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Lez. 185 - Mutualità: Legge e principio cosmico

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
9 ottobre 1970

Traduzione in italiano di Daniele Buratti
Revisione non ancora effettuata
Edizione Maggio 2019

  1. Saluti, amici miei. Benedizioni e amore per ognuno di voi. L'argomento della lezione odierna è la mutualità. La mutualità è una legge e un principio cosmico. Articolerò l’argomento in tre sezioni: la mutualità come legge e principio cosmico; il modo in cui questa legge si manifesta nella vita umana; e la natura e l'origine degli impedimenti che perturbano la legge della mutualità.

  2. La mutualità è una legge cosmica o spirituale. Non avviene alcuna creazione senza la mutualità. Mutualità significa che due entità o aspetti all’apparenza diversi si muovono l'uno verso l'altro con lo scopo di unirsi e formare un insieme globale. Essi si aprono l'uno verso l'altro collaborando e influenzandosi a vicenda per creare una nuova manifestazione divina. Nuove forme di autoespressione possono nascere solo quando l’io si fonde con qualcosa che va al di là di se stesso. La mutualità è il moto che colma il divario tra dualità e unità. Ovunque ci sia separazione, per poterla eliminare c’è bisogno di mutualità.

  3. Nulla può essere creato se non esiste la mutualità, che si tratti di una nuova galassia, di un'opera d'arte o di una buona relazione tra esseri umani. Questo vale anche per la creazione dell'oggetto più semplice. Faccio un esempio per chiarire il principio. Per prima cosa nella mente si deve formare l'idea dell'oggetto. Senza l'ispirazione creativa e l'immaginazione che servono alla mente per trascendere la previa consapevolezza di ciò che esiste, non si può sviluppare nemmeno un piano. L’aspetto creativo deve poi cooperare con il secondo aspetto della mutualità, ossia l'esecuzione, che richiede lavoro, impegno, perseveranza e autodisciplina. Se l'idea creativa e tutte le attività più meccaniche e determinate dall'io non lavorano insieme in armonia, non si riesce a creare alcun oggetto. Il primo aspetto, ossia il pensiero creativo e l'ispirazione, non sarà mai in grado di portare a termine la creazione se nell’impresa non si ricorre anche al secondo aspetto, l’esecuzione. Questo vale per tutto, senza eccezioni. Che creiate un oggetto, una sinfonia, un quadro, un romanzo, una ricetta; che perseguiate nuove scoperte nella scienza o la cura di una malattia; che vogliate un amore reciproco o siate sul sentiero dell'autorealizzazione; questa legge di mutualità si applica a ogni impresa, a ogni progetto e forma di autoespressione.

  4. Ci dovrà essere una sintesi tra creatività, immaginazione, idee e la loro esecuzione, per quanto i due atteggiamenti e i due processi sembrino estranei tra di loro. La manifestazione dell'atteggiamento creativo è libera e spontanea. L’esecuzione è l’atto che avviene attraverso la determinazione della volontà dell'io, più meccanico e laborioso poiché richiede coerenza e impegno. Le sue caratteristiche sono molto diverse da quelle dell'afflusso spontaneo e naturale delle idee creative. Sono due i motivi dell’assenza di creatività negli esseri umani: o non sono disposti a imporsi l’autodisciplina necessaria a perseguire le proprie idee creative, oppure sono troppo contratti emotivamente e spiritualmente per dischiudere i propri canali creativi. Nel primo caso si rifiutano bambinescamente di affrontare possibili difficoltà e fallimenti; nel secondo manca loro l’ispirazione. Sono entrambi degli atteggiamenti sbilanciati che troveranno un graduale equilibrio man mano che gli individui crescono nel cammino e iniziano a risolvere i propri conflitti interiori. Diventeranno così persone sane ed equilibrate che trovano sempre degli sbocchi creativi personali, forieri di profonde soddisfazioni.

  5. Lo squilibrio tra questi due aspetti della creazione è particolarmente evidente nell'area delle relazioni umane. Sono all’ordine del giorno le esperienze creative, spontanee e naturali che all’inizio fanno incontrare due persone suscitando attrazione e amore reciproci, eppure è raro che la connessione perduri. Ci si può spiegare l’insuccesso in vari modi, ma quello che spesso capita è che non ci si prende la briga di elaborare i propri dissidi interiori. Prevale l'idea infantile che dopo l'atto iniziale l’io non possa più far nulla per cambiare il corso della relazione. Di solito si vede la relazione come un'entità separata che nel bene o nel male segue il suo corso. Parleremo ancora di questo equivoco nella prossima parte della lezione.

  6. L'intero universo è costituito dall'armoniosa interazione reciproca tra immaginazione creativa ed esecuzione naturale, che richiede sempre lavoro, investimenti, impegno e autodisciplina. Questo ponte di mutualità è un aspetto molto importante dell'unità e della creazione. La mutualità non è quella del principio unificato, che è il contrario del principio dualistico. La differenza tra principio unificato e principio di mutualità è che quest'ultimo conduce all'unificazione essendo, in realtà, il moto che conduce a essa. Ma di per sé non è ancora unificazione.

  7. Perché la mutualità funzioni, ci deve essere un movimento reciproco espansivo verso un altro atteggiamento, aspetto o persona. Due movimenti espansivi fluiranno l'uno verso l'altro in un’armoniosa interazione di dare e ricevere, di cooperazione reciproca, di apertura positiva. Ciò significa che, di fatto, due correnti del Sì dovranno muoversi l'una verso l'altra. Gradualmente aumenterà negli esseri umani la capacità di accettare, tollerare e sostenere il piacere, obiettivo tra i più difficili da conseguire. Questa capacità dipende direttamente dall'unificazione e dall’interezza della persona. Dunque la mutualità dipende dalla capacità dell'entità di dire "sì" quando le si offre un "sì".

  8. Questo ci porta alla seconda parte della lezione. Come si applica il principio di mutualità all’attuale stato di sviluppo dell'umanità? Riguardo alla mutualità, si può determinare lo sviluppo dell’umanità con tre gradazioni. L'essere umano meno sviluppato e ancora pieno di paura e di convinzioni errate arriva a un’espansione minima. Poiché espansione e mutualità sono interdipendenti, se in questo livello viene negata l'espansione, in quella misura è impossibile la mutualità.

  9. Come ben sapete, in qualche misura ogni essere umano ha paura di aprirsi. All'inizio di questo lavoro interiore potreste non aver sospettato che esistesse in voi tale paura. O se lo avevate sospettato, potreste averlo giustificato per coprire il vostro imbarazzo. Avete pensato erroneamente che ci fosse in voi qualcosa di particolarmente sbagliato, che nessun altro prezioso essere umano avrebbe mai potuto avere. Dunque nessuno doveva poter sospettare di questo difetto in voi. Ma in seguito avete appreso ad ammettere apertamente, ad accettare e comprendere in modo corretto l'universalità del vostro problema. Perciò, dopo un lavoro diligente, molti di voi sono ora in grado di riconoscere la propria paura di aprirsi ed espandersi. A volte potreste essere consapevoli di questa paura al punto di vedere come tendiate a trattenere la vostra energia, i sentimenti e le forze vitali, perché il controllo esercitato durante la contrazione vi fa sentire più sicuri. Se vi riconoscete in questo, allora avete dei problemi con la mutualità. Le persone meno sviluppate e più lontane dalla propria verità interiore rifiutano ogni forma di espansione e quindi ogni mutualità. Tuttavia ciò non vuol dire che abbiano eliminato il proprio desiderio di espansione: quell’anelito è sempre lì. Ma è anche vero che le entità possono soffocare il desiderio di espansione e mutualità forse per intere incarnazioni, senza rendersi conto della sensazione di quanto si stiano perdendo nella vita: si accontentano della pseudo sicurezza data dalla separatezza e dalla solitudine, poiché questa condizione sembra loro meno minacciosa.

  10. Tuttavia, a mano a mano che procede lo sviluppo, l’anelito diventa più forte e più conscio. Ci sono molte gradazioni e molte alternative. Semplificando, per maggior chiarezza, le persone nel secondo stadio vorrebbero aprirsi ma hanno ancora paura di farlo, quando si presenta l'occasione di una effettiva mutualità. L'unico modo in cui queste persone possono vivere la felicità e il piacere dell'espansione e dell'unione è attraverso la fantasia. Ciò porta a una fluttuazione molto comune e frequente: tali individui sono convinti che il loro forte anelito indichi che sono pronti per una vera reciprocità. Dopotutto, nella loro fantasia lo vivono talmente bene. Il fatto di non viverlo ancora così nella realtà lo imputano alla sfortuna di non aver incontrato il compagno giusto con cui realizzare quelle fantasie. Quando finalmente compare un compagno, la vecchia paura è ancora diffusa: i moti animici entrano in tensione e impediscono di realizzare la fantasia. Di solito si giustifica questo fatto attribuendolo a ogni sorta di circostanze esterne, che potrebbero anche essere vere. Il compagno potrebbe di fatto avere troppi impedimenti per essere di aiuto nella realizzazione del sogno. Eppure non è forse proprio questo a indicare che alcune forze più profonde stanno operando nella psiche della persona per assicurarsi di attrarre il partner che sembri giustificare la propria contrazione? Poiché l’io profondo sa sempre a che punto si trova una persona. Se non c’è ancora la volontà di affrontare i problemi più profondi nella verità, sotterfugi e scuse sono indispensabili per tutelare l'io. Ma il fallimento di una relazione indica sempre che l’io non è ancora pronto a mettere in pratica un’autentica mutualità.

  11. Molte persone continuano ad attraversare alternativamente periodi di solitudine e di forti aneliti, conseguendo soddisfazioni di breve durata in cui ostacoli esterni o interni precludono una piena mutualità. La conseguente delusione potrebbe persino rafforzare le paure inconsce che alimentano la determinazione a non aprirsi e a non lasciarsi andare alla corrente della vita. Le persone intrappolate in questa fase provano spesso dolore e confusione molto intensi. Ma il dolore e la confusione porteranno infine a impegnarsi a fondo per riconoscere la vera causa interiore della fluttuazione.

  12. Raramente si comprende il significato di questa fase. C’è dolore e confusione perché non si riconosce il vero significato della fluttuazione. Se una persona in un percorso di crescita arriva a vedere che i periodi di solitudine le offrono l'occasione di aprirsi in relativa sicurezza e sperimentare, pur se indirettamente, qualche modalità di appagamento senza assumersi gli inevitabili rischi, essa avrà fatto un passo sostanziale verso la propria realizzazione. Altrettanto importante è che la persona riconosca il vero significato alla base delle difficoltà incontrate nei periodi in cui si sperimentava in qualche relazione. Gli alterni periodi di solitudine e di relazione hanno in sé le loro valvole di sicurezza: ogni periodo salvaguarda l’io nel suo stato di separazione e nello stesso tempo lo aiuta a uscire ed esplorare, nella misura in cui l'entità è pronta a tirarsi fuori dalla separazione.

  13. Ma a un certo punto del percorso evolutivo individuale arrivano tutti a riconoscere tutta la pena di questa fluttuazione, che alla fine porta a impegnarsi e conseguire mutualità e realizzazione, interazione ed espansione, cooperazione e piacere positivo. Questo comporta sempre la rinuncia al piacere negativo e alla pseudo sicurezza. L'anima è in tal modo pronta a imparare, sperimentare e rischiare mutualità, amore e piacere, e a vivere in sicurezza in una condizione di apertura.

  14. Nella terza fase le persone sono capaci in qualche misura di reggere un’effettiva mutualità non solo nella fantasia, nel mero desiderio o nella "simulazione". Va da sé che non tutte le relazioni stabili della terra denotino una vera mutualità, anzi sono pochissime. Per lo più le relazioni nascono per altri motivi, o magari si è perduta la motivazione originaria di mutualità perché impossibile da mantenere, e la si è sostituita con altre motivazioni.

  15. Queste sono, in sostanza, le tre fasi che l'umanità attraversa riguardo alla mutualità. Certo, non si possono differenziare in modo esatto. Spesso le fasi si sovrappongono, oscillano e si scambiano; sono infinite le sfumature che si applicano a ciascuno dei vari livelli della personalità. Ciò che è vero per una certa persona in un dato livello potrebbe non esserlo in un altro.

  16. Veniamo ora alla terza parte, forse la più importante della lezione. Quali sono gli ostacoli che impediscono la mutualità tra due esseri umani? Di solito questo si spiega, e in parte in modo molto accurato, con i problemi propri degli esseri umani. Eppure non è tutto.

  17. Ci può essere mutualità solo nella misura in cui le persone conoscono e sono in contatto con il male del loro lato distruttivo, prima nascosto. Per contro, se c'è un divario tra la ricerca cosciente di bontà, di amore e decoro, e quella inconscia di distruttività, di odio e negazione, non si può realizzare alcuna mutualità. Sottolineo che l’assenza di mutualità non dipende dal fatto che sono ancora presenti degli aspetti malvagi, ma dal fatto che non se ne ha consapevolezza. Questa è una distinzione importantissima. Di solito gli esseri umani affrontano questo problema esattamente nel modo opposto. Credono di dover prima estirpare il male ancora esistente per potersi meritare la felicità che proviene dalla mutualità. Si ha troppa paura di riconoscere il male che esiste dentro di sé e pertanto, nel tempo, si accresce il divario tra la consapevolezza cosciente e la negazione inconscia del sé.

  18. Se siete alienati dal vostro inconscio dovete esprimere quel che sapete esistere nel profondo, dentro di voi. Fatelo con un'altra persona e influenzate il livello altrettanto inconscio e nascosto di quella persona. Usate questo metodo, altrimenti le relazioni traballeranno o diverranno stantie e non si potrà sviluppare un’autentica mutualità. Dunque è fondamentale che aumentiate il contatto con gli aspetti distruttivi inconsci del vostro essere. Questo è stato il nostro preciso obiettivo da quando abbiamo iniziato a lavorare nel Sentiero, eppure quanto sembra ancora difficile all'individuo colmare il divario tra il bene conscio e il male inconscio! Quanti combattimenti da affrontare e quante persone sono tentate di mollare definitivamente la ricerca, perché sembra troppo doloroso e difficile accettare aspetti di sé che prima erano ritenuti inaccettabili. Eppure senza di questo la vita non può essere vissuta in modo autentico.

  19. La vostra divisione interiore si ripresenta come divisione tra voi e gli altri, a meno di non essere pienamente consapevoli del vostro sé. Diventare coscienti vuol dire iniziare a ricucire lo strappo: è la coscienza che riduce quel divario. La coscienza infine porterà ad accettare ciò che prima era stato negato. Se non c'è mutualità tra voi e ogni vostro aspetto perché i vostri parametri, le pretese e le aspettative che avete su di voi non sono realistiche, è assolutamente impensabile che possa mai esistere della mutualità tra voi e gli altri.

  20. Non c’è mutualità tra voi e il vostro sé, se respingete il male che è in voi. Rifiutando il male, ignorate e negate l'energia creativa vitale originale contenuta nel male stesso. Per essere completi dovete accedere anche a quella energia. È possibile trasformare l'energia solo se si è consapevoli della sua forma distorta: ma se voi rifiutate la sua presente manifestazione, come potrete mai riconvertirla? Dunque restate divisi dentro di voi. E quando la divisione non è cosciente, essa si riflette nelle relazioni o nell’assenza di esse. Per quanto possano essere malvagi e inaccettabili alcuni vostri tratti specifici, per quanto essi possano essere sgradevoli e distruttivi, l'energia e la sostanza di cui sono composti è una forza vitale senza la quale non potete funzionare al meglio. Riuscirete a sostenere il piacere solo se sarete delle persone complete; solo come persone pienamente coscienti potrete essere integri. Solo allora potrete sbloccare il moto espansivo e lasciarvi fluire verso l'universo di un'altra entità, restando ricettivi alle correnti di energia e ai moti animici emanati dall'altro.

  21. La disunione con voi stessi non porterà all’unità con gli altri. Pretenderlo è pura follia. Tuttavia non dovete aspettare di diventare prima totalmente unificati. Se usate le vostre attuali relazioni come parametri per determinare dove si trovi la vostra divisione interiore e a che punto vi troviate riguardo alla volontà di accettare il negativo in voi, potenzierete l’accettazione di voi stessi. Allo stesso tempo, assieme all’accettazione di voi stessi si accrescerà la vostra capacità di mutualità. In tal modo le vostre relazioni miglioreranno acquisendo un significato profondo. L'accettazione di qualsiasi cosa abbiate respinto per evitare di prenderne coscienza produrrà subito una maggiore accettazione e comprensione delle persone con cui interagite. A quel punto la mutualità diventerà possibile.

  22. In modo analogo, non accettando il male in voi perché pensate: "Devo essere perfetto prima di potermi accettare, amare e avere fiducia e stima in me stesso", esprimerete un identico atteggiamento nei confronti altrui. Quando scoprirete che in realtà lui o lei sono tutt'altro che perfetti, rifiuterete l'altro pur continuando a rifiutare voi stessi. La differenza è che passate tutto il tempo a impedirvi di sapere cosa stiate combinando a voi stessi, ed è un gran peccato. Fate in modo di non vedere il rifiuto dell’altro e del vostro sé imperfetto per via di ciò che sono. Trovate sempre spiegazioni di comodo che non vi fanno vedere come respingiate la realtà sgradita di voi stessi e degli altri, e come ciò causi una spaccatura in voi che rende impossibile la mutualità e la felicità.

  23. Tutti voi potete usare ciò che vi dico come uno strumento molto pratico e immediato per il vostro lavoro interiore. Considerate il vostro rapporto con la famiglia, i compagni, i collaboratori, gli amici, i conoscenti. Osservate qualsiasi situazione di vita in cui potreste interagire con gli altri. Guardate attentamente a quelle relazioni in cui notate dei problemi. Fin dove siete davvero aperti alla realtà dell'altro? Siate franchi nel rispondere, e se capite di non essere aperti, utilizzate pure questa chiave per voi stessi. Certo, potete facilmente evitare di vederlo inventandovi spiegazioni, giustificazioni, razionalizzazioni, o persino ricorrendo a una forte autoaccusa che può facilmente essere scambiata per accettazione di sé, ma che è tanto lontana dall’esserlo quanto lo è l’evidente rifiuto di sé.

  24. Nella vostra mente sapete perfettamente che voi e gli altri siete lungi dall'essere perfetti, eppure accettate questa verità solo a parole. L’accettate davvero nel profondo del cuore? Se risponderete alla domanda dal livello emotivo più profondo, vedrete che spesso non siete disposti a farlo. Le vostre reazioni dimostrano il contrario di ciò che vi dice la mente. Scoprendo un po’ alla volta quanto siate intolleranti, critici e non propensi ad accettare l’altro per ciò che è, saprete automaticamente che state facendo esattamente lo stesso nei vostri confronti.

  25. Ora, è invero difficile accettare la negatività proiettata dagli altri, che implica sempre il ricorso a una difesa più nociva di qualsiasi cosa da cui essi si stiano difendendo dentro di sé. La vostra incapacità di far fronte a quel comportamento distruttivo che gli altri ostentano verso di voi riflette, di nuovo, la vostra non consapevolezza di quando e di come voi facciate la stessa cosa, anche se forse in modo diverso.

  26. È più facile vedere come prima cosa le vostre reazioni nei confronti altrui. Se usate quelle reazioni come degli indicatori, sarà molto più facile scoprire cosa stiate facendo a voi stessi. Il danno autoinflitto con la negazione della parte indesiderata vi porta a fare esattamente quello di cui vi parlavo: ricorrere a dei sotterfugi per camuffare l'inaccettabile. Eppure quei sotterfugi sono meno tollerabili di qualsiasi cosa voi abbiate originariamente negato. In questo modo non fate che accrescere l’odio verso di voi, ampliando la frattura.

  27. Se state vivendo delle relazioni superficiali e insoddisfacenti, carenti di profondità, gratificazione e intimità, in cui vi rivelate solo in superficie - limitandovi forse alla vostra immagine idealizzata che credete essere l’unica accettabile - avrete, di nuovo, una buona indicazione del punto in cui vi trovate dentro di voi. Restate lì perché siete incapaci di accettarvi. Pertanto non riuscite a credere che il vostro sé vero e genuino possa mai essere accettato, né tantomeno ad accettare gli altri per dove si trovano nel loro attuale stato di sviluppo. Tutto ciò impedisce la mutualità.

  28. Il movimento di apertura e di ricezione, la rilassata felicità di fluire in un altro campo di energia accettando l'emanazione di quel campo energetico, è una felicità intollerabile e che appare pericolosa a chi odia se stesso. Se avvertite una contrazione dopo un’apertura momentanea, capirete che non succede perché voi siete cattivi e non vi meritate di essere felici, bensì perché non riuscite ad accettare tutte le forze e le energie per come si presentano in voi in quel momento. Dunque rimanete bloccati nella contrazione e non riuscite a trasformarla in espansione.

  29. Quindi occorre per prima cosa applicare il principio di mutualità alla relazione tra voi e il vostro io interiore. Solo allora lo si potrà estendere al vostro rapporto con gli altri. Ma fatemi dire, amici miei, che dal punto di vista di un più alto grado di coscienza tutta la separazione che sembra così reale nel vostro regno è illusione, così come lo è la separazione tra i vostri due sé. È un artefatto che nasce solo a causa di ciò che viene negato. Se chiudete gli occhi e la coscienza alla persona totale che voi siete in questa fase, create quelli che sembrano due sé distinti: l'accettabile e l'inaccettabile. Ma in realtà non ci sono due entità: sono entrambe voi, che adesso scegliate o meno di saperlo. Ma esistono veramente due persone in voi? Certo che no. È la stessa illusione che prevale tra tutte le entità apparentemente separate. Anche in questo caso la separazione è, per così dire, un costrutto arbitrario e artificiale della mente. In realtà tale divisione non esiste. Nella fase attuale potreste non rendervene conto facilmente, ma resta il fatto che gli esseri umani vivono in questa generale illusione di separazione che è la causa del dolore e del conflitto. In realtà, tutto è uno e ciascuna entità è connessa a ogni altra nell'universo - e non si tratta solo di una figura retorica. Un’unica coscienza permea l'universo e tutto ciò che esso contiene. Ma potrete iniziare a sperimentare questa unità solo quando non ci sarà più alcuna parte in voi che rimarrà esclusa, negata o scissa.

  30. Ci sono domande in merito a questo argomento?

  31. DOMANDA: Ci puoi parlare degli aspetti della mutualità a livello fisico, mentale e spirituale dal punto di vista energetico?

  32. RISPOSTA: Sì. Dalla prospettiva energetica il moto di espansione è un movimento fluido in uscita. Quando due esseri umani separati si aprono l'uno verso l'altro nella mutualità accettando senza contrazioni un flusso aperto, l'energia dell’uno compenetra il campo energetico dell'altro. È un flusso e uno scambio costante. Non è così per le persone che restano separate, che si contraggono e non riescono ad aprirsi alla mutualità; due persone del genere restano chiuse, ciascuna come un'isola, senza pressoché alcuno scambio di energia. E quando viene bloccato lo scambio di energia viene ritardato il grande piano evolutivo.

  33. Quando qualcuno si apre solo se non vi è possibilità di mutualità, o quando si fa scontrare la corrente del No con quella del Sì perché si ha ancora troppa paura della mutualità, il flusso di energia in uscita rimbalza e viene respinto dal campo energetico chiuso dell'altro. È come un muro che respinge ogni flusso in entrata, pertanto i due flussi non potranno mai diventare uno. Si può facilmente osservare questo fenomeno nella quotidianità. Le persone si innamorano sempre quando non sono ricambiate oppure, per qualche strano motivo, si disinnamorano se il proprio compagno dà prova di sentimenti profondi. In misura più sottile, lo stesso principio vale per le relazioni in corso: se una persona è aperta l'altra è chiusa, e viceversa. Solo uno sviluppo e una crescita progressivi possono cambiare la situazione, facendo sì che entrambe imparino a rimanere aperte l'una nei confronti dell'altra.

  34. A livello spirituale ed emotivo, lo stadio più basso è indice di uno stato acuto di paura. La paura di accettare il sé nel suo stadio attuale è essenzialmente la stessa che fa fuggire da un’autentica mutualità e felicità. Dato che c’è la paura, scaturisce anche l'odio e tutti i suoi derivati.

  35. I livelli mentali sono influenzati da questo processo di elusione quando una persona cerca delle facili spiegazioni per ciò che non riesce a comprendere, a meno che non accetti il sé per ciò che è. L'attività mentale è talmente intensa da non riuscire a entrare in sintonia con la voce superiore del sé, con le verità più profonde dell'universo. Si crea così una maggiore separazione. Il rumore mentale scollega dai sentimenti e dallo stato che ha originato quella condizione. La persona o l’entità è costretta per sua scelta a vivere in una continua insoddisfazione e frustrazione. A livello fisico questo crea, ovviamente, tutti quei blocchi nel corpo che già conoscete molto bene.

  36. Nella seconda fase in cui c’è un alternarsi di aperture e di contrazioni l'attività mentale della persona è confusa. Una ricerca per tentativi non potrà fornire risposte veritiere, finché non si accetta il sé e i suoi aspetti deteriori. La confusione mentale accresce frustrazione e rabbia. Le interpretazioni errate che dovrebbero spiegare perché la persona non riesce mai a vivere nella mutualità non fanno che amplificare la frustrazione, e dunque la rabbia e l'odio. A livello emotivo, desiderio e delusione si alternano a realizzazioni di fantasia. Ciò indica un certo grado di apertura e di flusso, pur in assenza di una effettiva mutualità. Ritirarsi e contrarsi implicano anche rabbia e odio, delusione e biasimo.

  37. Quando l'accettazione di sé rende possibile la mutualità e si scambia l'energia, i moti universali fluiscono in modo uniforme. Quando gli individui si trovano nel ritmo dell’eternità, in armonia con l'universo, s’instaura una sana alternanza dei principi di espansione, contrazione e staticità.

  38. Siate benedetti, miei cari. Che questa lezione sia come un’altra piccola luce che si accende in voi donandovi forza e speranza, che vi mostri il cammino da una diversa prospettiva e vi guidi in modo più deciso verso l'accettazione di voi stessi, così come siete adesso. Che possiate non indulgere in nulla né giustificarlo, ma che vediate tutto per ciò che è. Accettate pienamente le imperfezioni, non abbellitele né esageratele per non dare adito a vergogna e paura. Sono tutte distorsioni che devono sparire, poiché sono insidie molto più rovinose di qualsiasi altro aspetto detestate in voi. Trovando e praticando tale atteggiamento troverete la vostra felicità e la verità che vi unifica e che vi unisce all'universo.

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 185 - Mutuality: A Cosmic Principle and Law
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