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Lez. 173 - Atteggiamenti e pratiche di base per aprire i centri - il giusto atteggiamento nei confronti della frustrazione

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
5 maggio 1969

Traduzione in italiano di Daniele Buratti
Revisione non ancora effettuata
Edizione Dicembre 2019

  1. Saluti, amici miei. Possano le mie parole raggiungere la vostra comprensione più profonda e diventare una benedizione per il vostro cammino in questa vita. Quella di oggi è la continuazione della lezione precedente, in cui ho iniziato a parlare del significato dei centri di energia vitale. I centri sono delle aree fisicamente invisibili, ma distinte, del sistema vitale umano. L’apertura dei centri permette di vivere e di sentire al massimo. La loro chiusura è fonte di infelicità, di negatività e carenza di sentimenti, e il loro grado di chiusura indica esattamente quanto la persona stia vivendo nell’irreale, e dunque in uno stato di conflitto e intorpidimento. Una vita gioiosa, feconda e significativa è indice di un corrispondente grado di apertura dei centri.

  2. Molte filosofie spirituali parlano dei centri e insegnano pratiche che aiutano a esserne consapevoli e ad aprirli. Di solito si tratta di pratiche più o meno meccaniche, come gli esercizi di concentrazione e respirazione. Come vi dicevo, se date più importanza a quegli esercizi che ai vostri atteggiamenti di fondo - gli atteggiamenti di adesso, non quelli della persona perfetta - avrete tutt’al più dei risultati scarsi e di breve durata. Ma gli esercizi potrebbero essere addirittura dannosi se si perseguisse l’apertura dei centri di un individuo che non sia in armonia con la realtà spirituale. Se non siete forti e indipendenti - autoresponsabili, nel senso più profondo - l’energia che viene immessa nel sistema si fa insostenibile. Ecco perché poniamo tanta enfasi sullo sviluppo e la crescita in generale, perché in tal modo non potete sbagliare. L’approccio prevalente nel Sentiero deve essere quello di confrontare il vero stato del vostro sentire e delle vostre convinzioni e di eliminare le false idee, che creano paure e altre emozioni negative, inclusa la paura dei sentimenti. Questo approccio è assolutamente fondamentale, ma dopo aver praticato l’autoconfronto fino a non restare più attaccati ai vecchi schemi di autoinganno e illusione - avendo dunque raggiunto un sufficiente livello di liberazione e di autorealizzazione - potrete utilizzare anche altre metodiche.

  3. Nell’ultima lezione ho parlato di due aspetti: di ciò che determina il funzionamento dei centri di energia in generale, e di come opera ogni centro. Nella lezione di stasera parleremo del terzo aspetto: delle pratiche e degli atteggiamenti che aiutano ad aprire i centri. Tuttavia vorrei di nuovo sottolineare che per molti di voi potrebbe non essere ancora possibile arrivare a una vera apertura. Ma non vi scoraggiate. Quando sarete pronti lo capirete, e l’apertura avverrà naturalmente. Per adesso, persino un tentativo all’apparenza inutile avrà un valore e un beneficio indiretti: allenterà una sostanza psichica indurita; potrà favorire il contatto con la più grande saggezza che è in voi; potrà facilitare la vostra capacità di concentrazione e meditazione accrescendo la consapevolezza generale di voi stessi e degli altri. Tutto questo è un prerequisito per riuscire a conseguire un rilassamento più profondo e una nuova consapevolezza.

  4. Quindi, anche se non riuscite a seguire o comprendere subito i miei suggerimenti, non importa. Molte volte i miei argomenti sono stati compresi e utilizzati appieno solo diverso tempo dopo. Ma anche una fugace comprensione intellettuale può servire in modo indiretto a rendere più rapidamente accessibile la percezione profonda. Quando vi relazionate in modo naturale, spontaneo e organico con gli argomenti discussi, è perché qualcosa in voi si è fatto strada verso questo stato mentale. Sono molti i fattori che determinano il naturale processo organico di questo percorso. Dopo aver superato i primi ostacoli, il percorso diventa una realtà che si autoalimenta e che produce i suoi bisogni e i messaggi, se si è in sintonia con esso. Non posso quindi prevedere quando potrete applicare quel che vi sto dicendo in verità e amore. Ma potrete di certo farne uso con le vostre modalità, che troverete con la pratica e la meditazione. Alcune parole le assimilerete di sicuro, a prescindere da dove vi troviate adesso nel vostro percorso individuale.

  5. Come vedrete, le pratiche che suggerisco non sono mai solo meccaniche. Hanno sempre una relazione diretta con i vostri atteggiamenti e le concezioni più intime di voi stessi e della vita, con il sentire, con i processi del pensiero e con le azioni che producono gli atteggiamenti e le convinzioni interiori. Pertanto verrà istituita una procedura efficace e sicura.

  6. Quando i centri sono aperti, la persona è immersa in uno stato rilassato privo di tensioni interne o esterne. Vediamo cosa si intende per "interne ed esterne", termini che potrebbero essere dati per scontati e quindi elusi. È molto importante, amici miei, che li capiate per bene. Ho menzionato in altri contesti che ogni funzione e organo della personalità esiste sia nel corpo fisico, sia nel corpo invisibile che fa da modello al primo. Non mi soffermerò a spiegare che esistono molti altri corpi sottili. Per questa discussione bastano i termini "interiore ed esteriore". Esiste una coscienza interiore ed esteriore che non si può definire alla stessa stregua di mente conscia e inconscia. C’è una conoscenza interiore e una esteriore, e non è detto che quella interiore sia per forza inconscia. C’è un sapere interiore e un sapere esteriore. C’è un processo di ragionamento interiore e c’è un processo esteriore. C’è, dunque, un funzionamento interiore e un funzionamento esteriore, che possono essere meglio interpretati in base alle risposte fisiche, volontarie e non. Gran parte delle funzioni fisiche sono attivate dalla volontà. Il cervello, a cui accedete in modo diretto, può inviare dei comandi che fanno reagire determinate aree del corpo. Decidete di muovere una mano, di alzarvi, di muovere le gambe in questa o in quella direzione, di emettere un suono attraverso le corde vocali, o di non fare nulla di ciò. Tutte queste funzioni sono determinate dalla volontà esterna diretta. E poi c’è un funzionamento interiore che non può essere influenzato direttamente dalla vostra volontà: il battito cardiaco, la circolazione sanguigna, il sistema digestivo. Tuttavia queste sono delle attività fisiologiche che possono essere influenzate in modo indiretto, al pari di ogni altro meccanismo interno.

  7. In modo analogo esistono stati di rilassamento interiore ed esteriore. Man mano che entrate in maggior sintonia con voi stessi - con i processi del pensiero, le risposte emotive e il vostro stato fisico - saprete distinguere e fare esperienza specifica di entrambi gli strati di realtà. La consapevolezza inizia sempre dallo strato esterno, fatto di cui gli umani non sono naturalmente consapevoli. In effetti occorre prestarvi attenzione a lungo prima di poter accertare in modo chiaro e conciso ciò che si pensa, si sente e si sperimenta a livello cosciente. Di solito è tutto talmente vago e confuso, e in genere assai trascurato, che se vi si chiedesse cosa stiate pensando o provando adesso, dovreste ammettere di non saperlo. Lo stesso accade per il vostro stato fisico, salvo che non stiate provando uno stato insolitamente acuto di dolore o di piacere. Gli stati di tensione sono diventati una seconda natura, al punto che non siete più consci di eventuali tensioni in qualche zona della vostra muscolatura esterna. Non è diverso a livello mentale ed emotivo: vi siete talmente abituati a pensare in un certo modo, a provare delle emozioni specifiche, che non riuscite a immaginare nient’altro e neppure a discernere quel che pensate o sentite. Una buona parte dell’autosviluppo consiste dunque sempre nell’accrescere il proprio senso di sé - ciò che si pensa, si sente e sperimenta a tutti i livelli.

  8. Dopo aver conseguito la consapevolezza del pensiero esteriore, del sentire e degli stati fisici, inizia a crescere quella interiore. Le vostre facoltà sono state educate a un nuovo orientamento di attenzione o di "ascolto interiore", per così dire. Dunque non è più così difficile.

  9. Iniziate partendo dalla tensione muscolare del corpo esterno. Per prima cosa sentite la tensione e prendetene coscienza, così da poterla poi allentare in modo volontario. È come il funzionamento mentale ed emotivo: anche lì occorre prima sapere cosa sentite e pensate di una certa cosa, per poterla poi cambiare se il pensiero è fallace e il sentire distruttivo. Nella misura in cui conseguite la consapevolezza esteriore, e siete dunque in grado di modificare determinate reazioni e funzioni, le aree funzionali interne si fanno automaticamente più accessibili.

  10. Per aprire i centri è necessario uno stato rilassato, a ogni livello. Rilassamento non vuol dire inattività, paralisi, o sprofondare in un’inerzia immobile. Al contrario: solo in uno stato di rilassamento l’energia viva può diffondersi nel sistema. Osservare il proprio stato di tensione a tutti i livelli è dunque uno degli aspetti più importanti della pratica. Una volta che il rilassamento esterno diventa la condizione normale, giungerete in modo naturale a essere consapevoli di nodi e spasmi interni. D’un tratto scoprirete ciò che non avete mai provato prima: che sebbene il corpo esterno si senta bene, coordinato, privo di dolori o tensioni, ci sono purtuttavia dei "grumi" interni. Grumi che non causano dolore, ma di cui avvertite la presenza. E saprete che sono sempre stati lì, solo che non li notavate.

  11. Gli esercizi di concentrazione per osservare e rilassare lo stato di tensione sono quindi assai utili. Appena il corpo esterno riesce a rilassarsi, producendo un senso di salute e vitalità e rendendovi, così, consapevoli dei blocchi del corpo interno, saprete come vi sentireste senza quei blocchi. Non potete dissolverli direttamente con la volontà, poiché adesso avete a che fare con il funzionamento interiore involontario, che non può essere controllato direttamente sul piano fisico più di quanto voi adesso possiate decidere di sentirvi diversamente. Potete dichiarare a voi stessi che vorreste sentirvi diversi poiché il vostro sentire attuale si basa su idee false, e per voi è distruttivo e sgradevole. Potete perseguire una maggiore comprensione per influire in modo indiretto sui sentimenti distruttivi, finché un giorno, all’improvviso, reagirete in modo diverso e spontaneo quando meno ve lo aspettate. Avviene la stessa cosa con i blocchi del corpo interno.

  12. Forse il modo migliore per esprimere come si avvertono all’inizio i blocchi del corpo interno è la sensazione che nel corpo ci siano delle aree statiche e intasate. Questa consapevolezza riveste sempre la massima importanza. Appena i blocchi mollano un po’, avvertirete un’energia piacevole e una delizia pervadere tutto il vostro essere. Sentirete e saprete subito che appena al di sotto delle aree in tensione si trova questo stato, ancor prima di farne esperienza. Ve lo dirà il vostro sapere interiore.

  13. Conoscere i due stati, il blocco temporaneo adesso in voi e l’energia fluida virtualmente già vostra, vi avvicina considerevolmente al vostro potenziale di essere e sperimentare. Anche qui, lo stesso si applica sia a livello mentale che a quello emotivo. Avendo conseguito un elevato stato di quiete e di ascolto di voi stessi, vi accorgerete di una tensione e di uno spasmo emotivi; vedrete come la vostra mente è troppo agitata o troppo pigra, manifestazioni di una tensione sottostante diventata troppo sgradevole da sopportare. Solo dopo aver compreso la tensione è possibile affrontarla in modo costruttivo, non prima.

  14. Un’autosservazione silenziosa vi aiuta a raggiungere l’obiettivo. Una quieta messa a fuoco vi renderà consci dell’anomalia del vostro stato. Per chiarezza, sappiate che la stragrande maggioranza delle persone vive in uno stato di anomalia che non riflette la realizzazione del potenziale naturale che ha l’essere umano. Voi prenderete coscienza dello stato naturale e normale che c’è pure in voi "dietro" allo stato innaturale. Lo stato aperto, libero e naturale che rende giustizia a voi e alla vostra capacità di sperimentare la vita, non è qualcosa da conseguire a fatica perché al momento non ce lo avete. C’è già, è solo non lo potete avvertire più di quanto all’inizio potreste avvertire i crampi e le tensioni.

  15. Questa particolare concentrazione su voi stessi non è affatto egoistica o egocentrica. Di fatto essa accresce la vostra percezione e comprensione degli altri, dandovi una maggiore capacità di relazionarvi con essi. Poiché il rapporto con gli altri può esistere solo nella misura del rapporto che avete con voi stessi, che comporta l’essere coscienti delle vostre reazioni e stati, e il capirli a ogni livello del vostro essere.

  16. Avete iniziato a sperimentare in voi la presenza di una realtà e intelligenza più grandi, grazie al vostro sviluppo e crescita e all’aver deliberatamente deciso di attivarla. È un contatto che diverrà via via più reale. La sua guida è la più affidabile e saggia che si possa immaginare. La sua voce diventa sempre più distinta e riconoscibile. Alcuni di voi hanno iniziato a sperimentare questo contatto, almeno occasionalmente. Avete appreso alcuni approcci nella meditazione che facilitano il contatto. La difficoltà non è che l’intelligenza più vasta non sia sempre subito disponibile, ma che vi dimenticate di usarla oppure che fate resistenza. Ad ogni modo, chi tra voi la conosce come qualcosa di più di una teoria, ha forse pensato che si trovasse da qualche parte nella regione del plesso solare. Questo perché, come dicevo la volta scorsa, il centro della regione del plesso solare è il canale di comunicazione con la saggezza interiore della verità cosmica. Ma ciò non significa che la verità cosmica si trovi nel plesso solare.

  17. La vostra saggezza interiore dà risposte concrete, quando la contattate. Fornisce soluzioni e ispirazioni realistiche e attuabili che non negano la vostra dignità di esseri umani, né vi coccolano affettuosamente e ve la danno vinta perché i vostri desideri infantili vi fanno sentire speciali. È per via di quelle risposte che esitate a contattare la vostra saggezza interiore. Poiché è una saggezza divina che vi rende totalmente responsabili di voi stessi, che a torto ritenete essere svantaggioso, trascurando il fatto che solo nell’autoresponsabilità potete davvero vivere, muovervi e vibrare di gioia e delizia. Solo allora sarete sicuri, perché la dipendenza dagli altri è ciò che crea tutta quella paura in voi. È la paura che crea le tensioni. È la paura che, poggiando su degli assunti completamente errati, vi induce a evitare il contatto con la saggezza divina; e voi dite di non riuscire a contattarla, anziché ammettere di non volerla utilizzare. Dovete superare questo ostacolo in ogni ambito, se vi interessa per davvero aprire i vostri centri vitali e lasciare che la forza vivente si espanda in tutto il vostro essere.

  18. È una questione che dovete affrontare di continuo. Ogni singolo turbamento vi offre un’eccellente opportunità, poiché se potete apprezzare la verità del momento al di sopra di tutto, la verità del problema, e lo affermate mettendo da parte ogni altra considerazione, la verità si farà conoscere e saprete di essere sia umani, con la vostra corrente fallibilità, sia divini, per il vostro inerente potenziale. Per comprendere gli strati di coscienza di cui siete espressione, è necessario pensare al "cervello" interno ed esterno come a un organo unico. Solo che il cervello esterno ha dimenticato la sua vera natura e ha perso il contatto con quello interno. Sta alla vostra intelligenza libera e cosciente ripristinare quella connessione, senza la quale non ci può essere vita feconda e gioiosa.

  19. Ora, dove si trova la coscienza universale interiore? Più una persona è primitiva, più si sente alienata da essa. Per questo nelle religioni primitive gli umani credono che la coscienza universale risieda al di fuori, che sia una personalità distinta e remota che dimora "nei cieli". Una condizione alquanto più evoluta è realizzare che Dio si trova dentro di noi. Eppure anche con questa concezione la coscienza universale viene personalizzata e localizzata. Adesso si ritiene che si trovi in un’area speciale internamente al plesso solare. Questa ipotesi non è più vera di quella che il vostro inconscio ignorante e distruttivo risieda in un’area speciale dentro di voi, anche se spesso potrebbe sembrare che i "messaggi" provengano dal centro del plesso solare - che al massimo è una bocca che trasmette. Voi non direste che la bocca che pronuncia le parole sia la persona stessa, giusto? Bene, anche qui è così. Dunque la coscienza - quella separata e individuale e quella cosmica e universale - non risiede né nel cervello, né nel plesso solare. Ma allora dove risiede? È molto importante che riusciate a intravedere la risposta, che è la sola cosa che potete fare, all’inizio.

  20. La coscienza risiede in ogni cellula, in ogni molecola, in ogni atomo, in ogni piccola frazione della materia vivente. Ognuna di queste unità infinitesimali di coscienza funziona con esattamente l’identica e immutabile legittimità della personalità umana. La relazione della singola coscienza cellulare con l’essere umano è la stessa che esiste tra l’essere umano e il resto dell’umanità.

  21. Nella misura in cui la personalità è in uno stato che diciamo di autorealizzazione, o di verità universale, le singole particelle di coscienza accettano la verità e lasciano le idee sbagliate e gli errori. Ogni parte malata del vostro corpo è una convinzione errata. Il corpo stesso, fatto di materia "deperibile", è il prodotto di errori percettivi di lunga data. Viceversa, nella misura in cui tutto l’organismo conosce la verità, le piccole unità finiranno per adottarla, conosceranno la propria origine e si collegheranno con la saggezza e la vita universali inerenti a ogni particella di esistenza, pur essendo al momento scollegate. Quindi, in misura via via maggiore, la vita sostituirà la morte, la salute la malattia, la gioia la sofferenza, la sicurezza la paura. La verità ultima della legge divina e della saggezza è sempre presente "sotto" o "dietro" l’individuo sviato, le cellule e le molecole sviate, gli atomi sviati e ogni particella della materia mentale.

  22. Come saprete avvertire con la vostra accresciuta autocoscienza, i blocchi interiori di tensioni e contratture ricoprono solo un altro stato in cui voi siete liberi, fluidi e gioiosi; iniziate a vedere che dietro a ogni particella malata c’è il suo stato originario di salute. La malattia è prodotta dell’errore di cellule, atomi o altre piccolissime particelle. Ma gli errori non capitano in modo arbitrario o indipendente dalla personalità. Le idee sbagliate, le false paure e le difese non necessarie creano tensioni ed errori nella materia vitale più piccola. Di nuovo, ogni stato di conflitto emotivo dipende dal fatto che la materia vitale sottile e invisibile si trova nell’errore. L’errore è stato prodotto dall’individuo e deve, dunque, essere corretto dall’individuo.

  23. Nella misura in cui sarete capaci del tipo di autosservazione che riconosce sia lo stato malato che quello sottostante, che è sano e gioioso, andrete da una sfera di coscienza ed esistenza a un’altra. Il Sentiero vi porterà a questo. Gran parte di ciò che abbiamo fatto in passato è stato prestare attenzione a tutti quegli errori che determinano un sentire negativo e un agire distruttivo. Grazie a tutto quello che avete elaborato, avete capito che ogni stato di paura crea tensione ed è l’esito di un errore. Ogni stato di ostilità deriva da un errore e crea ulteriori sentimenti negativi e dunque altra tensione. Quando siete tesi per un motivo qualsiasi siete necessariamente nell’errore, poiché provate paura. E a ogni minima tensione i centri si chiudono.

  24. Ogni esercizio fisico o di altro tipo, ogni meditazione, ogni autoesame e autoconfronto, dovrebbe sempre mirare a eliminare i falsi concetti e le illusioni, e le pseudosoluzioni e schemi comportamentali irrealizzabili che generano. Sin da quando abbiamo iniziato questo cammino, vi ho chiesto ripetutamente: quali sono le idee sbagliate che vi fanno chiudere davanti alla vita, che vi fanno adottare atteggiamenti improduttivi e, spesso, persino distruttivi? La tensione è sempre correlata all’errore. In tutti i vostri approcci e pratiche, qualunque essi siano, osservate questo stato di errore e tenetelo a mente. Osservatevi da questa prospettiva. Ovunque avvertiate una congestione - uno stato doloroso emotivo o fisiologico, o semplicemente uno stato neutro in cui sapete che qualcosa di rigido in voi vi impedisce di vivere appieno - cercate l’errore sottostante. Ci potrebbe essere un errore nel funzionamento fisico, trasformato in riflesso condizionato. L’errore potrebbe risiedere nelle più infinitesime particelle di coscienza, ma è sempre il risultato di un’idea generale che si può rintracciare e portare allo scoperto. Basta cercare di collegare le risposte fisiche al vostro stato interiore di errore. Questo lavoro si rivelerà estremamente illuminante e liberatorio. È una condizione necessaria per l’apertura dei centri vitali e di energia.

  25. La paura della frustrazione è un importante esempio di errore che crea tensioni ed emozioni negative. Quale essere umano, per cominciare, non teme la frustrazione? Dovete superare questa paura, che è di per sé un errore. Lo stato di frustrazione implica sempre qualcosa che vi fa lottare, invano, contro la frustrazione. Questo vi obbliga a rimanere in uno stato mentale che dice: "Non devo avere questo, per evitare quello", o "Devo avere quello, per evitare questa cosa cattiva". Questi ‘devo’ sono correnti di paura-tensione. Nella misura in cui restate nella dualità “o / o”, voi siete nell’errore e in tensione. Dato che in questo stato la vita non può fluire in voi, dovete liberarvi dell’errore. Ossia dovete per prima cosa farlo emergere dai vostri nebulosi processi del pensiero e del sentire.

  26. La frustrazione non è né pericolosa, né disastrosa. Osservate e riconoscete questo fatto, amici miei. Osservate come reagite alla frustrazione. Come reagite alle cose spiacevoli che vi capitano? Molte persone gravitano nell’orbita di insegnamenti metafisici e spirituali per dei motivi sbagliati. Cioè, sentono dire che la vera realizzazione di sé pone fine alla frustrazione. Vero, ma non ci riuscirete temendola e irrigidendovi. Dovete prima imparare ad accettarla senza esagerarne l’impatto su di voi o sentirvi minacciati. Se volete conseguire lo stato ultimo di unità saltando le fasi che portano a esso, non avete compreso il principio base dell’unità e della dualità. Riuscirete a trascendere la dualità solo quando nessuna delle due alternative condiziona in modo indebito il vostro agire. La frustrazione cesserà di esistere nella misura esatta in cui essa cessa di irritarvi. Troverete un nuovo regno della realtà in cui vi sentirete realizzati solo accettando in modo realistico e costruttivo che la frustrazione è parte integrante della realtà attuale. Il desiderio infantile di onnipotenza che bandisce ogni frustrazione impedisce l’attualizzazione dei poteri divini dell’essere umano in cui, in ultima analisi, dimora la vera onnipotenza. La vera onnipotenza non viene dal bisogno, dalla disperazione, dall’avidità, dall’orgoglio e dalla volontà egoica, ma dall’aver incontrato e superato con successo le illusioni che tutto ciò nasconde.

  27. Possiamo indicare grosso modo il livello di sviluppo di un individuo sulla base dell’atteggiamento adottato rispetto alla frustrazione, osservando le seguenti fasi:

  28. 1) Lo stato più infantile e dunque travagliato è quello in cui la frustrazione appare come un disastro. Di qui paure e tensioni, dunque centri vitali chiusi, e quindi infelicità e improduttività in ogni ambito.

  29. 2) Lo stato di maturità emotiva che accetta di non avere ciò che si desidera, usando al contempo le facoltà migliori per superare o ridurre la frustrazione. La persona matura accetta questo livello di realtà per quello che è, sapendo che i limiti, e dunque anche la frustrazione, fanno parte della realtà presente. Questo atteggiamento vale per il sé e si applica anche agli altri.

  30. 3) Una volta che una persona con un simile atteggiamento maturo ha imparato ad affrontare e gestire la frustrazione, potrà conseguire lo stato ultimo in cui ogni alternativa o possibilità della vita contiene un pari potenziale di sviluppo e, quindi, di piacere. Ma non deve essere unicamente così. La serenità e la gioia, che arrivano quando i centri sta aperti consentono all’universo di fluire liberamente, hanno il potere di creare e ricreare le circostanze, di modellarle. Questo modellamento delle circostanze non avviene per magia, con l’esercizio del potere e del controllo sugli altri perché facciano ciò che si desidera, ma dipende dalle accresciute facoltà e risorse della persona, attraverso cui si manifestano possibilità di felicità sempre maggiori.

  31. Pertanto un aspetto molto importante dell’autosservazione è concentrarsi sul proprio atteggiamento reale nei confronti di qualsiasi tipo di frustrazione. Avrete così la misura del vostro stato di paura-tensione. Se poi darete voce alla paura, avrete fatto un passo importante. Vedrete anche che se siete tesi per eludere la frustrazione sarete molto più frustrati, poiché la stessa tensione è una negazione della vita che si presenta a voi. Mai e poi mai una condizione esterna a voi potrebbe produrre una frustrazione simile a quella autoinflitta con la tensione che si crea per contrastarla. Il flusso dei sentimenti, la vostra forza vitale, è la fonte ultima di ogni realizzazione, senza di cui nessun evento esterno potrà incidere in modo serio. Solo se la forza vitale scorre libera si può conseguire una realizzazione con gli altri davvero profonda, scevra di vane dipendenze da chicchessia. In questo modo vi evitate tanta paura e delle possibili ostilità. Se spegnete i centri vitali e state sulla difensiva per tema della frustrazione, di fatto la perpetuate. Nell’autofrustrazione ha le sue radici tanta, tanta disperazione.

  32. Ora permettetemi di indicarvi due esercizi di meditazione adatti ad aprire i centri. Del primo ho già parlato di recente rispondendo a una domanda, ma ve lo riassumo.

  33. State seduti in modo molto rilassato, nella posizione di questo strumento. Non vi dovete accasciare, bensì stare seduti senza essere tesi, completamente raccolti in voi stessi, senza rigidità. La colonna vertebrale dovrebbe essere diritta senza poggiare contro lo schienale, ma sostenuta dal suo stesso equilibrio. Chiudete gli occhi e sentite ogni parte del vostro corpo esterno. Rilassatelo intenzionalmente e provate a vedere cosa succede quando non pensate. Non vi sforzate di non pensare perché sareste tesi. Invece assumete lo spirito di "Vorrei non pensare, ma so che non sono in grado di farlo senza che intervengano dei processi di pensiero involontario. Dunque osserverò i miei processi di pensiero con calma, vedendo fin dove mi penetrano nella mente senza che io riesca a controllarli”. In questo modo, con l’osservazione distaccata e rilassata, riuscirete infine a non pensare, fosse anche per qualche secondo. In quel momento sarete così immobili, rilassati, e tuttavia composti e proprio "lì" con la vostra attenzione e la vostra consapevolezza, che gli agitati processi mentali si acquieteranno. Questo stato non è affatto inconsapevole, traballante e assonnato. È assai vigile e sveglio, iperconcentrato e senza la minima tensione. Allora vi ritroverete a osservare il processo del pensiero nell’atto di piombare su di voi. Vi sentirete come sulla soglia di un nulla, di un vuoto apparente, ma non siate tesi. Aspettate un paio di minuti, prima o dopo la meditazione di autoesplorazione o di riorientamento della vostra negatività. Respirate con calma, ma in modo netto, attraverso l’addome. Percepite la parte bassa dello stomaco spostarsi ritmicamente su e giù, nel modo più rilassato e regolare possibile. Ogni inspirazione ed espirazione dovrebbe esprimere un atteggiamento mentale armonioso e intrinsecamente assai positivo finché, un po’ alla volta, la mente volitiva cessa di intervenire, limitandosi a osservare la mente involontaria.

  34. Questo esercizio vi aiuterà a calmare la mente affollata e agitata, e quindi ad aprire il centro del plesso solare. Con l’esercizio inizierà a smuoversi, e poi ad aprirsi, un canale che conduce a quel centro. In tal modo si instaura una connessione interiore con la vostra saggezza superiore. Non sarà un risultato diretto e subito evidente, ma ripetendo questa pratica nella maniera più rilassata e calma possibile, vi ritroverete d’un tratto sul ciglio di un vuoto apparente. Non è che l’inizio di una nuova apertura che sperimenterete solo in modo retroattivo e indiretto, quasi non avesse nulla a che fare con queste pratiche.

  35. L’altra pratica che propongo è strettamente connessa all’argomento odierno: osservare i blocchi del corpo esterno e interno. State seduti allo stesso modo. In questo esercizio potete anche sdraiarvi a terra. Rilassatevi e sintonizzatevi di nuovo con il corpo. Fate sì che ogni singolo elemento esterno si rilassi intenzionalmente. Troverete delle aree tese che prima non notavate. Vedete fino a che punto potete rilassarle e dove non ci riuscite: questo vi indicherà se quell’area appartiene al sistema esterno o interno. Una volta che avrete individuato con chiarezza l’area e avrete avvertito il blocco, il nodulo o la congestione, domandatevi quale significato abbia. Collegatelo alla mente e ai sentimenti che lo producono. Qual è la paura che crea quella tensione? Chiedetevi: qual è la relazione diretta tra la specifica tensione del corpo e la paura? Mandate il pensiero a quelle cellule, che possiedono una loro coscienza. "Qual è l’equivoco celato dalla tensione?". Vi arriveranno delle risposte. Probabilmente dapprima noterete solo i blocchi esterni. Ma più progredirete, maggiore diventerà la consapevolezza della realtà interiore. In quel livello farete poi uso dello stesso approccio, ma allora sarà più facile.

  36. Connettendovi sempre di più con il vostro sistema e diventando consapevoli degli stati cui prima non prestavate attenzione, non solo vedrete la tensione corporea, ma farete lo stesso nell’area della mente e del sentire. Anche lì esiste uno stato fluido e sciolto che dà piacere, vitalità, flussi continui di piacere ed energia - non come il blocco che indurisce e arresta il flusso. Prestate attenzione a quel blocco, e potrete avvertirlo distintamente.

  37. Il sentire formerà un tutt’uno con la mente e il corpo, e l’unione sarà sempre più intima e salda. La mente trasporta l’idea sbagliata; il sentimento risponde con emozioni negative e distruttive; il corpo esprime il tutto con contrazioni, tensioni, durezza, rigidità, pur se dissimulate da forme flaccide e insane di apparente rilassamento. Quando riuscirete a far confluire i tre livelli di funzionamento proprio lì dove c’è il disturbo, approderete alla fase successiva in cui lo dissolverete. Vi aiuterò io, quando verrà il momento.

  38. Vi lascio con una benedizione per ognuno di voi. Non crediate che questa sia una parola vuota. Essa ha in sé una forza che può diventare un incentivo e aprirvi le porte, se lo vorrete. Siate in pace, siate ciò che siete, amando voi stessi così come siete, anche se al momento commettete ancora errori. Perché allora sarete veramente Dio.

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