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Lez. 126 - Contatto con la forza vitale

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
26 giugno 1964

Traduzione in italiano di Daniele Buratti
Revisione a cura di Anna Orsini e Andrea Genini
Registrazione vocale a cura di Margherita Saetti
Edizione Aprile 2019

  1. Saluti a voi, amici miei carissimi. Benedizioni a tutti, presenti e assenti. Benedetto il vostro impegno nel cammino, adesso e nei tempi a venire.

  2. L’anno appena trascorso è stato tra i più cruciali per il Sentiero, sia a livello individuale che di gruppo. Tanti di voi se ne sono resi conto molto bene. Che le prossime settimane vi aiutino a consolidare il lavoro svolto finora e vi preparino per il lavoro futuro, nel vostro percorso interiore di liberazione.

  3. Nella lezione odierna vi vorrei parlare di nuovo della forza vitale. Come ben sapete, quando affronto un argomento già trattato in precedenza lo faccio a un livello più profondo e posso darvi del nuovo materiale perché siete in grado di assorbirlo, utilizzarlo e coglierne l’immediato significato. Ciò che ho detto finora sull’argomento era per voi soltanto una bella teoria, ma oggi molti di voi possono vedere che non si tratta solo di una teoria o di un principio filosofico astratto: è una chiave per comprendere come la vita può essere veramente vissuta.

  4. Riassumiamo alcuni aspetti della forza vitale. La forza vitale è profondamente intelligente. La sua intelligenza è sempre disponibile, sempre presente e pronta per essere utilizzata non solo per questioni importanti; se questa superintelligenza viene invocata, essa "si degna" di esprimersi anche su questioni apparentemente insignificanti: non distingue tra questioni importanti e non importanti, grandi e piccole. Essa pervade tutto, se glielo si consente. Uno degli aspetti più sorprendenti è che in essa c’è assenza di conflitto. La limitata mente umana si trova spesso a decidere tra alternative nelle quali qualcosa è in parte buono e in parte cattivo; favorevole per qualcuno ma sfavorevole per un altro. Se vi capita questo non siete nella verità; siete separati da quell’aspetto della forza vitale che può darvi accesso alla più vasta intelligenza, la quale non contempla alcuno svantaggio per nessuno: essa è profondamente giusta da ogni prospettiva. Ciò che vi consiglia non lascia in voi alcun dubbio o disagio; piuttosto, vi dà la serena consapevolezza che va tutto bene, accrescendo in tal modo il senso di sicurezza su voi stessi e sulla vita.

  5. Questa vasta intelligenza è disponibile anche per le piccole preoccupazioni e necessità. È sempre pronta a rispondere, se decidete di chiederne l’aiuto. Non si impone a voi, ma è lì, pronta, a vostra disposizione. Spetta a voi entrare in contatto con essa. Tutto ciò che chiede è che voi siate consapevoli della sua esistenza e che vogliate ricorrere a lei, attraverso una formulazione concisa di domande e obiettivi. Se questi obiettivi sono incerti e vaghi, se vi perdete nella nebbia della confusione, la forza vitale non può penetrare in voi. Occorre compiere uno sforzo per giungere a una formulazione chiara e a una consapevolezza esatta dei vostri problemi, confusioni, motivazioni scisse e limitazioni, e impegnarsi a rivolgersi alla forza vitale per invocarne l’aiuto. Il Sentiero vi sta preparando specificamente per questo.

  6. Pur credendo in questo principio, voi spesso ritenete, a torto, di dover raggiungere un certo stadio di sviluppo, risolvere i vostri conflitti e acquisire una gran quantità di conoscenza spirituale, prima di poter entrare in contatto con la forza vitale. Forse pensate che domani o tra un anno essa scenderà su di voi, come un dono dal cielo che vi siete finalmente guadagnati. È un concetto del tutto errato. Non serve essere perfetti per sintonizzarsi con la forza vitale. Potete farlo proprio adesso, purché facciate chiarezza sulla vostra confusione di sentimenti, pensieri e stati d’animo. Non c’è nemmeno bisogno di chiarire i concetti confusi: quel che serve è rendervi conto di essere confusi e chiedere aiuto all’intelligenza più vasta.

  7. Se vivete nel momento presente, siete in sintonia con la forza vitale. Se il vostro presente è confusione, depressione e stagnazione e affrontate pienamente questo sentire, affermandone l’esistenza senza la minima fuga - riconoscendo anche che la presenza stessa di un tale sentire indica uno stato di errore - e desiderate, al contempo, che la verità si manifesti in voi, i sentimenti negativi si dissolvono e la verità comincia a entrare.

  8. Essere in sintonia con la forza vitale vuol dire essere in contatto con Dio e vivere il momento presente. Questo può accadere solo se siete in contatto con voi stessi. Perché voi e l’immediato presente siete uno: voi in questo momento, che può essere diverso da voi in un momento successivo, dato che non siete delle creature piatte e unidimensionali, bensì multidimensionali e dinamiche. Voi siete fatti di infinite possibilità e cambiamenti di prospettiva, di atteggiamenti, sentimenti e pensieri. La vostra tendenza a cristallizzare un risultato piacevole poiché sembra una soluzione facile, un’assicurazione contro un futuro apparentemente insicuro, vi fa falsificare la verità. Vi induce a trattenervi.

  9. Quanto più diverrete consapevoli dei livelli nascosti del vostro essere, tanto più sarete in contatto con e in possesso di voi stessi, cioè sarete più capaci di vivere nell’ora, poiché non dovrete più scappare da quello che c’è; dunque sarete più in contatto con la forza vitale. Essendo in contatto con voi stessi, acquisirete una maggiore comprensione delle cause interiori e degli effetti esterni sulla vostra vita personale e constaterete che questo principio si applica a ogni aspetto della vita. Quanto meglio lo si comprende, maggiore sarà la sicurezza acquisita e il controllo del proprio destino. Allora saprete di essere al sicuro e di non dipendere da qualcosa che va al di là delle vostre capacità. Sarete colmati dalla vibrante sensazione di essere completamente vivi e da una pace stimolante, anche se sperimentate ancora stati d’animo negativi come ansia, depressione, scarsa vitalità, o altro.

  10. È come se due livelli del vostro essere iniziassero a entrare in contatto, grazie alla vostra ricerca della verità del qui e ora e tramite la richiesta della più vasta verità della forza vitale. A poco a poco diverrete più consapevoli del motivo dei vostri stati d’animo negativi. Sempre meno scorderete che avete già tutte le risposte e le spiegazioni dentro di voi. Asserendo questo dato di fatto, chiederete la comprensione e l’aiuto per correggere i falsi concetti, senza aspettare che qualcuno lo faccia per voi domani, ma facendolo voi stessi adesso, lasciando che l’intelligenza infinita si manifesti in voi. La più piccola traccia di colpa per non essere maggiormente evoluti, il giudizio verso voi stessi perché non dovreste più avere dei sentimenti negativi, causano una lotta che vi allontana dal qui ed ora, il che rende impossibile il contatto con il sé e, dunque, con Dio.

  11. L’atteggiamento di riconoscere che in quel momento si sta vivendo nell’illusione contiene molte qualità e moti dell’anima, necessari per entrare in sintonia con la forza vitale. Esso denota umiltà e una buona valutazione di sé. Ciò significa che potete cessare di affannarvi invano, perché combattete contro l’illusione in modo appropriato e non in quello inefficace in cui combattete l’illusione con l’illusione. Dovete combattere l’illusione con la realtà, anche se la vostra realtà attuale è illusione. Il chiaro riconoscimento di questo fatto è dunque realtà, mentre negare l’illusione non è che ulteriore illusione.

  12. Il lavoro di confronto personale porta gradualmente ad assumere questo genere di atteggiamento. Se farete un ulteriore passo affermando che desiderate la perenne presenza della forza vitale e che la sua più ampia saggezza prevalga in voi, non vi sentirete mai più indifesi e smarriti. La vibrante forza vitale fluirà in voi, non solo in rare occasioni, ma sempre di più come una compagna costante. Diventerà il vostro modo di vivere e di essere. Voi e la forza vitale sarete un tutt’uno inseparabile.

  13. La meraviglia della creazione è che la realtà è felicità. Questa felicità è facile, non c’è bisogno di lottare. La tragedia degli esseri umani è che essi lottano strenuamente contro la felicità, poiché temono la verità e si aggrappano a concetti erronei. Parole come la ‘liberazione a cui conduce il Sentiero’, oppure ‘spezzare le catene che vi tengono incatenati’: che cosa stanno a indicare? Se fosse più difficile affrontare la verità e la realtà - cosa di cui, ovviamente, siete inconsciamente convinti - se fosse vero, ad esempio, che la responsabilità personale e l’essere adulti sono posizioni più dolorose di quella del bambino che voi difendete ferocemente, allora non potreste sentire come gioiosa liberazione nessuna vostra conquista sul Sentiero, né, tantomeno, l’avere successo. Anzi, a voi parrebbe come entrare in prigione.

  14. Se le resistenze e le vostre correnti-no servissero a prevenire qualcosa di spiacevole, potrebbero essere comprensibili e giustificabili. Ma la tragedia è che spesso si combatte con tutte le proprie forze proprio contro ciò che rende la vita più facile, più felice, più piacevole e sicura. Eppure le persone pensano il contrario, comportandosi come se il Sentiero chiedesse loro di imbarcarsi in un’impresa rischiosa in cui potrebbero perire e ritenendo che la liberazione dalle proprie resistenze comporti grandi difficoltà. Questa è la triste ironia. Gli esseri umani sono così ciechi che confondono una situazione vantaggiosa per un disastro, mentre invece, quello che è disastroso sembra dar loro sicurezza.

  15. Di nuovo: se la verità divina e la realtà non fossero tutte buone, felici e vantaggiose, molti dei miei amici non avrebbero sperimentato liberazione e serenità a ogni loro conquista, dopo aver superato le proprie resistenze. Riflettete bene su questo fatto, perché è la prova che non c’è nulla da temere nel mondo di Dio, nel lasciar procedere il proprio sviluppo organico, nel non bloccarlo artificialmente. La maggior parte di voi ha compiuto progressi sufficienti per comprendere che ciò che vi lasciate alle spalle è una pena inutile e che la crescita che state perseguendo, la nuova modalità di vivere che adottate, è molto più semplice di quella a cui vi aggrappate così tenacemente.

  16. Ogni volta che percepite delle resistenze e individuate con precisione concetti erronei e confusioni, avete già vinto, perché allora avrete gli strumenti che servono e la fiducia che essi funzioneranno - lo sapete dalle esperienze passate. Se sapete di essere confusi, potete incontrare la confusione. Questo vuol dire vivere il momento presente. Ma se non siete consapevoli della vostra confusione, se la negate e attribuite i vostri sentimenti sgradevoli a fattori che non hanno niente a che fare con voi stessi, non vi accorgete nemmeno che quella è un’illusione e non potete far nulla per eliminarla. Così lottate contro la possibilità di una vita più felice, più facile, più piena e vi tenete strette le difficoltà inutili. A livello inconscio le persone sono convinte che crescere non conviene e che è meglio rimanere statici. Questo equivoco fondamentale sulla vita procura un dolore indicibile. Tanta sofferenza potrebbe essere risparmiata se non si desse ascolto a tale insensata falsità. Nell’immediato presente, uomini e donne sarebbero vivi e vibranti. Quando questo accade c’è pace e allo stesso tempo vitalità; c’è stimolazione e allo stesso tempo serenità.

  17. Come ho già detto in passato, la lotta contro la verità produce dei concetti scissi. Gli esseri umani spesso concepiscono la vita come qualcosa di stimolante, ma sentono che il prezzo da pagare per questa stimolazione sia rinunciare alla serenità. Se, invece, vogliono pace e serenità, credono di dover rinunciare a una vita dinamica e stimolante e di doversi rassegnare a stagnazione e isolamento. Queste false alternative portano a scelte sbagliate, poiché esse si fondano su presupposti errati. La convinzione di dover rinunciare a un aspetto della vita di cui ognuno dovrebbe poter godere - che sia pace, vitalità o interesse - porterà ad una inutile privazione dell’uno o dell’altro aspetto della forza vitale. Convinte di questo fatto, le persone si autocondizionano, cosicché quando ricevono stimoli diventano ansiose e quando sono nella pace provano noia. Nel momento in cui diventate consapevoli di essere nell’errore, che le cose non devono andare così per forza e che sono tali solo per via delle vostre errate convinzioni, voi affrontate in pieno il qui ed ora, il vostro presente. E da lì potrete identificare gli aspetti responsabili delle convinzioni errate che vi separano dalla forza vitale. Quando realizzerete che la forza vitale combina due apparenti incompatibilità e inizierete a cercare la possibilità di godere di entrambi gli aspetti favorevoli, sperimenterete la verità che tutto il bene è possibile, sempre che vi concediate di sperimentarlo eliminando le vostre false limitazioni.

  18. Oltre alle immagini personali e ai concetti erronei, esiste una miriade di malintesi simili che impediscono agli esseri umani di vivere l’esperienza di beatitudine, vivificante e pacifica della forza vitale. Quanto spesso le grandi verità, e quelle spirituali in particolare, sembrano contraddittorie. Se formulate queste confusioni le avrete già superate poiché, riconoscendo la confusione esistente, avrete portato alla luce il desiderio di fare chiarezza. Il chiarimento arriva e presto colmerà il vostro essere. Ma troppo spesso non ci si accorge delle confusioni e delle apparenti contraddizioni che covano sotto sotto, dormienti e infettive.

  19. Vediamo ora alcune delle apparenti contraddizioni che vi impediscono di essere in contatto con la forza vitale e, dunque, con la felicità. Un grande malinteso, per molti, deriva dal fatto che ogni insegnamento sulla verità postula che il libero arbitrio è responsabile del destino di ognuno. Diverse religioni e filosofie lo dicono in modo diverso, ma la sostanza è la stessa. La psicologia dice anche di come siano necessari autocontrollo e autoresponsabilità. Al tempo stesso, gli insegnamenti spirituali postulano che gli esseri umani, con i loro piccoli sé e le loro piccole menti, non perseguiranno nulla senza invocare l’intelligenza più vasta per ottenere guida e illuminazione. Sembra una contraddizione ma solo finché non si prende atto delle proprie aree problematiche, che altrimenti rimangono invariate.

  20. Finché vi ostinerete a non camminare con le vostre gambe, vi aggrapperete a un’autorità esterna e vi affiderete a un Dio esterno che vi faccia da genitore benevolo, negando il bisogno della responsabilità personale. Allo stesso tempo, finché avrete bisogno di una tale autorità, sarete delusi e ribelli nei suoi confronti. Nella ribellione, voi sovente respingete l’idea che un’intelligenza maggiore della vostra vi possa guidare. Avete paura di rinunciare alla piccola volontà egoica e al suo egoismo e non vi affidate all’immenso potere a vostra disposizione. Queste deviazioni, ignoranze e concetti erronei interiori, e l’insistenza a vivere in modo infantile, creano contraddizioni.

  21. Nel momento in cui cessate di resistere, due apparenti contraddizioni si fondono in un’unica verità: assumendovi le vostre responsabilità, realizzando che siete solo voi a creare il vostro destino, comprendendo le cause e gli effetti della vostra vita, voi cercate attivamente l’illuminazione tramite l’intelligenza più vasta che esiste in voi. Mettete da parte la piccola mente: non in modo ottuso, ma perché si manifesti la mente più grande. Ciò non vuol dire fuggire dalle proprie responsabilità, anzi: voi siete responsabili di aprire la porta, non a una divinità esterna - a un’altra persona, per così dire - che vi tolga il fardello dell’essere adulti, ma al sé più vasto che è parte integrante della vostra personalità psichica. Questo sé non si manifesta fintanto che c’è confusione, ma, non appena subentra la consapevolezza, il sé più vasto inizia a riempire la coscienza con la sua verità e il suo potere, finché l’integrazione non è completa e non ci sono più diversi livelli di funzionamento. Allora la matura responsabilità personale e l’affidarsi a Dio, chiedendogli aiuto, diventeranno una sola cosa.

  22. Senza la consapevolezza si potrebbe avere l’impressione che, per consentire a Dio di governare la propria vita, si debba rinunciare a governarla da sé. Invece, quando si è consapevoli, autonomia e responsabilità per le proprie azioni, pensieri e sentimenti sono visti come prerequisiti affinché si manifesti la più vasta intelligenza. La piccola volontà egoica ostacola una matura assunzione di responsabilità, dunque spesso è bene lasciarla andare affinché la persona possa consolidare la propria autonomia. La volontà divina e l’autonomia funzionano in modo simile. Autonomia non significa volontà egoica. Se si rinuncia alla volontà egoica avida e infantile, governare se stessi e affidarsi all’intelligenza cosmica diventano interdipendenti e non si escludono a vicenda. Autoresponsabilità e autonomia non indicano un’arrogante sopravvalutazione del piccolo sé. Di fatto, un po’ alla volta subentra il sé più grande. Questa è l’integrazione di cui parliamo in questo Sentiero.

  23. Se si cerca Dio come sostituto della matura autoresponsabilità, non ci può essere un vero contatto con la forza vitale. Se volete che un’autorità esterna agisca al posto vostro, ogni vostra facoltà si paralizza. È la piccola mente e la sua volontà esteriore immediata a dover compiere il primo passo per aprire la volontà interiore e contattare la mente più grande. È la volontà esteriore a dare la spinta iniziale per aprire la porta al vasto potere illimitato e diventarne parte, ed esso, un po’ alla volta, vi consentirà di dominare per davvero la vita, a mano a mano che saprete riunire i concetti scissi grazie a una comprensione più ampia.

  24. Gli insegnamenti spirituali asseriscono che voi dovreste essere felici e che Dio vuole che gli esseri umani vivano nella gioia. Allo stesso tempo, su un percorso come questo, viene insegnato che non si deve cercare Dio per alimentare il desiderio infantile di magia, per incoraggiare l’avidità ugualmente infantile di ottenere subito quel che si vuole o per indulgere nel pensiero illusorio del bambino, incapace di rinunciare alle proprie utopie. Perché ci si affanna tanto a uscire dallo stato infantile quando, allo stesso tempo, vi si dice che Dio desidera la vostra felicità? Non è un’altra contraddizione? Anche il bambino avido vuole la felicità. Il grande potere della forza vitale dovrebbe rendere possibile ogni cosa. Forse che questo potere illimitato è in contraddizione con lo scopo di questo percorso, il quale ribadisce la necessità di rinunciare al desiderio di magia? Che voi abbiate portato alla vostra coscienza o meno queste confusioni, esse comunque spesso ci sono ed è importante portarle allo scoperto.

  25. Dunque vediamo perché ci si dovrebbe liberare dal desiderio infantile di magia e accettare l’infelicità autoprodotta, invece di respingerla. E vediamo perché è altrettanto vero che un essere umano ha tutto il diritto e la possibilità di essere felice. Vedete, amici, il desiderio di magia è il desiderio di evitare le conseguenze delle proprie azioni; un tale desiderio rifiuta l’autoresponsabilità, la liberazione e la vera padronanza del proprio destino e dunque preclude la beatitudine che procura il trovarsi nella forza vitale. Voi bramate avidamente la felicità per poter fare ciò che volete ed evitare il presunto annientamento delle vostre preziose immagini e concetti erronei. Ora, queste paure sono fondate su delle false idee e ognuno deve scoprire per conto suo che queste idee sono false; che infine non si perisce, anche se si dovesse avverare l’evento più temuto. L’infelicità non è mai prodotta da un evento temuto in sé, bensì dal proprio atteggiamento. Finché si è legati all’idea sbagliata che un evento esterno - un rifiuto, una critica, una perdita - possa causare sofferenza, si è nell’illusione. Questa contraddizione apparente scinderà un concetto. Quando ci si rende conto che le paure sono infondate e che la minaccia non è l’evento in sé ma il proprio atteggiamento verso l’evento, si impara a lasciar andare le correnti rigide, la propria volontà egoica e la compulsione a essere gratificati, pur essendo pienamente consapevoli del diritto a essere felici e sforzandosi con calma di raggiungere la realizzazione a ogni livello della vita.

  26. Prima di procedere, avete delle domande su quanto detto?

  27. DOMANDA: Se accade qualcosa di terribile, tipo la morte di una persona cara, come potrebbe non esserci infelicità?

  28. RISPOSTA: Qui c’è un equivoco molto importante. Proprio perché sentite di non dover essere infelici, voi prendete le distanze dal momento presente e, dunque, da voi stessi, quindi dal contatto con la forza vitale. Vi comportate come un bambino ingordo e ostinato che pretende che tutti i propri desideri siano esauditi, mentre teme il contrario, oppure albergate la falsa idea che una persona spiritualmente evoluta sia talmente sviluppata da non poter mai essere infelice, confusa o sconvolta. Spesso c’è in voi una combinazione di questi due aspetti, perché il bambino avido, spaventato, debole e dipendente genera una malintesa spiritualità. Meno si è disposti a perdere o a lasciare andare se necessario, più ci si indebolisce e più si dipende da circostanze al di fuori del proprio controllo. Individui del genere spostano insistentemente l’attenzione su eventi esterni per prevenire una catastrofe che temono, sbagliando, li possa sopraffare. Pertanto la lotta contro quello che c’è nel momento presente è causa di maggiore infelicità rispetto a quanta ne potrebbe causare l’evento stesso.

  29. Se non esistesse nessuno di questi aspetti malsani si vivrebbe il dolore e da esso si crescerebbe. Più si impara a fare questo al momento, prima si riuniranno gli opposti apparenti e più la piena esperienza del momento doloroso si trasformerà in beatitudine. In tal modo si supera l’illusione degli opposti. Se riconoscete con serenità: "Adesso sono infelice, ma so anche che in questa infelicità, in qualche modo, non sono nella verità", voi entrate nella pace. È vero, al momento siete infelici a causa di una perdita o di un disturbo. Tuttavia la pace entrerà in voi appena riconoscerete pienamente i vostri sentimenti e asserirete che alcuni di quei sentimenti sono dovuti a illusione, anche se non siete ancora in grado di cambiarla.

  30. Il vostro desiderio di passare dall’illusione alla verità, riconoscendo tutti i sentimenti negativi prodotti dall’illusione, vi aiuterà a smettere di correre e lottare contro quello che c’è. Piano piano dai più profondi recessi dell’anima sorgerà una nuova comprensione, a cui potrete accedere con il vostro anelito ad attingere alla verità divina, alla forza vitale che è in voi. Più si diffonderanno in voi pace e nuove intuizioni vitali, più infelicità e felicità diventeranno una cosa sola. Cessando di lottare contro il momento presente, voi entrate nel momento presente. Scoprirete pian piano che è il vostro atteggiamento verso un evento a causare felicità o infelicità, mai l’evento stesso. Questa scoperta vi rende liberi e conferisce forza e sicurezza. Essa vi mette in contatto con la forza vitale.

  31. Un malinteso fondamentale e molto frequente della psiche umana è che l’infelicità sia una virtù. Per correggerlo consiglio questa meditazione: "La mia felicità non può in alcun modo diminuire quella di un’altra persona. Ma la mia infelicità si aggiunge alla sua". Questo vi aiuterà a sviluppare una forte, piena corrente-sì verso la vostra felicità. È spesso molto difficile per gli umani comprendere che, quando credono di trovarsi davanti a due alternative in cui una cosa sembra buona e l’altra cattiva, o in cui vedono vantaggi per una persona e svantaggi per un’altra, le cose non stanno così. Ogni volta che vi trovate in una situazione del genere, state pur sicuri che siete intrappolati in un concetto sbagliato.

  32. Se siete nella verità, amici miei, non ci sono decisioni positive da una parte e negative dall’altra. Ci deve essere del bene ovunque, per ogni persona coinvolta. Questa è la giustezza della verità divina, questa è la sua meraviglia e la sua bellezza. Una volta compreso questo fino in fondo, se dovrete prendere delle decisioni ma non sapete come conseguire quella giustezza, potrete invocare questa verità mettendo da parte la piccola mente e permettendo all’intelligenza più vasta di entrare. Apritevi a essa. Dite chiaramente: "Finché riterrò che ogni decisione comporti uno svantaggio o un danno a una delle parti, saprò di trovarmi nella distorsione. Desidero possedere la verità divina dove le decisioni sono giuste e armoniose per tutti, e riuscire a sentire questo fatto nel profondo. Per adesso ancora non è così, dunque sono nella non-verità". In questo modo conoscete e affrontate pienamente il qui ed ora, senza fuggire, e allo stesso tempo state serenamente esprimendo il desiderio di essere illuminati. La combinazione di stare nel momento presente, senza lottare contro voi stessi, e il desiderio della verità più grande, renderà possibile alla forza vitale di ricolmarvi di visione, di saggezza e di forza.

  33. Qualcuno di voi ha idea del perché non sia di fatto contraddittorio che il vostro diritto di nascita è essere felici, mentre dovete poter accettare un presente infelice, rinunciando alla vostra volontà egoica e all’avidità?

  34. COMMENTO: Spesso non sappiamo ciò che è bene per noi. Quello che desidera la nostra piccola mente potrebbe non essere ciò che si vorrebbe veramente, se fossimo più evoluti.

  35. RISPOSTA: Sì, è vero. Altre opinioni?

  36. COMMENTO: Penso che spesso non sia possibile ottenere subito ciò che vogliamo. Ma siamo impazienti e lo vogliamo adesso.

  37. RISPOSTA: Penso che il qui ed ora non c’entri per nulla. I desideri del piccolo sé e del sé più grande potrebbero differire ma spesso coincidono e quello che desidera il piccolo sé non è per forza sbagliato. La questione è come. Il piccolo sé ha l’illusione che se non vengono soddisfatte le sue richieste, esso perirà. Questo crea paura e altre emozioni negative. Sono queste emozioni e atteggiamenti negativi a rendere scorretta l’espressione del piccolo sé, non la natura del desiderio stesso. Quando il sé reale esprime un desiderio lo fa senza paura, perché se esso non si dovesse realizzare non si sentirà annientato. Di conseguenza non si creeranno altre emozioni negative.

  38. E aggiungo: la contraddizione apparente è che l’essere umano deve saper rinunciare a ciò che vorrebbe avere. In questa rinuncia alberga il movimento animico necessario per entrare in contatto con la forza vitale. I movimenti dell’anima sono di cruciale importanza. In essi c’è la verità che né un evento, né la soddisfazione di un particolare desiderio possono portare la felicità. Nella rinuncia serena si trovano tutte le emozioni che derivano dalla verità. In un movimento disarmonico dell’anima il contatto con la forza vitale è impossibile. I movimenti dell’anima sono sempre prodotti dagli atteggiamenti. A volte bisogna semplicemente concentrarsi sui propri atteggiamenti e i movimenti armoniosi dell’anima seguiranno automaticamente. Altre volte è utile osservare i movimenti dell’anima stessi e approcciarvisi contemporaneamente da due direzioni. Ogni falsa idea crea emozioni disarmoniche che producono movimenti dell’anima tesi, aspri e rigidi. Concetti di verità creano sentimenti rilassati, caldi, positivi, nonché dei movimenti animici flessibili, armonici, ritmici e organici. Ad esempio, il timore che un desiderio non appagato ci possa annientare crea un ”devo”. Ogni volta che c’è un ”devo”, esso si contrappone al ritmo lento e armonioso del flusso vitale, della forza vitale.

  39. Miei cari amici, se date uno sguardo a quanto già fatto su questo percorso, alle lezioni e al vostro sviluppo, vedrete che tutto è accuratamente predisposto per condurvi a questo punto: la riunificazione dei concetti scissi attraverso i movimenti dell’anima più idonei. Questo, a sua volta, vi permette di entrare in possesso dell’incommensurabile saggezza, energia e pace della forza vitale.

  40. Essere in armonia quando le circostanze esterne vanno secondo i propri desideri non è vera armonia, giacché si è dipendenti da queste circostanze al di fuori del proprio controllo. Anche se nella vostra vita andasse tutto bene in questo momento, in fondo voi temete, forse senza saperlo, che non potrà essere sempre così. Ma se vi rendete conto di avere le risorse per vivere con dignità e con rispetto di voi stessi e che non dipendete in tutto e per tutto da eventi al di fuori di voi, allora siete davvero in armonia. Allora siete nel vostro territorio e vi potete avvalere del vostro diritto di nascita e iniziare a plasmare il vostro destino. Allora avrete accesso all’abbondanza disponibile che vi darà così tante soddisfazioni che non potete neppure immaginare, sorpassando anche la più avida volontà egoica del sé infantile.

  41. Questo è il motivo per cui orgoglio, paura, volontà egoica, avidità, dipendenza infantile e il rifiuto di camminare con le proprie gambe producono dei movimenti dell’anima contrari al proprio interesse. Le condizioni prodotte da questi movimenti dell’anima accrescono il timore di non riuscire a realizzarvi, poiché voi credete che sia l’evento esteriore a generare la sofferenza, e non il vostro atteggiamento.

  42. Entrare in contatto con la forza vitale è possibile pur trovandosi ancora nello stato di illusione, purché ne siate consapevoli, lo affermiate e ne esprimiate il desiderio. Allora sarete aiutati a eliminare le ostruzioni e ad assaporare la forza vitale, vibrante e dinamica. Ogni cellula del vostro organismo, fisico ed emotivo, sarà piena di questa esperienza stimolante e di pace. Proverete la vera sicurezza assaporando ogni momento, conoscendo la gioia attraverso l’assenza di paura. Non serve aspettare di essere perfetti, per sperimentarla: basta avvicinarsi al proprio sé limitato e imperfetto nella verità del momento. In tal modo eliminerete le vostre imperfezioni in maniera molto più efficace rispetto al combatterle.

  43. Ciò che dovrete fare da oggi nel Sentiero è elaborare tutto ciò in modo più personale e specifico. Di nuovo, non basterà limitarsi ad ascoltare le parole. Con l’aiuto delle sessioni personali imparerete tutti, passo dopo passo, ad appropriarvi del significato di queste parole, sentendo la vibrante verità del contatto con la forza vitale, con il vostro vero sé, con Dio.

  44. Gran parte di voi è già pronta ad apprendere la tecnica per vivere pienamente nel momento presente. Per riuscirci è necessario essere consapevoli dei molti livelli delle reazioni emotive. Finché tante reazioni inconsce o semiconsce rimarranno nascoste, voi ignorerete le profondità e le realtà del vostro essere. Quello che voi sperimentate come reale non sono che i livelli materiali superficiali più esterni, poiché siete talmente inconsapevoli di ciò che sentite e pensate veramente che non riuscite a vivere nel qui ed ora. Ma nel gruppo avete fatto progressi e avete acquisito una consapevolezza sufficiente per cercare e vedere il momento presente, regolare i movimenti dell’anima, di modo che diventi possibile il contatto con la forza vitale.

  45. Ora, ci sono domande?

  46. DOMANDA: Se tu desideri assolutamente qualcosa, ma sono presenti paura, orgoglio e volontà egoica, allora questa è una corrente contraria e non otterrai mai quel che desideri?

  47. RISPOSTA: Io la metterei così: se c’è una corrente-no vuol dire che è presente un concetto errato, altrimenti non potrebbero esistere correnti-no. Allo stesso tempo quel concetto errato genera paura, orgoglio, volontà egoica, ecc. Invece di opporvi alla corrente-no, affermatene la presenza, asserite il fatto che essa si basa su delle idee errate, proclamate il vostro desiderio di essere aiutati a capire che cosa ha portato a questa condizione, senza cercare freneticamente di contrastarla. Questo è vivere nel momento presente; è l’unico approccio valido per affrontare il malessere interiore e la disarmonia, quello che vi mette subito in contatto con il vostro sé reale, con la forza vitale.

  48. DOMANDA: In che modo dovremmo pensare a Dio?

  49. RISPOSTA: Non pensate a Dio come a una persona in forma umana. Pensate a un potere immenso che crea continuamente la vita con uno scopo ben preciso. Guardatevi attorno e aprite gli occhi. In tutti i rami della scienza trovate aspetti dell’intelligenza e del potere universali. Li trovate in tutte le manifestazioni della natura. Nel complesso organismo fisico, mentale ed emotivo della creatura umana c’è la prova di questa intelligenza e potenza. Dio non impone la disciplina; Dio è al di là del bene e del male. Le persone spesso non riescono a concepire Dio perché lo pensano solo in termini umani. Gli esseri umani, prima di poter acquisire una comprensione più ampia, devono smettere di pensare a Dio come a un piccolo disciplinatore che vogliono e che temono, e che dovrebbe fungere da sostituto dei genitori. Vogliono un Dio così perché hanno troppa paura di affrontare la vita da soli.

  50. Come ho sottolineato più volte, prima che possiate provare un’autentica esperienza di Dio, tutti voi dovete imparare a camminare per conto vostro e magari sospendere la vostra ricerca per un po’. Se non ne siete certi, non dite "c’è un Dio" per un falso senso di colpa e perché non capite le relazioni umane. Ma non dite nemmeno "non c’è un Dio", perché la vostra visione è offuscata da sconforto e confusione sulla vita e su voi stessi. In un frangente del genere è più sano dire "ancora non lo so", senza sfida né sensi di colpa. E quando avrete trovato voi stessi - ed è così che dovrebbe iniziare ogni percorso -, quando avrete trovato il vostro vero e autentico sé, tutto il resto vi verrà dato. Tutto viene da sé. È una comprensione naturale che arriverà quando avrete imparato quel che serve conoscere di voi stessi per vivere con successo. Non si può trovare Dio attraverso teorie del piano intellettuale. Mettete da parte il problema, amici miei, mantenetevi aperti, ma per prima cosa trovate voi stessi. Questo è tutto ciò che conta. Perché allora entrate nella verità da dentro, dalla vostra esperienza personale, senza accettare postulati o enigmi per paura, obbedienza, illusione o per desiderio di dipendenza e di ricompensa, rifiutando di prendervi le vostre responsabilità. In realtà, i pensieri illusori se ne devono andare e l’ingordigia infantile deve essere abbandonata. Perché sia possibile una vera esperienza di Dio, occorre cambiare tutti gli atteggiamenti che vi fanno aggrappare a una falsa immagine di Dio. Per prima cosa deve svanire ogni desiderio di fuga. Allora l’esperienza sarà fondata sulla roccia.

  51. E adesso, amici carissimi, benedico tutti voi. Gioite nella consapevolezza che la realtà di voi stessi vi condurrà a un rapporto armonico con la vita. Questo fatto troverà sempre più riscontri nel quotidiano, non sarà più solo una speranza di qualche vago futuro. Proseguite nella ricerca di voi stessi nella verità più assoluta. Poiché, se lo farete, tutto il resto vi verrà dato. Siate tutti benedetti, siate in pace, siate in Dio!

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 126 - Contact with The Life Force
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