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Lez. 73 - La tendenza a ricreare i conflitti infantili

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
11 novembre 1960

Traduzione in italiano di Simona Fossa
Revisione non ancora effettuata
Edizione Marzo 2018

  1. Saluti, miei carissimi amici. Dio vi benedica tutti. Possano le divine benedizioni, estese ad ognuno di voi, aiutarvi ad assimilare le parole che dirò stasera, per rendere proficua questa serata.

  2. La nostra ultima discussione riguardava la paura di amare. Nelle passate sessioni l’argomento dell’amore è stato trattato a lungo e da varie angolazioni. Ricorderete che ho spesso detto che il bambino desidera essere amato in maniera esclusiva e senza limiti. In altre parole, il desiderio del bambino di essere amato non è realistico. Ma è anche vero che il bambino sarebbe del tutto soddisfatto di ricevere un vero amore maturo. E in effetti, se questo gli fosse dato, l’irrealistica richiesta di amore esclusivo si ridurrebbe in modo considerevole. Tuttavia, è rara la capacità di offrire amore veramente maturo.

  3. Dato che i bambini non ricevono quasi mai sufficiente calore e amore maturo, essi continuano a bramarlo per tutta la vita, a meno che questa mancanza e questa ferita non vengano riconosciute e correttamente affrontate. Se questo non accade, da adulti essi attraverseranno la vita piangendo inconsciamente per quello che gli è mancato durante l’infanzia, cosa che li renderà incapaci di amare in modo maturo. Potete ben vedere come questa condizione si protragga di generazione in generazione.

  4. La soluzione non può essere certo trovata solo desiderando che le cose siano diversamente e che gli altri imparino ad amare in modo maturo. Essa si trova esclusivamente dentro di voi. È vero che se i vostri genitori vi avessero dato quel genere d’amore, ora non avreste queste difficoltà, delle quali non siete ancora veramente e completamente consapevoli. Ma questa mancanza di amore maturo non deve necessariamente costituire un problema, né per voi né per la vostra vita. Non lo sarebbe se ne prendeste coscienza, se lo osservaste, e rivedeste tutti i vostri precedenti desideri, rimpianti, pensieri e concetti inconsci alla luce della realtà. Di conseguenza, non solo sareste una persona più felice, ma sareste anche in grado di amare gli altri in modo maturo – i vostri bambini, se ne avete, o altre persone del vostro ambiente – mettendo in moto una positiva reazione a catena. Questa realistica autocorrezione è molto diversa dal vostro presente comportamento interiore che ora andremo a considerare.

  5. Tutti quanti, incluse anche quelle poche persone che hanno cominciato ad esplorare la loro mente e le loro emozioni inconsce, normalmente trascurano il forte legame tra il desiderio, e le insoddisfazioni del bambino, e le presenti difficoltà dell’adulto, dato che pochissime persone sperimentano personalmente – e non solo in teoria – quanto sia forte questo collegamento. È essenziale essere pienamente consapevoli di questo.

  6. Ci sono casi isolati ed eccezionali in cui uno dei genitori è in grado di amare ad un livello sufficientemente maturo. Anche se un genitore riesce a farlo in un certo grado, molto probabilmente l’altro no. E dal momento che l’amore maturo su questa Terra è presente solo in certa misura, il bambino soffrirà anche delle imperfezioni di un genitore amorevole.

  7. Tuttavia, si ha più spesso il caso dove entrambi i genitori sono emotivamente immaturi, incapaci di dare quell’amore a cui il bambino anela, o di darlo solo in misura insufficiente. Durante l’infanzia questo bisogno è raramente cosciente. I bambini non hanno nessun modo per tradurre i loro bisogni in pensieri, e non sono ancora in grado di confrontare ciò che loro hanno con quello che hanno gli altri. Non sanno che esiste qualcos’altro. Credono che le cose debbano essere così come sono. O, in casi estremi, si sentono particolarmente soli, credendo che il loro destino sia diverso da quello di chiunque altro. Entrambi questi atteggiamenti non corrispondono al vero. Qui, la vera emozione non è cosciente e quindi non può essere adeguatamente valutata e affrontata. Così i bambini crescono non capendo mai fino in fondo perché sono infelici, e neanche sapendo di esserlo. Molti di voi, nel ricordo dell‘infanzia, siete convinti di aver avuto tutto l’amore di cui avevate bisogno, solo perché ne avete avuto almeno un po’.

  8. Molti genitori danno grandi dimostrazioni di amore, e sono molto indulgenti con i loro bambini. Questo viziare e coccolare può essere una compensazione e una sorta di scusa per la sospettata incapacità di saper amare in modo maturo. Ma i bambini intuiscono la verità con grande precisione. Forse non la concettualizzano o non la osservano in maniera chiara, ma interiormente avvertono bene la differenza tra l’amore maturo e genuino e le esagerate dimostrazioni sostitutive che ricevono.

  9. I genitori sono responsabili della guida e della sicurezza dei bambini, e ciò richiede autorità da parte loro. Ci sono genitori che non osano mai riprendere o esercitare una sana autorità. Questa mancanza è dovuta al senso di colpa, poiché l’amore reale, generoso, caloroso e confortante è assente nella loro personalità immatura. Altri genitori possono essere troppo severi, troppo rigidi, ed esercitare sul bambino un’autorità prepotente, soffocandone la personalità. Entrambi questi genitori non soddisfano le aspettative del bambino che, assimilando questi atteggiamenti, proverà dolore e insoddisfazione.

  10. Nei bambini di genitori rigidi, il risentimento e la ribellione saranno aperti, e dunque più facilmente rintracciabili. Nell’altro caso, invece, la ribellione, pur essendo ugualmente forte, è nascosta, e quindi ben più difficile da rintracciare. Se avete avuto un genitore che vi soffocava di affetto, o pseudo-affetto, privo però di un genuino calore, o un genitore che faceva tutto coscienziosamente, ma che mancava anch’egli di vero affetto, inconsciamente da bambini lo sapevate e ve risentiste. A livello cosciente potreste non esservi accorti di nulla, dato che da bambini non avevate modo di puntare il dito su quello che vi mancava. Esteriormente, vi veniva dato tutto quello che volevate e di cui avevate bisogno. Con l’intelletto del bambino, come potevate tirare la sottile linea di confine tra vero affetto e pseudo-affetto? Il fatto che qualcosa vi aveva infastidito, e che non eravate in grado di spiegarlo razionalmente, vi faceva sentire in colpa e a disagio. Perciò avete evitato il più possibile di vederlo.

  11. Fin quando la ferita, la delusione e i bisogni insoddisfatti dei vostri primi anni di vita rimarranno inconsci, non riuscirete a mettervi il cuore in pace. Anche se amate i vostri genitori, rimarrà in voi un risentimento sconosciuto che vi impedirà di perdonarli per il dolore causato. Potrete solo perdonarli e lasciar andare se riconoscerete la vostra ferita e quel risentimento profondamente nascosto. Da adulti capirete che anche i vostri genitori erano solo degli esseri umani. Non erano impeccabili e perfetti come pensava e sperava il bambino, e per questo ora non vanno respinti per il fatto che ai tempi si rivelarono immaturi e pieni di conflitti. La luce del ragionamento consapevole va applicata proprio a queste emozioni di cui non vi eravate mai permessi di prendere consapevolezza.

  12. Fin quando non siete coscienti di questo conflitto tra il desiderio dell’amore perfetto da parte dei genitori e il risentimento contro di loro, siete destinati a cercare di rimediare alla situazione negli anni successivi. Questo sforzo può manifestarsi in vari aspetti della vostra vita. Incorrerete costantemente in problemi e in modelli ripetitivi che hanno origine nel vostro tentativo di riprodurre le situazioni dell’infanzia per correggerle. Questa celata compulsione è molto forte, eppure profondamente nascosta alla vostra comprensione cosciente!

  13. Il modo più frequente di tentare di risolvere la situazione si ha nella scelta del partner. Inconsciamente, saprete come scegliere nel partner proprio quegli aspetti di quel genitore che vi ha dato meno affetto e amore reale e genuino. Ma nel vostro partner cercate anche aspetti dell’altro genitore, quello che meglio vi dava ciò che volevate. Per quanto sia importante riscontrare nel partner la presenza di entrambi i genitori, ancora più importante e più difficile è trovare quegli aspetti che rappresentano il genitore che vi ha particolarmente deluso e ferito, quello che non sopportavate e disprezzavate, e per il quale provavate poco, o nessun amore. Quindi, in un modo sottile, non sempre facile da individuare, voi cercate ancora i genitori nei vostri partner, nelle vostre amicizie, o in altre relazioni umane. Nel vostro subconscio hanno luogo le seguenti reazioni: poiché il bambino in voi non riesce a lasciar andare il passato, non riesce nemmeno a mettersi il cuore in pace, a perdonare, a capire e ad accettare. Proprio questo bambino in voi continua a creare condizioni simili, cercando di vincere per dominare finalmente la situazione invece di soccombere ad essa. Perdere significherebbe essere schiacciati, e questo deve essere evitato a tutti i costi. In realtà i costi sono davvero alti, perché l’intera strategia non è fattibile. Quello che si propone di fare il bambino in voi non potrà mai realizzarsi.

  14. Tutto questo processo è decisamente distruttivo. In primo luogo, non è vero che siete stati sconfitti. Perciò è illusorio pensare che ora potete vincere. Inoltre, non è neanche vero che la mancanza di amore, per quanto potete averne sofferto da bambini, sia la tragedia che il vostro inconscio ancora oggi ritiene che sia. La sola tragedia è che voi ostacolate la vostra futura felicità, continuando a riprodurre la situazione passata e tentando di padroneggiarla. Amici miei, questo processo è profondamente inconscio. Naturalmente, quando vi concentrate sui vostri obiettivi e i vostri desideri coscienti, non ve ne rendete conto Ci vorrà molto lavoro di ricerca interiore per portare allo scoperto le emozioni che creano continuamente quelle situazioni in cui il vostro obiettivo segreto è di sanare le ferite dell’infanzia.

  15. Nel tentativo di riprodurre la situazione dell’infanzia, inconsciamente scegliete un partner con aspetti simili a quelli del genitore. Eppure sono proprio questi aspetti che renderanno impossibile ricevere l’amore maturo a cui giustamente aspirate, ora come allora. Ciecamente, credete che poiché ora la vostra volontà è più forte, il genitore-partner cederà, ma in realtà l’amore non può giungere in questo modo. Solo quando riuscirete a liberarvi di questa continua ripetizione, smetterete di supplicare per ricevere l’amore del genitore. Cercherete, invece, un partner, o altre relazioni umane, con lo scopo di trovare la maturità di cui avete veramente bisogno e che desiderate. Non pretendendo di essere amati come un bambino, sarete anche voi desiderosi di amare. Per il bambino in voi questo è impossibile, indipendentemente da quanto riusciate altrimenti a farlo con lo sviluppo e la crescita. Questo conflitto nascosto oscura la vostra anima in crescita.

  16. Se avete già un partner, mettere allo scoperto questo conflitto può mostrarvi quanto questa persona assomigli ai vostri genitori in certi aspetti immaturi. Ma dal momento che adesso sapete che le persone mature sono rarissime, queste immaturità del vostro partner non saranno più la tragedia che era quando cercavate continuamente di ritrovare il vostro genitore, o genitori, cosa che ovviamente non sarebbe mai potuto avvenire. Anche con la vostra attuale immaturità e limitatezza siete comunque in grado di costruire una relazione più matura, libera dall’ossessione a ricreare e correggere il passato.

  17. Non avete idea di quanto il vostro inconscio sia occupato con il processo di rimettere di nuovo in scena l’atto, diciamo così, sperando che finalmente “questa volta sia diverso.” Diverso non lo sarà mai! Col passare del tempo, ogni delusione si farà più pesante e la vostra anima si scoraggerà sempre di più.

  18. Per quegli amici che ancora non hanno raggiunto alcune profondità del loro inesplorato subconscio, questo può suonare del tutto assurdo e artificioso. Tuttavia, quelli che tra voi hanno già potuto conoscere il potere delle tendenze nascoste, le compulsioni e le immagini, non solo crederanno facilmente, ma presto sperimenteranno la verità di queste parole nella loro vita. Ormai già sapete da altre scoperte, quanto siano potenti i meccanismi del vostro subconscio, con quanta astuzia si dà da fare con i suoi modi distruttivi e illogici.

  19. Se imparate a guardare ai vostri problemi e insoddisfazioni da questo punto di vista e seguite l’usuale processo di permettere alle vostre emozioni di venire a galla, ne avrete una più profonda visione. E sarà necessario, amici miei, riprovare il forte desiderio e la ferita del bambino che una volta piangeva, anche se era un bambino felice, perché è possibile essere sia felici che infelici. Adesso potreste anche ricordarvi degli aspetti felici della vostra infanzia, ma di quello che vi feriva profondamente e di quel qualcosa che tanto desideravate – neppure sapevate cosa – non ne eravate a conoscenza. Prendevate la situazione per quella che era. Non sapevate ciò che vi mancava, e forse neppure che vi mancasse qualcosa. Avevate dato la situazione per scontata. Se volete veramente procedere nella crescita interiore, dovrete prendere coscienza di questa infelicità di base. Dovrete riprovare l’acuto dolore che una volta avete sofferto, ma che poi avete ignorato. Ora potete guardare a questo dolore con la comprensione che avete acquisito. Solo facendo questo comprenderete il reale valore dei vostri problemi attuali e li vedrete nella loro vera luce.

  20. Ed ora, come riuscite a rivivere le ferite di tanto tempo fà? C’è un solo modo, amici miei. Prendete un problema attuale. Spogliatelo di tutti gli strati sovrapposti delle vostre reazioni. Il primo strato, quello più comodo, è quello delle giustificazioni, quello di “provare” che gli altri o le situazioni sono in errore, e non i vostri conflitti più profondi che vi fanno adottare l’atteggiamento sbagliato nei confronti del problema reale con cui vi confrontate. Gli strati successivi potrebbero essere la rabbia, il risentimento, l’ansia, la frustrazione. Dietro tutte queste reazioni troverete il dolore di non essere amati. Provare ora quel dolore di non sentirvi amati nel vostro attuale problema, servirà a risvegliare il dolore dell’infanzia. Mentre affrontate il presente dolore, ripensate a quel tempo, e provate a riconsiderare la situazione con i vostri genitori: cosa vi hanno dato, come vi sentivate veramente nei loro confronti. Vi renderete conto che, in qualche modo, vi mancava un certo qualcosa, che non avevate mai chiaramente visto prima – non lo volevate vedere. Capirete che da bambini questo deve avervi fatto soffrire, ma potreste aver dimenticato quel dolore a livello conscio. Ma nella realtà non è affatto dimenticato. Il dolore del vostro attuale problema è proprio lo stesso dolore. Adesso provate a rivalutare il dolore presente, confrontandolo con quello infantile. Alla fine vedrete chiaramente come è esattamente lo stesso. Per quanto il vostro dolore presente sia reale e giustificabile, è comunque lo stesso dell’infanzia. Dopo un po’ capirete come avete contribuito a provocare il dolore presente con la speranza di superare il dolore dell’infanzia. Ma all’inizio è importante solo sentire la somiglianza di questi due dolori. Tuttavia, questo richiede uno sforzo considerevole, perché qui vi sono molte emozioni sovrapposte che coprono sia il dolore presente che quello passato. Prima che siate riusciti a cristallizzare il dolore che state vivendo, non potete ancora comprendere molto di tutto questo.

  21. Una volta che riuscite a sincronizzare questi due dolori e rendervi conto che sono la stessa cosa, il passo successivo è molto più facile. Quindi, esaminando il modello ripetitivo nelle vostre varie difficoltà, imparerete a riconoscere le somiglianze tra i vostri genitori e le persone che vi hanno causato dolore, o che vi fanno soffrire adesso. L’esperienza di queste somiglianze emozionali vi porterà più avanti sulla strada che conduce alla dissoluzione di questo conflitto di base. La semplice valutazione intellettuale non apporterà nessun beneficio. Quando sentite le somiglianze, e allo stesso tempo provate il dolore di adesso e quello di allora, lentamente arriverete a capire come pensavate di dover scegliere la situazione attuale, perché nel profondo di voi stessi vi era impossibile ammettere la sconfitta.

  22. Inutile dire che molte persone non sono nemmeno consapevoli di aver provato, o di provare dolore. Il dolore viene in fretta nascosto. I loro problemi non appaiono come “dolore.” Per loro, il primo passo è rendersi conto che questo dolore è presente e che fa estremamente più male se continuano a reprimerlo. Molti temono questo dolore, e preferiscono credere che, ignorandolo, possano farlo sparire. Hanno scelto questo mezzo di sollievo perché ormai i loro conflitti sono diventati troppo grandi per loro. Quanto è più bello scegliere questo sentiero, con la saggezza e la comprensione che un conflitto nascosto, a lungo andare, fa molto più danno di un conflitto manifesto! Qui essi non avranno più paura di scoprire la loro vera emozione, e si sentiranno, anche nella momentanea esperienza di un acuto dolore, che in quel momento esso si trasforma in un sano dolore di crescita, privo di amarezza, tensione, ansia e frustrazione.

  23. Ci sono anche persone che tollerano il dolore, ma in modo negativo, aspettandosi sempre che venga rimediato dall’esterno. Queste persone sono in qualche modo più vicine alla soluzione, poiché per loro sarà abbastanza facile vedere come il processo infantile sia ancora in funzione. L’esterno è il genitore offensivo, o entrambi i genitori, proiettati su altri esseri umani. Ad esse non rimane quindi che trovare il modo giusto di affrontare questi dolori. Ma almeno non devono cercarli.

  24. Solo dopo aver provato tutte queste emozioni, e aver sincronizzato l’“ora” con l’“allora,” potete prendere coscienza di come avete tentato di correggere la situazione. Vedrete anche l’assurdità del desiderio inconscio di ricreare il dolore infantile, la sua frustrante inutilità. Con questa nuova comprensione e consapevolezza esaminerete tutte le vostre azioni e reazioni, dopodiché perdonerete i vostri genitori. Vi lascerete veramente l’infanzia alle spalle per dare inizio ad un nuovo modello di comportamento interiore, infinitamente più costruttivo e gratificante per voi e per gli altri. Non cercherete più di dominare la situazione che non riuscivate a padroneggiare da bambini. Andrete avanti dal punto in cui siete, dimenticando e perdonando veramente dentro di voi, senza neppure pensare di averlo fatto. Non avrete più bisogno di essere amati come ne avevate bisogno da bambini. Per prima cosa vi accorgerete che questo è ciò che ancora desiderate, e poi non cercherete più questo tipo di amore. Poiché non siete più bambini, cercherete l’amore in un modo diverso, dandolo più che aspettandolo. Bisogna tuttavia sempre sottolineare il fatto che molti non sono consapevoli di ciò che si aspettano. Dal momento che l’aspettativa infantile e inconscia venne così spesso delusa, si era finito per rinunciare a tutte le aspettative, e a qualsiasi desiderio di amore. Inutile dire che questo non è né genuino né salutare, in quanto si tratta di un estremo sbagliato.

  25. Se volete avere dei risultati reali, il processo di rinuncia alla ricreazione deve andare oltre la mera conoscenza intellettuale. È importante che vi permettiate di sentire il dolore di certe insoddisfazioni attuali, e il dolore dell’insoddisfazione della vostra infanzia, per poi metterli a confronto fino a quando, gradualmente, non si sovrappongono, diventando uno. Una volta fatto questo, la visione che ne otterrete e l’esperienza che sentirete, esattamente come vi spiego qui, vi consentirà di compiere gli ulteriori passi che vi indico.

  26. Lavorare su questo conflitto interiore è di grande importanza per alcuni miei amici che hanno già fatto sufficienti progressi su questo sentiero. Essi hanno bisogno di queste indicazioni per avere una nuova prospettiva e ulteriori chiarimenti su cosa si trova al di là del punto al quale sono già arrivati. Le mie parole consentiranno loro di procedere nella direzione giusta. Ad altri che non sono ancora arrivati così avanti, o che non hanno ancora iniziato una ricerca su di sé, probabilmente queste parole potrebbero risultare alquanto oscure. Razionalmente le potete capire abbastanza bene, ma non sarete ancora in grado di applicarle alle vostre emozioni e ai problemi della vita. Tuttavia vi esorto a riflettere su questo: alla fine, grazie a queste parole, giungerete ad una nuova comprensione di voi stessi. E forse anche un breve barlume anche ora, una tremolante emozione temporanea che queste parole possono suscitare in voi, sarà di aiuto e aprirà una porta per conoscervi meglio, per valutare la vostra vita in una prospettiva più realistica e più matura.

  27. Ora, ci sono domande su questa lezione?

  28. DOMANDA: Mi è molto difficile capire come sia possibile continuare a scegliere un partner che ha esattamente le stesse tendenze negative che aveva l’uno o l’altro genitore. È vero che questa particolare persona ha queste tendenze? O è la proiezione e la risposta?

  29. RISPOSTA: Può trattarsi di entrambi o l’uno o l’altro. In realtà, la maggior parte delle volte è una combinazione. Alcuni aspetti vengono inconsciamente cercati e trovati, e sono effettivamente simili. Ma le somiglianze esistenti sono ingrandite dalla persona che ricrea l’infanzia. Si tratta non solo di qualità proiettate, “viste” anche se non ci sono realmente, ma sono in qualche modo latenti anche se non manifeste. Esse sono incoraggiate e portate allo scoperto dall’atteggiamento della persona che ha in sé questo problema non riconosciuto. Quest’ultima provoca qualcosa nell’altra che la spinge a reagire in modo simile a quella del genitore. La provocazione, che naturalmente è completamente inconscia, gioca qui un ruolo importante.

  30. Il complesso della personalità umana consiste di molti aspetti. Tra questi, si può dire che tre o quattro possono essere effettivamente simili ad alcuni tratti del genitore di chi ricrea la situazione dell’infanzia. Il più rilevante è sempre una certa immaturità e incapacità di amare. Già questo è sufficiente, e in sostanza abbastanza potente, da ricreare la stessa situazione.

  31. La stessa persona non reagirebbe agli altri come reagisce a te, perché sei tu che la provochi in continuazione, riproducendo in quel modo condizioni simili che ti diano la possibilità di correggere la tua infanzia. La tua paura, la tua auto-punizione, la tua frustrazione, la rabbia, l’ostilità, il ritirare l’amore e l’affetto, tutti questi tratti del bambino in te, provocano costantemente l'altra persona e accentuano la risposta proveniente da quella loro parte ancora debole e immatura. Tuttavia, una persona più matura influenzerà gli altri in modo diverso, e farà emergere in loro ciò che è maturo e integro, perché non c'è una persona che non abbia aspetti maturi.

  32. DOMANDA: Sono molto confuso circa il controllo del pensiero. Trovo terribilmente stancante essere costantemente attento per tutto il giorno e vivere il qui ed ora. Eppure nel mio lavoro sono interamente sommerso, assorbito e totalmente concentrato. Posso rimanere concentrato anche per ore. Ma poi trovo rilassante lasciar vagare la mente e non usarla come un raggio di luce su tutto quello che mi accade intorno.

  33. RISPOSTA: Questo è un grande fraintendimento. Non ho mai detto che dovreste avere la mente sempre pronta, né tantomeno di avere la mente tesa. Non dovete nemmeno essere continuamente concentrati su un oggetto in particolare. Non è questo il modo di affrontare la cosa. Se riuscirete ad impegnarvi in questo esercizio di cinque minuti ogni giorno, scoprirete che gradualmente vi fate più vigili e attenti in modo rilassato. È un graduale processo di crescita che avviene senza l’uso della volontà diretta, senza forzature. Va bene se vi rilassate e lasciate vagare la mente dopo una tensione. Non c’è nulla di sbagliato in questo. Non ho mai detto che dovreste fare questi esercizi di concentrazione per ventiquattro ore al giorno. Ho detto che dovreste provare a farli per cinque minuti al giorno. C’è una grande differenza in questo. Dopo aver raggiunto una certa abilità in questo, diverrete automaticamente più attenti e concentrati senza sforzo e senza fatica. Comincerete quindi a funzionare meglio in molti aspetti. Il fatto che vi stanchi essere presenti nel “qui ed ora”, e che il vostro spirito si allontani, è segno di un’errata gestione della vostra struttura interiore. Tutti hanno bisogno di un riposo occasionale durante il quale lo spirito lascia il corpo, e questo succede anche regolarmente durante il sonno. Ma se lo spirito, per essere rilassato, deve allontanarsi a metà durante le ore di veglia, significa che c’è qualcosa che non viene gestito correttamente tra lo spirito, il corpo e la mente. La cosa ha molti effetti negativi nel lasciarvi sfuggire la vita e nel non farvi vedere e percepire la realtà e le persone attorno a voi. Per rimediare alla situazione non dovreste concentrarvi forzatamente durante tutte le ore di veglia.

  34. Molti fattori psicologici giocano qui un ruolo importante e conducono a questa cattiva gestione. Il vostro ulteriore sviluppo in questa direzione sarà di grande importanza. Ma, oltre a questo, l’esercizio che richiede cinque minuti sarà d’aiuto.

  35. Uno dei fattori psicologici responsabili della tendenza al lasciar vagare lo spirito è la paura: paura della vita, paura di essere nella realtà presente della vita, e paura di affrontare la vita. Un altro fattore è un certo egocentrismo, una mancanza di interesse per ciò che sta realmente accadendo, e la sensazione che sia più piacevole vagare fra le nuvole. Ma, lo ripeto, questo processo non dovrebbe, e non può essere modificato sforzandovi costantemente a mantenere occupati i vostri pensieri e la vostra mente con cose che non vi interessano. Deve piuttosto trattarsi di un processo naturale che si sviluppa organicamente. Nell’eseguire gli esercizi di concentrazione, finirete per accorgervi di un cambiamento molto graduale e lento. Diverrete naturalmente più attenti al presente e buoni osservatori. Sarete interessati a ciò che vi circonda, senza provare tensione interiore.

  36. DOMANDA: Hai affermato che la maturità emotiva è la volontà e la capacità di amare. Mi sembra che la maturità intellettuale deve essere qualcos’altro. Come interagiscono e si influenzano l’un con l’altro?

  37. RISPOSTA: Entrambe sono funzioni necessarie proprie dell’individuo sano. Come dissi una volta, esse sono come le due gambe di cui avete bisogno per camminare nella vita. La maturità intellettuale è la capacità di pensare, giudicare, valutare, discriminare, di formare concetti, pianificare, usare la propria volontà, usare la mente, prendere decisioni, utilizzare le vostre risorse, dirigere la vostra vita e, ultimo ma non meno importante, educare o rieducare le emozioni infantili con nuovi concetti a cui siete arrivati indipendentemente, meditando sulle cose. Non perché ve lo abbia detto qualcuno, ma perché voi stessi vi avete riflettuto, e quindi li avete fatti vostri. Così il vostro intelletto può influenzare le vostre emozioni mediante la vostra capacità di pensare. D’altro canto, le emozioni incontrollate e infantili possono influenzare la vostra capacità di pensare, colorando i vostri punti di vista e facendovi perdere l’obiettività. La vostra capacità di pensare è maturità intellettuale. E il modo con cui gestite le vostre reazioni emotive, i sentimenti e l’istinto determina la maturità emotiva, o la sua mancanza.

  38. DOMANDA: Si può essere molto più sviluppati in una direzione che in un’altra?

  39. RISPOSTA: In effetti, molto spesso c’è uno squilibrio tra queste due gambe, dove una gamba è più sviluppata dell’altra. Questo squilibrio ostacola l’integrazione dell’essere umano. Tra i vari aspetti, lo scopo in questo lavoro è quello di raggiungere un corretto equilibrio. In molti casi, una persona è più sviluppata in una direzione, o un’area della personalità, rispetto all’altra. Molti di quelli che non seguono un sentiero come il vostro, continuano a nutrire e coltivare quell’aspetto già sovrasviluppato. Questo, ovviamente, non è salutare e non conduce alla desiderata armonia ed equilibrio. Succede perché le persone preferiscono pensare ai loro punti di forza piuttosto che alle debolezze.

  40. DOMANDA: Diresti che l’immaturità emotiva si può definire dall’enfasi posta sulle forti simpatie e antipatie, senza fare una distinzione tra i valori? Usiamo il metro di misura sbagliato. Invece di valutare e discernere, siamo a favore o contro qualcosa, perché ci piace o non ci piace, indipendentemente dal valore intrinseco.

  41. RISPOSTA: Esattamente. Questa è la soggettività che nasce dalle emozioni infantili. Certo, una persona di media maturità intellettuale troverà giuste ragioni per nascondere questa reazione emotiva e soggettiva. È quella che si chiama “razionalizzazione.” Quindi questa persona di media maturità intellettuale troverà ragioni e spiegazioni per il suo comportamento, o atteggiamento, irrazionale, emotivo e soggettivo.

  42. DOMANDA: Una volta hai detto che potevi udire l’urlo dell’anima (‘Lezione n°57 – L’immagine collettiva dell’importanza personale’ – ndt). La stessa cosa funziona anche tra le diverse menti subconsce di due esseri umani? Un subconscio sente l’altro subconscio urlare? È questa la ragione per la quale un individuo avverte l’ostilità che emana dall’altra persona?

  43. RISPOSTA: Sì. Ecco perché dico sempre che il vostro subconscio influenza il subconscio dell’altra persona. Voi attraversate la vita prendendovela con le altre persone perché non rispondono alle vostre azioni esterne. Voi stessi però non siete consapevoli di quali siano le vostre azioni interiori. Le vostre azioni, o reazioni interiori, vengono accuratamente percepite dagli altri esseri umani, che reagiscono a questo lato di voi stessi. Le loro anime odono questa voce, o la percepiscono con altri organi di senso interiori, organi che sentono, vedono, odorano e assaporano. Ecco perché il subconscio di una persona influenza il subconscio dell’altra.

  44. Molto spesso le persone si sentono trattate ingiustamente quando sanno che le loro azioni sono corrette. Si concentrano solo sulle loro giuste azioni esterne, ma lasciano fuori le intenzioni che anch’esse esistono. Se imparate ad essere completamente onesti con voi stessi e prendete atto delle intenzioni nascoste, capirete perché gli altri reagiscono a voi in quel modo, e non vi considererete più come vittime di un’ingiustizia.

  45. DOMANDA: Come posso distinguere se l’altra persona ha provocato me, o viceversa?

  46. RISPOSTA: Non è necessario trovare chi ha iniziato per primo, perché si tratta di una reazione a catena, un circolo vizioso. È invece utile iniziare trovando la propria provocazione, probabilmente in risposta ad una provocazione aperta, o velata, da parte dell’altra persona. Così voi capirete che, per il fatto di essere stati provocati, finite per provocare l’altra persona. E poiché lo fate, l’altra risponde di nuovo nella stessa maniera. Ma quando esaminate, alla luce della lezione di stasera, la vostra vera ragione per cui siete stati in primo luogo feriti, e poi provocati, non penserete più che quella ferita sia per voi un disastro. Avrete una diversa reazione alla ferita, e di conseguenza, la ferita diminuirà automaticamente. Perciò non sentirete più il bisogno di provocare l’altra persona. Inoltre, poiché diminuisce la necessità di riprodurre la situazione dell’infanzia, sarete meno propensi a ritirarvi e ferirete sempre meno gli altri, così che essi non dovranno più provocarvi. E se lo faranno, capirete anche che hanno reagito agli stessi ciechi bisogni infantili che esistono anche in voi. Ora potete vedere come voi attribuite diverse motivazioni alla provocazione degli altri rispetto alla vostra, anche se in realtà vi rendete conto che voi avete iniziato la provocazione. Guardando alla ferita in modo diverso, comprendendone la sua vera origine, otterrete la stessa distanza nei confronti della reazione dell’altra persona. Scoprirete esattamente le stesse reazioni in voi stessi e nell’altro. Fin quando il conflitto infantile rimane irrisolto in voi, la differenza sembra enorme, ma quando percepite la realtà, iniziate a spezzare il circolo vizioso ripetitivo.

  47. Se percepite veramente questa reciproca interazione, allieverete il senso di isolamento e di colpa da cui tutti voi siete gravati. Voi fluttuate continuamente tra il senso di colpa e l’accusa di ingiustizia rivolta a coloro che vi circondano. Il bambino in voi si sente completamente diverso dagli altri, in un mondo tutto suo. Vive in un’illusione molto deleteria. Se risolvete questo conflitto, accrescerete la vostra consapevolezza delle altre persone. Al momento siete ancora così inconsapevoli della realtà delle altre persone. Da una parte le accusate, e vi sentite terribilmente feriti da loro perché non capite voi stessi e quindi non capite l’altra persona. D’altra parte, e allo stesso tempo, vi rifiutate di prendere coscienza di quanto vi sentite feriti. Questo sembra paradossale, eppure non lo è. Se sperimenterete per voi stessi le interazioni di cui vi ho parlato stasera, scoprirete che questo è vero. Mentre talvolta potreste esagerare una ferita, altre volte non permettete a voi stessi di sapere cosa in realtà è successo, perché potrebbe non adattarsi all’immagine che avete della situazione. Potrebbe rovinare l’idea che ve ne siete fatti, o potrebbe non corrispondere al vostro desiderio in quel momento. Se invece la situazione sembra favorevole e si adatta alla vostra idea preconcetta, allora lasciate fuori tutto quello che vi scombussola, permettendogli di inasprirsi sotto sotto, e di creare ostilità inconscia. Tutta questa reazione inibisce le vostre facoltà intuitive, almeno in questo particolare rispetto.

  48. Questa costante provocazione che si protrae tra gli esseri umani, mentre per ora è ancora nascosta alla vostra consapevolezza, è una realtà che arriverete a percepire molto chiaramente. Questo avrà un effetto fortemente liberatorio su di voi e sul vostro ambiente. Ma non riuscirete a percepirla a meno che non capiate bene quegli schemi in voi stessi di cui ho parlato stasera.

  49. DOMANDA: È possibile in qualche modo trovare due o tre minuti per fermare il subconscio nella relazione con il subconscio dell’altra persona? A volte si vede la realtà con l’intelletto, ma quando si ordina al subconscio di fare qualcosa, questo si è già rivoltato rendendo infelice gli altri, e alla fine anche noi stessi. Tutto questo si sarebbe potuto evitare se ci fossimo potuti fermare alcuni minuti prima.

  50. RISPOSTA: Vedi, mio caro, in primo luogo non è una questione di dare ordini al vostro subconscio. Non potete dargli ordini; non è possibile farlo. Se ci provate, esso opporrà una forte resistenza. Oppure può ingannarvi, cosi che poi voi ingannate voi stessi. Il subconscio può essere rieducato solo dal lento e graduale processo perseguito nel nostro lavoro. La cosa fondamentale è che diventiate pienamente consapevoli di ciò che veramente sentite. In realtà, per la maggior parte del tempo, ne siete solo parzialmente coscienti, e coprite le vostre reali reazioni con altri tipi di emozioni. Queste potrebbero essere altre emozioni negative, e se sono positive, vi state ingannando ancora di più. Solo spogliandovi da tutte queste sovrapposizioni potete capire il motivo per cui il vostro subconscio è spesso così testardo. Se continua a resistere ai vostri buoni sforzi, ci deve essere qualcosa che non avete capito e con cui non vi siete ancora connessi. Quindi si tratta di trovare il blocco che causa questa particolare ostruzione. Quando ci riuscite, allora non avrete bisogno di fermare brevemente il subconscio. Farete una vera pace con voi stessi, e quindi con gli altri. Nelle vostre azioni esterne potete certamente imporvi di fermare le parole che volete pronunciare, e persino i pensieri, ma il subconscio non risponde a questa disciplina. Fermare il subconscio, così come pensate, non può veramente funzionare. È irreale quanto l’effetto ottenuto dal tentativo di comandarlo.

  51. DOMANDA: Supponiamo di essere in grado di rimettere la “nostra casa” in ordine. A quel punto elimineremo le provocazioni da parte dell’altra persona?

  52. RISPOSTA: Non è nemmeno necessario mettere la vostra casa in ordine nella misura in cui siete completamente maturi e più o meno perfetti. Ma questa perfezione non esiste quasi mai nella sfera umana. La consapevolezza della vostra immaturità, una vera intuizione e comprensione delle vostre reazioni ed emozioni che stimolano la provocazione, diminuiranno a sufficienza l’abitudine a provocare, fino a che alla fine smetterete di provocare del tutto, e a sua volta non verrete più provocati. Mano a mano che ottenete un certo distacco da voi stessi, nel senso veramente salutare, le pulsioni e le forze ribollenti e malsane saranno eliminate dalle vostre reazioni emotive. In realtà, direi che questo è l’unico modo possibile per riuscire a fermarsi.

  53. Consentitevi di vedere cosa sentite veramente, e perché. E quando arriverete ad una visione complessiva, senza ulteriori sotterfugi e auto-inganni, tale conoscenza non vi turberà più. Anzi, avrà un effetto molto calmante. Avrete fatto pace con voi stessi accettando le imperfezioni ancora esistenti, e non vi costringerete più a cercare una perfezione che al momento non è possibile raggiungere. Una volta accettata la realtà del vostro sé imperfetto, le ferite risultanti non saranno più così gravi e tragiche. Le accoglierete come conseguenza delle vostre imperfezioni che avete accettato, e che ora potete osservare con calma e comprendere sempre meglio avvicinandovi così alla perfezione e alla maturità. In questo modo, la vostra ostilità svanirà e anche le vostre provocazioni. Ci saranno sicuramente delle ricadute, ma le saprete accettare con un atteggiamento realistico. Da queste capirete molte cose, sapendo che succedono perché qualcosa non è ancora andato abbastanza a fondo, e va ritrovato di nuovo in modo da essere assimilato ai livelli più profondi del vostro essere.

  54. L’ostilità esiste perché non siete consapevoli che siete feriti e perché siete feriti. Ripensate ai momenti in cui siete veramente consapevoli di un dolore senza rabbia e senza sentirvi ostili. Potreste sentirvi tristi, ma sentirsi tristi sembra a molti così umiliante che preferiscono essere arrabbiati, e quindi ostili. Questo è un particolare tipo di infantilismo che esiste in tutti. Si ritiene che sia meglio essere arrabbiati e ostili piuttosto che essere tristi, così il vero dolore viene represso. Ma sentite di dover celare anche l’ostilità perché vi fa sentire in colpa per altri motivi, così che essa viene fuori in modo subdolo e nascosto, cosa che a sua volta suscita ulteriori provocazioni. La provocazione è un risultato di ostilità inconsce e represse, e l’ostilità deriva dal dolore inconscio e represso.

  55. Andate per la vostra strada, miei cari, e che le benedizioni che portiamo a tutti voi possano avvolgervi e pervadere il vostro corpo, la vostra anima e il vostro spirito, in modo da aprire la vostra anima e divenire il vostro vero sé, il vostro proprio vero sé. Siate benedetti, amici miei, siate in pace, siate in Dio.

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 73 - Compulsion to Recreate and Overcome Childhood Hurts
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