Vai ai contenuti
Logo della Biblioteca del Sentiero

Lez. 47 - Il muro interiore

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
27 febbraio 1959

Traduzione in italiano di Simona Fossa
Revisione non ancora effettuata
Edizione Giugno 2016

  1. Saluti nel nome del Signore. Benedizioni a tutti voi, amici miei. Benedetta sia quest’ora.

  2. Ogni essere umano desidera lottare per raggiungere la perfezione, la capacità d’amare e la vera bontà, la luce e la verità. Questo desiderio è vivo nella Scintilla Divina di ogni essere umano ma nel suo stato puro essa non sempre penetra tutti gli strati di imperfezione che la avvolgono. Noi vediamo come se il sole brillasse attraverso uno specchio sporco e i raggi che escono dall’altra parte assumono toni sfocati.

  3. Ma, amici miei, oltre a questo desiderio del Sé Superiore, il desiderio di perfezione proviene anche dal sé inferiore. Questo avviene in tutti coloro che hanno compreso che l’essere egoisti ed egocentrici non dà i risultati desiderati. Se voi seguiste semplicemente gli obiettivi del vostro sé inferiore, pur necessario, non potreste di certo venir amati e ammirati. Per questo motivo il desiderio d’esser buoni è anche di natura egoistica. Comprendete queste cose e riconoscete che il desiderio di esser buoni non proviene necessariamente soltanto dal vostro Sé Superiore. Questo fatto è fonte di confusione per molti esseri umani. L’unico modo in cui potete avere un po’ di chiarezza a questo proposito è di prendere coscienza delle vostre emozioni, dei desideri e delle intenzioni. Solo allora sarà possibile separare i motivi puri da quelli egoistici. A volte questa confusione è così forte che molti di voi non sono sicuri [se sia il caso] di seguire questo desiderio di bene, particolarmente dopo aver scoperto [la presenza] di motivi egoistici. Voi dovreste certamente continuare a perseguire ciò che è buono e giusto, dentro di voi e nelle vostre azioni, ma dovreste anche avere ben chiaro fino a che punto i vostri desideri sono colorati dall’egoismo. Spesso questo conflitto non è per nulla cosciente. Siete consapevoli di volere il bene, la verità e la bellezza, ma c’è anche la presenza di una voce che pone questa chiara domanda, “Ma è veramente bontà, è veramente altruismo se mi comporto in questo modo?”. [A questo punto] vi confondete, e non sapete più se i vostri motivi sono buoni.

  4. Solamente chi è del tutto cieco, solamente quegli esseri umani che dal punto di vista spirituale sono ancora dei bambini, perseguono obiettivi egoistici pensando che l’egoismo servirà al loro scopo. Chiunque abbia superato l’infanzia spirituale sa benissimo che il perseguire i propri fini egoistici porta spesso svantaggi maggiori che il resistere a tali impulsi. A questo stadio l’entità ha superato il livello più primitivo ma non ha ancora raggiunto la fase in cui il desiderio egoista è stato superato a livello delle emozioni. Questo è lo stadio in cui la maggior parte di voi si trova ed è proprio di questo conflitto che ci stiamo occupando.

  5. Il primo passo da fare è sempre quello di riconoscere il significato dei vostri vari desideri, motivi ed emozioni. Da questo punto in poi il sentiero diventerà più facile. Scoprite in quali casi il vostro desiderio di bontà proviene dalla vostra Scintilla Divina e in quali no. Nel momento in cui ciò vi sarà chiaro, non solo avrete fatto un passo avanti nella conoscenza di voi stessi, ma la scoperta -malgrado non sia affatto lusinghiera e confortante – vi darà una maggiore pace interiore. Nel momento in cui accetterete pienamente l’idea che l’egoismo gioca ancora in voi un ruolo molto più importante di quanto non siate pronti ad ammettere, e siete poi disposti ad abbandonare l’idea di essere più perfetti di quanto siate al momento, avrete incominciato ad affrontare voi stessi nel vero senso della parola. Scendere dal vostro piedistallo è salutare; e la salute emotiva o di altro tipo non può che avere un ottimo effetto su di voi. La verità è sempre salutare e calmante una volta che si è deciso di non combattere più contro di essa.

  6. Nella misura in cui l’essere umano si sviluppa spiritualmente e matura emotivamente, la conoscenza di sé continua a livelli sempre più profondi. Al livello più superficiale di sviluppo, il “bene” è fatto esteriormente, ma interiormente si continuano a nutrire pensieri negativi ed egoistici, anche coscientemente. Di fronte a questa situazione ci sono due tipi di reazioni. Su questo sentiero, in uno spirito di vera comprensione e umiltà, si cerca di accettare sé stessi per come si è al momento, accettando anche la propria incapacità a cambiare immediatamente. Si ha il coraggio di ammettere con sé stessi che la perfezione è ancora lontana, nonostante le buone azioni fatte principalmente allo scopo di conformarsi e di essere ammirati. L’altra possibilità è quella di razionalizzare, giustificare, “spiegare” la presenza di questi desideri negativi o scorretti mettendo in campo i difetti altrui. Questa voi la chiamereste ipocrisia. Molte persone rientrano in questa categoria.

  7. Questo tipo di comportamento è così grossolano ed elementare che non dobbiamo occuparcene. La cosa si fa infinitamente più difficile quando la stessa ipocrisia diventa più sottile e più profondamente nascosta. I buoni desideri si sovrappongono a quelli egoistici che vengono repressi e relegati nell’ inconscio, in parte a causa dei sinceri sforzi del Sé Superiore e in parte a causa delle tendenze del sé inferiore. Ed è qui che incomincia il conflitto umano che rende l’anima debole e malata. È di questo che dobbiamo occuparci perché non esiste essere umano a cui, in un modo o nell’altro, ciò non si applichi.

  8. Quanto più reprimete i motivi egoistici, tanto maggiori saranno la confusione e il disordine che si creeranno dentro di voi. Qui esiste un malinteso importante: voi realizzate che la prima categoria, cioè la forma più primitiva di ipocrisia è da biasimare e quindi reprimete le vostre vere emozioni a causa della conclusione errata che non esistano altre soluzioni. Vi rendete inconsapevoli dell’esistenza dei motivi sbagliati perché ritenete che altrimenti assomigliereste a quegli ipocriti che non ammirate per il loro atteggiamento. Ignorate che esiste una terza categoria, che è l’unica sana. Questo è l’approccio che vi guida verso la perfezione a cui tendete: affrontare e ammettere l’esistenza dei falsi desideri senza per questo arrendervi ad essi, ma anche senza reprimerli. All’inizio è sempre più difficile, quando cioè dovete selezionare le vostre emozioni, scoprirne il significato e affrontare tutto quello a cui avevate cercato di sfuggire.

  9. Quanto più apprendete [l’arte del]l’onestà con voi stessi, tanto più essa penetra in profondità nell’anima. Ma prima di raggiungere il nucleo vi aspetta un grosso lavoro. Dovunque le emozioni, le opinioni, i pensieri, le conclusioni e i desideri coscienti sono separati da quelli inconsci, noi possiamo vedere un muro nell’anima umana. Voi tutti sapete che i pensieri e le emozioni creano forme di materia sottile che sono di una sostanza altrettanto reale quanto la vostra sostanza materiale. Perciò questo muro è una realtà e, ahimè, a volte anche più reale della vostra materia. Infatti, la vostra materia è più facile da distruggere di quanto non lo siano alcuni di questi muri. Da una parte del muro esiste tutto ciò che voi vedete e conoscete. Dall’altra parte depositate tutto quello che non volete affrontare. Non solo accumulate errori e debolezze, ma tutto quello che vi confonde e vi spaventa. A causa di una vostra conclusione errata, voi continuate a temere tutto quanto si trova nascosto dietro il muro ed evitate di affrontarlo.

  10. Ora, qual è la sostanza spirituale di [cui è composto] questo muro, amici miei? Infatti la sostanza spirituale non è dello stesso materiale che voi usate per costruire una forma nel vostro mondo materiale. Voi scegliete il materiale in funzione del vostro gusto e della necessità, ma il materiale non ha nulla a che fare con voi stessi. La sostanza spirituale invece, è il prodotto dei vostri pensieri, delle vostre emozioni, del vostro essere, ed è formata da essi.

  11. Non potete usare qualcosa di cui non disponete. E voi disponete solo di ciò che siete. La sostanza di questo muro interiore è in parte la vostra buona volontà che rimane inefficace a causa delle vostre conclusioni sbagliate e della vostra ignoranza. Non dimenticate che lo scopo del muro è di tenere nascosta la negatività, e uno dei motivi di questo desiderio è esattamente la buona volontà usata male. Ma esso consiste anche della vostra vigliaccheria, orgoglio, egoismo, impazienza. La vostra impazienza cresce perché, nella vostra ignoranza, pensate e desiderate ottenere la perfezione più rapidamente, semplicemente erigendo questo muro e nascondendovi dietro tutto ciò che richiederebbe molto più tempo e sforzo per essere eliminato. Siete troppo impazienti e troppo pigri per affrontare davvero ciò che si trova dietro il muro. Tutte queste tendenze costituiscono, nella vostra anima, il materiale da costruzione del muro.

  12. Mentre l’individuo progredisce sul sentiero della perfezione e della conoscenza di sé stessi, inizia lentamente a prendere alcuni tratti e attitudini da dietro il muro e a portarli alla coscienza. Tutti conoscete il processo con cui ciò avviene. È il lavoro che promuovo e insegno. Con questo processo il muro recede. Più cose vengono rimosse da dietro il muro, meno tendenze vi rimangono rinchiuse. Questo è un buon lavoro che deve continuare ad essere fatto. Ma, amici miei, un giorno questo muro dovrà disintegrarsi se volete realmente diventare persone complete e integre. Finché in voi ancora esiste anche solo una piccola parte del muro, non importa di quanto siete riusciti a farlo recedere, non sarete ancora completi. Non funzionerete come Dio aveva stabilito per voi. Perciò il vostro scopo deve essere quello di distruggere completamente quel muro. Nella maggior parte dei casi questo non può essere fatto da un momento all’altro, e se prevale la fretta si possono avere esaurimenti e ogni sorta di complicazioni. In molti casi è consigliabile far recedere il muro ed estrarre gradualmente ciò che vi si trova dietro. In questo modo, il muro non solo recede, ma se lo fate nel modo giusto anche la sua struttura si indebolirà. Altrimenti, anche riuscendo a togliere alcuni elementi e spingendolo un po’ più indietro rimarrà comunque lì conservando tutta la sua forza, se non diventando addirittura più forte. Vi spiegherò tra breve come questo potrebbe succedere e come scongiurarne il pericolo.

  13. Vorrei sottolineare nuovamente quanto sia importante essere consapevoli della necessità di abbattere, un giorno, quel muro. Questo può e si dovrebbe fare senza scuotere inutilmente la personalità. La vostra rinascita spirituale potrà aver luogo soltanto dopo che il muro sarà andato distrutto. A quel punto la vostra anima sarà nuda davanti al Creatore, davanti a voi stessi. Infatti dovrete essere completamente nudi prima che la Sostanza Divina possa riempirvi e mettere radici dentro di voi. Fintanto che il vostro muro rimane rigido, per quanto indebolito, per quanto arretrato, la Sostanza Divina sarà inefficace di fronte alla sua forza. In altre parole, quanto più forte è il muro tanto minore è l’effetto della Sostanza Divina che aspetta di penetrarvi e colmarvi.

  14. Perciò miei cari amici, tutti voi che lavorate con tanto successo su questo sentiero, visualizzate dentro di voi questo muro. Lo potrete vedere in meditazione, lo sentirete osservando le vostre reazioni, e saprete dove si trova. E quando lo avrete localizzato, vi sarà molto più facile riuscire a eliminarlo completamente.

  15. E ora vi parlerò di un pericolo da cui vi dovete guardare. È il pericolo di rovinare un buon inizio in cui districate alcuni tratti da dietro il muro, ma finite poi per rafforzarlo inconsciamente applicando mezze misure. Quando e come questo avviene? Quando un vero pensiero, insegnamento, filosofia o scoperta vi serve come camuffamento dietro il quale continuate a nascondervi. È una cosa che accade molto di frequente, amici miei. Nessuna verità è esente da questo destino. Molte persone sono alla ricerca della verità; e la verità può arrivare attraverso molti canali. Ma per quanto sincera essa sia quasi tutti cercano di resistere ad affrontare le cose che hanno dentro. Questi due desideri contraddittori possono coesistere: da un lato si ricerca la verità, e dall’altro si usano queste verità per rafforzare il muro. Così dietro una verità potete nascondere i vostri difetti, i vostri conflitti emotivi, le paure e le tendenze negative. Nei casi più grossolani, questo cattivo uso della verità è facile da riconoscere. Lo riconoscete in qualunque fanatico, in chiunque aderisca rigidamente ad un dogma di una qualunque religione. Una tale persona può commettere qualunque errore, può avere ogni sorta di reazioni sbagliate, pur continuando a proclamare la verità del credo che ha scelto.

  16. Ma non dimenticate che, in linea di massima, la stessa cosa accade in quasi ogni essere umano ma in maniera molto più sottile. E se sviluppate la vostra sensibilità, se migliorate la vostra intuizione, sentirete e noterete molto bene quando uno dei vostri fratelli o sorelle si comportano in questo modo. E ne sarete contrariati, ignorando che anche voi fate la stessa cosa, anche se come difesa usate una verità diversa. Potrebbe trattarsi di una verità religiosa, spirituale, metafisica o filosofica; potrebbe trattarsi di insegnamenti puramente etici e morali, senza implicazioni religiose; oppure di psicologia o di psicanalisi. Molte teorie, molti termini ed espressioni che usate esprimono delle verità e come tali sono buone, ma nel momento in cui vengono usate in quel modo, se ne fa un abuso e perdono di validità. Diventano morte, rigide e non hanno più significato. Nessuna verità è esente da questo destino se non fate attenzione e se non fate caso a questa tendenza in voi stessi. Anche gli insegnamenti che vi dò possono essere usati alla stessa maniera. Non lo si fa mai di proposito, naturalmente, ma involontariamente.

  17. Per esempio, quando usate certi termini e non sentite più il loro vero significato, allora è giunto il momento di verificare in voi stessi per vedere se inconsapevolmente non siete forse caduti in questa trappola. Vi potete addirittura nascondere dietro a una vera scoperta che avete fatto su voi stessi, per esempio un’immagine, una conclusione sbagliata o certi difetti che avete individuato. Vi potete nascondere dietro queste cose, le potete usare come facciata esteriore del vostro muro. È come se qualcosa in voi dicesse, “Sono giunto a questo punto, non vado oltre. Sono disposto ad ammettere alcune cose, ma non una in più. L’ammissione di alcuni difetti e negatività interiori tranquillizzerà coloro che mi stanno aiutando a raggiungere il nucleo del mio essere. Nessuno può dirmi a quel punto che non ho buona volontà. Ma quello che in realtà mi dà fastidio non lo farò vedere. Ho trovato un buon sistema per continuare a nascondermi”.

  18. Può darsi che tutto questo vi suoni strano e che non riusciate ad afferrarne il significato. Cercherò di renderlo un po’ più chiaro. Supponiamo che abbiate intrapreso questo sentiero in buona fede e buona volontà e che siate progrediti bene. Avete fatto alcune importanti scoperte. Avete oltrepassato lo stadio in cui la resistenza ad affrontare voi stessi si manifestava con delle scuse e giustificazioni per non iniziare questo sentiero, malgrado la vostra ricerca. Quindi avete superato la prima resistenza e spinto il muro molto indietro permettendo a certe informazioni di filtrare. A questo punto siete di fatto ben avviati sul sentiero, mentre in precedenza stavate solo lottando per entrarvi. Ma non pensate che per questo tutte le resistenze siano state superate! Infatti, finché mantenete il muro dentro di voi, la resistenza sarà inevitabile e cambierà semplicemente nella forma e nella manifestazione. Mentre in precedenza avevate ogni sorta di dubbi, di apprensioni, di scuse e di pretesti per evitare di intraprendere il sentiero, ora lavorate e fate delle scoperte, ma avete ancora delle riserve. E allo scopo di giustificare queste riserve, prendete le scoperte che avete fatto finora e ci costruite sopra. Arrivate persino al punto di esagerarle e di dar loro eccessiva importanza, per evitare di dover andare più in profondità. Per questo, usate continuamente le stesse parole finché diventano rigide e smettono di essere il tramite della forza vitale. Ogni verità invece deve fare proprio questo! Se non lo fa, se le parole diventano automatiche, allora è arrivato il momento di esaminarvi da questo punto di vista e di ritrovare il muro. Una volta che ne sarete diventati consapevoli, potete ingaggiare una sana battaglia con la vostra ignoranza e la vostra resistenza.

  19. Solamente voi potete sapere quando e come vi state nascondendo dietro il vostro muro, e quali verità state usando per farlo. Solo esaminando i vostri sentimenti, ascoltando le vostre emozioni potete ottenere la risposta. Il fatto che abbiate superato la prima resistenza iniziale e ottenuto la prima vittoria, almeno nella maggior parte dei casi, rappresenta una pietra miliare e indica che non lascerete più questo sentiero. Ma questo non significa che altre resistenze non siano in agguato, che non si debbano vincere nuove battaglie. Sebbene possiate non abbandonare più questo sentiero, in certi particolari punti potete rimanere ancora bloccati e girare in tondo senza essere capaci di penetrare più a fondo. Questo accade quando la verità e le reali scoperte vengono usate come nascondigli.

  20. L’inconscio si oppone in modo congenito ad abbandonare i suoi sotterfugi. Uscire allo scoperto lo considera un grave pericolo. L’inconscio è ignorante e sotto questo aspetto, come sotto tanti altri, tira conclusioni completamente errate. Per questo si oppone alla demolizione del vostro muro ed escogita ogni genere di astuzia per impedirvi di lavorare in quella direzione, per quanto buone possano essere le vostre intenzioni. Questo dovrebbe mettervi sull’avviso di quale sia il punto pericoloso in questo momento, e per indicarvi in quale direzione guardarvi dentro in maniera da poter ottenere nuove vittorie e poter penetrare più profondamente nella vostra anima. A questo punto saprete da quale angolo avvicinare voi stessi per evitare il ristagno. È chiaro, amici miei?

  21. Riflettete bene su quello che ho detto. Ho messo in risalto un pericolo nascosto, un pericolo molto sottile. Se siete veramente desiderosi di abbattere il muro interiore, di rendere la vostra anima vuota e nuda, allora sentirete con chiarezza e con esattezza dove e in che modo il vostro muro esiste. È sempre più facile notarlo negli altri e non essere consapevoli che esiste anche in voi stessi. Forse vi nascondete dietro una verità diversa, dietro a una diversa ricerca interiore, eppure vi nascondete proprio come fa l’altra persona. Portate il vostro intento nelle vostre preghiere, amici miei. Chiedete a Dio di aiutarvi a vedere innanzitutto il vostro muro e quindi a darvi il coraggio e l’umiltà per abbatterlo.

  22. E ora, prima di passare alle vostre domande, vorrei dirvi che si sono venute a creare le condizioni per la nascita di un secondo gruppo di minori dimensioni, simile a quello che all’inizio era stato chiamato cerchio interno; auspichiamo caldamente che ciò si verifichi. In tale gruppo di lavoro potrete realizzare molto; potrete aiutarvi a vicenda. Chi di voi sta lavorando alla ricerca delle immagini, dovrebbe partecipare a ulteriori gruppi, dove poter discutere dei suoi problemi, difficoltà e successi. Allo stesso tempo si creeranno nuovi legami tra voi. Noi incoraggiamo e benediciamo tutto questo.

  23. Ora, cari amici, sono pronto per le vostre domande.

  24. DOMANDA: Tu usi il termine “correnti” in senso psicologico: queste correnti vengono utilizzate quale strumento dalla mente inconscia o da quella conscia? In altre parole, è la mente inconscia o quella conscia a farsi strumento? O esse sono collegate o addirittura identiche?

  25. RISPOSTA: Non si può dire che le cose stiano così. Una corrente in realtà è il risultato dei vostri sentimenti, dei vostri pensieri, emozioni, atteggiamenti. È il risultato complessivo delle vostre tendenze e caratteristiche consce e inconsce. È ciò che vi governa e vi fa reagire alla vita, ciò che vi accade.

  26. Prendiamo per esempio la corrente della volontà personale. La corrente è lì, e voi la usate, non importa se consciamente o inconsciamente. L’uso della volontà personale genera una corrente e la corrente provoca un effetto. La corrente della volontà personale non è la volontà personale stessa, ma la volontà personale che sta operando. La volontà personale potrebbe essere latente, potrebbe non essere utilizzata, a quel punto la corrente sarebbe debole, o provocare effetti così nascosti da non dar modo alla personalità di capire quale sia la causa di certi effetti. Ma se viene usata, anche inconsciamente, anche se non si manifesta come tale o lo fa in maniera indiretta o occulta, la sua manifestazione è causata dalla corrente. Immaginatela come qualcosa di analogo all’elettricità. Per generare una corrente elettrica sono necessarie determinate condizioni. È esattamente la stessa cosa. La corrente elettrica è un risultato delle condizioni che la determinano. È chiaro?

  27. DOMANDA: Ma la mente conscia o inconscia a quel punto sarebbe uno strumento o un contenitore?

  28. RISPOSTA: Ebbene, un contenitore non è la stessa cosa di uno strumento. È la mente che produce la corrente, la mente inconscia o quella conscia. Voi potreste dire che chi la produce è la personalità, sulla base della mente conscia o inconscia, perciò non è lo strumento. Uno strumento è qualcosa di passivo. Ma la mente produce le correnti in modo attivo.

  29. DOMANDA: Dove termina un “dovere” e inizia il “volere”? Come distinguere fra i due?

  30. RISPOSTA: Il “dovere” vissuto come costrizione è sempre conseguenza di motivazioni false, mescolate e confuse. Il volere è qualcosa di assolutamente volontario. Se si compie un dovere senza compulsione lo si fa per libera scelta. Apparentemente può sembrare che la vita vi costringa a fare qualcosa, tuttavia, una volta riconosciuto di non poter vivere interamente come vorreste e che la vita porta situazioni ed eventi che vanno accettati, che vi piaccia o no, l’atteggiamento sano è di dire di sì alla vita così com’è. A quel punto accettate un dovere volontariamente. Se emotivamente non lo accettate e lo portate a termine solo perché non avete altra scelta, state agendo per costrizione, contro la vostra volontà e allora sarà un “dovere” che subite. Vi ho insegnato, per esempio, che le imperfezioni della vita vanno accettate con quello spirito, e questo include anche cose che poi diventeranno un vostro dovere. Chi si ribella costantemente contro queste condizioni imperfette, nonostante possano essere del tutto inconsce, va contro la sua volontà al pari di un bambino costretto a obbedire. L’atteggiamento maturo è quello che nasce nella libertà. Questo genuino tipo di libertà non significa che si possa sempre fare ciò che ci piace, ma che si accettano le necessità con spirito disponibile, dicendo interiormente “sì”. In altre parole, il limite si trova nella sottilissima distinzione fra il dire sì ad un dovere imposto o inevitabile o rivoltarcisi contro ed essere obbligati ad accettarlo contro la propria volontà. La differenza sta nel vostro atteggiamento.

  31. DOMANDA: Che relazione e che differenza ci sono tra l’aura di una persona e la sua sfera attuale – o quadro dell’anima?

  32. RISPOSTA: Si tratta di due cose completamente diverse e l’una non ha nulla a che fare con l’altra. La sfera è costituita dalle azioni della persona, dai pensieri, gli atteggiamenti e i sentimenti. Non cambia velocemente perché il cambiamento della personalità non può avvenire da un momento all’altro. Perciò la sfera è più statica e rimarrà immutata finché non cambierà la personalità. È il risultato della vita di una persona e successivamente diventerà la casa spirituale dell’entità.

  33. L’aura è l’emanazione della personalità e non ha niente a che fare direttamente con ciò che costruite. Forse possiamo spiegarlo meglio così: la sfera è il risultato della vostra attività interiore, che può anche essere inconscia. È l’attività della vostra anima. L’aura è il prodotto del vostro stato passivo. È il prodotto di ciò che in voi rappresenta lo stato di essere, ciò che siete e non ciò che fate. Non posso spiegarmi meglio di così, non saprei usare altre parole. E per quel che riguarda la manifestazione, la differenza è notevole. Un chiaroveggente può vedere l’aura di una persona, quella che promana dai corpi sottili e penetra il corpo fisico. In colori fluttuanti, essa riflette i vari stati d’animo, malattie del corpo e dell’anima, il tipo di carattere che avete. La sfera spirituale che costruite con la vostra attività può essere vista da pochissimi chiaroveggenti, a meno che, per uno scopo preciso e con il nostro aiuto, non venga loro permessa tale visione. È qualcosa che non tutti gli esseri umani possono fare. Non posso esprimerlo in nessun altro modo. Mi rendo conto che è difficile da capire, ma dovrete accontentarvi di queste mie parole.

  34. DOMANDA: In relazione alla tua lezione sull’autorità potresti dare altri consigli ad una persona che a livello inconscio ritiene di essere un sostenitore di un certo tipo di autorità, mentre a livello conscio è un acceso ribelle, al punto tale da provare un’avversione acuta, rifiuto e intolleranza verso quella particolare forma di autorità?

  35. RISPOSTA: Risponderò volentieri a questa domanda. Una volta ammesso di essere un sostenitore inconscio della legge, ma consapevolmente ribelle, specialmente nei confronti di un certo tipo di autorità, le basi per un cambiamento sono gettate. Senza questa comprensione, niente può essere cambiato. Il passo successivo è ciò che non faccio che ripetere: osservate le vostre reazioni alla routine quotidiana da questo punto di vista, “Come mi sento? Come vorrei essere? Perché reagisco in questo modo? Che cosa c’è alla base della mia reazione? Quali sono le emozioni che di fronte ad una situazione mi spingono a reagire in un certo modo, e in maniera totalmente opposta di fronte a un’altra? Perché a volte sostengo l’autorità e altre volte mi ribello?”.

  36. Quando riuscirete a rispondere a queste domande, imparando a rendere consapevoli e ben articolate le vostre emozioni, esplorerete strati più profondi della vostra personalità, responsabili delle reazioni che avete scoperto di recente. Quelle non saranno ancora le risposte finali, ma serviranno da traccia per arrivarci.

  37. Osservate le vostre reazioni quotidiane in modo continuo e distaccato. Verificate quale sia il vostro atteggiamento verso tali reazioni e, grazie a quelle, imparate a capire ciò che sta dietro; questa di per sé è già per gran parte una medicina. Inoltre, continuando a fare tutto questo senza fretta, senza tensione, ma con determinata perseveranza, scoprirete tutte le conclusioni sbagliate collegate a tali atteggiamenti. A quel punto sarà importante riflettere su di esse per capire come e perché sono sbagliate e quale dovrebbe essere la conclusione giusta. Abituatevi a porvi queste domande, osservando come le emozioni – che lavorano più lentamente del meccanismo mentale – continuano ad aderire ai loro vecchi modelli. Dopo un po’ quelle emozioni incominceranno gradatamente a cambiare, all’inizio quasi impercettibilmente. Questo è l’unico sistema, amici miei.

  38. A questo proposito e dal momento che lo ritengo piuttosto importante per tutti voi, vorrei menzionare qualcosa che ho detto recentemente in una sessione privata.

  39. L’autorità non è solo ciò che emotivamente rappresenta il nemico, quelle forze restrittive che vi proibiscono di fare quel che desiderate. Per voi personalmente, l’autorità può anche essere rappresentata proprio dalle persone che amate di più, in quanto siete dipendenti da loro. La maggior parte di voi è andata incontro a questo fatto durante l’infanzia; più tardi, in età adulta, la situazione si può ripetere in una versione per certi versi differente.

  40. Voi amate i vostri genitori, eppure per voi rappresentano l’autorità. Il conflitto prese campo a causa del vostro amore. Vi potreste chiedere come risolvere il problema di non poter fare a meno di sentirvi dipendenti dalla persona che amate e che quindi diventa la vostra autorità. La risposta a questa domanda è di esaminare il vostro amore e trovare la giusta via di mezzo. Un estremo è l’incapacità di lasciarsi andare, in altre parole di non riuscire affatto ad amare; o anche di nutrire troppa paura o troppa ostinazione che vi impediscono di lasciarvi andare. L’altro estremo è un’eccessiva dipendenza che deriva dalla tendenza a lasciarsi troppo andare nella direzione sbagliata [ndt: cioè affidarsi troppo all’altro, sottomettersi]. Ogni volta che si verifica questa mancanza di equilibrio, prendono il sopravvento altre correnti morbose e dannose e l’equilibrio va ristabilito divenendo consapevoli del problema e osservandolo con attenzione, finché non riconoscete uno di quei due estremi sbagliati. La tendenza più frequente è quella di non lasciarsi andare affatto, quindi continuate a farci caso. Prendetene semplicemente atto e pregate per essere guidati a comprendere. A quel punto, gradualmente, le vostre emozioni troveranno la corretta via di mezzo.

  41. La persona che identifica l’autorità nell’amato a causa di una sua eccessiva dipendenza, imparerà che pur amando in maniera sana e vera, ci si può donare completamente all’altro in modo diverso, senza rinunciare a sé stessi e quindi senza ritrovarsi prigionieri e dipendenti. Aprendovi totalmente, dovrete ritrovarvi rinnovati e più liberi che mai. La paura di aprirsi è un difetto molto comune e una frequente causa di malattia. Ma ci sono anche casi in cui si verifica l’estremo opposto. Eppure gli opposti sono ora più simili e più vicini l’uno all’altro di quanto potreste pensare. La sana apertura di sé stessi troverà la via corretta e le giuste circostanze dove non c’è mai possibilità di abuso, dove la maturità dell’altro incontra la vostra maturità. La persona immatura si butta a capofitto in una situazione da cui trarre vantaggio, ma la paura crea l’estremo opposto, portando a non riuscire ad aprirsi per niente. Maturità significa comprensione cosciente e questo, a sua volta, richiama le forze dell’intuizione che porteranno alla scelta corretta, quella cioè in cui nessuno trae vantaggi indebiti.

  42. DOMANDA: Come giudica il mondo spirituale una persona che ricerca la verità, ma sceglie delle comode scappatoie per fuggire da se stessa?

  43. RISPOSTA: Questo dipende interamente dall’evoluzione della persona in questione. Non ci si aspetta da tutti la stessa cosa. Ci sono persone che semplicemente cercano di vivere nel giusto e di non commettere reati, che vivono una vita mediamente dignitosa. È il massimo che ci si può attendere da loro perché già questo implica un grande sforzo. È tutto ciò che riescono a fare in questa incarnazione. Tali persone realizzano più di quelle che percorrono il sentiero senza vera partecipazione e si fermano a metà strada. Queste ultime probabilmente non stanno facendo del loro meglio.

  44. Voi esseri umani siete sempre portati a giudicare con lo stesso metro. Noi non possiamo farlo perché ognuno ha una diversa età spirituale. Ognuno ha raggiunto un diverso stadio evolutivo nei vari aspetti della sua personalità e bisogna prendere in considerazione diversi fattori di base. Le caratteristiche, i punti di forza e i compiti sono diversi in conseguenza delle precedenti incarnazioni. Se, per esempio, una persona è già in grado di ricercare e affrontare il sé, ma non lo fa per pigrizia, orgoglio o per una qualunque altra ragione che segua la linea di minor resistenza, l’entità dovrà sostenerne le conseguenze.

  45. Noi del mondo spirituale non giudichiamo in senso moralistico, non puniamo nessuno. Tutto questo è sbagliato, inammissibile. Siete voi a punire voi stessi. Andando contro quanto pianificato per questa vostra incarnazione, non facendo ciò che avevate deciso di fare nascendo a questa vita, attirerete delle circostanze che vi metteranno definitivamente alle strette e questo sarà per il vostro bene. Potete notarlo per alcune persone. La vita le mette alle strette, non perché Dio le punisca, ma perché hanno messo in moto delle forme contrarie al loro piano vitale. Quando viene violato il piano vitale, è esso stesso a incominciare a operare per poter giungere alla realizzazione. Se le scelte della persona vanno contro di esso, dovrà operare diversamente rispetto a quando la persona vi aderisce. Ma il risultato dovrà sempre essere lo stesso.

  46. Le esperienze e l’elemento temporale saranno certamente diversi, ma il risultato finale deve essere lo stesso, poiché il piano vitale opera per stabilire equilibrio e armonia. Più la personalità opera con ignoranza contro l’equilibrio e l’armonia, più disarmonico dovrà essere il processo per ristabilirli, ma alla fine ci si deve arrivare. La forza guaritrice della natura è così. La stessa forza guaritrice opera negli elementi, nel corpo e anche nell’anima. Ogni volta che qualcosa cerca di turbare l’equilibrio delle forze universali, le forze guaritrici della natura entrano in gioco per ripristinarlo, ma è proprio questo meccanismo di riequilibrio che talvolta si presenta come uno sconvolgimento. Quando andate contro il progetto della vostra anima, avviene esattamente la stessa cosa che per lo scatenarsi di un temporale o di un terremoto, ma alla fine l’equilibrio viene ristabilito. Nient’altro riuscirebbe a farvi notare e riconsiderare la direzione che avete preso, tranne gli apparenti sconvolgimenti derivanti dal vostro agire che costituiscono la medicina della natura.

  47. Potete ingannarvi a lungo, credendo che tutte le disgrazie della vostra vita siano dovute all’ingiustizia, alla cattiveria e alle colpe altrui, ma c’è un limite oltre il quale non potrete continuare a crederlo. Alla fine vi ritroverete messi alle strette dai vostri stessi errori, a confronto col fatto innegabile di aver generato voi stessi la vostra sofferenza e tutto questo vi farà aprire gli occhi e cambiare il corso della vostra vita. Per noi le cose stanno così. Sappiamo che nell’universo esiste questa legge misericordiosa e quando osserviamo un essere umano, dalle sue forme pensiero, dai suoi quadri interiori, avvertiamo immediatamente se sta agendo in completo accordo ai progetti della sua anima, o lo sta facendo solo in parte, magari deviando un po’ ma non abbastanza da perdere completamente la strada, o se invece ha perso completamente di vista le sue esigenze evolutive, dando in tal modo lentamente origine alle condizioni che alla fine assumeranno le sembianze di una tragedia, ma che in realtà non sono altro che la creazione delle forze guaritrici della natura.

  48. Amici carissimi, mi viene concesso di portare benedizioni a tutti voi e ai vostri cari, sia qui sulla Terra che nel mondo dello spirito: benedizioni per la guarigione, benedizioni che vi recano amore, forza e coraggio. Percorrete questo sentiero, miei cari. E quelli tra voi che ancora non hanno trovato la via, preghino affinché Dio mostri loro la Sua volontà e la Sua verità, l’unica che ci sia. Apritevi a essere ricettivi a quella verità soltanto. Andate in pace, carissimi, accogliete il nostro amore che avvolge ognuno di voi. E se sarete capaci di allungare le vostre antenne interiori, saprete di non essere soli. Siate in Dio!

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 47 - The Wall Within
Il copyright del materiale della Guida del Pathwork® è di esclusiva proprietà della Fondazione Pathwork®
Torna ai contenuti