non avete bisogno di sopportare pessimismo e disperazione. Guardatevi attorno, miei cari, cercate di comprendere quello che vi sto dicendo e affrontate la vera sofferenza invece di fare sempre e solo attenzione ai sintomi. Persino gli amici più avanzati sul sentiero sono tentati di fare attenzione solo ai sintomi del male piuttosto che alla sua origine, e questo a causa della loro paura inconscia del più acuto dolore dell’“operazione”. Rendetevi conto che, una volta trovato il coraggio di sottoporvi all’operazione, il periodo di dolore sarà molto breve. Se, tuttavia, vi trovate sulla parte discendente della curva attaccandovi ai sintomi senza guardare alla loro origine che è in voi, allora la sofferenza si protrarrà. Il dolore durerà fino a quando non deciderete di affrontare il vero problema optando per l’”operazione”.

  15. Questo consiglio non vale soltanto per l’intrapresa di questo sentiero nel suo insieme, ma dovrebbe essere applicato a ogni suo passo. Potreste trovarvi sul sentiero giusto eppure trascurare deliberatamente alcuni punti malati della vostra anima, cercando il rimedio nel mondo esterno. Anche questo è un attaccamento ai sintomi. Quanto più dissolvete gli ostacoli e le pietrificazioni interiori affrontando i vostri malintesi, le incomprensioni e le falsità che vivono nella vostra anima, tanto più consentite alla forza vitale di fluire attraverso di voi. E quanto più lo fate, tanto prima vi rigenererete a tutti i livelli del vostro essere.

  16. Come ho detto all’inizio di questa lezione, la perfezione è illimitata ed eterna, non solo nel senso di tempo ma anche nel senso di estensione. Potete vivere una parte infinitesimale di tutto questo anche mentre siete sulla Terra. Chiunque si avvicini alla strada sassosa e ripida del ritrovamento di sé sperimenterà gradualmente, un po’ alla volta, dei cambiamenti incredibili o che lo sarebbero per chi non investa in tutto questo. Non vi prometto miracoli, amici miei, perché non esistono miracoli in quel senso. Chi vuol credere in quel tipo di salvezza, lo fa perché non comporta alcuno sforzo personale. Sarebbe facile! Però tale salvezza non esiste. Questo sentiero è di pura realtà; qui non si raccontano favole. La realtà che vi mostro può essere sperimentata da chiunque purché non sia pigro e sia disposto a pagarne il prezzo. Su questo sentiero accadono sì dei miracoli, ma solo se si guadagnano con fatica. È così che dovrebbe essere e potete avere fiducia in questa maniera di procedere perché ha senso. E non dimenticate un’altra cosa, che i sottili cambiamenti nella personalità si manifestano innanzitutto all’interno e dunque non sono evidenti agli altri né si manifestano con mutate circostanze. La prima manifestazione deve sempre essere quella di avere un diverso sentire e reagire interiore. Il resto viene in seguito.

  17. Quindi, cari amici, fate entrare la forza vitale nella vostra anima. Non potete farlo semplicemente volendolo, cercando di entrare in uno stato d’animo divino, anche se questo può aiutarvi un po’. Una preghiera vi darà l’energia necessaria a fare la vostra parte ma il lavoro deve essere fatto. Quel flusso vitale che a un dato momento avete distrutto, deve essere rigenerato con le vostre forze, affrontando voi stessi, superando la vostra resistenza, l’indolenza e l’autocommiserazione. Non dovreste mai credere, neppure per un istante, che quello che vivete sia ingiusto o scorretto, indipendentemente da quanto possa sembrarvi così all’apparenza. In ultima analisi, nell’assoluta realtà e verità, lo avete causato voi. Siete voi a dover trovare la causa e a trovare un modo per uscirne, diverso dalla direzione che avete seguito finora, uno stato in cui siete rimasti troppo a lungo. Riflettete su questo, amici cari.

  18. E ora, qualche ulteriore consiglio per il vostro lavoro sulla ricerca delle immagini. Quel che ho detto nelle lezioni su questo argomento, vi ha sicuramente fatto capire che vari temi e concetti di ordine generale giocano un ruolo nella psiche umana. Perciò gli atteggiamenti generali devono essere indagati. Un atteggiamento verso un concetto o un’idea generali, nella mente e nell’anima umana diventano molto personali perché tutti gli esseri umani nella vita vanno incontro a esperienze personali che si applicano proprio a questi temi. Il metodo che ho presentato finora prevede, detto in breve, le diverse liste che non è il caso di enumerare nuovamente, la storia di vita della persona e la pratica della revisione quotidiana. Con questo materiale a portata di mano potete certamente avere successo – e lo avete avuto – nelle vostre ricerche. Ora vorrei darvi un altro elemento da aggiungere al metodo. Alcuni di voi l’hanno comunque usato senza quasi rendersene conto. Ora però questo elemento dovrebbe venir incluso come parte integrante del lavoro. Si tratta di questo: prendete tutte le idee, i concetti e i principi di ordine generale e fate una lista di tutti quelli che sono importanti nella vita di una persona. Alcuni li ho già discussi, come per esempio l’amore, l’eros e il sesso o l’autorità; gli altri li discuterò in futuro. Pensate al denaro, al lavoro, alle varie emozioni, alle relazioni umane, oltre a tutti gli altri argomenti generali che potrete esaminare successivamente, a seconda di quello che è il problema più pressante di ogni persona. Individuate qual è l’atteggiamento di ogni individuo verso quel tema. Fate in modo che le persone vi comunichino innanzitutto la loro idea generale, il loro concetto riguardo all’argomento con cui apparentemente hanno difficoltà. Poi incominciate a interrogare la persona sulla sua vita da questo particolare punto di vista, includendo infanzia, adolescenza, vita adulta e così via.

  19. Fatevi raccontare qual era – o appariva essere – l’atteggiamento dei suoi genitori sull’argomento. Così scoprirete che in nove casi su dieci, il concetto teorico si discostava totalmente dall’atteggiamento e dal comportamento emotivo. Questo dovrebbe fornirvi un indizio importante per scoprire le immagini e le conclusioni sbagliate. Includete questo approccio al metodo generale e usatelo ogni volta che il tempo vi sembra maturo. Inseritelo in un programma definito, senza però trasformarlo in un sistema rigido; ormai sapete di dover operare con la vostra intuizione e regolarvi a seconda della personalità. In un caso, va affrontato per primo un certo argomento, mentre in un altro potrebbe esserne appropriato uno diverso; in un ulteriore caso, potrebbe essere meglio rimandare addirittura questo genere di ricerca.

  20. A tempo debito, discuteremo di molti argomenti generali di questo tipo dal punto di vista dell’errata interpretazione dell’inconscio e di quale potrebbe e dovrebbe essere la reazione corretta.

  21. E ora, cari amici, prima di passare alle vostre domande, vorrei dire qualcosa che dovrebbe risultare particolarmente interessante per ognuno di voi. C’è così tanta tensione tra di voi – e questo è inevitabile in qualunque gruppo umano. Siete tutti così pieni di buona volontà e non vorreste che ci fossero delle tensioni. La questione è sempre come fare a eliminarla. Ci sono vari modi. Alcuni li avete tentati, altri no, oppure ve ne siete dimenticati.

  22. Lasciate che ora vi dia un suggerimento nuovo, che potrebbe funzionare molto bene, se vorrete provare. Sapete tutti che gli avvocati possono assumersi la difesa di un caso affrontandolo da due lati diametralmente opposti. Prima possono presentare il caso da un punto di vista e risultare completamente convincenti; poi possono prendere il punto di vista della parte opposta, affrontandolo da quel lato, ed essere altrettanto convincenti. Ogni avvocato ve lo confermerà. Molti lo praticano come parte del loro tirocinio.

  23. Se c’è un conflitto tra voi e uno dei vostri fratelli, il mio consiglio è di impersonare il suo avvocato difensore. Esaminate il caso, cercate di vederlo dal suo punto di vista e presentatelo innanzitutto a voi stessi. Questa sarà la cosa più facile. Poi andate da una terza persona obiettiva, non implicata nel conflitto, magari la persona con cui lavorate, e ripetete questo procedimento in sua presenza. Questo dovrebbe essere il secondo passo. E se volete veramente raggiungere il gradino più alto a questo particolare riguardo, recatevi dalla persona con cui siete in conflitto e prendete la sua difesa. Forse anche lei farà lo stesso. Ci vogliono coraggio e umiltà, le due qualità indispensabili per raggiungere qualunque successo su questo sentiero. Ma se non riuscite a portarvi fino al terzo e più alto gradino, provate il primo e poi magari il secondo.

  24. Prendete questo compito seriamente, non fate solo un mezzo tentativo. Cercate di dimenticare voi stessi. Cercate di agire nell’interesse del vostro avversario come se foste veramente un avvocato e fosse in gioco la vostra reputazione. Se la vostra difesa sarà scadente, perché in un angolo del vostro essere vorrete ancora dimostrare quanta ragione avete, non avrete affatto portato a termine il vostro compito. Giocate, immaginate che la vostra vita dipenda dal presentare un argomento convincente a favore dell’altra persona. la patrocinerete e meglio sarà per voi; e non, come potreste continuare a credere, meglio la difenderete e peggio ne uscirete. Dopo che l’altro vi avrà ascoltato in qualità di vostro “cliente”, vi fornirà ulteriori argomenti, in modo che possiate difenderlo ancor meglio. Ascoltate questo materiale in modo da ampliare e rafforzare il caso del vostro “cliente”.

  25. Sapete che cosa ci guadagnerete, miei cari? Vi aprirete a nuove prospettive di comprensione. Siete così abituati a rappresentare solo il vostro caso. Lì siete perfetti. Lì non avete certo bisogno di migliorare e fare ulteriore pratica. Ora però imparate a considerare l’altra parte. Siate l’avvocato dell’altra parte, invece che di voi stessi. Questo è il mio consiglio. Sarà un validissimo esercizio, il modo più sicuro e più veloce per eliminare il contrasto o per ridurlo al minimo, purché lo seguiate fino alla fine. Può essere una buona idea anche per un lavoro di gruppo. Per prima cosa esponete brevemente il vostro caso e poi fatevi avvocato dell’altra parte. Lasciate che siano gli altri a giudicare se, come avvocato, siete migliori per voi stessi o per l’altra persona.

  26. E ora, amici miei, sono pronto per le vostre domande. Ce n’è qualcuna sugli argomenti discussi stasera?

  27. DOMANDA: La scienza dice che la vita è luce e coscienza. Corrisponde a quello che hai detto stasera? Intelligenza e luce?

  28. RISPOSTA: Naturalmente. Solo che è molto più di quello. Intelligenza e luce sono solo due dettagli. La forza vitale è tutto ciò che esiste. Ogni cosa buona. E ogni cosa negativa o dannosa è forza vitale pietrificata: verità divina o legge divina che non sono state rispettate.

  29. DOMANDA: Quali sono le principali qualifiche e prerequisiti per il team di lavoro, e dopo quanto tempo di addestramento e autopurificazione, parlando in generale i componenti del team potrebbero incominciare a operare come aiutanti?

  30. RISPOSTA: È piuttosto difficile dare una risposta di carattere generale, naturalmente, ma ci proverò. Una delle qualifiche generali è un certo talento psicologico. Questo è ovvio. Si vedrà molto presto chi possiede o meno questa dote. Nella maggior parte dei casi, la persona stessa sarà consapevole di avere questo talento. Di sicuro non c’è da vergognarsi se non lo si possiede. Non tutti hanno gli stessi talenti. Chiunque sia abbastanza onesto con se stesso saprà se possiede un certo numero di qualifiche che, messe tutte assieme, rappresentano le doti necessarie per questo particolare lavoro. Per esempio, perspicacia, intuito, capacità di deduzione e di osservazione, un autentico interesse per gli altri, sentimenti positivi e anche un certo distacco di base.

  31. La durata dell’addestramento è impossibile da fissare. Essa varia. Alcune persone possono forse essere in grado di affrontare questo lavoro prima di altre, dipende da loro. Non è un prerequisito che tutte le immagini siano trovate e dissolte prima di poter lavorare con gli altri. Questo non è necessario anche se è necessario aver fatto qualche scoperta, aver già ottenuto alcuni risultati nella ricerca delle immagini. Ma una condizione assolutamente indispensabile è di aver lavorato con successo sul proprio sentiero, di aver provato il sollievo che deriva dalle scoperte fatte e di aver sperimentato dei cambiamenti interiori.

  32. Prima di questa esperienza e di questo senso di sollievo, una persona non sarebbe in grado di aiutarne un’altra. Dovete aver avuto la sensazione di sapere che cosa si prova; soltanto allora potrete aiutare con convinzione. Prima di aver provato un certo sollievo e un senso di vittoria, vi trovereste talmente nelle tenebre, talmente invischiati nelle vostre personali difficoltà da non poter assolutamente avere occhi per un altro. Vi mancherebbero l’intuito e il necessario distacco. Ecco qual è il criterio con cui potrete procedere e valutare.

  33. Nessuno meglio di voi sa se è pronto o no, quando si chiede, “Ho fatto o no quest’esperienza? Sono completamente convinto? Ho superato in me certi problemi fondamentali? Comprendo veramente la causa dei miei principali problemi?”. Ripeto, non è necessario che le immagini siano state dissolte, ma bisogna aver provato il sollievo che inevitabilmente deriva dall’aver decodificato certe cause ed effetti nella propria vita.

  34. DOMANDA: Rileggendo l’ultima lezione riguardante “il muro”, mi sembra che ci si aspetti che una volta individuatolo, ci si renda anche conto che esso è quasi fisicamente presente. È giusto?

  35. RISPOSTA: Non capisco che cosa tu intenda per “fisicamente”. Ciò che intendevo è che dovreste visualizzarlo, percepirlo come qualcosa di concreto nella vostra anima. Dopo qualche tempo ci arriverete. Ma non potete vederlo fisicamente. Si tratta semplicemente di sentire una durezza dentro di voi, qualcosa che vi impedisce di essere completamente sgombri e fluidi.

  36. DOMANDA: Penso che di tanto in tanto possa essere visto nel dormiveglia e prima del risveglio.

  37. RISPOSTA: È possibile. Può essere visto anche in un sogno.

  38. DOMANDA: È solo dopo che il “muro” è scomparso che può avvenire la nostra rinascita spirituale? Questa scomparsa avviene quando ci si rende conto di tutto quello che c’era dietro al “muro”, o solo dopo essersi effettivamente purificati?

  39. RISPOSTA: La rinascita spirituale può avvenire dopo essere diventati completamente coscienti di tutto quello che c’era dietro al “muro”. A quel punto le forze rigeneratrici della natura possono incominciare a operare. Ma cercate di capire che cosa significa essere completamente coscienti. Questo include mettere continuamente in pratica quanto si è imparato sulle proprie reazioni e certamente non è tanto facile.

  40. DOMANDA: Si può essere completamente coscienti di tutte le proprie tendenze sbagliate?

  41. RISPOSTA: Il momento dovrà arrivare. Non dico che dovrà succedere a tutti in questa vita. Forse ora è possibile solo per pochissimi, ma alla fine dovrà accadere a tutti. Finché non raggiungerete quel punto, continuerete a incarnarvi. Ma in questa vita potrete compiere un certo percorso –accelerando quindi tutte le vite future perché la vostra psiche assorbirà il processo della ricerca di sé. Diventerà una seconda natura che rimarrà nell’anima in modo che l’entità trarrà vantaggio da questa abitudine nelle successive incarnazioni.

  42. Ora mi ritirerò nel mio mondo, lasciandovi con la forza e le benedizioni divine. Possano i nuovi amici che sono arrivati fino a noi prendersi la briga e la pazienza di scoprire se riescono a trovare le molte risposte che questo sentiero ha da offrire. Non abbiate fretta. Accogliete almeno le particelle di forza vitale che sono contenute in ogni benedizione. Quanto potrete assorbirne dipende unicamente dal vostro stato mentale. Amarezza, rabbia, auto-commiserazione, sono tutte cose che bloccano la forza vitale. Ricordatelo. Quindi cercate di aprire le vostre porte. Siate benedetti, miei cari, siate in pace, siate nel Signore!

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 48 - The Life Force in the Universe
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