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Lez. 37 - Accettazione, modo giusto e sbagliato - dignità nell'umiltà

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
26 settembre 1958

Traduzione in italiano di Simona Fossa
Revisione non ancora effettuata
Edizione Aprile 2020

  1. Saluti nel nome del Signore e di Dio. Porto benedizioni a tutti voi, amici miei. Sia benedetta quest’ora.

  2. Felice è la persona che si è sinceramente data a Dio! Ma quanto poche sono queste persone nel vostro mondo! Alcuni di voi hanno già raggiunto il punto in cui si sono resi a Dio, lungo la lunga strada verso l’alto; altri invece pensano di averlo fatto solo perchè hanno trovato dei mezzi compromessi.

  3. Ma cosa significa decidersi per Dio con tutto il cuore? Questo comporta sempre una rinuncia a qualche cosa, come lasciar andare un’opinione, un desiderio, o forse un modo di vivere. Eppure, in realtà, non si rinuncia a nulla, ma questo atto di rinunciare - che a voi appare come una resa- va comunque compiuto. Solo dopo aver mostrato questa vostra volontà e compiuto questo passo, scoprirete che in realtà ricevete molto di più di quello a cui avevate rinunciato, anzi scoprirete di non aver rinunciato a nulla! Questo paradosso è velato da una nube di inconsapevolezza, che si dissolve automaticamente quando una persona ha mostrato la volontà di sacrificare qualcosa di importante per Dio.

  4. Molti hanno interpretato erroneamente la legge che regola la decisione per Dio, attribuendole il significato di rinunciare al mondo e ritirarsi in convento. Tali asceti spesso non rinunciano a nulla, mentre altri rimangono nel mondo e si arrendono davvero nella loro vita, nella loro sincera dichiarazione che hanno fatto a Dio. La Sua volontà e la Sua realizzazione viene espressa in azioni, in parole, e nelle intenzioni. Ed è abbastanza naturale che le persone intorno a loro possano anche non saperlo. Dio restituisce spesso ciò a cui si era rinunciato. Se avete dimostrato di non essere attaccati a qualcosa più di quanto non lo siate a Lui, Dio farà in modo che lo riceviate nuovamente, e in forma nuova e migliore! Ciò a cui dovete rinunciare non è necessariamente qualcosa di cattivo, sbagliato o malvagio. E’ sufficiente che vi ci aggrappiate con troppa forza e non siate capaci di lasciarlo andare per amore del Signore. Questo è il punto, amici miei.

  5. Come potete trovarvi su questo sentiero, amici, se non siete disposti a lasciare che Dio prenda il controllo di tutto? Come potete essere un figlio e figlia di Dio se le attenzioni terrene contano di più, mentre quelle sulla vostra purificazione, sul vostro svilupppo e sulla vostra relazione con Dio sono secondarie? Non potete scendere a compromessi con Dio, anche se questo è spesso ciò che volete fare. Pensate che pregare e riflettere un po’ sui vostri errori sia sufficiente, e andate avanti con la vostra vita come se Dio e la Sua chiamata non esistessero. Non potete stare con un piede su questo sentiero e l’altro nel vostro vecchio modo di vivere. Quel vecchio modo non vi ha portato altro che guai.

  6. Il test di base per ogni entità incarnata o disincarnata, arriva durante la fase del suo sviluppo quando il mondo divino le chiede di mettere finalmente in pratica la sua fede. Ma prima di questo, per lungo tempo, non c’è fede, né traccia di verità. L’entità arriva ad un punto di svolta quando incomincia a vedere la luce, intuisce l’esistenza di Dio e incomincia a credere in Lui. Alla fine questa fede dovrà essere dimostrata. Ci saranno poi degli eventi in cui Dio parlerà chiaramente al ricercatore: “Ne sei sicuro? Sei sicuro della tua convinzione? Conto per te più di qualunque altra cosa?”. Una preghiera ogni tanto non è abbastanza. Dio vuole tutto di voi, in modo da potervi dare tutto di Sé. Solo donandovi a Dio sarete in pace con voi stessi. La mancanza di pace è sempre segno che avete nascosto al Padre Celeste una parte della vostra anima. Una parte di voi vuole Dio, vuole sentirsi figlio e figlia di Dio, vuole svilupparsi e purificarsi. Eppure un’altra parte di voi pensa di saperne meglio. Volete avvicinarvi a Dio alle vostre condizioni, non alle Sue. Pensate che arrendervi completamente e interamente a Dio possa, in qualche modo, possa rappresentare uno svantaggio. Così facendo, proiettate le vostre stesse limitazioni sull’Altissimo.

  7. Non fraintendete queste parole, non intendetele come una richiesta di completa passività da parte vostra. L’atto di arrendervi a Dio e di superare la vostra volontà egoica è il giusto tipo di azione attiva. Quando lottate contro il vostro Sé Superiore usate il tipo sbaglato di azione.

  8. Nel corso della Caduta, ogni aspetto divino della creazione si è convertito nel suo estremo opposto. Questo è facile da verificare. L’amore si è trasformato in odio e risentimento, la giustizia in ingiustizia, la bellezza in bruttezza, l’armonia in disarmonia e così via. Per ogni figlio di Dio e per tutti gli esseri creati che non sono più nelle tenebre più profonde, quegli estremi non rappresentano alcun pericolo. Vi è, tuttavia, un estremo negativo, nascosto e distorto, mascherato e coperto da molti strati presentati come il buono e il reale. Voi, e molti altri come voi, non siete in grado di distinguere tra la falsa e la vera bontà nella personalità umana, vale a dire il sé superiore, il sé inferiore e il sé maschera. La stessa coesistenza di verità e falsità accompagna ogni forza, ogni aspetto e flusso divino su questa Terra.

  9. Una delle correnti divine più fraintese è l’amore. Molte altre cose si spacciano per amore, che non hanno davvero nulla a che fare con esso. Il desiderio dell’Io di superare il muro della solitudine si spaccia per amore. Altrettanto si può dire della possessività. Sarò più preciso su questo argomento quando parlerò dell’amore erotico, del suo significato, del suo ideale perfetto e delle sue deviazioni. Ma questo non è l’argomento di stasera.

  10. Stasera discuteremo di come vivere secondo la Legge Divina, accettando le avversità della vita senza divenire pessimisti e negativi. Nel vostro mondo e specialmente tra voi, amici miei, vi è una grande confusione su questo argomento. L’accettazione della vita è la via divina, e significa accettare tutto ciò che la vita vi porta, sia il bene che il male mantenendo un atteggiamento positivo. La distorsione sta nella lotta della volontà egoica per non accettare tutto quello che è difficile. Questo rifiuto di accettare la vita per come è, può essere visibile o nascosto, come avviene per quasi tutte le cose. Ed è ugualmente contro la Legge Divina essere pessimisti e negativi. La vostra natura inferiore, sostenuta dalle forze delle tenebre, ama credere che essere pessimisti e negativi significhi accettare le difficoltà della vita. D’altra parte, negare le difficoltà è anch’essa una distorsione di un atteggiamento sano e positivo.

  11. Trovare la giusta maniera non è facile. La verifica interiore e la meditazione vi apriranno alle risposte che vi servono; ognuno di voi imparerà dove e come devia dal giusto percorso. Ma lasciate che vi mostri in linea di principio come si può praticare l’accettazione nella propria anima.

  12. Accettare le avversità della vita non significa vedere tutto a tinte fosche. È naturale e corretto pensare: “Mi aspetto che la vita mi porti sia tristezza che felicità. Non mi tirerò indietro di fronte alle nubi della vita, né temerò l’oscurità. Solo attraversando coraggiosamente le avversità, sarò capace di sopportare la felicità e di donarla agli altri”. Si può arrivare all’equilibrio spirituale solo se non ci si tira indietro di fronte all’infelicità con un distorto amor proprio, con l’autocommiserazione e la paura. Se imparate dai periodi difficili e se, nel vostro momento più buio, chiedete a Dio ciò che vuole che impariate e che cosa in voi ha provocato la sfortuna che vi è capitata, l’atteggiamento è quello giusto. Se vi concedete di poter pensare che il sole tornerà a risplendere, accetterete le tenebre in modo costruttivo e troverete anche la causa dentro di voi dei vostri momenti più bui.

  13. A parte tutte le difficoltà, ci sono anche alcune lezioni generali circa l’orgoglio, la volontà egoica e la paura che tutti dovrebbero imparare nei momenti di prove e difficoltà. Il ricercatore che scalcia e lotta contro l’infelicità, non agisce forse per orgoglio? La personalità non agisce spesso con scoppi emotivi, come per esempio: “Perché io dovrei essere infelice? Non voglio esserlo!”. Solo un essere perfetto può fare giustamente queste richieste che voi spesso avanzate, più o meno inconsapevolmente. Non è forse a causa della volontà egoica che vi tormentate nell’infelicità? Ognuno di voi lo può comprendere nei momenti più difficili. La paura vi abbandonerà solo se accettate di abbracciare l’infelicità come una medicina necessaria, senza pensare che sarete per sempre malati, o che ne avrete sempre bisogno. E’ questa l’accettazione della vita.

  14. La vostra riluttanza a prendere la vita e la lotta interiore con accettazione, può manifestarsi in vari modi. Poichè avete già assimilato mentalmente alcuni insegnamenti particolari, potreste non voler ammettere apertamente che vi rifiutate di essere infelici. Con sfida, con autocommiserazione, con il desiderio di fuggire in un modo o nell’altro dalla vita, o sfuggire ai vostri problemi, dimostrate che emotivamente non avete ancora accettato tutto ciò che la vita rappresenta. Qualunque sensazione disarmonica che provate in relazione alle avversità nella vostra vita personale, vi dimostrerà che dentro di voi non avete accettato le regole della vita, che state rifiutando la responsabilità personale dei vostri disagi e che non siete disposti a “prendere la medicina”. Provate a tradurre le vostre emozioni e imparate a capire che cosa veramente significano, in modo che assumano una forma più chiara nella vostra mente e vi aiutino a raggiungere una consapevolezza più profonda di voi stessi.

  15. Chiedetevi “Che cosa significano le sensazioni che provo? Sto lottando contro le realtà della vita? La mia lotta significa forse che, per causa dell’orgoglio e della volontà egoica, sto rifiutando le lezioni che la vita mi propone? Ho paura di queste lezioni, di questi segnali che mi dicono che sono troppo attaccato a me? Ho paura di tutti i piccoli dolori e svantaggi?". Un’indagine di ricerca non dovrebbe mai essere né pessimistica, né negativa. Pessimismo e negatività direbbero: “Tutto ciò che posso aspettarmi è solo infelicità; per me il sole non risplenderà mai più”. Potete dimostrare questo tipo di disperazione attraverso le vostre emozioni, anche se la vostra mente non vuole ammetterlo. Esaminate bene queste emozioni. Spesso la gente crede che l’essere negativi e pessimisti sia una dimostrazione di accettazione delle lezioni della vita. In realtà, gli atteggiamenti negativi non sono che un altro modo di scalciare e di lottare, rifiutando quelle lezioni.

  16. Un’altra distorsione di un attributo divino riguarda la dignità. La dignità è un aspetto divino. La sua distorsione è l’orgoglio. Quante volte notiamo che gli essere umani sono orgogliosi del loro orgoglio, scambiandolo per dignità, la quale non esiste se non nella completa umiltà. Una persona le cui correnti dell’Io sono così forti che la volontà egoica ha il sopravvento, è necessariamente orgogliosa e non può contemporaneamente avere dignità. Nella misura in cui la volontà egoica, l’orgoglio, la vanità e l’egoismo sono presenti nell’anima, esse portano inevitabilmente alla paura. Paura e dignità non possono coesistere. L’anima che riesce ad umiliarsi quando è opportuno, conosce la vera dignità. C’è qualcosa di più dignitoso del dire umilmente ad un altro: “Ho sbagliato, perdonami”? Nonostante ciò che spesso si pensa e si sente, ammettere un torto non lede mai la propria dignità. Quante volte vi ostinate testardamente nel sostenere il vostro punto di vista, semplicemente perché non volete arrendervi! Perché no? Il vostro frainteso concetto di dignità è in realtà orgoglio, cioè l’esatto opposto della dignità. Le persone spiritualmente non risvegliate confondono facilmente le due cose.

  17. Fate attenzione, amici miei, alle correnti divine mascherate e distorte che si atteggiano a quelle vere, buone e giuste. Ora, nel vostro mondo, la tendenza ad aderire a tali distorsioni è molto forte. In passato le forze delle tenebre non avevano bisogno di ricorrere a tali mezzi. Quando l’umanità si trovava ad uno stadio primitivo di sviluppo, un’aperta menzogna era sufficiente ad allontanarsi dal Divino. Oggi l’umanità è progredita a tal punto che pochi si lascerebbero tentare da un’ovvia malvagità; solo la confusione e la falsa rappresentazione del bene sortiranno l’effetto a cui mirano costantemente le forze dell’oscurità. Le loro nuove tattiche vi rendono più difficile fare una distinzione, ma voi siete ovviamente sufficientemente forti da padroneggiare le sottigliezze in gioco e scoprire il falso che si spaccia per vero.

  18. Prima di passare alle vostre domande, ci sono ancora due cose che vorrei dirvi. La prima è che c’è una grande benedizione su questo gruppo, così come sul gruppo in Svizzera. Il mondo dello spirito ha progettato grandi cose. Alcuni dei miei amici possono iniziare a vedere che è così. Ora abbiamo la gioia di avere due medium in addestramento, uno qui e uno all’estero. Questo impegno sarà utile per molti scopi, non solo quando l’addestramento sarà terminato, ma anche mentre è ancora in corso. Permetterà di purificare contemporanamente sia i medium che gli spiriti presenti, oltre che i partecipanti. Vi annuncio questo sviluppo stasera, in modo che tutti gli amici che seguono gli insegnamenti di questo gruppo possano essere consapevoli che tutto questo ha un grande significato.

  19. Per ragioni pratiche, suggerisco che le sessioni di addestramento dei nostri due medium, incluse le discussioni che seguono, specialmente per quanto riguarda la purificazione dei partecipanti, vengano registrate e i nastri poi scambiati tra i due gruppi. In questo modo imparerete l’uno dall’altro. Dovrebbe esserci uno scambio costante e regolare; questo è molto importante per entrambi i gruppi. Quello che è iniziato qui in questo mio piccolo gruppo si rivelerà utilissimo anche per il gruppo oltre oceano.

  20. Stasera voglio anche chiedere un favore ad alcuni di voi. Questo gruppo è benedetto, e benedetta è ogni singola persona che ne fa parte. Sarebbe una grande gioia per il mondo Divino se tutte le animosità e le incomprensioni umane, inevitabili in un gruppo di questa dimensione, fossero appianate e affrontate con un atteggiamento spirituale. Naturalmente, voi godete del libero arbitrio e potete sempre dire di no, ma se ve la sentite, andate dalla persona con cui non vi trovate bene. Pensate attentamente al motivo per cui non vi piace quella determinata persona. Cercate di essere oggettivi e scoprirete sicuramente che, in un modo o nell’altro, la vostra opinione è soggettiva; forse siete stati feriti nella vanità, o siete stati voi a ferire involontariamente la vanità dell’altro, con la relativa reazione emotiva. Si può sempre razionalizzare la propria antipatia. Se non è successo nulla di particolarmente grave, provate semplicemente di trovare del buono nell’altro e cercate con calma le ragioni oggettive della vostra reazione. Un po’ di buona volontà può spesso ristabilire un legame d’affetto tra due persone in disaccordo. Cercate di scoprire il denominatore comune, perché c’è un denominatore comune in tutti voi. Costruite su questo e non su quei pensieri ed emozioni che sono stati probabilmente influenzati dal vostro orgoglio ferito. Mostrate i vostri lati buoni con sincerità; mostrate la generosità del vostro cuore, che talvolta sembra nascosta.

  21. Nei casi in cui ci siano stati dei reali scontri, consideratene i dettagli con discrezione e tatto. Il momento migliore per discuterne, e se sia il caso di farlo, dipende da quanto vi sentite liberi dal risentimento e dalla cecità. In alcuni casi sarebbe utile che tali episodi venissero discussi nell’ambito del gruppo ristretto. Verrà il momento in cui sarete in grado di parlare liberamente con il vostro “avversario”, spiegando con calma ciò che pensate sia stato un malinteso, il modo in cui siete rimasti entrambi feriti e perché c’è questa avversione. Ambedue le parti si sentono ferite. Se riuscirete ad essere sinceri, ma allo stesso tempo distaccati, ascoltate serenamente e cercate di comprendere il punto di vista dell’altro, senza lasciare che la vostra cosiddetta dignità vi sia di ostacolo. Scoprirete che non c’è nessun motivo di disarmonia.

  22. Tutte le incomprensioni e tutti i dolori sono puramente immaginari, amici miei. Sono il sottoprodotto di questa sfera terrestre in cui vivete, almeno in parte, nell’oscurità. Quante volte pensate di avere delle ragioni per sentirvi offesi, ma non è vero! Prendete il coraggio nelle vostre mani e fate quel primo passo verso la persona che potreste aver frainteso. Vi purificherete al meglio. Vi risalta all’occhio solo quel che non vi piace o che sembra essere stato diretto in qualche modo contro di voi, e perciò non riuscite a vedere con chiarezza. Razionalmente potete riconoscere all’altro delle belle qualità, ma a livello emotivo non lo pensate veramente, o almeno, non volete scoprirlo.

  23. Mettendo in pratica quel che vi ho appena suggerito, farete del bene sia a voi che alle altre persone coinvolte. La ragione di questa mia richiesta, tuttavia, è che l’energia della riconciliazione è importante per il gruppo nel suo insieme. E’ così benefico, amici miei, aprire il vostro cuore alla persona che pensate vi abbia ferito!

  24. I cattivi sentimenti e i cattivi pensieri si vanno ad aggiungere alle forze distruttive dell’universo. Se poteste anche solo lontanamente immaginare come ciascuno di questi sentimenti ed emozioni confluiscano in un grande, orribile serbatoio, finendo per essere responsabili di tutte le ferite di questo mondo, dei crimini e le ingiustizie e della malvagità delle guerre! Comunque, questa presa di coscienza non deve costringervi a ingannarvi, covando pensieri che non sono sinceri. La distorzione non sarà mai la strada giusta. Innanzitutto bisogna sempre avere il coraggio di ammettere: “Queste sono le mie senzazioni. So che possono essere sbagliate, ma è così che sono”. Se riuscite ad osservare le emozioni con distacco e a riconoscerle, allora avrete fatto il primo passo verso la vostra reale purificazione; i pensieri e i sentimenti erronei che al momento non riuscite ancora ad evitare, diminuiranno di intensità, capaci di fare meno danno sia a voi che all’universo. Il fatto è che il vostro coraggioso riconoscimento e la vostra buona volontà modificano e attenuano il loro impatto. Il loro impatto è molto più forte quando siete inconsapevoli della loro esistenza, o quando cercate di giustificarli.

  25. Siate benedetti, miei cari.

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 37 - Acceptance, Right and Wrong Way - Dignity in Humility
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