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Lez. 54 - Domande e risposte

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
27 marzo 1959

Traduzione in italiano di Simona Fossa
Revisione non ancora effettuata
Edizione Giugno 2016

  1. Saluti nel Nome di Dio. Vi porto benedizioni, miei carissimi amici, benedetta è quest’ora. Abbiamo programmato per stasera una sessione di domande e risposte, ma prima ho qualcosa da dirvi, amici miei. Proprio ora, in questo momento simbolico (la Pasqua – ndt), si sono formati due nuovi gruppi, e vorrei dire alcune parole su questo argomento. Anche coloro che non partecipano al lavoro di gruppo hanno l’opportunità di trarre beneficio dalle mie parole.

  2. Il mondo divino vi sostiene in questo vostro compito. Noi siamo con voi con tutta la nostra protezione e guida. Ciononostante, ci saranno momenti in cui vi lasceremo soli, periodi in cui non interferiremo perché altrimenti non potreste imparare. Un bambino non può imparare a camminare se prima non è caduto e inciampato alcune volte. Per la crescita spirituale ed emotiva è la stessa cosa. Lasciate che i disaccordi e le irritazioni vi servano da insegnamento. Essi sono talvolta inevitabili e saranno una prova importante per tutti gli interessati. Il vostro atteggiamento verso un contrasto tra di voi o qualsiasi sorta di agitazione, determinerà il vostro progresso. Vi sentite presi dalla vanità, volete avere ragione? Volete veder trionfare il vostro piccolo io? O sapete accogliere qualunque cosa vi arrivi, imparando da essa per guardarvi dentro, per vedere cosa potete imparare, sorvolando sulla vostra piccola ferita e sull’apparente ingiustizia, invece di fissarvi sugli errori degli altri? Sarà questo il metro di misura, amici miei. In questo modo onorerete la grazia di questa comunicazione e preserverete la purezza di questi insegnamenti. Non dimenticate mai queste parole. La sola cosa che potete fare, il solo modo per adempiere al più grande compito, che va oltre voi stessi, è di imparare, crescere e accogliere tutto quello che la vita vi porta, le questioni piccole come le grandi, e considerarle sotto questa nuova luce. Se imparerete a fare questo, nessuno di voi, sia come singolo sia come gruppo nel suo insieme, potrà mai fallire.

  3. Quelli tra voi che vengono solo a queste lezioni senza partecipare al lavoro di gruppo, possono fare questo stesso lavoro nella vita quotidiana. Anche voi potete aiutare a costruire questo tempio meraviglioso e contribuire a questo lavoro, imparando dagli attriti che si verificano nella vostra vita di tutti i giorni. Fatelo, amici miei, e avrete la pace; vedrete la luce alla fine del tunnel in cui potete trovarvi in qualunque momento.

  4. Con queste parole, in questo giorno simbolico, benedico tutti voi. Ed ora, miei cari, risponderò alle vostre domande.

  5. DOMANDA: La prima domanda viene da parte di una persona che non è qui. Riguarda lo Spirito Santo. Leggo la domanda: “Posso chiedere qual è il senso cosmico e il significato umano attribuito alla potenza dello Spirito Santo? In certe religioni e filosofie lo Spirito Santo è considerato come una futura guida e un messaggero per l’umanità. Nella nostra vita e nel nostro lavoro possiamo o dovremmo essere molto devoti allo Spirito Santo e riceverne aiuto così come dovremmo anche essere devoti e ricevere aiuto da Gesù?”

  6. RISPOSTA: Sia che, come in alcuni insegnamenti, lo Spirito Santo venga rappresentato come parte della Trinità; sia che venga rappresentato come l’intero corpo del mondo divino comprendente tutti gli spiriti santi e purificati; o che venga visto come la scintilla divina presente in ogni essere vivente – e tutte e tre queste interpretazioni sono giuste, senza annullarsi a vicenda – l’essenziale è che la vostra devozione verso Dio e Cristo, che ha contribuito a questo grandioso lavoro nell’intero Piano di Salvezza, può definirsi solo trovando lo Spirito Santo dentro di voi. Il modo in cui questo avviene ve lo sto mostrando da molto tempo, amici miei. Non vi è altro modo se non quello di penetrare la vostra stessa oscurità e le vostre stesse ostruzioni. E temo proprio di doverlo ripetere per molte volte ancora. Ogni volta che gli esseri umani cercano la salvezza e l’unione con Dio e il divino con mezzi esterni, con teorie religiose, con interpretazioni teologiche –forzandosi a vivere sulla base di dogmi provenienti da un’errata interpretazione – saranno sempre in errore. Qualcosa di sbagliato, perché l’unico modo di trovare la vera risposta è quella di penetrare i vostri stessi blocchi, di superare le vostre resistenze, di conoscere voi stessi ai livelli più profondi della vostra personalità. Solo a quel punto saprete cosa significa Dio. A quel punto Lo troverete, troverete l’unione con Lui. A quel punto saprete che cosa significa Cristo. Dopo di ciò si manifesterà il vostro stesso Spirito Santo, almeno occasionalmente. Questo è l’unico modo reale in cui posso rispondere a questa domanda.

  7. Se qualcosa nella mia risposta non vi è del tutto chiara, vi invito a discuterne con me prima di passare ad un diverso argomento.

  8. DOMANDA: Saresti così gentile da fornirci qualche spunto sul tema della dipendenza emotiva dagli altri, specialmente su come iniziarne la ricerca nel lavoro con le immagini?

  9. RISPOSTA: Non c’è una sola spiegazione per questo, ma tante quante sono le personalità umane. Qual è la somma totale della personalità umana? Sono molti i fattori che la costituiscono: il temperamento, il carattere, il modo in cui operano le varie forze universali in proporzione tra loro, l’evoluzione generale e lo sviluppo specifico di particolari caratteristiche. Tutte le situazioni di questa vita e delle vite precedenti derivano da tutti questi elementi. Tutto questo, assieme ad altri fattori, ha una sua importanza. Ma cerchiamo di trovare, brevemente, un denominatore comune.

  10. Nella dipendenza emotiva, un elemento inevitabile è la paura. Come sapete tutti molto bene, la paura può generarsi solo dalla volontà distorta e dall’orgoglio. Vi può suonare come un’eccessiva semplificazione, ma per la persona che è incline alla dipendenza emotiva, questo punto di vista può già significare l’inizio di un chiarimento.

  11. Il bambino fa di tutto per avere l’amore, ma non sempre ne riceve così tanto quanto desidera; e forse ne riceve in modo diverso da come vorrebbe, un amore di tipo imperfetto che lo lascia inappagato. Ora, se la corrente della volontà distorta si dirige in particolari canali, a livello inconscio la persona pensa, “Devo essere amato; desidero l’amore, ma per esperienza ho visto che non posso realmente ottenerlo, o che posso ottenerlo solo sottomettendomi a certe condizioni che in realtà non mi piacciono”. Ad un livello primitivo, ciò accade quando un bambino deve obbedire e fare certe cose che non vuole fare. In parte deve cedere di fronte ad un’autorità più forte, ma in parte si arrende perché non vuole rinunciare all’amore che desidera tanto ardentemente. Queste correnti contraddittorie, o apparentemente contraddittorie – il desiderio d’amore e la paura di perdere l’amore o di non ottenerlo – determinano una tensione delle emozioni e creano questo conflitto. Più specificamente, provocano, in alcuni temperamenti, una tendenza alla dipendenza emotiva.

  12. Naturalmente, qui entrano in gioco anche molti altri aspetti, ma in una discussione generale non possiamo esaminarli tutti giacché le possibilità sono veramente moltissime. Si può dire che, in misura molto piccola, ogni essere umano non purificato ha un po’ di questa tendenza. Basti pensare a quanto sia importante per voi trovarvi nelle grazie di una persona influente o essere approvati dalle persone cha amate. Nel momento in cui questo desiderio diventa eccessivo, o dove c’è un’incapacità di rinunciarvi, agite per paura e sotto una tensione che equivale alla compulsione. Questa non è sempre così forte da poter essere definita una dipendenza. In linea di principio, tuttavia, è la stessa cosa perché voi potete mentire a voi stessi in modi sottili. Se il bisogno e il desiderio di amore sono più forti della sincerità con voi stessi, è operante il principio di dipendenza.

  13. Il mio consiglio per tutti coloro che sono su questo sentiero è di ricercare questa corrente, anche se la dipendenza non è poi così evidente. Scoprirete che molte persone che in apparenza non sono schiave di nulla, che sembrano anzi alquanto indomabili e piuttosto ribelli, si comportano in modo così animoso solo perché nel profondo temono di avere proprio questo problema. Agendo in modo apparentemente opposto, credono di sfuggire alla dipendenza. Quanto più siete emotivamente sani, tanto meno mettete in mostra il fatto di essere indipendenti. Quanto più si ha una radicata paura della dipendenza e la si combatte, tanto più si è vicini all’estremo della schiavitù vera e propria.

  14. Un’ultima cosa: dove esiste la dipendenza – manifesta o latente – deve esistere anche una certa quantità di masochismo e sadismo. Il masochismo proviene dall’insana sottomissione compulsiva allo scopo di ottenere qualcosa, come l’amore o l’approvazione. Il sadismo risulta dal detestare la propria remissività e dal risentirsene. Questo risentimento è ovviamente proiettato sull’altra persona, sebbene spesso indirettamente e inconsciamente. Il risentimento diretto verso sé stessi è masochismo; si tratta dello stesso risentimento contro la propria sottomissione, nel sadismo è diretto verso l’altro, mentre nel masochismo si rivolge verso sé stessi.

  15. DOMANDA: A qualcuno hai fatto notare che nella vita è necessario prendere decisioni. Questa persona crede però che sia un’espressione della volontà distorta e dell’orgoglio, e che sarebbe meglio attendere la volontà di Dio.

  16. RISPOSTA: L’umanità tende sempre a passare da un estremo all’altro. Appena ci si accorge che un estremo è sbagliato, si preferisce credere che l’altro sia giusto. Fare così sarebbe molto più facile e non ci sarebbe nulla su cui riflettere. La volontà di Dio non si manifesta così facilmente. Le leggi spirituali operano all’interno dell’anima. Se le persone sono incapaci o non disposte a prendere decisioni, si aspettano che sia Dio a prenderle al posto loro, ma quello che ne verrà fuori non sarà quello che Dio ha deciso ma il risultato della loro stessa debolezza, mancanza di volontà o incapacità di prendere decisioni. È un errore pensare che si possa attraversare la vita senza prendere decisioni. In realtà, voi prendete una decisione ogni volta che respirate. Anche non prendere decisioni è in definitiva una decisione, anche se sbagliata e dannosa. È volontà di Dio che voi maturiate, che diveniate indipendenti e responsabili delle vostre decisioni. In nessun caso consiglio di usare la volontà egoica. Le decisioni possono, ma non devono per forza essere indotte dalla volontà egoica. Tutto dipende interamente dall’intenzione.

  17. Chiunque interpreti il prendere decisioni libere e mature come un atto della volontà egoica, dovrebbe domandarsi – o sentirsi chiedere dal suo aiutante – cose di questo tipo, “Perché credi che Dio dovrebbe decidere al posto tuo? Dio non ti ha dato il libero arbitrio? Il libero arbitrio non implica diventare una persona adulta che può prendere decisioni di cui assumersi la responsabilità? Pensi che la volontà di Dio non si possa manifestare se prendi decisioni con la paura di esserne responsabile e di doverti poi biasimare? Non è troppo semplice non fare nulla e aspettare che Dio porti avanti la tua vita? Questo modo di pensare è veramente un segno di devozione verso Dio, o vi è nascosto qualcos’altro? Se attendi la decisione di Dio e poi le cose non vanno per il verso giusto, non è forse più facile dire che è tutta colpa di Dio?”. Magari non dite queste precise parole, e neanche le pensate, ma questo è ciò che sentite quando vi nascondete dietro questo muro di fraintendimenti. Ciò che ai vostri occhi appare come una chiara devozione nasconde qualcosa di completamente diverso.

  18. No, amici miei, è molto più sano se dite, “Anche se a volte le mie decisioni sono sbagliate, agisco al meglio delle mie capacità, cercando di tener conto di tutte le persone coinvolte, prendendo le mie decisioni col minimo possibile di egoismo, ma con la sana premessa che mi devo considerare al pari di chiunque altro. Mi rendo conto di essere un essere umano limitato ed è quindi normale che io faccia errori. Sono disposto a pagarne il prezzo che consiste nell’imparare da ogni possibile errore che faccio. In realtà, evitando di prendere decisioni cercherei soltanto di evitare il prezzo che il vivere comporta”. Fare questo è sano. Non è sano lasciare che Dio decida per voi, così da essere assolti dalle conseguenze delle vostre decisioni e dalla responsabilità che avete nel prenderle.

  19. Questo evitare le responsabilità – perché è di questo che si tratta – è altrettanto sbagliato quanto lo sono le azioni influenzate dalla volontà egoica, che si compiono senza tenere conto del prossimo. Infatti, la mancanza di decisioni condurrà spesso agli stessi risultati che si hanno a seguito di decisioni sconsiderate, sventate ed egoiste che vengono prese senza una seconda riflessione. È completamente sbagliato ritenere che le decisioni indipendenti siano necessariamente improntate all’egoismo e alla volontà egoica, ed è egualmente sbagliato credere che quel rifiuto di prendere decisioni, mascherato col fatto che “si attende la volontà di Dio”, sia privo di egoismo e di volontà distorta. Il rifiutare di prendere decisioni può, anzi, essere molto più carico di volontà egoica, in un modo nascosto; può addirittura essere disonesto dire, “Desidero che sia la volontà di Dio a decidere per me”. Non sto dicendo che ogni volta che si dice questo, la motivazione sarà fondamentalmente disonesta. Non si può essere così netti. I motivi divini si mescolano sempre con altri insani e sbagliati. Certamente, un sincero desiderio di fare la volontà di Dio può coesistere con una certa codardia e col rifiuto di assumersi le proprie responsabilità. Sto solo mettendo in evidenza come sia possibile usare una verità spirituale per giustificare la debolezza e la malattia dell’anima.

  20. DOMANDA: Il prendere decisioni è una manifestazione del libero arbitrio, o il naturale risultato della legge di causalità?

  21. RISPOSTA: Gli esseri umani sono stati dotati di libero arbitrio, al contrario degli esseri che si trovano ancora ad un grado di sviluppo limitato, come animali o piante. Il libero arbitrio implica la capacità e la responsabilità di prendere le proprie decisioni. È certamente consigliabile fare affidamento a Dio e chiedere di essere guidati, piuttosto che andare avanti prendendo decisioni senza chiedere l’aiuto di Dio. Quando chiedete di essere guidati e attendete di ricevere l’aiuto mediante vari canali, allo stesso tempo, usando la vostra intelligenza, il buon senso e la responsabilità, state anche usando il vostro libero arbitrio. Chiedere di essere guidati già implica una certa flessibilità, una mancanza di volontà egoica. Così chiedete in umiltà di essere guidati, sapendo di non essere sempre in grado di conoscere le risposte giuste, ma rendendovi conto di essere responsabili di voi stessi, e sarete quindi voi, alla fin fine, a dover prendere le vostre decisioni, sia che si dimostrino giuste o sbagliate. Nella vita di ogni essere umano è inevitabile prendere decisioni sbagliate, ma da esse dovreste certamente imparare. È così difficile da capire questo?

  22. DOMANDA: Temo di sì, ma voglio prendermi ancora un po’ di tempo per pensarci su. Non capisco se la legge di causalità viene estesa in alcuni casi.

  23. RISPOSTA: No, per nulla. Il libero arbitrio opera nell’ambito della legge di causalità.

  24. DOMANDA: Ma se è così, l’individuo non è libero … come effetto di una causa.

  25. RISPOSTA: No. Siete voi che mettete in moto le vostre stesse cause con le vostre decisioni o con la mancanza di decisioni. La legge di causalità, o ‘di causa ed effetto’, non esiste quale forza che non ha nulla a che fare con voi. Al contrario, esiste quale risultato del libero arbitrio dell’individuo. È il prodotto del libero arbitrio.

  26. Suggerisco di riprendere questa domanda durante la discussione successiva. Penso che la maggior parte dei miei amici comprendano abbastanza bene questo fatto, per cui ti sarà di aiuto parlare con loro. O c’è qualcun’altro che non lo ha capito? No? Allora riproponi questo argomento più tardi con loro. Se ancora non avrai capito bene, richiedimelo e in futuro cercherò di fare maggiore chiarezza su questo tema. Se c’è un blocco reale, tuttavia, allora dovrebbe essere senz’altro preso in considerazione nel lavoro personale sulle immagini, perché a quel punto troverai in questa domanda una chiave fondamentale per risolvere i tuoi problemi.

  27. DOMANDA: Che cosa accade agli spiriti che non appartengono al Piano di Salvezza e che si preparano all’incarnazione? Sono consenzienti ad intraprendere questa separazione dai piani spirituali o non lo sono? E in che modo vengono preparati?

  28. RISPOSTA: La cosa avviene seguendo gli stessi principi. Vengono sempre consultati e all’inizio hanno una possibilità di scelta. Assieme [alle entità consigliere], riflettono poi sulle implicazioni della loro scelta; quali risultati questa può produrre dall’unico punto di vista che conti, ossia l’evoluzione spirituale. Un’entità di maggiore evoluzione e saggezza consiglia e pone l’attenzione su certe cose che lo spirito in questione può non essere ancora in grado di valutare. Come ho spiegato nella lezione dedicata a questo argomento [Lez. n° 34 – Preparazione alla reincarnazione – ndt], le loro scelte, quando sono sagge, vengono a volte tenute in completa considerazione. In altri casi, si fa notare che le scelte possono essere pericolose, e viene loro mostrato come e perché. A quel punto, quegli spiriti possono accettare il consiglio oppure non farlo, e tuttavia i loro desideri vengono tenuti egualmente in considerazione. In altri casi, le scelte sono troppo facili per cui la vita a venire non offrirebbe nessuna possibilità di crescita. Gli spiriti vengono di nuovo avvisati e consigliati; e di nuovo possono accettare o meno i consigli. In altri casi, le loro scelte devono essere decisamente rifiutate proprio perché così cieche e così lontane dalla comprensione dello scopo della vita che, se fossero seguite, causerebbero gravi danni a sé stessi e agli altri. Inoltre, il farlo violerebbe la legge di causa ed effetto e il libero arbitrio. Devono rimanere nell’ambito degli effetti che essi stessi hanno determinato con le loro azioni e reazioni passate. C’è una certa flessibilità, ma è limitata. Uno spirito che abbia ottenuto una certa comprensione e visione, una certa autoconsapevolezza, ancor prima di far parte del grande ordine del Mondo Spirituale divino, farà le sue scelte nel quadro delle cause che egli stesso ha generato. Se un’entità rifiuta ostinatamente di farsi consigliare, si ritroverà, molto naturalmente, nei canali che si è preparata da sola in base alle libere scelte che ha fatto nelle vite precedenti. A quel punto, la sua volontà potrà sembrare limitata, ma non lo è veramente perché quei limiti sono il prodotto del suo libero arbitrio. In breve, lo stesso principio rimane vero per tutti gli spiriti, sia che facciano parte del Piano di Salvezza oppure no. La differenza consiste soltanto nel fatto che i primi faranno scelte più sagge per la loro vita, dal punto di vista della realtà.

  29. DOMANDA: Tutti gli spiriti vogliono incarnarsi?

  30. RISPOSTA: No, non tutti lo vogliono.

  31. DOMANDA: E devono farlo anche se non vogliono?

  32. RISPOSTA: Dopo un certo tempo, devono farlo. A volte ricevono il consiglio che sarebbe meglio incarnarsi in quel momento, e talvolta accettano di farlo. Se non lo fanno, hanno a disposizione altro tempo. Altri invece sono molto impazienti di incarnarsi e desiderano farlo troppo rapidamente. Anche quegli spiriti vengono consigliati opportunamente e possono accettare o non accettare il consiglio. Solo quando la loro scelta è palesemente contraria alla naturale legge di causa-effetto, vengono attirati nelle incarnazioni quasi come in uno sviluppo della crescita che è impossibile fermare. Se un bambino desidera mantenere il corpo di un bambino, non potrà farcela. La crescita naturale va avanti. Lo si può paragonare a questo. Tutte queste leggi, sia le leggi della reincarnazione che tutte le altre leggi, seguono un corso naturale e non avvengono in modo arbitrario o forzoso. Sono leggi create con infinita saggezza e lungimiranza; in queste leggi non è considerata solo l’entità individuale in questione, ma lo stesso adempimento della legge fa parte della Grande Causa. Una legge opera all’unisono con le altre, senza alcuna interferenza. È difficile per l’umanità capire questo, amici miei. Il concetto è troppo ampio per essere realmente compreso.

  33. Per inciso, conoscendo e osservando un altro essere umano, a volte potete facilmente stabilire se egli fosse ansioso di incarnarsi o se la cosa sia avvenuta contro la sua miope volontà – il che non è contrario al libero arbitrio. Persone a cui non piace vivere, che combattono contro la vita, fanno parte generalmente di quelli che non sono venuti volentieri, che avrebbero preferito rimanere nel Mondo Spirituale, dove le condizioni sono spesso più facili, mentre la possibilità di sviluppo spirituale è molto meno rapida. Se l’istinto di distruzione è forte, siamo di fronte al risultato della forza anti-vitale; se l’istinto vitale è basso, se la volontà di vivere è debole, potete essere abbastanza certi che l’entità non era impaziente di incarnarsi perché non capiva alcune questioni fondamentali. D’altro canto, per quanto riguarda le persone la cui forza vitale è forte, che hanno un’idea positiva della vita, si può essere ragionevolmente sicuri che si siano incarnate volentieri, e non l’hanno fatto prima di quanto fosse giusto per loro. È anche possibile che una persona negativa e debole, incline alla distruttività, si sia incarnata prima di quanto fosse giusto per lei. È chiaro questo? [Sì, grazie.]

  34. DOMANDA: La prossima domanda riguarda il concetto di peccato sessuale come indicato dalla religione Cattolica con l’idea di trascendere, o di controllare il sesso. La stessa cosa viene postulata anche da alcune religioni orientali.

  35. RISPOSTA: L’impulso sessuale nella personalità infantile e immatura è completamente centrato su se stesso ed è egoistico; è distinto dalla forza dell’amore e dalla forza erotica che include l’altra persona, non come un oggetto da usare, ma come un obiettivo di unità. Sapete tutti che l’egoismo, l’egocentrismo, sono contrari alla legge divina. Poiché l’umanità nel suo complesso, anche oggi – e molto più nel passato – era ed è tuttora emotivamente immatura, e poiché in molte civiltà si produssero immagini di massa come risultato di questa immaturità secondo cui il sesso è peccaminoso, l’impulso sessuale fu represso. Nulla di ciò che viene represso può mai giungere a maturazione. Come sapete, la cosa funziona allo stesso modo anche con le vostre immagini personali, che sono il risultato delle vostre errate conclusioni infantili, esse infatti rimangono immutate perché vengono tenute nascoste nel subconscio, e giacciono paralizzate nella vostra anima. Poiché la personalità immatura e primitiva vive l’impulso sessuale in maniera completamente egoistica e separata, il sesso viene considerato ‘peccaminoso’ se proprio volete usare questa parola. Per questo motivo, si ha paura di affrontare la sessualità a livello cosciente, il che farebbe maturare questo singolo aspetto assieme al resto della personalità. Alcune persone, dunque, non riescono a integrare la sessualità con i sentimenti d’amore; e questo determina un circolo vizioso. Quanto più la sessualità viene repressa nell’idea della sua peccaminosità, tanto meno può maturare e integrarsi con l’amore. Quando l’impulso sessuale si manifesta, si prova colpa e vergogna e si cerca erroneamente di soffocare questa forza. È vero che nella forma in cui la persona immatura vive il sesso, esso è dannoso a causa dell’egocentrismo e della separazione dall’amore, ma il rimedio non si trova nel sopprimere una forza naturale che non può essere eliminata, per quanto strenuamente ci si provi; si trova, invece, nella sua crescita matura fino all’integrazione con l’amore.

  36. Nessuna forza, nessun principio in quanto tale può mai essere ritenuto cattivo o peccaminoso in sé. Dipende sempre dal modo in cui viene usato, se viene usato in senso egocentrico, separato e privo di amore a causa dell’immaturità emotiva, o se trova il modo di unificarsi e di integrarsi con l’amore e la forza vitale. Questo si applica a tutte le forze, a tutte le emozioni, a tutti i principi, a tutto ciò che esiste. Una volta che l’umanità avrà capito questo – e oggi voi state incominciando a farlo – gli insegnamenti religiosi non considereranno più il sesso come qualcosa di peccaminoso. Naturalmente, poiché un tempo mancavano di maggiore profondità, le religioni dovettero asserire la peccaminosità del sesso in quanto la forza sessuale si manifestava in forma grossolana e spesso, in molti individui, anche violenta e distruttiva. Osservando questo fatto, arrivarono alla conclusione errata e scelsero il rimedio sbagliato. L’estremo opposto è sempre il rimedio sbagliato, ed è anche molto simile all’estremo che si vuole evitare. La corretta alternativa è quella di riconoscere la forza sessuale come una realtà vitale che non può essere soppressa senza, con questo, apportare gravi danni alla personalità umana – ammesso che sia possibile sopprimerla – e indirizzarla nel modo giusto riconoscendo il suo significato più profondo. Dire che il sesso è buono o cattivo, giusto o sbagliato, non è più corretto che dire che l’elettricità è buona o cattiva, giusta o sbagliata. Dipende tutto dall’uso che ne fate, da come la usate e la dirigete.

  37. Oggi molte persone sono in grado di capire che le cose stanno così. Ma temo che pochissimi lo comprendano a livello emozionale o intellettuale. Quando voi arrivate ai livelli più profondi del vostro inconscio, troverete che i sentimenti raramente si accordano con la vostra conoscenza intellettuale sull’argomento. Perché non si accordano? Non si accordano perché da bambini tenevate nascosto l’impulso sessuale infantile. Spesso vi hanno fatto sentire cattivi per questo, e voi sviluppaste un concetto peccaminoso nei rapporti con il sesso. Le vostre conclusioni inconsce sbagliate, addizionate al vostro senso di colpa e alla paura, hanno fatto sì che la vostra sessualità sia rimasta quasi a livello infantile.

  38. DOMANDA: Ci potresti parlare del significato spirituale del Venerdì Santo?

  39. RISPOSTA: Il significato spirituale del Venerdì Santo è quello di portare la croce che vi siete messi da soli sulle spalle. Che cosa significa questo? Significa che nella vostra vita, nelle vostre incarnazioni precedenti, come anche in questa, avete creato delle situazioni che risultano dalla deviazione, consapevole e inconsapevole, dalla verità e dalla legge divina. Si tratta di un fardello pesante. Prendendo su di voi la croce dite di sì alla responsabilità che avete verso voi stessi, e quindi anche verso il vostro destino. Con il semplice atto di dire ‘sì’ voi siete pronti a dissolvere questa croce, ad attraversare le difficoltà, a passare per la “crocifissione” con uno spirito il più positivo e sano possibile. E quando dico positivo, non intendo che dobbiate negare l’esistenza delle difficoltà, ma che le accettiate sapendo che le avete create voi. Esse sono il risultato del vostro operato, sia che la cosa vi sia evidente, come in certi casi, oppure no, come in altri casi. Quando cercate la causa delle vostre azioni e reazioni sbagliate, voi state prendendo la croce su di voi. Voi vi ribellate contro le difficoltà cercando di raccontarvi che un ingiusto destino si è accanito su di voi, oppure indulgete in una falsa pietà soffrendo delle conseguenze delle vostre azioni, pensieri ed emozioni sbagliate, senza cercare di trovare la loro causa che è in voi, convinti che sia volere di Dio che voi soffriate, senza comprendere l’origine di questa sofferenza. Solo prendendo su di voi la croce, in questo senso rinascerete nello spirito. In questo modo, avrà luogo la vostra stessa resurrezione. Avrete una vita nuova e libera quando libererete le vostre forze interiori, sane e creative che rimangono bloccate finché ignorate la causa della sofferenza che si trova sempre dentro di voi. Lo sciogliersi di ogni irrigidimento sarà reso possibile ogni volta che scoprirete in che modo avete deviato dalla verità. Così, attraverso di voi, rifluirà quella forza vitale che si era resa distruttiva a causa dell’uso sbagliato e cieco che ne facevate. Questa è la nascita e la resurrezione che Gesù Cristo mostrò attraverso quell’atto simbolico, oltre al significato spirituale che vi ho già spiegato in relazione al Piano di Salvezza. Ogni entità individuale, che creda o no in Cristo, dovrà attraversare questo percorso prima che possano giungere la vera luce e la vera liberazione. L’azione interiore dell’anima è la stessa che Gesù rivelò con le sue azioni esterne. Ma vorrei sottolineare che la crocifissione di Gesù non avvenne solo per dimostrare simbolicamente quello che ognuno di voi deve attraversare a livello interiore. Il significato essenziale della sua vita e morte all’interno dell’intero Piano di Salvezza l’ho già spiegato per cui non devo rispiegarlo adesso.

  40. DOMANDA: In una delle lezioni hai menzionato il linguaggio per immagini che viene usato nel Mondo Spirituale e hai anche detto che è piuttosto difficile da tradursi in linguaggio umano. Mi stavo chiedendo se puoi dirci di più riguardo a questo linguaggio così che possiamo comprenderlo. Mi piacerebbe anche sapere se tu puoi comprendere qualunque linguaggio umano e se puoi esprimerti, attraverso un medium, in qualunque lingua.

  41. RISPOSTA: Per quel che riguarda il linguaggio per immagini del Mondo Spirituale, temo di non essere assolutamente in grado di potervelo trasmettere. Se riuscissi a farlo, mi sarebbe estremamente più semplice esprimermi e inoltre sarebbe anche possibile evitare che le mie parole vengano fraintese. Dunque non mi è possibile riuscire a spiegarvelo, a motivo che gli esseri umani non sono in grado di afferrare questo mezzo di comunicazione molto più ampio. Il linguaggio umano è solo una piccola parte del più ampio campo di applicazione del linguaggio per immagini. Sarebbe come cercare di spiegare il linguaggio umano agli animali.

  42. Per quanto riguarda la mia conoscenza del linguaggio umano – o quella di qualunque altro spirito – devo dire che io non ho bisogno di capire lo specifico linguaggio umano. Vedo la forma pensiero con il linguaggio per immagini e cerco di esprimerla nella rispettiva lingua umana mediante la medium, utilizzando i suoi organi di senso e il suo linguaggio. Mentre mi manifesto, sento attraverso le orecchie della medium e mi esprimo attraverso la sua bocca e la sua conoscenza fisica – per esempio il linguaggio.

  43. Il fatto che io possa esprimermi o meno in qualsiasi lingua, indipendentemente dal fatto che la medium la conosca o meno, dipende dal tipo di medianità. Ci sono numerosi tipi di trance medianiche, un fatto in gran parte ignorato. Un tipo di medianità più diretto e più forte esiste dal punto di vista delle manifestazioni e delle fenomenologie fisiche; una modalità che appartiene più alla categoria dei fenomeni psichici. A questa categoria appartengono la materializzazione, la trasfigurazione, la voce diretta e la trasfigurazione fonetica – parlare in una lingua ignorata dal medium – e alcuni altri di questi fenomeni. La trasfigurazione fonetica è citata nella Bibbia sotto l’espressione di “parlare in lingue”. Tali fenomeni richiedono un’energia infinitamente superiore da parte del medium, come pure da parte degli spiriti comunicanti. Richiede un tipo completamente diverso di medianità rispetto alla normale trance medianica. È molto difficile spiegarvi tutte queste molteplici variazioni e possibilità. Forse in qualche futura occasione potrò darvi alcune informazioni in più su questo argomento, ma per ora il tempo non è ancora del tutto maturo.

  44. Tranne pochissime eccezioni, gli spiriti più evoluti non usano il tipo di medianità più diretto e più forte, quello che ricade nella categoria degli effetti psichici per la quale viene usata una forza molto più grossolana. Quel tipo di forza può essere ottenuto più facilmente da spiriti che sono ancora molto vicini alla sfera terrestre. In ogni caso, anche tali manifestazioni hanno il loro scopo e la loro utilità. Servono per aprire gli occhi agli esseri umani perché si rendano conto che esistono altri mondi oltre il loro. Rendendosi conto di questo, molti hanno la possibilità di rivedere le loro convinzioni sulla vita. Ma una volta ottenuto questo nuovo punto di vista, è più utile essere in contatto con spiriti di piani più alti, che possono non avere il tipo di energia richiesta per “prove” impressionanti, ma che vi possono offrire dei vantaggi diversi di natura più alta e più sottile. Anche per quello che concerne la “prova”, non è una cosa semplice. Tale prova può aprire la porta, ma può essere solo l’inizio di un convincimento interiore che sarà raggiunto solo con l’illuminazione e la certezza interiori. Le prove esterne non sono mai sufficienti. Inoltre, potete provare qualcosa a qualcuno solo se quest’ultimo è aperto e privo di pregiudizi. Indipendentemente da quali sorprendenti “prove” possano aversi da varie parti, chi non vuole vedere e cambiare il proprio punto di vista non potrà mai essere convinto, con nessun mezzo e in nessun modo, perché in quel caso abbiamo a che fare con un blocco interiore, che è molto più difficile da eliminare rispetto ad un’ostruzione esterna. Ne consegue che noi del mondo Divino non siamo interessati a produrre fenomeni. Siamo interessati allo sviluppo individuale, perché questa è l’unica chiave di volta di tutto. Perciò noi scegliamo il modo più semplice possibile, che è quello meno ostentato per quello che concerne la fenomenologia psichica. E dunque di solito ci asteniamo da manifestazioni come la ‘voce diretta’, materializzazioni, e così via.

  45. DOMANDA: La sola cosa che non capisco è se quando tu parli attraverso la medium, traduci dal tuo linguaggio per immagini o pensi nella lingua che in questo momento sta parlando la medium.

  46. RISPOSTA: È una combinazione di entrambe le cose. Traduco dal linguaggio per immagini e uso anche il processo del pensiero che influenzo attraverso il suo corpo sottile. [Grazie].

  47. DOMANDA: Dimmi, per favore, perché mi sento così turbato?

  48. RISPOSTA: Mio caro, sarebbe molto meglio discutere di questo nel corso della tua sessione privata. Ma potrei dirti che c’è una grande paura e resistenza a riconoscere cose di te. C’è una ingiustificata paura di cambiare. Così non avere paura, mio caro amico. Abbi fiducia nella saggezza divina, nella saggezza della natura, e ogni cosa andrà al suo posto. Continua a svilupparti, a trovare te stesso, fiducioso che tutto quello che accade secondo le leggi di Dio non potrà mai essere un male, né un danno o uno svantaggio. Ti prego, pensa a queste parole, medita su di esse. Vedrai, nel tuo lavoro futuro, che le cose stanno proprio come ti sto dicendo.

  49. Per inciso, questo vale anche per molte persone che sono su questo sentiero: avete paura di cambiare. Se ci pensate bene, che cosa significa questo? Significa che il vostro pensare errato, le vostre tendenze e atteggiamenti sbagliati, le vostre emozioni distorte che non vi hanno portato altro che sofferenza, le considerate in realtà migliori per voi della natura Divina. Le forze della natura, se e quando permetterete loro di operare attraverso di voi, sono nei fatti e nella realtà le più risananti e armoniose, le più gioiose e creatrici che potreste mai concepire.

  50. Cari amici, prima di congedarmi vorrei ricordarvi il mio recente suggerimento: quando avvertite un qualunque contrasto tra di voi, cercate di fare l’avvocato dell’altra persona. Sfortunatamente, non ho ancora visto granché di questo atteggiamento. Eppure le opportunità non vi sono certo mancate. Perché non ci provate? Se solo seguiste le mie parole otterreste un enorme beneficio. Provare non vi costerebbe nulla. Non si rischia nulla, tranne forse, che [il veder frustrato] il vostro piccolo io e la vostra piccola vanità. Ma solo perdendoli potete diventare esseri liberi! Se nonostante tutto, ancora non ci riuscite, prendetelo in considerazione nel vostro lavoro personale. Perché opponete resistenza? Sarebbe interessante scoprire il perché. Su cosa si basa questa resistenza? Ponetevi queste domande. Potreste ottenere ottimi risultati. Capireste che, in realtà, non volete vedere il punto di vista dell’altra persona. Capireste che la vostra disarmonia vi dà una certa soddisfazione. Scoprireste fino a che punto siete legati al vostro orgoglio e al vostro ego, e dunque molto meno obiettivi di come vi piacerebbe credervi. Tutto questo vi aprirà nuove prospettive. Quindi, almeno esaminatevi per scoprire perché non volete riconoscere le ragioni dell’altro. Nella vostra vita ci sono sicuramente abbastanza conflitti su cui lavorare.

  51. Ed ora, miei carissimi amici, possa la Luce di Cristo risplendere su di voi; possa illuminare la vostra anima e aiutarvi ad alleggerire il peso che portate. Non dimenticate mai che è il vostro atteggiamento verso questo peso che ne determina la gravosità o la leggerezza. Andate in pace, miei cari, siate benedetti nel vostro lavoro, nelle vostre relazioni, nei vostri sforzi, in qualunque cosa tocchiate e facciate. Il nostro amore è sempre con voi. Siate in Dio!

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 54 - Questions and Answers
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