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Lez. 7 - Chiedere aiuto e aiutare gli altri

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
17 giugno 1957

Traduzione in italiano di Simona Fossa
Revisione non ancora effettuata
Edizione Ottobre 2017

  1. Saluti nel nome di Dio, vi porto divine benedizioni.

  2. Ogni reazione emotiva, pensiero, opinione o tendenza, persino il più minuscolo tratto della personalità sono raggi luminosi a voi invisibili, ma che appartengono in modo molto personale a ogni singolo essere. Allo stesso modo, le leggi spirituali che sono fisse eppure in eterno movimento, e che concernono ogni possibile reazione emotiva interiore ed esteriore dell’uomo, creano anch’esse quei filamenti luminosi. Ogni volta che i vostri raggi personali si accordano con quelli delle leggi spirituali, voi vivete una vita appagante e provate felicità e armonia. Ogni volta che i raggi personali si discostano dalle leggi spirituali, vi ritrovate in disarmonia. Questo vi causa proprio quelle difficoltà che così spesso, e così erroneamente, credete vi vengano inferte dal destino. Quanto più vi allontanate dalle origini delle difficoltà, occultandole e spingendole nell’inconscio, tanto più vi sarà difficile percepire i vari collegamenti, e dissolvere o tirar fuori le radici difettose. Se volete essere felici, dovete andare voi stessi alle radici difettose. Questo approccio “radicale”, questo andare alle radici, è il sentiero di perfezione o purificazione, o guarigione dell’anima – comunque vogliate chiamarlo. Voi, che a questo scopo cercate il contatto con il mondo divino – e senza questo contatto la purificazione non sarebbe possibile – riceverete il massimo sostegno e guida, e tutto procederà nel modo migliore per voi. E voi sarete davvero in buone mani.

  3. Per seguire questo sentiero, avete anche bisogno di aiuto esterno e di consigli, per poter rimuovere le prime pietre che bloccano la vostra strada verso il contatto col mondo divino. Lo scopo dell’aiuto esterno è rendere possibile l’aiuto interiore o per dirla in altro modo, questo aiuto deve provenire inizialmente attraverso la percezione sensoriale esterna, per raggiungere l’autonomia della percezione interiore, o intuizione. L’aiuto esterno può provenire da un essere umano che abbia già raggiunto un più alto livello su questo sentiero, o attraverso uno degli spiriti di Dio. Ma l’aiuto esterno non è sufficiente – e non bisogna ritenerlo sufficiente; è solo un impulso, solo il seme che deve maturare in frutto attraverso il vostro lavoro personale. Dovete trovare un varco d’accesso verso il vostro sé interiore.

  4. Sapete molto bene che non è possibile accettare qualsiasi cosa, non importa quanto illuminante, solo perché qualcuno dice che è così, ed è soprattutto impossibile quando ci sono resistenze personali, interiori e inconsce, riguardo a quel qualcosa. Tutte le verità della Creazione, tutte le leggi spirituali – qualunque cosa gli umani siano in grado di comprendere – devono prima essere sperimentate personalmente per diventare genuina conoscenza interiore ed essere in seguito applicate in maniera personale e produttiva. Solo seguendo un sentiero come questo è possibile realizzare la conoscenza interiore e la sua messa in pratica. Intuizioni su qualsiasi verità potranno arrivarvi solo dopo aver stabilito un contatto personale con la dimensione di Dio, almeno fino a un certo punto, e tale contatto potrà avvenire solo quando avrete fatto un importante passo avanti nella vostra anima verso il sé superiore.

  5. Chi chiede a Dio: “Mostrami la verità”, e poi si apre egli stesso alla verità, riceverà sempre una risposta. Ma voi spesso non osate fare questo passo. Nascondete ciò che è più importante, lo scansate e vi indaffarate in preoccupazioni e interessi trascurabili. Dimenticate la cosa più essenziale. Eppure, viste dalla prospettiva della verità totale, le preoccupazioni sono inezie, superficialità. Fate appello al vostro desiderio interiore di verità e apritevi ad essa! Chiedete a Dio di imparare a riconoscere la Sua verità.

  6. Se desiderate sinceramente perfezionarvi – e quindi innanzitutto conoscere voi stessi – allora, andando avanti, riceverete il necessario aiuto spirituale. Questo vi giungerà in modo sempre più esteso. Si alternerà tra guida esterna, scoperte personali e intuizioni che serviranno anche come risposte e indicazioni.

  7. Il contatto con il mondo spirituale divino viene abitualmente definito medianità. Non tutti devono diventare medium attraverso la trance, come la persona per mezzo della quale io parlo. Eppure tutti, in qualche modo, possono entrare in contatto con il mondo spirituale. Siate aperti a questo, e non dite: “lo voglio averlo in questo o in quest’altro modo”; siate semplicemente aperti e disposti a lasciarvi guidare. Allora, al momento giusto e nella maniera più appropriata per voi, una guida arriverà. Molto cambierà nella vita della persona che segue questo sentiero, di chi si dà interamente a Dio non solo a parole, ma anche con le azioni. Ogni trasformazione giungerà in modo lento e naturale, come da sé. È questo che rende tutto così meraviglioso. Non accadrà nulla di pericoloso o che vi crei disarmonia. Ma voi siete chiamati a fare la vostra parte, rimanendo aperti e allungando le vostre antenne interiori, diciamo così. Anche la capacità di mantenervi ricettivi verrà rafforzata.

  8. Ora voglio darvi delle istruzioni di massima. Ci sono persone che credono che qualcosa sia giusto solo perché il suo opposto è sbagliato. Eppure entrambi gli estremi sono sbagliati, per il semplice fatto di essere degli estremi. Ecco un esempio: quanto più una persona è evoluta e più diventa importante per lei circondarsi di spiriti umani affini, così da potersi aiutare e stimolare a vicenda e rendere fruttuoso il rapporto. Questi contatti non danneggeranno l’anima come invece succede con altri tipi di rapporti, per quanto innocui possano apparire. E tuttavia, anche qui, non si dovrebbe forzare nulla. Chiedete una guida, desideratela, ed essa arriverà in maniera molto più saggia e grandiosa di quanto possiate immaginare. Solo coloro che hanno sperimentato su di loro una guida possono conoscere la meraviglia che essa rappresenta nelle profondità della loro anima. D’altro canto, le persone che hanno già raggiunto un più alto grado di sviluppo e posseggono una sufficiente forza di volontà, dal momento che sono consapevoli delle esperienze negative e spiacevoli che si possono avere con persone di minore livello evolutivo, evitano il contatto con esse anche quando non dovrebbero. Chi invece ha esperienza dei contatti con il mondo spirituale divino saprà quali relazioni mantenere e quali lasciare. Più siete forti, e meglio siete radicati sul sentiero e quindi minore è il pericolo che possiate venir danneggiati da esseri con un minore grado di sviluppo, e più grande sarà la vostra opportunità di aiutarli e ispirarli.

  9. Tuttavia, la prima reazione della gente è fare la cosa più facile: coloro che possono ancora essere in qualche modo lesi dai contatti con anime meno sviluppate, si trovano in genere ancora in una fase in cui non sentono tali contatti come spiacevoli, e quindi non vorranno rinunciarvi. Si convinceranno di poter aiutare con ciò che hanno già acquisito, ma non sono ancora veramente capaci di dare un tale aiuto, e anzi ne verranno indeboliti. Essi dovrebbero piuttosto ricercare altri tipi di contatti da cui uscire rafforzati.

  10. D’altra parte, le persone che non possono più essere danneggiate, e per le quali questi contatti non armonici sono ormai solo verifiche attraverso le quali potersi rafforzare, continuano a percepirli come un sacrificio; desiderano la vicinanza dei soli spiriti affini e sfuggono ogni rapporto che sentono come spiacevole. Tendono a mettere in pratica ciò che un tempo era la cosa giusta per loro, ma che ora non vale più, cioè evitare i contatti, sentiti come negativi, con persone di minore sviluppo. Qui a volte si può fare un errore, non adempiendo ad un compito con un essere umano più debole, quando invece sarebbe opportuno. Se l’anima di chi è più avanti su questo sentiero si sente ancora infelice, se c’è qualcosa che la rende irrequieta nonostante il lavoro spirituale già compiuto, la causa potrebbe trovarsi proprio nell’evitare rapporti spiacevoli con coloro con i quali era stabilito di doversi aiutare, nel tenersi lontano da un’anima con la quale si sarebbe dovuto portare a termine un compito e imparare da questo. Vedete, la regola non è sempre la stessa. Riflettete su questo quando non siete completamente felici; evitare un compito con una persona di minore sviluppo può essere la causa della vostra infelicità. L’anima di una persona molto evoluta è sensibilissima; una mancanza di armonia è il suo modo di comunicare che qualcosa non va. Tuttavia, non saltate subito alla conclusione di essere necessariamente nella posizione di una persona maggiormente evoluta, solo perché quell’idea vi aggrada e non volete abbandonare il controllo.

  11. La questione è – e potete giudicare al meglio da soli – che molto spesso quel che sentite essere il compito più difficile o spiacevole, è con ogni probabilità proprio quello in cui vi impantanate, che non gestite correttamente. In tal modo esso vi allontana dalla felicità che potrebbe essere vostra se vi dedicaste completamente al vostro sentiero e realizzaste la vostra vita. Dovreste riflettere ulteriormente e più a fondo su questo argomento. Chiunque può imparare da questo, ma nessuno di voi dovrebbe forzarsi ad agire in un modo o nell’altro. Siate pronti a venire guidati al comportamento giusto, chiedete aiuto, siate aperti. Questo è tutto quel che dovete fare. Tuttavia, se non siete pronti a seguire la guida, sia sotto questo aspetto che in qualunque altro, non potrete essere aiutati. Le persone potrebbero essere immensamente aiutate, se solo si aprissero sempre di più a ricevere l’aiuto. Eppure dimenticano semplicemente di chiederlo; e molto spesso non vogliono nemmeno pensarci. Quanta felicità, quanta beatitudine va perduta in questo modo!

  12. Le meravigliose forze e i luminosi raggi del mondo spirituale sono pronti ad abbracciarvi, ma spesso voi lo rendete impossibile perché i vostri stessi raggi si muovono in un’altra direzione. Essi non possono armonizzarsi con i fili luminosi della più grande realtà, e in tal modo quegli aiuti e influssi, per voi così benefici, non possono raggiungervi.

  13. E ora, cari amici, sono pronto a rispondere alle vostre domande.

  14. DOMANDA: Ho appena letto un libro di Prentice Mulford che concorda quasi totalmente con i tuoi insegnamenti, ma c’è una cosa che non comprendo fino in fondo. Lui dice che non ci si dovrebbe preoccupare della negatività né tanto meno delle proprie mancanze, perché tale preoccupazione crea ulteriore negatività. È sufficiente rintracciare la negatività e non pensarci più. Tu, invece, ci hai insegnato non solo ad affrontare i nostri difetti, ma anche a combatterli. E tuttavia, per combatterli, dobbiamo pensare ad essi ogni giorno. È qui che trovo una contraddizione fra i tuoi insegnamenti e il libro.

  15. RISPOSTA: Non c’è contraddizione. È questione di come affrontare i propri difetti. A molte persone piace sguazzare nei loro difetti, immergersi in un falso senso di colpa di cui ho parlato già numerose volte. Queste persone si lamentano, dicendo: “Sono un peccatore. Sono così cattivo. Non riesco a superare i miei errori. Questo difetto è terribile!”. E ogni volta che lo incontrano, si gettano dentro alla medesima, sterile corrente, incrementando così i loro sensi di colpa. Quei sensi di colpa hanno ulteriori conseguenze, che mettono in moto una reazione a catena. Questo modo di preoccuparsi dei propri difetti è chiaramente sbagliato. Non solo attrae forze negative, ma è anche basato sull’auto-inganno. Queste persone ritengono di essere umili, mentre in realtà vogliono soltanto crearsi una facile scappatoia, dicendo a sé stesse che ogni cosa è senza speranza. Questo atteggiamento è frequente ed è altrettanto falso quanto il suo opposto: quello di volersi vedere già perfetti. Una persona spiritualmente evoluta, che cerca di dissuadervi dalle preoccupazioni sulla negatività, intende questo tipo di preoccupazioni.

  16. D’altro canto, su questo sentiero spirituale è assolutamente necessario che impariate a conoscere voi stessi per come siete e ad accettare la vostra temporanea realtà. Questo non significa che dobbiate mettervi a braccia conserte e non far nulla, ma che diciate a voi stessi, “Io sono così. Ho questo difetto. So che ci vogliono lotta, forza di volontà e pazienza per sradicarlo, ma posso farlo e lo farò”. Questo è produttivo, perché quando guarderete più da vicino, capirete che il terribile turbamento, gli esagerati sensi di colpa riguardo a difetti e mancanze, non sono che una forma di orgoglio e arroganza. Volete essere migliori di quanto siete effettivamente. Volete essere perfetti senza prendervi la briga di diventarlo. Quando dovete riconoscere di essere ancora imperfetti, vi sentite devastati a causa della vostra vanità ferita. Non accettarvi come siete, è dannoso. Chiunque senta la verità di queste parole dovrebbe riflettere e meditare su di esse e nuove porte si apriranno.

  17. Come ho detto tanto spesso, è il “come” che importa. Quando sarete giunti abbastanza lontano da vedere voi stessi con tutte le vostre mancanze, privi di atteggiamenti difensivi e sentimenti di disarmonia, come sarebbe un osservatore imparziale, potrete costruire il positivo – ma soltanto allora. Perché dovete costruire su delle fondamenta di verità. Non potete costruire sulle bugie o non verità, e coloro che non conoscono sé stessi e le loro motivazioni, sia perché non vogliono o perché si ingannano, costruiscono sulla non verità. Quando accettate serenamente ciò che siete nel momento presente, possedete la vera umiltà che metterà in moto le forze di trasformazione che provengono dalla profondità interiore. Allora sarete capaci di vedere l’altro lato, cioè la bontà originaria alla radice dei vostri difetti. Visualizzando il positivo voi create una nuova forma pensiero e dirigete la vostra volontà verso di essa.

  18. Amici cari, mentre vi parlo della perfezione che dovreste cercare, la potreste vagamente immaginare come qualcosa che si ottiene dall’esterno, qualcosa che non avete in voi stessi. Questo, naturalmente, non è così. La perfezione giace dormiente nel profondo di voi stessi, al di sotto degli strati della crosta, occultata dal vostro sé inferiore, ma è solo ricoperta – la perfezione è già in voi. Dovete soltanto rimuovere la crosta e questo si ottiene innanzitutto riconoscendola, accettando il pensiero che esiste una crosta che assume questa o quella forma. Solo dopo averlo fatto, gli strati della crosta possono assottigliarsi in modo da rendere finalmente possibile il passaggio del sé superiore in quegli spazi in cui i vostri difetti vi avevano reso impossibile contattare la vostra perfezione interiore. Quando comprenderete chiaramente che la perfezione è già in voi, sarà più facile superare le difficoltà e liberarvi dai lacci dell’imperfezione che vi privavano della vostra libertà. Quindi, dovete mettere in luce la vostra latente perfezione interiore. Quando avrete dato al vostro sé inferiore una chiara forma definita e lo vedrete come un corpo estraneo all’interno del sé, potrete incominciare a costruire la forma positiva verso la quale vi spostate durante il processo di auto-realizzazione.

  19. Facciamo un esempio. Una persona sta combattendo il suo egoismo. Questo difetto è comune a quasi tutti voi. In alcuni di più, in altri di meno, chi in una forma, chi in un’altra, tutti hanno in sé almeno un po’ di egoismo. Alla fine di ogni giornata, la persona esamina le sue reazioni, raggiungendo passo dopo passo gli stadi seguenti: inizialmente troverà molto difficile riconoscere dove è stata egoista; successivamente, ricercando sempre più la verità e aprendosi ad essa, alla fine riconoscerà certi eventi sui quali era solita sorvolare, ma che ora riconosce come esempi del suo comportamento egoistico. Dapprima tali scoperte la metteranno molto a disagio, la irriteranno, facendola sentire con la coscienza sporca. E questa sensazione, a sua volta, creerà una resistenza a fare altre scoperte. In questa fase la lotta consiste nel superare la resistenza e accettarsi comunque quali si è al momento. Continuando così si raggiungerà alla fine un’incommensurabile forza spirituale e, con essa, altri risultati spirituali, nel miglior modo possibile. Per progredire in questa fase la persona affronterà la resistenza da diversi lati. Ha bisogno di pregare per trovare la forza e la volontà di vedersi come realmente è. Ha bisogno di meditare per arrivare ad una profonda comprensione interiore della sua mancanza di umiltà, del suo orgoglio e di una certa arroganza che la rendono così terribilmente turbata per i suoi difetti. Ha bisogno di meditare per vedere quanto si trovi lontana dalla verità quando non riesce ad accettarsi per quello che è. Deve spingersi ancora più in profondità dentro se stessa, per scoprire a quali altri aspetti il suo orgoglio e la sua arroganza hanno dato origine. In tal modo acquisirà una migliore comprensione della sua personalità e delle sue correnti emozionali inconsce. Dopo un certo tempo, questi sforzi di quotidiana ricerca di sé, di retrospezione, meditazione, preghiera e risolutezza metteranno la persona in grado di reagire in modo nuovo. Durante la sua serale ora di raccoglimento, riuscirà ad applicare ciò che ha imparato e reagirà con quella conoscenza a qualunque cosa accada. E quando entrerà nuovamente nel suo silenzio interiore, riconoscerà il progresso raggiunto nel gestire il suo problema. Inoltre, noterà che vi era incoerenza tra i suoi sentimenti reali e le sue reazioni controllate, e quindi dietro a ogni sua azione si nascondeva una divisione interiore.

  20. È più facile controllare le azioni piuttosto che i sentimenti, e il pericolo è che possiate nascondere le reazioni emotive, fingendo che non ci siano, finché queste poi non sprofonderanno nell’inconscio. Proprio questa scissione e repressione dà origine alle correnti non sane dell’anima. Forse agite correttamente perché la vostra coscienza vi suggerisce di dover seguire ciò che avete imparato essere giusto o sbagliato, o perché credete di attirare riconoscimento e amore dagli altri. Invece, quando l’azione non è supportata da un sentire corrispondente, diventa una bugia. Se vi batterete con coraggio per la vostra verità interiore, sarete anche in grado di evitare la bugia, e di identificare le false correnti emozionali al di sotto delle vostre corrette azioni. Saprete che per trasformare quel sentire avrete ancora bisogno di lavorare spiritualmente, e non sarete riluttanti a farlo. Allora, nelle vostre meditazioni, costruirete forme-pensiero buone e sane – ad esempio, visualizzando voi stessi liberi dall’egoismo, o da qualunque altro difetto possiate ancora avere, e con la sensazione della gioia che provereste permettendo che anche gli altri ricevano ciò che fino a quel momento avevate desiderato solo per voi stessi. Col tempo, questa forma-pensiero diventerà così potente da distinguersi altrettanto chiaramente come quella parte ancora residua del sé inferiore. Sarete sempre consapevoli della discrepanza – ma senza più esserne turbati. Pian piano le vecchie, false correnti si trasformeranno da sole e si allineeranno alle azioni esteriori e a quello che voi riconoscerete come giusto. Questo è il processo.

  21. Ovviamente sarebbe meglio non fare tutto questo. Di certo è seccante affrontare di continuo se stessi con questo tipo di auto-onestà. E la gente è molto ingegnosa nel trovare delle scuse per giustificare il fatto di non averne bisogno, o di non poterlo fare. Preferisce aggrapparsi alle cose più facili. Ma quel che si guadagna facilmente non è di gran valore. Solo quel che si raggiunge grazie a una disciplina interiore e al superamento delle difficoltà, quello per cui abbiamo pagato il prezzo, porta alla felicità duratura. Non potrebbe essere diversamente.

  22. DOMANDA: Come si può dissolvere la paura mentre non si è al momento in un processo di guarigione personale? Come si possono dissolvere paura e insicurezza profondamente radicate?

  23. RISPOSTA: Si può farlo solo su questo cammino spirituale, ma non riuscite a farlo da soli. Potete riuscirci solo tramite due tipi di aiuto, uno esterno e uno interno. Una volta presa la decisione di incamminarvi su questo sentiero e di impegnarvi totalmente con Dio, non solo a parole e con una fede generale, ma con tutto il vostro intimo essere, accettando le conseguenze sia interne che esterne che seguono alla vostra decisione, allora verrete guidati verso un aiuto esterno che aprirà le porte dentro di voi, in modo che l’aiuto interiore, vale a dire il contatto personale col mondo spirituale di Dio, possa essere stabilito. Con questo aiuto è possibile rimuovere tutte le distorsioni emotive. Alcuni dei miei amici hanno già sperimentato la verità di queste parole nella loro vita.

  24. A tutti quelli che prenderanno questa decisione verrà dato tutto ciò di cui hanno bisogno. Coloro che decideranno di ricercare il contatto con il mondo spirituale e incamminarsi sul sentiero della perfezione, vorranno anche liberarsi da tutte le imperfezioni. E quando esiste la paura, questo è sintomo di un’imperfezione, di un non rispetto della legge spirituale. Questa paura può essere una grande matassa aggrovigliata, che esiste effettivamente come forma spirituale. Su questo sentiero potete districarla, nodo dopo nodo, finché l’intero groviglio non verrà sbrogliato, e vivere infine senza paura. Naturalmente, la paura ha una diversa origine in ogni individuo, perciò non posso dare regole generali su quel che può esserci alla sua radice, e nemmeno dirvi precisamente come dissolverla. Comunque l’argomento della lezione di stasera può applicarsi anche qui. Chi cerca sempre una scappatoia, chi è sempre troppo cauto e non si impegna mai del tutto in qualcosa, che si tratti di Dio e di importanti questioni spirituali o anche di una minore questione mondana, si ritroverà invischiato in una corrente emozionale in cui la paura aumenterà. Come risultato delle sue scelte, non avrà terreno solido sotto i piedi. Queste persone non appartengono ad alcun luogo, non hanno nulla a cui tengono, nell’erronea convinzione, sia pur spesso inconscia, di non correre rischi non impegnandosi in nulla. Quest’atteggiamento può portare a paure sempre maggiori.

  25. Un altro fattore frequente nella paura è la mancanza di fiducia. Non essendo state rispettate le condizioni per aprirsi alla grazia della viva fede, queste persone dovranno fare affidamento solo su sé stesse. Esse credono che tutto dipenda da loro; eppure, paradossalmente, trascureranno di fare quello che effettivamente dipende da loro e quindi non attueranno cambiamenti dove invece potrebbero. Allo stesso tempo, sentiranno di dipendere interamente da Dio per molti aspetti, eppure non riescono a sperimentarlo con chiarezza, e vacillano nella loro solitudine per non soddisfare alle condizioni della legge spirituale, per la quale potrebbero affidarsi nelle mani di Dio. Anche quando posseggono una certa conoscenza teorica delle grandi verità, questo tipo di conoscenza sarà sempre vago, irreale, dubbio e non le sosterrà. Più coltiveranno questa conoscenza teorica, e più si nutriranno solo attraverso questi canali intellettivi, allontanandosi sempre più da ogni positiva influenza divina – e la loro ansia crescerà di pari passo. Ignorando queste cose, essi violeranno altre leggi spirituali, allontanandosi sempre più dall’opportunità di avere una esperienza diretta della più grande realtà.

  26. Inoltre, la paura può anche derivare dal tenace attaccamento all’ego, con tutto il suo auto-compatimento, la vanità, la meschinità e l’orgoglio – in breve, ogni cosa che alimenta l’ego nel suo volersi sentire speciale. Anche questo aspetto è in maggior parte inconscio, eppure quanto più inconscio è questo processo, tanto più si è lontani dal porvi fine. Ecco perché è così importante portare tutto ciò che è inconscio alla coscienza, per esaminarlo alla luce della realtà. L’ego smisurato vi rende soli, vi pone indubbiamente in una posizione speciale, ma in senso diverso rispetto a quello che avevate immaginato. Questo vi separa dal vostro ambiente e vi rende ciechi alla verità, perché la visione non può arrivare quando una legge viene violata, e qui è violata la Legge della Fratellanza. Le persone che si circondano di un muro di separazione si ritroveranno da sole, e si isoleranno sempre di più dalle persone intorno a loro – e questo non ha niente a che vedere con la vita sociale, che potrebbe anche essere molto attiva. La separazione è interiore, e accrescerà la paura.

  27. Questi sono i punti principali per quanto riguarda la paura, ed essi possono essere collegati ad altre personali correnti interiori. Come ho detto prima, tutto questo può essere trovato e superato solo sul sentiero della ricerca di sé e della purificazione. Chiunque si impegni sul sentiero, otterrà tutto l’aiuto possibile e immaginabile.

  28. DOMANDA: A volte faccio una serie di sogni illuminanti, a cui seguono lunghi periodi senza sogni, anche se prima di coricarmi prego per farli. Questo ha a che fare con una mancanza di forza fisica? Quando sono stanco e ho lavorato troppo, non sogno. C’è forse un’analogia con il contatto con il mondo spirituale, per il quale abbiamo bisogno anche di un certo genere di energia, la cosiddetta forza odica?

  29. RISPOSTA: Sì, la forza odica ha qualcosa a che fare con questo, perché la reciproca influenza tra spirituale e fisico è molto forte. Però questo non è l’unico fattore. I sogni non possono essere richiesti a comando. È giusto chiedere segni e risposte, ma le forme che questi assumono non possono essere determinate da voi. In certi momenti della vostra evoluzione, forse per voi è meglio ottenere risposte sotto una forma differente. Non siete ancora in grado di giudicare perché l’aiuto dovrebbe arrivarvi in modo diverso da come l’avete chiesto. Ma forse i tuoi sogni illuminanti sono diventati così abituali da non richiedere molto impegno spirituale da parte tua per interpretarli. Nel tuo caso, potresti cercare di esercitare un maggiore sforzo spirituale e, se lo farai, riceverai la risposta sotto un’altra forma. Il modo consueto potrebbe di nuovo venir utilizzato quando è molto importante che tu scopra qualcosa. Generalmente parlando, tuttavia, l’indicazione arriverà in modo da richiedere da parte tua un maggiore sforzo spirituale al fine di comprenderla; lo scopo di tutto questo è di aiutarti a stabilire un contatto in modo nuovo.

  30. DOMANDA: Se una persona convinta della possibilità di una guarigione spirituale, anche se in pratica non ha ancora raggiunto questo stadio, si rivolge a un medico per essere curata, mostra mancanza di fiducia? Dovrebbe combattere la malattia senza usare aiuto medico?

  31. RISPOSTA: No. Anche i medici sono strumenti di Dio. Se un medico può aiutarvi, dovreste rivolgervi a lui. Dove non può aiutarvi, si può cercare la guarigione in modo spirituale. Non è consigliabile concentrarsi troppo intensamente su una sola cosa; in questo modo volete qualcosa nel modo sbagliato. Anche in questo caso, è facile fraintendere questa cosa. Voler raggiungere un obbiettivo in generale con una sana volontà è molto importante, ma esercitare una volontà rigida e pressante su uno specifico dettaglio, può costituire un grosso ostacolo. La malattia ha diverse cause. Possono essere karmiche o essere il sintomo di una distorsione nell’anima che può essere ricondotta alla vita attuale. Tale sintomo non può essere rimosso finché la sua radice rimane nel terreno. Quando la radice verrà sradicata, il sintomo scomparirà. Pertanto, il problema della malattia deve essere esaminato da questo punto di vista. Non è sufficiente rimuovere i sintomi esterni bisogna trovare la radice malata nell’anima. Quella è la soluzione.

  32. Miei cari amici, ora mi ritiro nel mio mondo e dico a ognuno di voi di perseverare su questo sentiero. Nel fare questo, la vostra vita migliorerà sempre di più. Nessuno è solo; tutti voi siete benedetti da Dio e dal Suo mondo.

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 7 - Asking for Help and Helping Others
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