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Lez. 72 - La paura di amare

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
28 ottobre 1960

Traduzione in italiano di Simona Fossa
Revisione non ancora effettuata
Edizione Marzo 2018

  1. Saluti, miei carissimi amici. Vi benedico. Quest’ora è benedetta.

  2. Molte cose di cui abbiamo parlato negli ultimi mesi vi hanno aiutato a conoscervi meglio dentro, dimostrandovi ancora una volta quanto i concetti, le attitudini e le idee inconsce potrebbero essere opposte a quelle di cui siete consapevoli. Quando avrete compreso meglio il valore di questa scoperta, vi renderete conto che, in ultima analisi, si tratta sempre dell’amore. Il vostro desiderio d’amore, e la sua mancanza, risultano dall’esperienza del bambino interiore. Rendervene conto vi chiarirà come mai vi ritrovate sempre privi d’amore ogni volta che vi sono conflitti e malintesi.

  3. Come tutti voi sapete, almeno in teoria, l’amore è la più grande forza dell’universo. Qualunque insegnamento spirituale o filosofico, qualunque religione, persino la moderna psicologia dichiara questa verità. L’amore è l’unico e solo potere che esiste. Con esso siete potenti, siete forti, siete al sicuro. Senza di esso siete poveri e separati; siete isolati e impauriti. Tuttavia, questa conoscenza non può realmente aiutarvi fintanto che nel profondo di voi stessi non scoprite dove non riuscite ad amare, non volete amare, e non sapete perché resistete all’amore. Se non lo sapete, questa grande verità eterna rimarrà sempre un nobile ideale che non avete la possibilità di applicare alla vostra persona e alla vostra vita in ogni momento.

  4. Chi tra i miei amici lavora realmente su questo sentiero, e chi fa progressi nella propria ricerca interiore, dopo molto indagare ed esplorare, si è già imbattuto nella propria paura di amare. Chi tra voi lavora in modo davvero costruttivo, è divenuto alla fine pienamente consapevole dell’effettiva esistenza di questa paura. E questo è, in effetti, un buon progresso, perché senza questa consapevolezza non si possono prendere nuove misure necessarie. Di nuovo vi dico, non basta essere consapevoli della vostra paura solo in teoria. Occorre realmente sperimentarla. La maggior parte della gente che non desidera conoscere se stessa, neanche si accorge di avere in sé questa paura.

  5. Ma persino voi che vi siete finalmente accorti di questo conflitto, ancora non capite del tutto perché avete tanta paura di amare. Sì certo, trovate qualche risposta, ma la maggior parte di queste risposte è costituita da deduzioni teoriche o logiche, oppure da vaghe emozioni. E questo non è sufficiente. Perciò vorrei ora discutere di alcuni aspetti di questo tema. E non sarà certo del tutto esaustivo. Ritorneremo in futuro su questo problema così basilare, illuminandolo da altre prospettive.

  6. Ora noi sappiamo che chi non sa amare è immaturo. E l’immaturità crea l’illusione. L’illusione, essendo in quanto tale irreale, non può che creare infelicità e conflitti, oscurità e ignoranza. Perciò la maturità è veramente la capacità di amare. Dicemmo anche che il bambino in voi necessita di una quantità illimitata di amore. Questo bambino è irrazionale, non riesce a comprendere bene, è unilaterale e molto bisognoso, proprio come lo sono tutte le creature immature. Le sue impossibili richieste sono di essere amato da tutti, essere amato totalmente, vedere ogni suo desiderio gratificato all’istante, e di essere amato nonostante la sua irragionevolezza e il suo egoismo. Ed ecco perché avete paura di amare.

  7. Poiché il bambino in voi desidera che gli altri si arrendano totalmente a lui, convinto che questo significhi amore, come può non fare a meno di resistere alla resa totale di sé stesso? Il bambino in voi vi fa desiderare di regnare sovrani su coloro che dovrebbero amarlo, come se fossero quasi degli schiavi a lui sottomessi.

  8. Ci sono poi anche momenti e aspetti in voi in cui siete voi a rendervi schiavi. La cosa non va ovviamente presa alla lettera; si riferisce solo a determinate reazioni emotive. Questo accade nel momento in cui avreste più bisogno d’amore, di considerazione e di consenso da parte di una specifica persona, ma vi accorgete che ella potrebbe non rispondervi. Per paura del rifiuto e della sconfitta, sottomettervi vi appare l’unica maniera di ottenere ciò che volete. Dato che certi aspetti esterni di un simile comportamento possono assomigliare al vero amore, è facile che, specialmente quando vi sentite tristi e desolati, v’inganniate pensando che la sottomissione sia il vero amore.

  9. In altre parole, spesso vi fate inconsciamente un’opinione personale di cosa sia l’amore, e quest’opinione è paragonabile, almeno all’apparenza, a quei concetti generali dell’amore, così come vi vengono insegnati in alcune religioni e filosofie. Vi sembra che nel sottomettervi non siete egoisti, e anzi offrite un sacrificio. Vi sembra che l’altra persona sia il centro del vostro mondo. E anche se in qualche misura questo è vero, non lo è però nella sostanza. In realtà, infatti il centro siete voi. La vostra preoccupazione è convincere l’altro ad amarvi secondo il vostro concetto infantile di amore. Gli chiedete di adorarvi, di seguire ogni vostro capriccio, di rinunciare ad ogni volontà personale, e di lasciarsi guidare dal bambino in voi, che strilla interiormente quando i suoi desideri vengono trascurati.

  10. C’è allora da stupirsi se, con questa inconscia pretesa nella psiche, avete paura di amare? Dato che secondo la vostra idea – che essendo inconscia è anche più potente – l’amore equivale ad una servile sottomissione, è ovvio che non volete amare. Non desiderate seguire la volontà di un’altra persona; non volete rinunciare alla vostra autonomia per sottomettervi alle regole di qualcun altro.

  11. Perciò, solo dopo aver riconosciuto il vostro personale e inconscio malinteso infantile riguardo all’amore, sarete anche in grado di percepire e di riconoscere le pretese infantili dell’altra persona. A quel punto non ne sarete più influenzati, né vi sentirete obbligati a cedere, e neanche vi sentirete in colpa se non lo farete. Vedrete chiaramente che in un caso come questo si può anche dare un tipo diverso di amore, di un carattere più distaccato.

  12. Inoltre, quando scoprite e sentite la presenza delle ingiuste pretese del bambino in voi, potete ragionarci su. Allora vi accorgerete che questa idea sbagliata dell’amore non ha assolutamente nulla a che fare con l’amore reale. Una volta che l’avete capito, non avrete più paura di amare. Quando vi rendete conto che l’amore non significa rinunciare alla dignità, all’autodeterminazione e alla libertà, non ne avrete più paura. Se non fate più richieste infantili, e quindi scoprite di essere in grado, lentamente e un po’ alla volta, di amare in modo maturo, vi aspetterete la stessa cosa in cambio. E questa maniera di amare non presenta pericoli. Con essa rimanete liberi; non vi fate schiavi. È una cosa semplice e logica. Rinunciando all’idea infantile su come gli altri vi dovrebbero amare, non avrete più paura di amare gli altri.

  13. In questo graduale processo di crescita e di maturità, non arriverete subito a vivere il grande e appagante amore cui aspira la vostra anima. Infatti, uno dei conflitti della vostra anima è che voi anelate a tale amore e allo stesso tempo, cercare di evitarlo per paura. Il bambino in voi conosce solo gli estremi. O è il massimo, la meta finale, o niente. Quanto più l’anima in lotta si sente ostacolata nei suoi sani istinti, tanto più farà rumore per essere udita. Ciò si manifesta in un vago senso di scontentezza, come se qualcosa mancasse, e non sapete cosa. Una parte della vostra psiche sabota le giuste pretese dell’altra parte. E siccome non siete in grado di raggiungere subito la meta finale, lasciate perdere del tutto. Questo è dovuto non solo all’atteggiamento della vostra parte immatura – ‘o questo o quello’ – ma anche alla tendenza a drammatizzare. Se non può esserci il grande dramma, allora lasciate completamente perdere.

  14. Con la crescente maturità vi accorgerete che potete raggiungere l’appagamento finale dell’amore solo cominciando dai gradini più bassi di questa scala. Probabilmente uno dei primi gradini è la capacità di permettere alle altre persone di provano per voi quello che vogliono. Se saprete dare questo “permesso” interiore in modo autentico, imparerete a rinunciare alla vostra richiesta senza sentirvi ostili; raggiungerete il punto in cui gli altri potranno davvero piacervi e li rispetterete malgrado non si sottomettano completamente alla vostra volontà. Questo però non vi sembra poi una gran cosa. E anzi, molti di voi potrebbero credere di averlo sempre praticato. Ma l’avete fatto veramente e con sincerità? Quando le cose vanno male, esaminate bene le vostre emozioni. Quando osservate i vostri sentimenti e scoprite che il bambino in voi è in piena attività, avrete gli strumenti per occuparvi di questo particolare aspetto. Quando imparate a rinunciare alla vostra sottile corrente a forzare, sentirete una reazione emotiva completamente nuova. Sentirete come se un pesante fardello venisse rimosso dalla vostra anima.

  15. Il passo successivo sarà di rinunciare ad una certa ostilità una volta che l’avete scoperta nel corso di questo lavoro. Nel farlo, scoprirete anche una nuova simpatia e un nuovo rispetto verso coloro da cui avreste voluto una “resa incondizionata”, e che di certo non vi piacevano e che non rispettavate quando non si arrendevano a voi. Avrete così sciolto un laccio molto stretto; a questo punto lascerete anche gli altri liberi, apprezzandoli e rispettandoli come esseri umani, senza doverne possedere l’amore e l’ammirazione.

  16. Questo è un passo decisivo, amici miei, e, in realtà, è più sensazionale di quanto possa sembrare dall’esterno. Vi lancerà in alto sulla scala verso quelle vette che un giorno saranno vostre, ma non se saltate questo passo apparentemente insignificante e privo di drammi. In questo modo vedrete che è possibile applicare veramente nella vostra vita quotidiana quei grandi concetti di verità universale riguardo all’amore, proprio qui ed ora dove vi trovate. Tutto questo è possibile per voi già adesso, mentre la meta finale ancora non lo è. Non siete ancora in grado di dimenticare voi stessi, di non pensare sempre a voi stessi, di non provare un certo grado di egoismo e di vanità. Raggiungere la grande meta quando ancora queste emozioni vivono in voi, non è solo irrealistico, ma è anche impossibile, e perciò scoraggiante. Conoscere le vostre emozioni tramite un’indagine diligente e accurata, e lasciare che esse maturino gradualmente – questa sì che è una meta possibile! Prima che possiate amare veramente gli altri, dovrete imparare a provare per loro simpatia e rispetto, anche se non ottenete da loro ciò che volete. E per farlo, dovrete trovare innanzitutto dove, nel profondo, voi stessi non lo avete mai fatto veramente.

  17. Come vi ho già spiegato, l’amore ideale appare spesso ingannevolmente simile a quella falsa e debole sottomissione che si atteggia ad amore. È questa farsa che vi spaventa – mai il vero amore. Ma è impossibile provare il vero amore solo sentendone parlare. Dovete sentire dentro di voi dove e come ve ne allontanate con le vostre tacite pretese e aspettative. Se siete veramente sinceri con voi stessi, di certo troverete in voi queste emozioni. Perché queste si applica a tutti, senza eccezioni.

  18. Finché il vostro il bambino interiore insiste nella sua forte ed ostinata tendenza a forzare gli altri a sottomettersi, in modo sottile, emotivo e inconscio, voi vi costruite immagini mentali di pura fantasia. Così facendo, non vi permettete di vedere che questo potrebbe non essere neanche quello che vuole il bambino che ha costruito questa forma mentale irreale. Questa forma irreale è un rischio costante, e voi chiudete gli occhi di fronte ad essa. Se non vedete la realtà, è perché non volete vederla, come potete allora contare sul vostro giudizio e sulla vostra intuizione?

  19. La vostra psiche sa perfettamente che il modo in cui percepite l’altra persona in relazione a voi stessi, o la situazione nel suo complesso, non è accurato. Non vedete semplicemente perché non volete vedere. Perciò non vi fidate né del vostro giudizio, né che l’altra persona sia all’altezza delle vostre aspettative. Quindi sentite vagamente di non fidarvi dell’altra persona. Questo è un’altra ragione per cui evitate di amare totalmente. Come potete amare in quel modo totale in cui sentite che dovreste amare, se non vi fidate dell’altra persona? Per fidarvi, dovreste consentirvi di capire se quella particolare persona o situazione meritano o meno una tale fiducia. Forse sarebbe più appropriato dare semplicemente rispetto e affetto.

  20. Rinunciando ad una parte di ciò che volete – più spesso inconsciamente – sareste disposti a vedere ciò che è. Questo atteggiamento vi farebbe percepire la realtà della situazione. Dopo di che sarete in grado di discriminare in modo intelligente, di avere rispetto per voi stessi, non solo per la vostra capacità di rinunciare liberamente e senza ostilità a qualcosa che vorreste, ma anche perché a quel punto sarete in grado di fare affidamento sulla vostra intuizione. Quando siete disposti a vedere la situazione per come veramente è, potete poi anche esaminarla. Perciò vi fiderete di voi stessi, del vostro giudizio e delle altre persone. Se non le sopravvaluterete, spinti dalla vostra tendenza a forzare, sarete anche in grado di vedere, osservare, percepire e sentire che cosa è realmente vero, e non di credere solo a ciò che vorreste che sia vero.

  21. Imparando a fidarvi di voi stessi e degli altri, l’amore cesserà di essere per voi un pericolo. Ma fintanto che preferite rimanere all’oscuro, perché il bambino in voi crede che le cose accadano già solo desiderandole, voi avete tutte le ragioni del mondo per non fidarvi del vostro giudizio, della vostra scelta e dell’altra persona. Perciò, vi chiudete ancor di più all’amore, anche quando l’essere amati non è poi pericoloso.

  22. Lasciar andare la vostra ostinata tendenza a forzare vi consentirà di valutare obiettivamente gli altri e di imparare a rinunciare con gentilezza al vostro volere. Imparerete così a sentire affetto e rispetto per chi non fa quello che volete. Eviterete di immaginarvi delle situazioni irreali che vi impediscono di vedere ciò che realmente è. Perché in questo, non solo ignorate la realtà, ma la respingete. Accettando la realtà e vedendola per quella che è, la vostra intuizione si farà più affidabile, e di conseguenza crescerà la fiducia in voi stessi.

  23. Nel vostro tempo e nel vostro mondo si parla molto di “accettare la realtà.” Ne abbiamo discusso molte volte. Sapete tutti che la vostra vita terrena non è perfetta, e questo è un fatto che bisognerebbe accettare se si vuole far fronte alla vita e trarre il meglio da essa. Fino ad ora questo è rimasto solo un concetto generale. D’ora in poi, avrete la reale possibilità di applicarlo ad un aspetto specifico della vostra vita interiore. Potrebbe accadere che certe persone non provino per voi quello che vorreste – e qui non mi riferisco solamente alla relazione d’amore tra uomo e donna – eppure quest’apparente imperfezione è la vostra realtà momentanea che va accettata. Facendolo, un’intera reazione a catena positiva si metterà in moto, sostituendo il circolo vizioso prima esistente.

  24. L’intuizione è il senso di percezione più elevato che un essere umano possa mai raggiungere. Tuttavia, non la si può raggiungere nella sua piena potenzialità finché il bambino in voi viene ignorato e rimane tenace. Naturalmente, per il tempo che siete ancora un essere umano, ciò che chiamate intuizione non può essere perfetta al cento per cento. Ma nel momento in cui potete dire, “Non ne sono sicuro, potrei sbagliarmi,” questa disponibilità a imparare dai possibili errori rende innocua la vostra ignoranza, perché ne siete consapevoli. Nel pensiero conscio e conciso, nella frase: “Non lo so”, si trova la possibilità di vedere, imparare e infine sapere. L’intuizione non sarà mai un muro contro cui potete appoggiarvi con totale e cieca sicurezza. Ecco perché ha così tanto valore. Pensateci su, amici miei. Questa è materia da meditare.

  25. Quando ascoltate con lucida presenza la vostra intuizione, liberi sia dalla vostra spinta a forzare, che dalle pie illusioni, percepirete di avere alcune potenzialità, come pure alcuni limiti; il resto può anche essere un punto interrogativo. Questo tipo di atteggiamento stimola un’apertura e una prontezza ad osservare e percepire sempre più cose dentro di voi. È anche un segno di maturità, perché solo l’immaturità vuole avere subito una risposta completa; è quella parte del bambino in voi che non sopporta di lasciare le cose in sospeso, nel dubbio e senza risposta.

  26. Voi inibite la vostra capacità di amare, innanzitutto per l’incapacità di distinguere tra il vero amore e la debole sottomissione, perché questo è in realtà ciò che desiderate da chi vi ama; e poi per la mancanza di fiducia negli altri, perché vi manca il coraggio di vedere l’altra persona e la situazione per come realmente sono. Entrambi questi elementi impediscono alla vostra intuizione di essere attiva, almeno nelle aree della vostra vita legate all’amore. Il coraggio di vedere ciò che è, invece di ciò che volete che sia, accrescerà la vostra intuizione, la vostra capacità di discriminare, la vostra consapevolezza, e perciò il rispetto di voi stessi. Eliminerà l’incertezza, in modo che quando vi si presenterà l’occasione giusta, non avrete paura di amare.

  27. Il coraggio di accettare ciò che potrebbe esservi scomodo significa accettare la realtà, perdere la paura di amare, e coltivare l’intuizione come una forza in continuo sviluppo. Significa avere rispetto di sé stessi, una fiducia negli altri con discernimento e, di conseguenza, una percezione più affidabile.

  28. Dunque vedete, amici miei, come tutto questo si colleghi in un’unica sequenza. L’immaturità è la non accettazione della realtà, dato che essa non è sempre perfetta o piacevole come vorreste. L’immaturità esagera questa imperfezione, così tanto che preferite chiudere gli occhi di fronte ad essa, dando spazio a nuovi conflitti. L’immaturità distorce l’intuizione e quindi la creatività, poiché la creatività senza l’intuizione è inconcepibile. Solo crescendo e imparando ad aprirvi alle emozioni e ad accettarle, come anche tutto ciò che vi si presenta nella vita quotidiana, perderete la vostra paura di amare. Questa frase da sola, fuori contesto, non avrebbe molto senso. Ma se la considerate alla luce delle correlazioni presentate in questa discussione, il significato vi diventerà chiarissimo.

  29. Quando voi pensate all’amore, riuscite a pensare ad un tipo unico di amore, il più alto e il più perfetto. Ignorate che ve ne sono molti stadi e molti tipi, molti gradi e variazioni. Non sapendo tutto questo, vi allontanate da quell’amore che sareste in grado di dare proprio adesso, e, quando vi viene offerto, lo rifiutate.

  30. Procedendo su questo particolare tratto del vostro sentiero, comincerete ad agire in modo diverso come esseri umani, sotto tutti gli aspetti. Le esperienze della vostra vita si faranno molto più piene. Sarete così vitali in ogni momento! Sarete consapevoli di voi stessi e degli altri come non avevate mai creduto possibile. In voi si svilupperanno forze che vi stupiranno: forze creative, nuove percezioni, un intuito crescente e fiorente che vi darà una forza e una sicurezza che non potete immaginare neppure ora, nonostante tutto il vostro progresso.

  31. Vi ripeto che queste parole non sono dirette al vostro cervello, ma a quelle parti e aspetti della vostra personalità che avete scoperto grazie al lavoro che avete fatto finora, o di cui state per divenire consapevoli. Applicate queste parole alle rispettive emozioni! In futuro, quando sorgerà la necessità, ne discuteremo da altre angolazioni.

  32. DOMANDA: Mi sembra che in questa nuova fase, un nuovo gruppo di argomenti abbia iniziato questa stagione. Fino alla fine della scorsa stagione parlavamo ancora molto delle immagini e dei vari aspetti ad esse connessi. Ora sembra di essere entrati in una fase nuova, che non riesco ancora a definire bene.

  33. RISPOSTA: Certo, è una fase nuova. Lo dissi prima della pausa estiva. Dissi che avremmo trattato gli elementi che inibiscono le vostre facoltà creative in modo più diretto di quanto fatto prima. Va da sé che tutto ciò che impedisce l’espressione delle facoltà creative è dovuto ad aspetti negativi e a distorsioni, a false immagini ed idee. Dobbiamo ancora occuparci di questi elementi, ma in questa fase l’approccio è differente, come hai giustamente percepito, e come ho indicato qualche tempo fa. Mentre nella fase precedente ci eravamo concentrati principalmente su quegli ostacoli che oscuravano o inibivano il sano funzionamento, nella fase attuale siamo in grado di mettere insieme le varie tessere, in modo da ottenere una visione più ampia riguardo all’amore, alla maturità e alla creatività. Questo non significa che non discuteremo più i dettagli, ma se e quando lo faremo, l’approccio sarà diverso.

  34. DOMANDA: Vorrei discutere una cosa in relazione alla lezione precedente. Nella seconda parte, quella riguardante gli esercizi di concentrazione, tu ripeti il termine “istruire il subconscio.” Mi domandavo se questa idea di istruire il subconscio non sia in qualche modo un paradosso e se non potesse portare a forzare il subconscio, invece di permetterci di capire che cosa contenga. Sono certo che non si tratta di un paradosso, ma in che modo non lo è?

  35. RISPOSTA: La domanda è buona e molto utile, perché è facile andare da un estremo sbagliato all’altro. Il modo migliore di affrontare la questione è di non usare tali “istruzioni” come una forza esterna, ma come l’espressione della vostra volontà interiore. Se da un lato potreste perfettamente accorgervi che certe vostre emozioni non riescono ancora a rispondere nel modo giusto, dall’altro potreste esprimere il desiderio che esse imparino. Questo desiderio dovrebbe essere pronunciato senza pressione o fretta, ma con calma, nella piena realizzazione che le emozioni sono lente a cambiare.

  36. Una parte importante di queste istruzioni dovrebbe riguardare il vostro desiderio di rendervi conto di dove, come e perché le vostre emozioni ancora si discostano dalla verità. Inoltre, avete bisogno di una sempre maggiore consapevolezza di dove siete ancora confusi e quali sono le domande ancora senza risposta. Infine, ma non meno importante, dovreste lasciar andare tutta la resistenza ad esaminare voi stessi pienamente e sinceramente, senza alcuna restrizione. In questo modo non sovrapponete reazioni giuste a emozioni ancora non allineate, evitando così le insidie dell’auto-inganno e della suggestione.

  37. La preghiera, se ben compresa e praticata, opera in maniera molto simile. Quando pregate, potreste chiedere aiuto per essere in grado di esaminare voi stessi, o per avere la forza e la comprensione dei vostri attuali problemi sul sentiero. Potreste pregare per applicare il vostro lavoro sul sentiero alle piccole, apparentemente insignificanti disarmonie quotidiane, in modo da conoscervi sempre meglio. Allo stesso modo, poteste dirigere questi desideri verso il vostro stesso subconscio, rafforzando gli aspetti sani della vostra psiche, e indebolendo quelli insani e infantili che oppongono resistenza. Dopotutto, Dio vive profondamente dentro di voi.

  38. Presumo che quando pregate non dirigiate la preghiera verso il cielo, ma nel profondo di voi stessi. In questo modo non c’è una così grande differenza tra la preghiera e questa “istruzione”; è solo un approccio leggermente diverso. Mentre la preghiera è diretta a quella parte di voi più profondamente nascosta alla coscienza– quella che potreste anche chiamare il super-conscio, o scintilla divina in voi – le istruzioni che ho menzionato sono dirette ad una parte a voi più accessibile.

  39. Tali istruzioni dovrebbero riguardare soprattutto il desiderio di esaminare voi stessi, di comprendere e assimilare quello che è in voi, e di vedere dove le vostre emozioni ancora non si allineano alla realtà, perché ancora non vi è abbastanza comprensione. Il vostro desiderio di comprendere dovrebbe essere formulato con mente serena e calma, e non con un senso di urgenza. Dovreste tenere in mente e accettare già da subito che il cambiamento e la crescita sono processi lenti.

  40. DOMANDA: Riguardo all’ultima lezione, relativa alla lezione “L’abisso dell’Illusione” (Lezione n°60 – N.d.T.), tu dici, “Voi siete i padroni della vostra vita e del vostro destino; voi, e nessun altro, create la vostra felicità e infelicità.” Sempre nella stessa lezione, affermi che “questa fondamentale verità spirituale è stata oscurata, e per una buona ragione.” E continui dicendo “all’umanità, nel corso del suo sviluppo, viene chiesto di raggiungere una certa comprensione spirituale di base, prima di poter usare questo sapere in modo corretto, perché se mal inteso, potrebbe risultare pericoloso.” Potresti chiarirci quest’affermazione? Penso che adesso potrebbe esserci utile, alla luce dell’ultima lezione. Mi sembra che rappresenti un grande passo avanti per l’individuo e l’umanità, e potrebbe significare l’inizio di un nuovo ciclo di sviluppo spirituale per l’individuo nella società. La scienza e la filosofia potrebbero infatti trovare un’unità nella legge spirituale – e, a tal fine, una percezione positiva del nostro essere in Dio.

  41. RISPOSTA: Una delle tue domande sembra chiedere quale sarebbe il danno di questa conoscenza (che siamo padroni della nostra vita e del nostro destino N.d.T.), e degli equivoci che ne deriverebbero per un’umanità spiritualmente impreparata. Cominciamo dalla prima domanda. La persona che ignora l’esistenza e il potere della mente subconscia accoglierebbe questo sapere a livello superficiale. Questo può essere pericoloso in due modi: innanzitutto, chi crede che ognuno crei il proprio destino, in base a determinate circostanze e condizioni, le cui vere origini gli sono ignote, finisce per impadronirsi di alcuni poteri. Egli probabilmente abuserebbe di questi poteri, sulla base della premessa che è l’individuo a creare la propria vita e il proprio destino. Secondo, le persone che non posseggono tali poteri si sentirebbero oltremodo frustrate e il loro senso d’inadeguatezza crescerebbe, invece di diminuire. Solo esplorando il significato delle emozioni di cui esse fino a quel momento erano inconsapevoli, acquisirebbero una comprensione del mondo interiore, delle sue leggi, della sua realtà e dell’interazione di causa ed effetto nelle relazioni umane all’interno del mondo interiore delle emozioni.

  42. Perciò, per comprendere la verità del fatto che l’uomo crea il proprio destino, l’indagine e l’esplorazione della mente subconscia sono una necessità senza la quale l’umanità non può crescere a sufficienza per far uso della verità cosmica, spirituale e universale. Questa verità, mal compresa e mal digerita, potrebbe essere pericolosa e recare danni sia all’individuo che all’umanità nel suo insieme.

  43. La crescente tendenza, nella nostra epoca, ad accettare ed esplorare il subconscio è indicativa dello sviluppo generale in costante aumento, nonostante le insidie, le comprensioni e le mezze verità che accompagnano questa esplorazione. Questo fa parte dei dolori della crescita che ogni organismo vivente attraversa. Andando avanti nella crescita e nel risveglio generale, il genere umano percepirà sempre più la realtà dell’universo interiore, comprendendo anche l’universo più ampio con tutte le sue leggi spirituali. Solo nel percepire l’universo interiore con tutte le sue infinite possibilità, con le sue leggi giuste e coerenti che operano all’interno dell’uomo, e tra esso e i suoi simili, egli può veramente percepire Dio e la Sua Creazione. In questo modo l’unità verrà raggiunta, lentamente, attivamente e laboriosamente, passo dopo passo. Questo sarà il denominatore comune che unirà tutte le scienze, tutte le religioni, come anche tutte le altre branche del sapere umano, che oggi operano ancora separatamente.

  44. DOMANDA: Stavo riflettendo su queste cose e vorrei anche sapere se il costante sforzo fatto finora dall’umanità aveva come fine quello di affermare la propria esistenza, e se la creatività umana è stata usata per questo fine. In linea con la tua risposta, questa creatività si lega alla percezione spirituale, che come osservi tu è quella di rimuovere quei vincoli che bloccano la creatività stessa, in modo che l’anima possa esprimersi liberamente in conformità con la legge spirituale. Se noi siamo la realtà più alta, uno con la mente di Dio, allora saremo veramente responsabili di noi stessi. Mi sembra, nel contemplare l’“Abisso dell’illusione” e quello che stavi dicendo circa l’amore e la creatività, che la nostra responsabilità personale risieda nell’accettare di esprimere quell’amore e quella creatività che hanno la loro sorgente in Dio. A questo proposito, conseguire la padronanza di sé … mi sento confuso qui, non riesco a spiegarmi…

  45. RISPOSTA: Potresti cercare di chiarire dov’è la confusione? Ti sarebbe utile chiarire dove si trova la confusione. Inoltre, non riesco a rispondere alla tua domanda se non so qual è.

  46. DOMANDA: Riguarda la responsabilità personale, e certe fissazioni filosofiche che sembriamo avere, che includono sia la paura della perdita che la paura dell’ignoto. A sua volta questo si lega fondamentalmente all’amore e alla fiducia che hai menzionato stasera.

  47. RISPOSTA: Vedi, quello che hai detto sulla paura dell’ignoto è un elemento importantissimo che si riscontra nella maggior parte degli esseri umani, in qualche misura in tutti. Ma l’ignoto diventa noto quando sperimentate realmente tutte quelle cose che vi ho spiegato in queste lezioni. Questo significa, naturalmente, fare un reale sforzo d’indagine interiore. Non è sufficiente ascoltare queste parole. Queste non avranno nessun effetto concreto, eccetto forse di servire come incentivo per incominciare (a fare questo lavoro di indagine interiore, N.d.T.), a meno che già non proviate tutte le emozioni di cui vi parlo, come vive nella vostra anima. Quando lo fate, allora l’ignoto diventa noto. E dove ancora rimane ignoto, perderà comunque la capacità di spaventarvi, perché potrete sempre ammettere a voi stessi: “Non lo so.” Questo fa una differenza enorme!

  48. Quando comprendete tutto questo, allora l’autonomia personale cesserà di essere un “dovere”, e diverrà un privilegio e una libertà, là dove il bambino in voi la rifiuta come un pericolo sconosciuto.

  49. Per la paura dell’ignoto, gli esseri umani distorcono i veri concetti trasformandoli nei loro opposti fissi, in questo modo sminuendo la loro verità. È molto eloquente il fatto che hai usato proprio queste parole. La verità è flessibile; per sua stessa natura non può essere fissa. Nulla che sia vero può essere rigido, statico o fisso; è sempre flessibile. Questa stessa flessibilità appare agli uomini come una minaccia. Essi vogliono la pseudo sicurezza fissa di un muro di pietra al quale appoggiarsi. Questa tendenza ha provocato la distorsione della religione in dogma.

  50. La rigidità appaga quella paura così irrazionale e infondata che esiste nell’animo umano. Gli esseri umani pensano che ciò che sia fisso sia anche sicuro, e ciò che sia flessibile sia invece insicuro. Dato che la verità è vivente, essa deve per forza essere flessibile. Così le persone temono la verità, la luce e la vita. Credere che la flessibilità sia insicura è uno dei maggiori abissi dell’illusione.

  51. Mentre procedete in questo lavoro, troverete innanzitutto che questa specifica paura esiste anche in voi e che anche voi vi aggrappate alla presunta sicurezza della regola fissa. Vi sembra di sentire come se poteste appoggiarvi al muro. Sembra un sostegno forte; invece, come vi accorgerete fra un po’, non è così. In questo risiede la confusione riguardo alla responsabilità personale. Quando vi appoggiate ad una regola fissa, spostate la responsabilità sulla regola. Quando vi accorgete che non esiste nulla di simile, vi spaventate, perché dovete determinare, ogni volta da capo, quale condotta e atteggiamento adottare. Con la verità flessibile, la responsabilità si sposta automaticamente su di voi.

  52. Quando non temerete più la responsabilità personale, perché avrete perso ogni disprezzo e sfiducia in voi stessi, non temerete neanche più l’universo flessibile. Non avrete più bisogno di aggrapparvi ad una legge rigida. Vedrete all’opera la legge flessibile, e questo non costituirà per voi un pericolo. La regola, o la legge inflessibile e rigida, vale per il bambino che ovviamente non può e non osa assumersi la responsabilità.

  53. La paura dell’ignoto deriva effettivamente dall’insicurezza: “Sarò in grado di farcela? Il mio giudizio sarà adeguato? Le mie reazioni saranno corrette? Farò uno sbaglio? Oserò sbagliare?”. In altre parole, la più profonda paura dell’ignoto è non conoscere sé stessi. Perdendo questa paura, non temerete la responsabilità personale e non avrete paura della verità e delle leggi flessibili dell’universo. E nemmeno temerete la vita, che è sempre flessibile. Per sua stessa natura flessibile, in ultima analisi, essa è immutabile, ma mai statica.

  54. DOMANDA: La parola “paura” è venuta fuori molte volte stasera. E hai usato le parole “paura irrazionale e infondata.” Questo mi porta a ritenere che debba esistere una paura razionale e fondata. Qui ci è stato insegnato, per esempio, che la paura ha una connotazione negativa ed equivale ad un’emozione distruttiva. E allora leggiamo nelle Scritture che “la paura del Signore è l’inizio della saggezza.” E si fa quest’analogia anche nello Zohar (Libro dello Splendore): “l’amore e la paura di Dio come ali di un uccello.” Mi chiedo se potresti parlare un po’ di questi due tipi di paura.

  55. RISPOSTA: Qui ci sono due diverse domande. La risposta alla prima, riguardo alla differenza tra paura razionale e irrazionale, è la seguente: se vi trovate in una situazione di pericolo, la vostra reazione di paura è sana. Si tratta di una sorta di segnale che vi dà l’opportunità di fare qualcosa, di salvarvi da un pericolo. In altre parole, è una paura costruttiva e non distruttiva. Senza questo segnale di pericolo verreste annientati. È una paura sicuramente diversa da quelle paure psicologiche, non sane e distruttive di cui abbiamo discusso in generale nel nostro lavoro.

  56. Riguardo alla paura di Dio, ciò non ha assolutamente nulla a che fare con la sana paura a scopo protettivo di cui abbiamo appena parlato. Qualsiasi riferimento alla paura di Dio nelle Scritture è dovuto a traduzioni inesatte e superficiali. Ma la ragione più profonda del perché si è arrivati a traduzioni sbagliate in questo particolare caso, ha a che fare con l’immagine di Dio (vedi Lezione n°52-L’immagine di Dio – N.d.T.) e anche con la paura dell’ignoto. Da un lato, le persone hanno bisogno di una forte autorità che mantenga la regola fissa, in modo da non prendersi loro stessi la responsabilità. Dall’altro, si genera un’insana paura, che si viene sempre a creare quando non si è ancora raggiunta la maturità e la responsabilità. Che sia la paura di un Dio vendicativo, della vita, di altri esseri umani o di voi stessi, si tratta sempre della stessa cosa.

  57. Esteriormente, c’è semplicemente un malinteso a proposito di certi termini della Bibbia; in realtà la parola “paura” significa qualcosa del tutto diverso, probabilmente meglio decritta dalle parole “onore” o “rispetto reverenziale.” Il rispetto portato alla massima intelligenza, saggezza e amore va oltre le parole. Alla presenza di tale grandezza senza limiti, tutti provano un rispetto reverenziale– ma mai paura! Chi s’imbatte in tale meraviglia, non può che provare un rispetto reverenziale. Essa supera ogni intelligenza. Questa idea è stata trasmessa con la parola che fu erroneamente tradotta con “paura.” Ma non era intesa in quel modo. È chiaro questo?

  58. DOMANDA: Sì, è chiaro. Vorrei aggiungere un pensiero che si collega a quello che dici. Negli insegnamenti cabalistici relativi alla parola trasmessaci come “paura,” la parola ebraica è Y(I)R(A)H. Questa parola corrisponde alla nona delle Dieci Sephirot (Emanazioni), la quale è indicata come “Fondamento.” Questo è il punto di svolta in cui finisce l’involuzione e comincia l’evoluzione. È qui che inizia il percorso ascendente verso Dio. La consapevolezza di Dio è l’inizio della saggezza.

  59. RISPOSTA: Sì, è verissimo. C’è un’altra domanda?

  60. DOMANDA: Sì. Qual è la legge psichica che opera tra la mente conscia e quella inconscia? C’è una precisa linea divisoria? E qual è la legge che regola ciò che sta in basso e ciò che sta in alto?

  61. RISPOSTA: Non c’è nessuna precisa linea divisoria tra la mente conscia e quella inconscia. In questo lavoro potresti aver notato che spesso vi aspettate di trovare elementi che vi erano completamente sconosciuti, ma in qualche modo ora sapete che tutto ciò che state scoprendo come nuovo, con una diversa comprensione del suo significato, in realtà non lo era. Voi semplicemente guardavate da un’altra parte, ma c’era sempre stato. Era da qualche parte in una regione tra la mente conscia e quella inconscia. Non c’è una linea divisoria precisa tra queste due regioni; c’è piuttosto una sfumata transizione, diciamo così.

  62. Immaginate l’intera personalità, la psiche o mente, sia conscia che inconscia, come avente una forma rotonda. Quanto più la persona evolve e si sviluppa, tanto più questa forma è libera da foschie e nebbie. Quanto meno la persona è evoluta, tanto più è estesa la parte immersa nella nebbia. La parte che funziona consciamente è quella più piccola. Le filosofie e gli insegnamenti spirituali usano il termine “innalzamento della coscienza.” Significa esattamente questo. Se visualizzate una simile forma, potete immaginare che mentre la coscienza s’innalza, la forma emerge dalla nebbia dell’incoscienza. Gradualmente la foschia si dirada e voi divenite sempre più coscienti di voi stessi.

  63. Dato che l’universo è in voi, e poiché voi stessi siete un universo, la coscienza universale si può acquisire solo attraverso questo specifico processo di scoperta di sé, mediante il quale diradate la nebbia. Non potete acquisire questa coscienza concentrandovi su cose che imparate solo col cervello. Esso può essere utile come strumento per il lavoro di scoperta di sé, che è il processo con il quale si dissolve la nebbia, di modo che la parte inconscia diventi conscia.

  64. DOMANDA: La pazienza ostacola l’ambizione?

  65. RISPOSTA: La pazienza, se è veramente tale e non una sua distorsione, come per esempio l’inerzia, non può essere di ostacolo a nulla. Naturalmente, accade spesso che le persone facciano di un difetto un pregio. I pigri possono ingannare sé stessi pensando di essere pazienti. Gli impazienti possono ingannare sé stessi pensando di essere attivi ed energici. Perciò si tratta sempre di trovare la tendenza o l’emozione reale. Ma nessun pregio potrà mai danneggiarvi.

  66. È l’impazienza, invece, ad ostacolerà l’ambizione, perché l’impazienza è una forma d’immaturità. È il bambino in voi che vuole tutto, non solo a modo suo, ma anche subito. Il bambino non sa aspettare. Come ho spiegato l’ultima volta, il bambino vive solo nell’oggi, ma nel modo sbagliato. Non ha il senso del domani, perciò pensa che quello che non accade subito non conta e non abbia realtà. L’essere maturo sa aspettare. Si rende conto che se la meta desiderata non viene subito raggiunta, ci dovranno pur essere valide ragioni. Alcune di queste ragioni possono trovarsi nel proprio sé, cosicché il tempo dell’attesa può essere costruttivamente impiegato per trovare ed eliminare quelle ragioni.

  67. Il tempo passato in attesa sarà impiegato per acquisire le necessarie informazioni, l’abilità e la comprensione ancora mancanti. Perciò la pazienza, se è veramente costruttiva – e non inerzia, inattività o pigrizia – può solo essere un vantaggio. La vera pazienza saprà sempre come discernere. In un caso, sarà opportuno aspettare; in un altro, sarà giusto agire. Ma la pazienza prevarrà anche nei momenti di più concentrata attività, perché è veramente uno stato interiore e non ha nulla a che vedere con la manifestazione esterna. La persona che agisce può essere interiormente paziente. La persona totalmente inattiva all’esterno, si può invece trovare in uno stato d’impazienza interiore. È chiaro questo?

  68. DOMANDA: Sì, grazie. Vorrei sentire una definizione di pazienza.

  69. RISPOSTA: Ci sono molte definizioni possibili. Ma nell’ambito della nostra discussione mi piacerebbe metterla in questo modo: la pazienza sa che non si può avere esattamente ciò che si vuole quando si vuole. La pazienza non viene bloccata dall’insistenza, dalla tensione e dall’ansia dell’anima. Quando la esaminate, scoprirete, con lo sperimentare le vostre emozioni, che l’impazienza, ogni volta che la sentite, si accompagna a sensazioni di tensione, ansia, pressione interna – tutte basate su un senso d’inadeguatezza, e tutte strettamente connesse ad un senso di “non ce la farò a fare questo”, qualsiasi cosa intendete per “questo”. Questa è impazienza. La pazienza può esistere solo in una persona sicuramente matura, che conosce i suoi limiti, ma anche le sue potenzialità, e che ha fiducia in se stessa. Lo stato di maturità, che è la vostra meta, vi porterà, tra le molte altre qualità, anche la pazienza.

  70. DOMANDA: Vorrei tornare alla domanda che è stata posta riguardo alla paura e alla cattiva gestione dell’istinto. L’istinto è naturale nel normale funzionamento dell’essere umano. Vorresti spiegare la cattiva gestione dell’istinto a questo proposito?

  71. RISPOSTA: Essa è collegata alla questione della fiducia in sé stessi di cui abbiamo appena parlato. Se contrastate i vostri istinti, a causa dei problemi di cui abbiamo parlato prima, voi non vi fiderete di essi. Molto spesso vi siete resi conto che le vostre paure erano ingiustificate. Di conseguenza smettete di prestarvi attenzione quando ce ne sarebbe una buona ragione. Allora venite sempre più inghiottiti dalla paura, non sapendo mai quando fidarvi dell’intuizione o dell’istinto, e quando no. Se smettete di essere dominati dalla paura per motivi irrealistici, allora quando salta fuori, la poteste esaminare in modo intelligente, invece di seppellirla.

  72. L’ultima lezione, come pure questa di oggi, dovrebbero offrirvi un bel po’ di materiale per il lavoro a venire, e anche per domande e discussioni.

  73. Siate benedetti, tutti voi, miei cari. Possiate trovare la strada per raggiungere la maturità e l’amore, scoprendo dove, come e perché non riuscite ancora ad amare. Possiate trovare il coraggio di liberarvi di questo inutile fardello che è la paura dell’amore e della vita. Andate in pace, miei carissimi amici, siate in Dio.

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 72 - The Fear of Loving
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