Vai ai contenuti
Logo della Biblioteca del Sentiero

Lez. 256 - Spazio interiore, vuoto focalizzato

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
13 dicembre 1978

Traduzione in italiano di Daniele Buratti
Revisione a cura di Anna Orsini e Andrea Genini
Registrazione vocale a cura di Margherita Saetti
Edizione Gennaio 2018

  1. Miei amati amici, siete benedetti in corpo, anima e spirito. Il vostro cammino è benedetto a ogni passo. A volte vi potrebbe assalire il dubbio, se il percorso si fa duro. Ma se succede non è perché vi si priva della benedizione: è perché incontrate parti del vostro paesaggio interiore che devono essere esaminate attentamente. Per attraversare gli accidentati terreni interiori dovete capire ciò che essi rappresentano per voi, e poi sgomberare la strada dai massi.

  2. Abbiamo già avuto modo di parlare del paesaggio interiore. Vi dicevo che lo spazio interiore è il mondo reale. Il termine “spazio interiore” oggi si usa spesso, nel vostro mondo, in contrapposizione allo spazio esteriore. La maggior parte degli esseri umani ritiene che esso indichi una mera descrizione simbolica dello stato d’animo di una persona. Non è così. Lo spazio interiore è una vasta realtà, un mondo reale. È, di fatto, l’universo reale, mentre lo spazio esteriore è un’immagine speculare, un suo riflesso. Ecco perché non si può mai cogliere del tutto la realtà esteriore. Non si può capire davvero la vita, né assimilarne l’esperienza, se la si vede solo da fuori. Per questo la vita è così frustrante per tante persone e, spesso, tanto spaventosa.

  3. Capisco come sia difficile per voi comprendere come lo spazio interiore possa essere un mondo: il mondo. La difficoltà è dovuta al limitato continuum spazio-temporale della vostra realtà tridimensionale. Tutto ciò che vedete, toccate e sperimentate viene percepito da un’angolazione molto ridotta. La mente è concentrata, abituata e condizionata a operare in una certa direzione, ed è quindi incapace, in questo frangente, di percepire la vita in qualsiasi altro modo. Eppure questo modo di percepire la realtà non è affatto l’unico, quello giusto o il più completo.

  4. Per ogni disciplina spirituale l’obiettivo è percepire la vita in questo modo diverso, che va oltre la riflessione esteriore, che si concentra sulle nuove dimensioni che si trovano nello spazio interiore. Alcune discipline lo affermano in modo esplicito, mentre altre non lo menzionano nemmeno.

  5. Ma raggiunto un determinato punto di sviluppo e di purificazione, la nuova visione si risveglia - a volte all’improvviso, a volte gradualmente. Anche se la visione sembra arrivare all’improvviso è soltanto un’illusione, perché in realtà è il risultato di molti passaggi difficili e di tante battaglie interiori.

  6. La scienza umana ha riconosciuto che ogni atomo è una duplicazione dell’universo esterno, così come lo conoscete. Questo riconoscimento è assai rilevante. Magari potreste immaginare che lo spazio sia, al pari del tempo, una variabile che dipende dalla dimensione in cui è sperimentato. Così come non esiste un tempo fisso ed oggettivo, non esiste uno spazio fisso e oggettivo. Il vostro essere reale può vivere, respirare, muoversi e coprire vaste distanze all’interno di un atomo, così come nella vostra dimensione esterna. Quando lo spirito si ritira nel mondo interiore, cambia la relazione con le dimensioni, così come cambia la relazione con il tempo. Ecco perché vi sembra di perdere la consapevolezza e il contatto con le persone cosiddette “morte”. Esse vivono nella realtà interiore che, per voi, è ancora soltanto un’astrazione. Eppure la vera astrazione è proprio lo spazio esterno.

  7. Nella morte fisica lo spirito, che è la parte viva, si ritira nel mondo interiore, e non va in cielo, come spesso ed erroneamente si ritiene. Lo spirito non si solleva dal corpo, non fluttua nello spazio esterno. Se, a volte, una percezione extrasensoriale sembra rivelare una simile visione, non si tratta che dell’immagine riflessa dell’accadimento interiore.

  8. Allo stesso modo, gran parte degli uomini ha cercato Dio nel Cielo per tantissimo tempo. Quando venne Gesù Cristo, Egli insegnò che Dio vive negli spazi interiori e che è lì che bisogna cercarlo. Questo è anche il motivo per cui tutte le pratiche e gli esercizi meditativi si concentrano sullo spazio interiore.

  9. Molto tempo fa vi ho proposto un esercizio di meditazione in cui non si doveva pensare, bensì creare il vuoto dentro di voi. Quelli di voi che ogni tanto provano questo esercizio sanno quanto sia difficile. La mente è piena del suo materiale, e acquietarla non è impresa da poco. Ci si può riuscire in vari modi. Le religioni orientali ricorrono solitamente a una lunga pratica e alla disciplina. Questo, in concomitanza con isolamento e quiete esteriore, può infine portare alla quiete interiore.

  10. Nel nostro Sentiero l’approccio è diverso. Questi insegnamenti non vogliono allontanarvi dal vostro mondo. Al contrario, l’obiettivo è essere nel vostro mondo e nel miglior modo possibile - per capire, accettare e creare nel modo più produttivo e costruttivo. Ciò sarà possibile solo conoscendo e comprendendo appieno voi stessi e dopo aver attraversato gli spazi difficoltosi. Questo vi renderà meglio equipaggiati per interagire con la realtà tridimensionale. Allora non ci sarà più divisione tra spazi interni ed esterni. Più la verità interiore regna, più la percezione della verità esterna aumenta. Ampliando la comprensione di sé, ampliate anche la comprensione del mondo. Imparando a rimodellare ciò che in voi è imperfetto e difettoso, saprete come ristrutturare e trasformare la vostra vita esterna. Scoprendo la vostra eterna bellezza come manifestazione divina, la vostra visione si espanderà fino a cogliere tutta la bellezza del Creatore e del creato. Quando scenderà la pace in voi, sarete in pace con il mondo intero, anche se contornati da esperienze spiacevoli. In altre parole, per raggiungere lo spazio interiore non serve una condizione esterna di assoluto isolamento. Prendete l’altra strada che vi porta direttamente verso quello che sembra il più grande degli ostacoli: le imperfezioni dentro e intorno a voi. Avvicinatevi a loro e occupatevene fino a quando perderanno il loro aspetto temibile. Questa è la vostra strada.

  11. Focalizzarvi sul vuoto interiore è sicuramente un esercizio molto utile, ma non deve essere l’unico approccio alla realizzazione del sé, così come destreggiarsi con le avverse condizioni esterne del vostro mondo non dovrà mai essere l’unico approccio alla vostra salvezza e a quella del mondo.

  12. Sgombrando le ostruzioni interne farete accrescere, sia con la volontà che in modo spontaneo, il vuoto focalizzato. All’inizio sperimenterete solo il vuoto, il nulla. Se la vostra mente riuscirà a calmarsi, incontrerete il vuoto: questo è ciò che spaventa tanto, perché sembra la conferma che dentro di voi non c’è nulla, che essenzialmente voi non siete altro che un sé esteriore e mortale. Ecco perché la mente si dà tanto da fare: proprio per cancellare quella calma che sembra essere araldo del nulla.

  13. Di nuovo, bisogna avere il coraggio di passare attraverso un tunnel d’incertezza. È necessario che corriate il rischio di permettere la grande quiete, che all’inizio vi sembra vuota di significato e priva di ogni segno di vita o di coscienza.

  14. Credo che la maggior parte di voi abbia già sperimentato come la voce del vostro Dio interiore, del Sé Superiore, trasmetta le sue ispirazioni attraverso la vostra mente, non necessariamente appena dopo la meditazione o la preghiera, ma dopo un po’ di tempo, e spesso quando non ci pensate affatto. È allora che la vostra mente è abbastanza rilassata e libera dalla volontà egoica da consentire alla voce interiore di manifestarsi. Lo stesso vale per l’esperienza dell’universo interiore: il mondo reale.

  15. Il vuoto focalizzato vi porterà in contatto con tutti i livelli del vostro essere. Farà emergere ciò che era nascosto - le distorsioni, gli errori, il materiale del sé inferiore e, infine, la realtà del vostro Sé Superiore e il vasto mondo della vita eterna in cui esso dimora. Ci sono molte fasi e passaggi da attraversare. Le tappe successive si potranno affrontare solo dopo aver conseguito un certo grado di purificazione e d’integrazione. Il vuoto non focalizzato è una diminuzione della coscienza, mentre il vuoto focalizzato è un innalzamento della coscienza. Il primo è un desintonizzarsi, un vagabondare della mente che può portare a un vuoto senza senso: sonnolenza o altri stati d’incoscienza ne sono le fasi finali. Il vuoto focalizzato è estremamente concentrato, consapevole e pienamente presente.

  16. Se vi concentrate sul mondo interiore per escludere il mondo esterno, non solo create una divisione, ma anche una condizione in cui mancate lo scopo della vostra incarnazione. Come potrete adempiere la vostra missione, quale essa sia, se non utilizzerete a tal fine il vostro mondo esterno? Non sareste venuti in questa dimensione se non ne aveste avuto bisogno. Dunque dovete usarlo, e far entrare le condizioni esterne e interne sempre in relazione reciproca e significativa. State imparando a farlo qui, in questo sentiero. Ogni vostra esperienza esteriore è legata alla vostra personalità, ai vari livelli del sé. Il vostro essere interiore crea di continuo le vostre condizioni esteriori, una verità che imparerete presto a riconoscere su questo cammino. Se mettere in relazione esterno e interno non sarà una costante nella vita, il risultante squilibrio creerà necessariamente condizioni sfavorevoli. Potrete notare come talvolta, nel vostro mondo, le persone che all’apparenza si danno tanto da fare per gli altri perdano la strada altrettanto facilmente di coloro a cui, del prossimo, non importa nulla. Alle buone intenzioni esteriori deve corrispondere una focalizzazione interiore, per evitare una condizione di disarmonia e una divisione pericolosa.

  17. Il vuoto focalizzato vi porterà infine alla luce dell’eterno. Forse potremmo definire alcune fasi fondamentali, anche semplificando un po’. In realtà le fasi, spesso, si sovrappongono, e non si succedono necessariamente secondo questa descrizione, che ha lo scopo di chiarire dei concetti.

  18. 1) Sperimentate il rumore e la frenesia della mente.

  19. 2) Appena fate silenzio incontrate il vuoto, il nulla.

  20. 3) Comprensioni riguardanti il vostro sé, connessioni tra alcuni aspetti del sé e le esperienze esterne. Emerge una nuova comprensione e, con essa, emergono livelli finora sconosciuti di materiale del sé inferiore. Questa fase è un raggio di guida divina, non solo un’esperienza del sé inferiore. Riconoscere il sé inferiore è sempre una manifestazione della guida del Sé Superiore.

  21. 4) Manifestazione diretta dei messaggi del Sé Superiore, o ciò che chiamate apertura del canale. Ricevete consigli, incoraggiamenti, parole che vi danno coraggio e fiducia. In questa fase la guida divina opera ancora attraverso la mente. Non è necessariamente un’esperienza emotiva e spirituale totale. La manifestazione può dare eccitazione e allegria, ma questa reazione è il risultato della conoscenza che la vostra mente ha assorbito e che ha trovato convincente.

  22. 5) In questa fase si verifica un’esperienza diretta, totale, spirituale ed emotiva. Tutto il vostro essere è ricolmo di Spirito Santo. Voi sapete, non indirettamente attraverso la mente, ma direttamente attraverso tutto il vostro essere. Conoscere attraverso la mente è sempre una conoscenza indiretta. È una conoscenza mediata. La mente umana è lo strumento necessario agli esseri umani per funzionare su questo livello di coscienza. La conoscenza diretta è un’altra cosa.

  23. Questa fase contiene al suo interno molte suddivisioni, molti stadi. Ci sono molte, anzi illimitate possibilità in cui il mondo reale può essere sperimentato. Voi siete semplicemente conoscenza totale, cui partecipa ogni fibra del vostro essere, ogni livello di coscienza. L’esperienza del mondo reale può avvenire anche attraverso visioni di altre dimensioni, ma tali visioni non si limitano mai solo a qualcosa che si vede. Esse sono sempre un’esperienza totale che interessa tutta la persona.

  24. Nel mondo reale, al contrario del vostro mondo frammentato, ogni percezione dei sensi è totale. Vedere non è mai solo vedere, ma è allo stesso tempo udire, gustare, sentire, annusare - e molte altre percezioni di cui non sapete nulla nel vostro livello dell’essere. Nella quinta fase vedere, udire, percepire, sentire e conoscere sono sempre un tutt’uno. Includono tutte le capacità create da Dio. Difficilmente potete immaginare la ricchezza, la varietà, le possibilità illimitate di queste capacità.

  25. Il vuoto focalizzato è la condizione ideale per essere ricolmati di Spirito Santo. Lo Spirito Santo è l’intero mondo di Dio in tutto il suo splendore, nella sua indescrivibile magnificenza. La sua ricchezza non può essere resa con linguaggio umano. Non è possibile descrivere ciò che esiste quando si va oltre la paura, il dubbio, la diffidenza e, quindi, la sofferenza, la morte e ogni male. Il vuoto focalizzato non è quindi altro che il passaggio verso una pienezza che esiste solo nel mondo dello spirito.

  26. Non si deve intraprendere la pratica del vuoto focalizzato avendo delle aspettative immediate. In realtà, è necessario non avere alcuna aspettativa: le aspettative creano tensione, e la tensione impedisce la necessaria condizione di totale rilassamento interiore ed esteriore. Inoltre, le aspettative non sono realistiche, perché potrebbero volerci molte incarnazioni di evoluzione prima che un essere umano possa avvicinarsi a questo tipo di esperienza. Quindi avere delle aspettative porterà a delusioni e, di conseguenza, a un effetto domino di ulteriori emozioni negative quali dubbio, paura e scoraggiamento.

  27. Vi parlo di quest’argomento perché voglio prepararvi a un’importante pratica di meditazione. Ne ho parlato in passato accennando ai vari modi di meditare, in particolare quelli di imprimere ed esprimere. Molte vostre meditazioni avevano a che fare con l’imprimere, e dovreste continuare a praticarle. Imprimere serve a ripulire la mente e a renderla uno strumento costruttivo. E poi lo strumento diventa un agente creativo.

  28. L’aspetto dell’esprimere ha cominciato a manifestarsi, in qualche misura e forse in modo sporadico, in chi tra voi aveva i canali aperti. Ma dovete sapere che ci sono altri livelli, altre fasi e possibilità a cui dovreste andare incontro con pazienza, meraviglia e umiltà. Dovete capire che queste esperienze apriranno i vasti spazi interiori che ospitano molti mondi, molti universi, molte sfere, pianure infinite, montagne, mari d’indescrivibile bellezza. Dovete sapere che questi spazi interiori non sono astrazioni o espressioni simboliche; essi sono molto più reali e accessibili del vostro mondo esteriore e oggettivato che ritenete essere l’unica realtà. Lo spazio interiore si basa su un diverso sistema di misura, su una differente relatività di tempo/spazio/movimento. Basta che prendiate anche solo in vaga considerazione questo concetto per cambiare prospettiva e adottare un nuovo approccio al lavoro che c’è da fare sul vostro percorso.

  29. Non è necessario che pratichiate per ore la focalizzazione del vuoto. Non è questo lo scopo. Ma potete provarci in qualche misura quando pregate e meditate, dopo esservi serviti della mente per imprimere la sostanza dell’anima e allinearla con il volere divino.

  30. Il vostro obiettivo primario resta ancora conseguire l’autonomia, in tutto il suo pieno significato. Voi, come gruppo, avete fatto progressi, ma c’è ancora molto da fare. Tutto dipende da questi prerequisiti fondamentali: la vostra capacità di rispettare voi stessi e scoprire i vostri valori; la vostra capacità di amare e trovare la realizzazione cui anelate; l’adempimento del compito spirituale per cui siete venuti su questa terra; la vostra esperienza del Dio vivente dentro e intorno a voi; la vostra capacità di essere veri leader e anche saper seguire; e, da ultimo ma non per importanza, la vostra capacità di lasciare andare la mente e trovare lo spazio interiore che è la vostra vera casa e che, solo esso, vi può trasmettere la vita eterna e quindi cancellare per sempre ogni vostra paura. Non potrete arrendervi alla volontà di Dio se non avrete padronanza di voi stessi. Né potrete veramente ritrovarvi ed essere voi stessi, se la vostra resa a Dio non sarà incondizionata.

  31. Trattandosi di un bisogno fondamentale, dobbiamo soffermarci nuovamente sull’argomento, anche se ne ho già parlato a lungo in passato. Ma vedo che c’è ancora molta resistenza a conseguire questa indispensabile condizione di autonomia individuale. Siete ancora alla ricerca di una figura autoritaria a cui lasciare il comando quando la vita si fa dura, quando i vostri inevitabili errori vi costringono a pagarne il prezzo, quando le vostre ineluttabili imperfezioni creano quelle condizioni che dovete sperimentare, esplorare e comprendere a ogni livello. Cercate ancora quella “vita perfetta” dove nulla di tutto ciò è necessario. V’illudete ancora che sia possibile evitare gli errori e il loro prezzo. Questa illusione è pericolosa, tanto più perché è così sottile da essere facilmente trascurata. La manifestazione di quest’illusione può essere razionalizzata, e dunque negata.

  32. Ogni volta che vi sentite insicuri e confusi su voi stessi, il vostro ambiente, o gli eventi intorno a voi, vedetelo come un segno che state ancora soffrendo per questa illusione e che state evitando volutamente di diventare delle persone autonome. Quando vi ribellate contro le figure autoritarie, consideratelo come un segnale certo che siete ancora alla ricerca dell’autorità “giusta” per voi, la super-persona che vi ripara dalle vicissitudini della vita, impedendovi così di sperimentare la vostra realtà.

  33. Se c’è autonomia non c’è bisogno di ribellarsi contro l’autorità. Non c’è confusione. Avete una chiara percezione di ciò che è vero e di ciò che non lo è, e quindi potete essere o non essere d’accordo su qualcosa, ma senza ribellarvi né sottomettervi intimoriti. La strada che porta alla chiarezza e al discernimento passa per la volontà di ricercare, di farsi domande, di verificare, di essere aperti, di esplorare. Questo richiede pazienza, non delle risposte veloci e preconfezionate ai vari problemi della vita. Ma la persona infantile e dipendente detesta il modo paziente di sondare e di scoprire, perché le costa fatica. La persona infantile e dipendente vuole risposte rapide e facili, e quindi tende a saltare alle conclusioni. Se avete paura di fare errori non metterete in discussione le vostre conclusioni lampo, e in tal modo la vostra rigida insistenza su di esse vi chiuderà la strada della chiarezza e della verità. La confusione interiore che ne deriva genererà, dunque, esperienze altrettanto confuse. Mancando la connessione con la modalità che ha dato origine alle esperienze confuse e negative, la vita appare eccessivamente difficile e ingiusta. E così pretendete un’autorità perfetta per sistemare il tutto.

  34. Più le vostre proteste per l’autonomia sono esagerate, più sono sospette. Più volete dimostrare di essere liberi, non influenzati da alcuno, né influenzabili, più è probabile che detestiate la vera autonomia, che non vogliate assumervi la piena responsabilità per la vostra vita, per le vostre esperienze e decisioni. Maggiore è la ribellione contro le figure autoritarie della vostra vita, che incolpate di negare la vostra individualità, maggiore è il segreto risentimento che provate perché hanno disatteso le vostre pretese.

  35. Di quali pretese parliamo? Sono, come dicevo, che vi si impedisca di fare sbagli, di dover pagare il prezzo e sopportare le conseguenze di errori, distorsioni, negatività, o decisioni imprudenti. Volete che vi sia data una chiave infallibile che vi regali questo tipo di magia, pur rimanendo ancora “liberi”. Per “libertà” voi intendete poter fare tutto quel che vi pare, anche se non coincide con ciò che desiderano il vostro sé reale o gli altri. Non volete provare frustrazioni, né sottostare a discipline. Se non riuscite a raggiungere l’obiettivo, allora ve la prendete con le figure autoritarie, accusandole spesso di aver disatteso proprio ciò che vi aspettavate effettivamente da esse. Per essere precisi, le biasimate per aver violato la vostra libertà, imponendovi dei limiti. Vi rifiutate di vedere che questi limiti sono i limiti della realtà, delle leggi della vita. Forse inconsciamente, ma volutamente, create della confusione ad arte per forzare quei limiti, quasi rappresentassero una forma di schiavitù.

  36. Vi esorto a esplorare questo aspetto in voi, cercate di scoprire fino a che punto esso sia ancora presente. Ponetevi anche delle serie domande di verifica. Siete davvero disposti ad assumervi la piena auto-responsabilità, con tutto ciò che implica? Siete totalmente riconciliati col fatto di essere ancora imperfetti, di non essere in grado di evitare di fare errori? Siete veramente disposti a pagarne il prezzo? Più sarete disposti a farlo, più piccolo sarà il prezzo da pagare. Il prezzo si rivelerà essere una pietra miliare, una soglia, una lezione necessaria.

  37. La forza per riuscirci può venire solo dalla vostra resa alla volontà di Dio. Solo allora potrete stare veramente nella vita mentre essa avviene attorno a voi: non scappando, non negando, non usando la spiritualità come via di fuga.

  38. Tutta la confusione dualistica si dissolverà quando la vostra resa a Dio sarà autentica e quando sarete disposti a essere il vostro sé autonomo. Se andrete avanti, non vi confonderete più tra individualità e comunità; tra auto-resa e individualità e vera indipendenza. La vera individualità crea un essere sociale che non è in contrasto con il suo ambiente. Al contrario, questo tipo di persona è intimamente collegata agli altri e dà sempre loro il suo contributo. Le persone veramente autonome possono essere dei leader forti, così come dei seguaci collaborativi, perché la loro visione è chiara e la loro individualità è ancorata nella realtà divina.

  39. Se ripasserete tutte le lezioni che vi ho trasmesso in questa stagione, scoprirete la traccia di un’altra dimensione che non avevamo toccato prima. Vi ho svelato delle prospettive nuove, anche se non siete ancora in grado di arrivare direttamente a quelle condizioni. Ma sapere che esse esistono è importante per voi, giunti a questo punto. Il maggiore impedimento ad attraversare queste porte è il fatto che state ancora evitando di essere pienamente auto-responsabili, autonomi e affidabili. La vostra libertà dipende direttamente da questo. La vostra capacità di lasciarvi andare nella forza, e non nella debolezza, dipende da questo.

  40. Naturalmente l’autonomia, o la sua mancanza, è sempre una questione di livello. Molti di voi sono perfettamente in grado di guadagnarsi la vita con le proprie forze, e a farlo anche in quel modo sano e produttivo che dà soddisfazione. In questo ambito riuscite a essere realistici, accettando anche che incontrerete eventuali difficoltà, momenti di noia o di conflitto. Lì voi date il meglio di voi. Questo è precisamente il motivo del vostro successo e della vostra soddisfazione nel lavoro. Ma ci possono essere degli ambiti più sottili, quasi impercettibili, in cui volete ancora dipendere dagli altri, invece di esprimere il vostro autentico sé. Spetta a voi esplorare queste aree. L’indizio rivelatorio è quello che provate verso le figure di autorità della vostra vita, come distinguete coloro di cui vi potete fidare da quelli di cui non ci si deve fidare. In che direzione va il vostro sentire più intenso? I vostri sentimenti positivi potrebbero tendere proprio verso chi non merita fiducia, mentre guardate con sospetto chi incoraggia la vostra autonomia e meriterebbe la vostra fiducia.

  41. Se non vi potete fidare di voi stessi, non potrete mai sapere chi è degno di fiducia. E, naturalmente, non potete fidarvi di voi se non sapete quale parte di voi merita la vostra fiducia. Troppo spesso insistete a considerare autonoma la vostra parte più infantile, più distruttiva, più miope. Volete credere che l’autonomia coincida con la linea di minor resistenza e con ciò che avvertite lì per lì come piacevole. Talvolta potrebbe essere proprio così, ma questa non è la regola. Riuscirete a fidarvi di voi stessi solo se imparerete ad ascoltare la vera autorità interiore che è capace di dire di no al piacere momentaneo perché esso, nel lungo periodo, non farà il vostro bene.

  42. La vera maturità - salute e individualità - è il presupposto per una vita sana, pienamente vissuta e soddisfacente. Essa costituisce il fondamento della realizzazione spirituale del sé. In mancanza di ciò, la spiritualità prenderà prima o poi qualche forma distorta, per buone che siano, inizialmente, le intenzioni della persona.

  43. D’altra parte, non potrete arrivare a questa condizione di salute e di autonomia con sistemi puramente psicologici. I vostri psicologi hanno l’idea giusta e puntano verso quest’obiettivo, nella loro metodologia con i pazienti. Ma finché non s’impara che ci sono diverse voci interiori da ascoltare; finché non si sceglie di quale voce fidarsi e quale rifiutare; finché non si esplorano queste voci, l’obiettivo sfuggirà sempre di mano e resterà solo una bella teoria. In effetti, la voce del Sé Superiore è spesso la più flebile all’inizio, eppure è necessario che le diate più dell’ascolto che date alle voci chiassose, che non accettano nessuna forma di frustrazione.

  44. Deve diventarvi chiaro, miei amati amici, che solo una comunità fatta di persone autonome è autonoma, sicura e creativa come entità di gruppo. Nella nuova era tutto tende verso quella direzione. La vostra intera società può essere trasformata nella misura in cui sempre più individui sviluppano e raggiungono una maturità emotiva, mentale e spirituale. Quando tutta la società, almeno come atteggiamento generale, esprime valori che riflettono questo stato, allora neanche chi proviene dalle sfere più basse, con intenti distruttivi e/o ignoranza spirituale, potrà mai scatenare il caos sulla vostra terra. Il loro influsso si scioglierà come neve al sole. Adesso non è così, perché ancora troppi individui sono alla ricerca di figure autoritarie che permettono tutto e non vietano nulla, e che promettono di alleviare tutte le difficoltà della vita.

  45. È possibile avere un contatto profondo, intenso e realistico con il Cristo in modo esteso solo quando la personalità umana raggiunge una vera autonomia. Altrimenti la strada è bloccata, l’esperienza è inaccessibile, le voci restano confuse. L’idea della resa totale a Dio diventa confusa. Il desiderio di arrendersi alla falsa figura autoritaria che tutto permette, che non pone limiti alla linea di minor resistenza, che non impone mai frustrazioni, che offre questo tipo di utopia, crea anche un senso di paura in coloro che in qualche modo, nel loro essere interiore, conoscono i pericoli di tale resa. I più deboli si arrenderanno ai falsi profeti, come dice la Bibbia. Quelli lievemente più forti, che si trovano ancora in parte in questo stato incompiuto, mentre da un lato cercano una vera autonomia, dall’altro temono qualsiasi forma di resa. Ciò che realmente temono e di cui non si fidano è la loro stessa brama di falsi profeti che promettono ciò che non dovrebbero mai promettere. Sono promesse non fatte a parole, ma implicite nei loro messaggi, e raggiungono la coscienza dei più vulnerabili a causa della loro riluttanza a farsi carico della propria vita.

  46. Dunque, per quanto siate disposti ad arrendervi alla volontà di Dio, e quindi alla Sua guida in qualsiasi forma vi venga data, non riuscirete a vincere la resistenza a farlo, se non sarete completamente autonomi in ogni ambito del vostro essere.

  47. Dal punto di vista evolutivo, lo spirito può penetrare la materia nella misura in cui vengono stabilite verità spirituale, legge spirituale e salute spirituale. Chiave di questo è proprio l’auto-responsabilità dell’individuo. Con il rafforzarsi del sé, più vita può penetrare nella materia, e più spirito può incarnarsi. Vedrete che, crescendo in statura attraverso la conquista dell’individualità, una maggiore quantità del vostro vero essere nascerà nella vostra manifestazione fisica. Emergeranno in voi dei nuovi talenti di cui non eravate a conoscenza. Improvvisamente si manifesteranno una nuova saggezza, una nuova comprensione e una capacità di sentire e di amare; emanerà da voi una forza mai provata prima. Sono tutte manifestazioni del vero sé che vive nello spazio interiore, nel mondo reale. Facendo spazio a questi aspetti, essi entreranno nella vita della materia e voi adempirete la vostra parte nello schema evolutivo. Questi atteggiamenti non crescono dall’esterno; non vi vengono dati in aggiunta. Essi sono il risultato del vostro essere esteriore manifesto che fa spazio all’essere interiore, ancora non manifesto. Il tutto avviene con un processo di crescita, grazie al duro lavoro svolto su questo sentiero. E, a un certo punto del vostro sviluppo, potrete agevolare il processo focalizzandovi sul vuoto interiore, finché scoprirete che il vuoto è illusione: al contrario, esso è pienezza, un mondo ricco di gloria. Voi potrete ricevere tutto ciò che vi serve da questa fonte interiore e tradurlo in esperienza esteriore.

  48. Cristo è venuto in molte forme e molte volte, nel corso delle ere, incarnandosi in esseri illuminati. Ma mai in modo così pieno, totale e libero come in Gesù. Potete vedere come, anche qui, sia una questione del grado in cui lo spirito può fluire nella materia, e di quanto la materia sia libera da ostruzioni, così che il massimo livello di spirito, di vita e di coscienza si possa manifestare nella materia. Nell’evoluzione arriverà un momento in cui la sfera dove esistete darà così tanto spazio allo spirito che la materia diverrà completamente spiritualizzata. La materia non sarà più un ostacolo per lo spirito. Il vuoto sarà pieno di vita.

  49. Avvicinandovi al vuoto senza paura, rimuoverete anche un ostacolo per la vita. Concentrarsi sullo spazio interiore significa, all’inizio, avvicinarsi a ciò che sembra un vuoto. Attraverso questo vuoto raggiungerete la pienezza dello spirito, la totalità della vita nella sua forma pura e senza ostruzioni. Questa sostanza vitale contiene ogni potenziale di espressione e di manifestazione. La gioia di sperimentare questa realtà è la più grande di tutte. In questa gioia è la vostra unità con il Creatore, dove siete una cosa sola.

  50. Vedete, amici miei, come nulla nella vostra personalità, nessun aspetto, sia insignificante in termini di creazione e di evoluzione. Non esiste un “aspetto puramente psicologico”. Ogni atteggiamento, ogni modo di pensare, di sentire, di essere e di reagire riflette direttamente la vostra partecipazione al più grande schema delle cose. Sapendo ciò vi sarà forse più facile dare maggior valore alla vostra vita, al vostro cammino, al vostro impegno. Imparerete a unificare una dualità arbitraria: gli aspetti spirituali contro quelli mondani.

  51. Fate spazio a una vita senza ostacoli, allo spirito illimitato! Lasciate che esso riempia ogni parte del vostro essere così che possiate sapere finalmente chi voi siete in realtà. Siate tutti benedetti, miei carissimi.

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 256 - Inner Space, Focused Emptiness
Il copyright del materiale della Guida del Pathwork® è di esclusiva proprietà della Fondazione Pathwork®
Torna ai contenuti