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Lez. 170 - La paura della beatitudine e la sua ricerca - i centri di energia

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
31 gennaio 1969

Traduzione in italiano di Daniele Buratti
Revisione non ancora effettuata
Edizione Giugno 2018

  1. Saluti a tutti, amici miei, voi siete veramente benedetti. La benedizione viene dalla forza e dall’amore che generiamo stando qui riuniti alla ricerca della verità, con apertura di cuore e di mente. I poteri universali possono ora giungere fino a voi, operare in voi e poi portare frutto.

  2. Questa lezione tratta della paura umana della beatitudine. È vero, amici, ne abbiamo già parlato in diverse connessioni, ma più scenderete nel vostro profondo scoprendo cose che prima non vedevate, più sarà necessario ottenere una migliore comprensione dell’argomento. Ogni essere umano, chi più chi meno, prova questa paura all’apparenza insensata. Ma pur non essendocene motivo essa, di fatto, esiste. Coesistere con la paura cela l’intrinseco anelo al vostro autentico diritto di nascita, il diritto a uno stato di suprema beatitudine e di gioia sublime che non si può descrivere a parole. Per quanto infelici possiate essere, c’è qualcosa in voi che sa e ricorda che questa paura è innaturale. Infatti, se non aveste questa conoscenza interiore, sarebbe molto più facile tollerare frustrazioni e privazioni. Poiché l’infelicità, per sua natura, è data dalla frustrazione di non avere ciò che desiderate. Pertanto in ogni forma d’infelicità c’è la promessa o la conoscenza del suo opposto. Dall’ambiguo atteggiamento dell’uomo su come sperimentare la vita deriva un’altra ambiguità: il desiderio e la paura della beatitudine e del piacere supremo.

  3. Alcuni provano molto più desiderio che paura. Sono persone relativamente realizzate che conducono una vita ricca e gioiosa, con una radicata capacità di provare piacere e con un atteggiamento verso la vita fiducioso, positivo e di ampio respiro. Sarà relativamente facile, per loro, superare le restanti difese e paure che impediscono loro di espandersi ulteriormente verso la piena beatitudine

  4. La maggioranza, tuttavia, teme la felicità molto più di quanto la desideri. Sono persone essenzialmente infelici la cui vita sfugge loro tra le mani, una vita insensata in cui non si sentono realizzati. Hanno una scarsa capacità di provare piacere; sono intorpiditi, senza vitalità e intrappolati nell’apatia. Sono diffidenti, negativi e separati dalla vita. Esitano molto a ricercare le cause della loro sofferenza dentro di sé. Le difese e la paura di espandersi verso un diverso stato di coscienza e una nuova percezione della vita fanno sì che si aggrappino disperatamente proprio a quello stato di coscienza responsabile della loro tendenza a lamentarsi della vita. Questa è la loro maggiore difficoltà.

  5. Infine, molte persone provano un pressoché pari desiderio e paura della felicità. In alcuni ambiti della vita sperimentano abbondanza, espansione, successo e realizzazione, in altri l’opposto. Quanto più riusciranno a esplorare sé stessi in profondità e onestà, tanto più sarà loro evidente che laddove sono felici, liberi e senza paura si sentono realizzati, mentre quando provano timore per il meglio della vita non si sentono appagati: il meccanismo funziona con l’esattezza di un’equazione matematica. Naturalmente le persone non sono consapevoli di temere ciò che più desiderano. Più è lontano l’oggetto del desiderio, meno ci si rende conto di quanto lo si tema. Ma se osserverete con onestà le vostre reazioni più intime, al suo avvicinarsi, costaterete quanto siate chiusi dentro e quanto desideriate allontanarvene. È talmente sottile da richiedere un attento esame perché ce ne si possa rendere conto.

  6. So che è molto difficile per chi non conosca ancora in profondità la natura dell’inconscio umano comprendere e percepire la paura di quello stato di esistenza tanto rincorso e agognato. Potrebbero ritenerla un’idea del tutto assurda da accantonare completamente, all’inizio. Tuttavia io vi dico che se andrete abbastanza in profondità e sonderete con onestà e apertura le vostre reazioni più sottili al piacere, all’autorealizzazione e all’espansione, costaterete che ovunque ci sia un minimo rischio sarete troppo diffidenti perché possiate affrontarlo e dunque lo eviterete, preferendo l’apparente maggior sicurezza di una vita monotona.

  7. Una volta che avrete scoperto in voi questa tendenza, avrete compiuto un enorme balzo verso l’individualità e la liberazione. Poiché sarete estremamente consapevoli della realtà della vita: che non sono altro che i vostri atteggiamenti, pensieri ed emozioni nascosti a forgiare il vostro destino. Questa scoperta ha un impatto rivoluzionario sull’individuo. Non esserne a conoscenza ingigantisce tensioni e sofferenze. Ci si sente vittime di un fato da cui si è convinti di doversi difendere, alienandosi ancora di più dal centro della verità interiore e dalla realtà. Si cominciano a proiettare le cause dell’alienazione sul mondo esterno, provando sempre minor sollievo. Per quanto possiate talvolta avere delle valide ragioni per criticare, non riuscirete mai ad annullare la vostra sofferenza. E se anche riusciste a piegare il prossimo ai vostri desideri, non riuscirete a eliminare il vuoto che vi affligge. Finché non riconoscerete i blocchi che vi separano da ciò che realmente desiderate, continuerete a sentire la futilità della vita. Vi sentirete impotenti e incapaci di placare il dolore della vostra frustrazione. Oscillerete da un lato tra autocommiserazione e amarezza, tra proiezione delle disgrazie sul prossimo e sulla vita, e dall’altro tra un distorto senso di colpa e il non meritarsi il meglio della vita.

  8. Per rimuovere il blocco dovete innanzitutto sapere e sperimentare perché rifiutate il piacere. Però all’inizio vi opponete sempre e strenuamente a questa verità. Sembra che preferiate attribuire la responsabilità a dei fattori esterni, piuttosto che accettare la grande verità di una libertà personale assoluta, la più gioiosa tra le scoperte del percorso. Quando vedrete, accetterete e capirete ciò che comporta per davvero, comprenderete che è la sola strada da percorrere. Non si può trasmettere La bella realtà di questa indipendenza a chi la sta ancora combattendo.

  9. Spesso, quando le persone percepiscono che c’è più nella vita di quanto esse sperimentino, distolgono il pensiero e adottano una filosofia di vita cinica e rassegnata. Ma voi, amici qui presenti, dovete cercare di sentire di poter realizzare molto di più nella vostra vita. Per cui vi dico che il primo passo è vedere quando dite “no”. Più proverete un desiderio esteriore di autorealizzazione teso, compulsivo, urgente e impaziente, più sarete certi che internamente c’è un “no” altrettanto rigido del “sì” urgente di superficie. Il forte desiderio di superficie è un ostacolo al pari del “no” interiore, poiché scaturisce da paura e sfiducia generate dall’inconscia consapevolezza che, dentro, il “sì” è bloccato. Desidero tuttavia chiarire che la mancanza d’urgenza per l’autorealizzazione non implica l’assenza di un blocco inconscio. Potrebbe semplicemente dipendere da una diversa struttura di personalità; potrebbe indicare che la persona si è arresa. Se proverete impulsi pressanti e dolorosi, potrete placarli solo quando individuerete il vostro “no” specifico e personale per ciò che più desiderate.

  10. Devo nuovamente soffermarmi sulla difficoltà della personalità quando ancora s’ignora il proprio diniego all’autorealizzazione. Ho già parlato d’impotenza. Vi ho detto degli attriti e delle costrizioni di quando s’incolpa il prossimo o dei fattori esterni di qualche carenza. Questo crea situazioni profondamente intricate e confuse. Devo nuovamente farvi notare come ciò crei dipendenza. Se ignorate i vostri impedimenti interiori e ritenete che il prossimo o il destino siano la causa dei vostri problemi, il risultato sarà un continuo stato di tensione e di paura del prossimo e della vita. In sostanza, da quanto vi ho sempre detto sulla condizione umana, noterete come ogni cosa venga determinata dalla consapevolezza dei propri impedimenti. Comprenderete così il vero significato di auto-responsabilità.

  11. Questo breve ripasso vi aiuta a collegare i vari concetti con la comprensione più profonda che ora desidero trasmettervi. Cerchiamo di chiarire meglio l’importantissima questione del perché le persone dicano questo misterioso “no” alla realizzazione dei loro desideri più profondi, al conseguimento della beatitudine più intensa che si possa immaginare. Che cosa rende la felicità apparentemente pericolosa o indesiderabile

  12. Nella misura in cui rifiutate voi stessi, non riuscirete a sopportare la felicità né a sostenerne il piacere. Ci sono due ragioni fondamentali per l’auto-rifiuto. Tutte le forme di auto-rifiuto rientrano in queste due categorie.

  13. Il primo tipo di auto-rifiuto si basa su un vostro meccanismo interno molto sofisticato che, a prescindere da razionalizzazioni coscienti e auto-inganni, rileva esattamente con innata saggezza quando violate le leggi universali, oppure se imbrogliate la vita o magari se cercate di ottenere di più di quanto siete disposti a dare. Esso sa quando usate i vostri trucchetti per ingannare, drammatizzare e fingere con voi stessi e con gli altri, perché non osate mostrarvi per come siete per davvero in quel momento. Nel qual caso voi non amate, bensì fate finta di amare per i vostri scopi. La chiave di volta dell’universo è il vero amore, non quell’amore vincolante e appiccicoso che voi spesso elargite. Un amore reale e genuino è per la libertà e sa accettare anche un “no”. Il falso amore è come un laccio che vuole dominare e immobilizzare. Sembra facile spacciare il falso amore per vero, ma il sé interiore non può essere ingannato.

  14. I vostri sentimenti mancano di generosità? Esigete dal vostro prossimo regole di condotta diverse da quelle che vi date? Tutte queste violazioni accadono di continuo all’insaputa della mente cosciente, perché fate in modo di estromettere la verità commettendo, quindi, la più grave delle violazioni. Le vostre finzioni sono di gran lunga peggiori delle violazioni primarie perché esse negano e falsificano. Questo dà luogo a una doppia violazione, che porta inevitabilmente al più doloroso degli stati mentali ed emozionali: un doppio legame apparentemente insolvibile, finché non si scopra e si rinunci alla duplice violazione.

  15. Ammettiamo che voi siate egoisti, o che abbiate una vena di crudeltà, oppure che odiate. Se spacciate il vostro egoismo per sana auto-affermazione e lo giustificate razionalmente, create un altro strato di falsità. Se provate crudeltà e odio solo in segreto e li esprimete indirettamente con opposta parvenza, oltre alle violazioni diventate anche ipocriti. Anche se non si trattasse d’ipocrisia grezza ed evidente, la sua sottigliezza non la renderebbe meno velenosa. Se, d’altro canto, riconoscerete con coraggio e onestà quanto accade dentro di voi e lo osserverete, avrete già fatto considerevolmente ammenda della violazione. Poiché accettando la verità su di voi entrate in un clima generale di verità. Da quella piattaforma sarete in grado di superare qualsiasi violazione. Ma anche mentre state lottando, dovreste cercare di ampliare la vostra comprensione; meditate per richiedere guida e aiuto, cosicché i vostri sentimenti possano mutare in modo spontaneo. Lo sforzo è in armonia con le leggi universali; voi accettate il vostro stato attuale; stabilite delle condizioni interiori compatibili con la beatitudine. Se avete l’onestà di dire: "Non posso evitare di sentirmi in questo modo, anche se so che non mi piace e che è distruttivo", non solo siete veritieri, ma fate anche spazio al cambiamento.

  16. Tutto ciò che è in contrasto con le leggi dell’amore e della verità rende l’organismo incapace di sostenere la potente energia della felicità. Perché la felicità è davvero un’energia potente. La felicità esige una forza maggiore dell’infelicità. Questa forza si può acquisire affrontando la verità e rinunciando alle illusioni su di sé e sulla vita.

  17. La seconda ragione dell’auto-rifiuto è la violazione immaginaria, che persegue illusori modelli di perfezione. Gli ideali del perfezionismo, come sapete, sono estremamente esigenti e rigidi. Il perseguirli non deriva da un eccesso di moralità, bensì da una violazione delle reali leggi universali. Il perfezionismo proviene sempre da orgoglio, vanità, dalla necessità di controllare gli altri, da finzioni e, non da ultimo, dalla paura di mostrare i propri sentimenti e opinioni. In breve, perfezionismo vuol dire essere falsi verso sé stessi, per sete di ammirazione e approvazione da parte del prossimo. Non c’è bisogno di andare oltre, ne abbiamo già parlato a sufficienza in passato. Basta rendersi conto che ogni volta che non accettate la vostra umanità, i vostri limiti attuali, violate una legge universale. Così facendo, le "condizioni climatiche" della psiche, se mi consentite l’espressione, vi rendono incompatibili con la beatitudine cui anelate.

  18. Tutto ciò può sembrare molto semplice, ma non lo è. Perché l’auto-rifiuto mimetizzato e le sue motivazioni, ancor più recondite, risultano molto oscuri all’inizio del percorso. Di solito le persone sono consapevoli solo di ciò che credono di essere. Se non riescono a sopportare certe emozioni, che hanno segregato, si convincono per davvero che ciò che sentono e sanno di sé è tutto quello che c’è da sapere. Quindi non è facile scoprire come agite realmente. È necessaria una nuova enfasi e una nuova direzione, una nuova consapevolezza delle reazioni emotive che eravate così abituati a trascurare. La consapevolezza delle vostre violazioni delle leggi universali rivelerà anche, in proporzione, la consapevolezza del vostro rifiuto di felicità.

  19. Ovunque vi troviate su questo percorso, all’inizio o magari ancora prima, oppure che abbiate già compiuto notevoli progressi nella scoperta di voi stessi, il mio consiglio a tutti voi è: nella misura in cui sentite che c’è ancora qualcosa che non va nella vostra vita, che potreste avere maggiori sentimenti o sperimentare in modo più intenso, procedete esattamente come vi indico in questa conferenza. Trovate ciò che non accettate in voi, quel che non vi piace e che non volete vedere. Trovate quella reazione oscura, nascosta e sempre in agguato che vi allontana dal piacere. Coltivate una volontà propositiva per ricercare tutto ciò che ancora vi elude. E lentamente prenderete coscienza delle circostanze in cui respingete una parte di voi stessi. Appena smetterete di comportarvi in quel modo, sarete in grado di accettare sensazioni felici. Svilupperete una consapevolezza finissima: dapprima osserverete un sottile movimento interiore dell’anima che si contrae all’arrivo di qualcosa di buono. Questa scoperta farà scemare la rabbia con cui addossate la colpa al prossimo, alle circostanze, alla vita stessa, e contribuirà a rimuovere un’atmosfera velenosa dal vostro organismo psichico, del tutto estraneo e incompatibile con la beatitudine che è, di diritto, la vostra casa interiore. Dunque accettare la verità su di voi e accettare la felicità è un tutt’uno: sono fattori interdipendenti.

  20. La terza parte del nucleo interattivo, che lo rende una triade, consta nel riconoscimento della potente sostanza creativa che plasma la vita come nient’altro al mondo. Non c’è nulla di casuale nella vostra vita. Non vi è alcun potere al di fuori di voi che possa determinare la misura di auto-realizzazione, di esperienza di vita, oppure di dolore, sofferenza e frustrazione che dovete sostenere. La mancata auto-realizzazione non è nemmeno necessariamente una questione di auto-punizione, com’è solitamente interpretata. La violazione della legge spirituale all’interno dell’organismo psichico crea semplicemente un clima inadatto al desiderio di sentimenti felici e gioiosi. Inoltre, quando ignorate la verità di ciò che siete e fate e non comprendete le ramificazioni dei vostri atteggiamenti, voi create delle barriere, dal momento che non siete consapevoli del potere dei pensieri e dei sentimenti. Ad esempio, se non credete che sia possibile essere veramente felici, di fatto non lo sarete. In questo caso risolve il problema coltivando la conoscenza interiore, cosa che sarà possibile solo quando perderete la paura dell’auto-responsabilità e affronterete l’intera verità su chi siete ora.

  21. La verità su di voi e sulla natura della creazione dona sicurezza interiore, fiducia, coraggio. L’ignoranza genera paura. La paura crea un’atmosfera interna di chiusura, e la vostra mente non utilizzerà la potente sostanza per creare una maggiore espansione ma, al contrario, metterà in campo delle difese ancora più serrate.

  22. La beatitudine è necessaria, perché essa è espansione. Non riuscirete a espandervi e a utilizzare le potenzialità insite in voi se non vi trovate in uno stato di gioia. Espansione e beatitudine vanno di pari passo, come pure stagnazione e frustrazione. L’espansione è un processo che si attiva da sé e che combina il principio maschile con quello femminile in perfetta armonia. Se temete la beatitudine, e quindi l’espansione, temerete anche la crescita e il cambiamento. Le persone, infatti, hanno paura del loro potere innato.

  23. Bisogna essere oltremodo forti per conseguire beatitudine, piacere e realizzazione. Essere infelici, invece, è molto più facile. Riuscirete ad attingere alla forza solo se attiverete deliberatamente e specificamente i poteri divini di cui disponete. Essi risponderanno al vostro appello e vi daranno il supporto necessario per sostenere la beatitudine, e vi guideranno in modo che non vi chiudiate inavvertitamente e inconsciamente di fronte ad essa. Questa preghiera è importante quanto la ricerca di contatto con i poteri divini nei momenti di confusione e crisi. Se siete infelici, consideratela una lezione efficace che vi farà crescere ulteriormente. Per questo avete bisogno di entrare in contatto con le vostre forze superiori innate. Se siete felici, è importante che diveniate sempre più compatibili con i poteri universali e che sosteniate il vostro stato di felicità. Anche questo richiede aiuto e guida.

  24. In un primo momento potreste trovare particolarmente difficile ricordarvi di utilizzare tali opportunità di crisi o di felicità per essere aiutati, rafforzati e ispirati dal contatto divino attraverso la meditazione. Eppure, pur avendone già sperimentata l’efficacia, le risposte infallibili, la saggezza inimmaginabile e le diverse soluzioni, nei conflitti profondi semplicemente ve ne “dimenticate". Ma arriverà un momento in cui vi ricorderete facilmente di utilizzare questo contatto, e saprete usarlo con profitto nei frangenti difficili. È raro che le persone ricorrano a questi poteri nel momento del bisogno, ma molti miei amici che hanno raggiunto questo livello vi ricorrono sistematicamente.

  25. Ora, prima di passare alle vostre domande, vorrei introdurre un altro argomento che è collegato direttamente a quanto vi ho detto, su cui ci soffermeremo molto di più in futuro. Nell’organismo psichico e fisico di tutti gli esseri umani esistono dei centri energetici. È giunto ora il momento in cui è assolutamente necessario che voi ne diveniate consapevoli. Questi centri di energia si trovano in diverse zone del corpo. Essi non si trovano in realtà nel vostro corpo fisico, ma nel cosiddetto corpo sottile, che esercita un impatto sulle ghiandole fisiche. Sebbene il funzionamento del sistema ghiandolare dipenda direttamente da questi centri, essi non sono organi fisici che possano essere rilevati da raggi X o attraverso altre indagini fisiche. La loro realtà è psichica; si può determinare la relativa realtà fisica solo in base ai loro effetti. Ogni centro di energia è collegato con un dato atteggiamento mentale. Quando l’atteggiamento mentale passa da ignoranza, paura, alienazione, diffidenza e ostilità a uno stato di apertura, fiducia, sincerità e amorevolezza, i centri energetici si dischiudono. È un’apertura che il corpo fisico sperimenta in modo distinto, perché a quel punto c’è unità tra corpo, mente e spirito.

  26. Pertanto il nostro approccio in questa fase deve essere unitario e coinvolgere la personalità nel suo insieme. Apprenderete alcune pratiche che vi faranno capire quando un centro è aperto e come utilizzarne l’energia, trovando il corrispondente atteggiamento mentale. Potete vedere facilmente come vi sia un collegamento tra la paura del piacere e i centri di energia. Nella paura questi centri sono necessariamente contratti e chiusi, e la forza vitale non riesce a penetrarli. Quando, però, vi aprite interiormente al piacere, alla gioia e alla felicità ad ogni livello del vostro essere, l’atteggiamento aperto e rilassato del "lasciare andare" riesce infine a dischiudere i centri. Oltre al percorso generale di auto-consapevolezza che porta ad affrontare la verità e a stabilire un contatto con le forze universali, sarà necessario che voi conseguiate una chiara conoscenza dell’esistenza dei centri seguendo alcune pratiche, e che impariate ad attivarli.

  27. Ci sono delle domande relative a questa conferenza?

  28. DOMANDA: Ci può dire altro riguardo ai centri? Dove si trovano

  29. RISPOSTA: C’è un centro alla base della spina dorsale. Ce n’è un altro nella regione del plesso solare. Un terzo centro è all’altezza della gola. Un altro è alla base della testa, dietro al collo, ma un po’ più su, tra il collo e la base della cranio. Uno si trova in mezzo agli occhi, e ce n’è un altro nella parte superiore della testa. Questi sono i centri energetici di base. Ognuno è collegato a un atteggiamento mentale. Ogni centro determina dei modi di essere mentali ed emotivi. Ognuno ha la propria funzione. Il centro alla base della spina dorsale rappresenta tutte le sensazioni fisiche ed emotive: la sessualità, l’amore di coppia, l’amore personale. Il centro del plesso solare apre la strada al collegamento e all’unificazione con la saggezza spirituale e le verità universali, e anche con i sentimenti d’amore impersonale collegati a questa esperienza. L’apertura di questo centro vi deve condurre alla sede di tutte le vostre sensazioni, e di solito precede il contatto con il divino, almeno in buona parte. Non posso andare oltre. Inutile dire che mi sono limitata all’essenziale. Molto più vi verrà spiegato nelle prossime conferenze.

  30. DOMANDA: Il lavoro fisico serve in qualche modo ad aprire i centri chiusi?

  31. RISPOSTA: Sì, certo. L’attività fisica è molto importante perché serve proprio a lavorare con i blocchi del corpo. Finché rimangono dei blocchi nel corpo o nei sentimenti oppure nel pensiero, i centri non si apriranno. Oltre al lavoro fisico esistono altre pratiche che v’indicherò in seguito. Vedete, l’apertura di questi centri può iniziare solo dopo aver raggiunto un certo grado di autoconoscenza e dopo aver eliminato alcune resistenze di base, paure e blocchi mentali, emotivi e fisici. Solo allora si può dare inizio a questo nuovo approccio. Prima sarebbe del tutto impossibile. Se ci si provasse ricorrendo a mezzi artificiali o meccanici, tale approccio risulterebbe addirittura pericoloso. Ma è del tutto sicuro procedere all’apertura dei centri dopo che la personalità si è saldamente radicata nella realtà e nell’amore, in uno stato in cui non esiste né paura né difesa. Si deve conseguire un determinato livello di base della propria individualità per utilizzare tutta l’energia spirituale a disposizione. Il lavoro fisico è una parte della preparazione. Quando tratteremo dei centri energetici, oltre ai vari livelli di lavoro che stiamo usando ora useremo anche dei nuovi approcci, ad esempio una combinazione di respirazione e meditazione.

  32. DOMANDA: Che cos’altro ci può dire sui centri, riguardo al movimento dell’energia? Ci carica o ci scarica?

  33. RISPOSTA: Come vi accennavo, vi dirò di più su questo tema in futuro. Per ora vi dico questo: quando l’essere umano è completamente auto-realizzato, questi centri funzionano in modo ottimale perché non c’è interruzione di flusso. Carico e scarico avvengono in un costante movimento interno che si autoalimenta - proprio come ogni aspetto del creato è soggetto agli stessi movimenti e leggi. Il movimento crea un immenso senso di beatitudine che non si può descrivere: è il piacere più intenso a tutti i livelli - fisico, emotivo, intellettuale, spirituale. La maggior parte degli esseri umani non riceve mai realmente una carica da questi centri. A chi capita, non avverte che una tenue e fuggevole carica che viene rilasciata in alcune circostanze eccezionali della vita. In genere la maggior parte delle persone vive in modo contratto perché ha i centri chiusi. La contrazione è causata dai pregiudizi, paure e negatività. È lo scopo di tutte le entità incarnate scoprire la verità di queste leggi e applicarle a sé stesse. Al cessare dell’auto-inganno subentra un rilassamento profondo, inizia un flusso, prevale un’assenza di difesa che rende la personalità "caricabile", se mi consentite l’espressione. Ecco un altro modo per cercare di trasmettervi dei fatti quasi incomunicabili: immaginate la personalità cosciente e attiva come centro globale. Immaginatela come un pianeta. Poi immaginate il sé spirituale universale come un altro centro senza tempo, senza spazio, il centro di tutto ciò che è stato vissuto e che vivrà - un enorme pianeta, così enorme da essere lo stesso per tutto e per tutti. In orbita parallela attorno a questo centro spirituale gravitano le entità auto-realizzate, sempre all’interno del suo campo visivo e d’influenza. I relativi movimenti sono perfettamente coordinati.

  34. Ma la maggior parte degli esseri umani si trova quasi sempre "fuori centro"; la loro personalità-pianeta non è esposta al pianeta spirituale ed è fuori dal suo campo visivo. A volte il centro della personalità si sposta lievemente verso il campo visivo del centro spirituale, che è costante e che si muove solo al suo interno, per così dire. A volte il centro della personalità si sposta all’interno del campo universale, altre ne fuoriesce. Il movimento dipende dalla forza, dalla verità, dai sentimenti d’amore, dalla vitalità oppure dalla loro assenza. Quando prevalgono accettazione di sé, veridicità e atteggiamenti positivi, voi entrate maggiormente in sintonia con la consapevolezza, la fiducia e l’amore, e diventate più simili al centro vitale universale; a quel punto si verifica la convergenza. L’autorealizzazione totale rende i due uno. Il centro della personalità dapprima si allinea e poi viene ricoperto, caricato e animato da quello spirituale, fino ad esserne intriso. Non è l’annientamento di sé, come molti erroneamente credono, poiché è tutta la vita a trovarsi, in realtà, nel centro spirituale, il quale anima tutto il resto. La morte è una separazione dal centro, così che la sua luce non può più brillare sulla personalità e riempirla con la sua energia.

  35. E ora benedico ciascuno di voi con la grande forza generata sempre in maggior misura da tanti di voi che avete davvero già percorso tanta strada. Rallegratevi nella consapevolezza che la vita è intrinsecamente l’avvenimento più benigno e gioioso. È un avvenimento costante, immutabile, inalterabile che nessun grado di separazione dal centro spirituale può negare. Alla fine giungerete a questa verità. Essere Dio!

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 170 - Fear of Bliss Versus Longing for It - The Energy Centers
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