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Lez. 40 - Ricerca delle immagini: un riepilogo

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
21 novembre 1958

Traduzione in italiano di Carla Di Liberto
Revisione a cura di Andrea Genini e Anna Orsini
Edizione Maggio 2019


  1. Saluti nel nome del Signore. Vi porto benedizioni, miei cari amici. Benedetta sia quest’ora.

  2. Questa lezione continua la serie iniziata qualche tempo fa. A beneficio di coloro che hanno perso le lezioni precedenti di questa serie, vorrei dire alcune parole sul lavoro spirituale in questa fase del sentiero di purificazione.

  3. Cosa significa purificazione nel suo vero senso? Significa eliminazione di ogni corrente e atteggiamento nell’anima contrari alla legge divina. Queste correnti non possono essere considerate semplicisticamente immorali. Sono anche causa di sofferenza e disagio personale per chi viola le leggi, anche se la violazione avviene inconsciamente.

  4. In questo gruppo non abbiamo a che fare con azioni sbagliate e nemmeno crimini. Tutti voi, senza eccezioni, sapete quale sia l’azione giusta e il più delle volte provate a fare del vostro meglio per compiere solo azioni appropriate. Ma nessuno di voi è ancora in grado di controllare le proprie emozioni, capire il loro significato nascosto e riconoscere come queste emozioni abbiano influenzato la vostra vita.

  5. Molti di voi dubitano costantemente della giustizia di Dio poiché si deve sopportare tanta sofferenza mentre si sta facendo del proprio meglio per essere bravi e onesti. Potreste pensare ad altre persone i cui standard etici sono infinitamente più bassi dei vostri e che però sembrano stare meglio. Non ne capite la ragione e nemmeno dove sia la "giustizia". La ragione è che la personalità crea nell’inconscio delle reazioni e conclusioni che assumono una forma rigida. Chiamiamo questa forma rigida "immagine". L’immagine consiste in alcune impressioni dalle quali sono state tratte conclusioni generali, che non solo causano una reazione a catena all’interno della vostra anima, ma controllano e dirigono anche la vostra vita esteriore. Ciò accade anche se — e soprattutto perché — l’immagine è inconscia. Su questo percorso ci occupiamo di individuare le immagini sbagliate nell’anima umana. Non ci sono praticamente eccezioni a questa regola a meno che non pensiamo ai pochissimi esseri purificati che vengono su questa terra per adempiere ad una missione.

  6. Nelle due precedenti lezioni ho iniziato a indicarvi come si possono trovare le immagini. Questo non può essere un processo facile, perché ciò che risiede nell’inconscio è nascosto alla consapevolezza cosciente. Vi ho dato dei metodi per portare alla superficie queste immagini inconsce. Questo, amici miei, è l’unico modo per controllare in una certa misura la vostra vita.

  7. Alcune persone - soprattutto quelle devotamente religiose - pensano di dover accettare qualsiasi difficoltà come segno di umiltà. Questo è vero solo nella misura in cui hanno accettato la legge che hanno violato. La volontà di accettare una difficoltà e riconoscere la propria responsabilità invece di prendersela indistintamente con “l’ingiustizia della legge”, costituisce la vera umiltà, miei cari. La vera umiltà non può essere uno stato completamente passivo, che ha altrettanto poco a che fare con l’umiltà della totale ribellione. La vera umiltà è passiva solo in quanto accetta lo stato temporaneo di sofferenza, comprendendo che è autoinflitta; ma è anche completamente attiva nella disponibilità a lavorare, superare, combattere e riconoscere nel modo più diretto possibile la propria responsabilità per tutta la sofferenza. Questo è un buon esempio di interazione armoniosa tra le correnti attive e passive.

  8. Quindi non potete starvene lì con le mani in mano, aspettando che le cose cambino anziché cambiare voi stessi dall’interno. Avete il potere di cambiare qualunque disavventura si verifichi nella vostra vita, avete il potere di trasformare completamente la vostra vita, ma non se cambiate solo superficialmente cercando di modificare soltanto le vostre azioni. Potete cambiare la vostra vita soltanto se prima cercate le cause interiori, le conclusioni sbagliate; in breve, le vostre immagini.

  9. Prima di poter cambiare qualsiasi cosa, dovete capire ciò che causa in voi tutta la sofferenza. Solo allora potrete gradualmente rieducare le vostre emozioni, dissolvere le vostre immagini e creare nuove forme produttive nella vostra anima in accordo con la legge divina. Ma dovete comprendere pienamente che questa meravigliosa possibilità non può giungere a voi a buon mercato. Essa vale ogni singolo sforzo, ogni concepibile sacrificio, poiché in tal modo diventate veramente padroni di voi stessi. Se siete disposti a farlo, vi verrà dato l’aiuto, ma non aspettatevi che Dio cambi la vostra vita per voi. Dio vi ha dato il libero arbitrio ed è vostro compito scoprire prima quali sono queste immagini sbagliate e poi, con i metodi, l’aiuto e la guida che vi sto dando, sarà possibile cambiarle.

  10. Durante la ricerca e il cambiamento che ne consegue, avete bisogno del giusto tipo di umiltà per accettare l’infelicità che avete prodotto, senza arrabbiarvi con voi stessi per essere ancora imperfetti. Avete bisogno di dirigervi attivamente e con vigore nel canale della conoscenza di sé e imparare ad accettare su tutti i livelli delle vostre emozioni che in questo momento siete imperfetti.

  11. L’ho detto spesso, amici miei, ma voglio chiarire che sebbene voi tutti sappiate consapevolmente di essere fallibili, le vostre emozioni non lo sanno. Nelle vostre emozioni volete essere perfetti e quando scoprite un’imperfezione che vi sembra nuova tutto in voi si ribella contro questo riconoscimento. Uno dei molti sintomi di questa rivolta è il senso di colpa. Quando vi avvicinate alle vostre immagini interiori nascoste - le cause della vostra sofferenza, le cause di tutti i modelli ripetitivi che attraversano la vostra vita - sappiate in anticipo che attraversare i vostri concetti erronei vi darà inizialmente delle sensazioni spiacevoli. Incontrarli con un senso di colpa non vi porterà da nessuna parte. Dovete comprendere che il senso di colpa è in realtà il rifiuto dello stato in cui vi trovate in questo momento, una riluttanza ad accettare voi stessi come siete.

  12. Quando vi sentite a disagio nel fare questo lavoro, chiedetevi: "Cosa sento?" Spesso non siete nemmeno consapevoli che la vostra reazione emotiva è la colpa. E se lo siete, non vi rendete conto di cosa significhi veramente il senso di colpa, che viene spesso confuso con l’umiltà e il pentimento. Sapere cosa aspettarvi, un atteggiamento sano e l’analisi del vostro sentire vi condurranno ad un riconoscimento più importante.

  13. Mettete in parole ciò che sentite. Siate consapevoli del fatto che la reazione spiacevole si verifica spesso prima che la sappiate riconoscere consapevolmente. La formulazione del vostro sentire in un pensiero conciso è una parte importante del lavoro di questo percorso, amici miei. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Quando lo farete, scoprirete di sentirvi in colpa per aver sbagliato. A quel punto chiedetevi di nuovo: "Perché mi sento colpevole di essere fallibile, di sbagliare, di avere dei difetti?" La risposta sarà inevitabilmente: “Perché desidero essere più di ciò che sono, più perfetto e più evoluto. Qualcosa in me non accetta la mia ignoranza, il mio egoismo, il mio desiderio di trovare la via d’uscita più semplice.” Se analizzate le vostre reazioni in questo modo, sarete molto più agevolati.

  14. E ora qualche ulteriore consiglio su come trovare le vostre immagini. Il compito è difficile e non sto cercando di renderlo più facile per voi. Potreste giustamente diffidare se sentiste che il tesoro più grande e perfetto può arrivare facilmente. Ma i vostri sforzi, come molti dei miei amici hanno già scoperto e possono confermare, saranno ben ricompensati. Niente vi darà un potere e una sensazione di sicurezza così grandi come avanzare su questa strada, almeno dopo le fasi iniziali.

  15. Per prima cosa raccoglierete una grande quantità di informazioni isolate sulle vostre reazioni interiori. Lasciando che le vostre emozioni emergano e formulandole con parole concise, invece di metterle da parte e coprirle, troverete cose di cui non siete mai stati consapevoli. Vi sorprenderanno spesso. Questi pezzi isolati di informazione potrebbero non collegarsi per un po’ di tempo e non saprete cosa farne. Sarete inclini a dire: “E poi? Come mi aiuta aver scoperto che in realtà mi sento così mentre pensavo che le mie motivazioni fossero diverse? “

  16. Non dovete preoccuparvi. Al contrario, trovare pezzi di informazioni sarà estremamente utile, anche se all’inizio non comporranno un quadro. Continuate a cercare e riceverete l’aiuto necessario. Ancora una volta lo sottolineo, nessuno è in grado di fare questo lavoro da solo. È impossibile. Ma chiunque sia disposto, riceverà aiuto e si troveranno modi per mettere in contatto una persona tanto volenterosa con un altro membro di questo gruppo affinché si formi una squadra.

  17. Se proseguite il lavoro, vedrete che tutti i pezzi isolati di informazione si collegheranno. Troverete una reazione a catena, un circolo vizioso in voi stessi. Una reazione porta a un’altra finché il cerchio non si chiude e quando avrete trovato molti circoli viziosi, avrete fatto un grande passo in avanti. Lentamente ma con certezza inizierete a capire alcune cose su di voi e sulla vostra vita. Ma anche questo non è sufficiente. Avete appena trovato la struttura di base, il piano generale che vi permetterà di continuare più facilmente. Il lavoro di completamento deve ancora iniziare. A questo punto, sarete ancora incapaci di comprendere, a tutti i livelli del vostro essere, cosa significano la vostra vita e i vostri conflitti e come li avete causati. Potreste afferrarne qualcuno, ma non tutti.

  18. Alcuni di voi, amici miei, sono già arrivati a questo punto e quindi vorrei discutere su come procedere da qui. Coloro per i quali questo materiale è nuovo potrebbero non comprendere quello che sto dicendo, ma qualcosa potrebbe comunque raggiungerli come un’eco nelle loro anime. Che le mie parole possano aprire un po’ di più la porta, affinché i nuovi amici possano anch’essi varcare la soglia dalla dipendenza dai loro motivi inconsci verso l’indipendenza come liberi figli di Dio.

  19. Il mio primo consiglio, miei cari amici, una volta che avete trovato alcuni di questi circoli viziosi, è il seguente: formulate con parole concise le conclusioni errate che essi contengono. Scriveteli in modo che non possano svanire. Poi potete iniziare a meditare su come queste conclusioni errate hanno influenzato la vostra vita. Sappiate che niente è così potente come le immagini e che se i desideri contenuti nelle immagini contraddicono i vostri desideri consci più cari, i desideri dell’immagine annullano quelli esterni (consci), indipendentemente da quanto forti possano essere questi ultimi. Le vostre immagini attirano voi in circostanze ad esse corrispondenti e attirano le persone e le circostanze a voi. Pertanto, quando formulate conclusioni sbagliate, non dovrebbe essere troppo difficile capire che cosa era ed è responsabile dei vostri problemi nella vita.

  20. Inutile dire che dovreste scrivere i vostri elenchi di problemi e conflitti nero su bianco. Trovate dapprima un denominatore comune in tutti questi conflitti. Non saprete ancora cosa li ha causati e come si sono verificati. Ma una volta trovati questi circoli viziosi cercando ancora troverete un singolo comune denominatore.

  21. Quando avrete fatto questa lista, resterete probabilmente perplessi nel constatare che alcuni problemi sono ricorrenti. Possono aver preso varie forme, ma c’è sempre uno schema ripetitivo. Questa è la prima indicazione che è presente un’immagine. Se un problema si verifica solo una volta, non deve essere necessariamente collegato ad un’immagine. Ma state attenti nella valutazione. Dovreste essere in grado di capire chiaramente come le conclusioni sbagliate, che sono diventate consapevoli, abbiano influenzato e causato i vostri vari conflitti. Questo processo dovrebbe essere scrupolosamente intrapreso da tutti i miei amici che lavorano insieme. Questo indicherà dove si trova il punto di rottura dell’immagine.

  22. Quando avete chiarito la conclusione sbagliata e avete riconosciuto come ha influenzato la vostra vita, iniziate ad invertire il circolo e la conclusione nel loro opposto. Inizialmente solo in teoria, perché emotivamente non siete ancora in grado di vivere secondo le giuste reazioni. Ma se affrontate le vostre conclusioni sbagliate sentendole e risperimentando consapevolmente tutte le emozioni, potrete allora vedere quale potrebbe essere la giusta conclusione. Se mediterete su questo quotidianamente le vostre reazioni alla fine cambieranno.

  23. Non è sufficiente che il vostro modo di pensare cambi; esso potrebbe essere stato assolutamente corretto già da molto prima che abbiate scoperto qualcosa su un’immagine. L’importante è che le vostre emozioni cambino. Le conclusioni sbagliate contengono sempre alcuni dei vostri difetti, di cui potreste essere in parte a conoscenza, ma non siete a conoscenza di come essi sono connessi alle vostre immagini. Le vostre immagini possono contenere un intero nucleo di difetti. Sebbene non dovreste cercare i vostri difetti mentre cercate le immagini - perché l’inconscio non ama un atteggiamento moralistico - quando la nuda struttura dell’immagine è divenuta cosciente, dovreste poter vedere quali dei vostri difetti giocano un ruolo in essa.

  24. Uno degli elementi universali delle immagini è la paura. Se analizzate in che modo una particolare paura è connessa ai vostri difetti personali e se individuate dove dimora la vostra ignoranza che vi ha portato ad una conclusione sbagliata, avrete fatto di nuovo un passo importante verso la dissoluzione delle vostre immagini.

  25. Esistono diverse generalizzazioni applicabili alle immagini. Una è che gli esseri umani hanno paura di essere feriti e hanno paura delle cose che vanno contro la loro volontà. A causa di questa paura, che dipende dalla volontà egoica e dall’orgoglio, la personalità costruisce le difese. Le persone pensano che adottando un certo atteggiamento eviteranno ciò che temono nella vita: dolore, sofferenza, delusione. L’errore e la conclusione sbagliata stanno nel non rendersi conto che costruendo queste difese non solo non si evita la sofferenza, ma, in realtà, la si acuisce. Per il sé inferiore ignorante, il lato infantile e immaturo della personalità, tale misura protettiva sembra molto buona e logica. Tuttavia, se porterete consapevolezza a tutto questo, osservando l’intero problema da questa angolazione, non potrete fare a meno di rendervi conto di quanto fosse erroneo il vostro meccanismo di difesa quando avete costruito la vostra immagine. Non solo non siete riusciti ad evitare il dolore, ma alla lunga ve ne ha portato molto più di quello che avreste sofferto se non aveste costruito le difese di questa immagine.

  26. Amici miei, è molto importante che, quando raggiungete questa fase, considerate le vostre immagini da questo punto di vista. Chiedetevi: “Perché l’ho costruita? Qual era la situazione? Da cosa volevo proteggermi? Come ha funzionato in realtà? E come funzionerebbe la mia vita se non avessi questa falsa misura protettiva— questa immagine?”

  27. La risposta sarà sempre: non esiste un’assicurazione certa per allontanare il dolore. Non potete attraversare la vita senza di esso, questo lo sapete. Poiché nessun essere umano comune è puro, il dolore è inevitabile, in una certa misura. Ma se accettate la vita con il suo dolore e lo incontrate volontariamente, cercando sempre di capire cosa in voi lo ha generato, non solo incontrerete meno dolore, ma anche il dolore inevitabile vi ferirà meno della metà. Ricordatelo, amici miei, e guardate le vostre conclusioni, i meccanismi di difesa e le immagini da questo punto di vista: "Che cosa ho cercato di evitare? Quanto bene ci sono riuscito? “

  28. Quindi pensate al dolore in modo leggermente diverso. Provate a pensarci con il massimo grado di distacco o con una nuova e fresca prospettiva. Comprenderete tutti che il dolore è anche relativo. La paura del dolore è sempre infinitamente peggiore del dolore stesso. È lo stesso con il dolore fisico. Una ferita da taglio sarà molto più dolorosa se resistete contro di essa, se i vostri muscoli si irrigidiscono, piuttosto che se vi rilassate. Ci sono certe persone che hanno un tale controllo sulle loro menti e sui loro corpi da poter sopportare ferite terribili senza provare dolore. Hanno imparato ad accettare l’insorgenza del dolore senza alcuna rivolta, abbandonandosi ad esso. Sono in un tale stato di rilassamento che ciò che normalmente causerebbe molto dolore non fa più male. È esattamente lo stesso con il dolore dell’anima. Inoltre, molti dei vostri problemi e delle vostre preoccupazioni non esisterebbero se comprendeste voi stessi e le vostre immagini.

  29. Miei cari amici, scoprire che voi stessi siete responsabili è uno dei punti principali di questo lavoro. Sono possibili molte incomprensioni su questo concetto. In primo luogo, molte persone pensano che il concetto di autoresponsabilità elimini Dio. O pensano che c’è un Dio che dirige la loro vita e se soffrono devono affrontare la sofferenza stoicamente oppure diventano atei.

  30. Questo non è necessario, miei cari. La responsabilità personale rappresenta un peso per voi finché vi sentite in colpa nel trovare i vostri errori interiori. Ma una volta che avrete superato questo sbaglio accettando voi stessi per come siete ora, senza ribellione né rabbia, senza il tipo sbagliato di vergogna o di colpa e avendo il coraggio di essere voi stessi da ogni punto di vista, allora l’autoresponsabilità vi libererà. Capire ciò che in voi ha causato i vostri problemi, le vostre preoccupazioni, il vostro malcontento e la vostra infelicità, vi renderà più forti di quanto potrebbe mai farlo una qualsiasi falsa sicurezza. Che abbiate cercato questa falsa sicurezza nelle vostre relazioni con gli altri, nelle idee o in un concetto distorto di Dio, non fa alcuna differenza. Forza e libertà giungeranno molto prima che voi possiate cambiare le vostre emozioni, le vostre immagini o le vostre reazioni interne abituali. Giungeranno nel momento in cui avrete compreso appieno le vostre cause ed effetti.

  31. L’autoresponsabilità è fondamentale in questo contesto, miei cari. Non vi è essere umano che non voglia evitarla in qualche modo, nonostante la vostra ribellione contro la vostra autoinflitta mancanza di libertà. Questo conflitto può essere risolto solo scoprendo perché e in che modo avete limitato la vostra libertà e abbandonato la responsabilità personale scegliendo quello che sembrava uno stile di vita più semplice.

  32. Le reazioni verso l’assunzione della responsabilità per la propria vita variano a seconda dell’individuo. Ognuno è costituito da diverse correnti, difetti e qualità che interagiscono differentemente nelle diverse relazioni. Quindi, nella stessa situazione di partenza, una persona potrebbe avere una reazione completamente diversa da un’altra, sebbene entrambe siano motivate dallo stesso desiderio di sfuggire alla responsabilità personale. E più la si rifugge nella vita interiore, più ci si incatena. Dibattendovi in queste catene, lottate contro il mondo sentendolo ingiusto, e spesso vi crogiolate nell’autocommiserazione mentre allo stesso tempo vi impedite di rompere le catene.

  33. Il primo passo verso la libertà è riconoscere come, dove e perché vi siete inflitti questa dipendenza. Se comprendete le vostre motivazioni interiori e in che modo vi hanno portato tanta più sofferenza di quanto avreste sperato di evitare, diventerete liberi. Quindi, per il momento, avvicinatevi alla ricerca delle immagini dalla prospettiva che vi ho appena mostrato:

  34. (1) Autoresponsabilità: scoprite (a) dove avete causato la vostra sofferenza e (b) come sia in vostro potere di cambiarla.

  35. (2) Scoprite la vostra paura di essere feriti. Rendetevi conto che essa causa tutta la vostra infelicità. Questa eccessiva paura vi fa comportare come persone talmente spaventate dalla morte che finiscono per suicidarsi. Questo è quello che voi tutti state facendo con le vostre immagini, amici miei. Avete così tanta paura del dolore che create delle forme nella vostra anima che vi portano sofferenze inutili maggiori di quelle che incontrereste senza le difese legate alle vostre immagini.

  36. Amici miei, il dolore va accettato non perché è Dio a darvelo, ma perché voi lo avete dato a voi stessi. Questo, tuttavia, non dovrebbe portarvi alla ribellione contro voi stessi o contro la saggia legge che ha creato la situazione. È necessario che accettiate che siete imperfetti e che soffrite secondo la misura della vostra imperfezione. Più lavorate per la vostra purificazione, più allevierete la sofferenza. Uno tra i diversi requisiti è di non aspettarvi un miracolo da un giorno all’altro. Comprendete che imparate anche incontrando il dolore, accettandolo finché vi trovate in questa fase. Più sarete in grado di vedere voi stessi e la vostra sofferenza in modo rilassato, per trovarne le cause ed eliminarle, più velocemente ci riuscirete. E poi avrete il giusto atteggiamento verso il dolore. Solo accettando il dolore - e questo è l’unico modo sano, che evita sia il masochismo sia la ribellione - alla fine il dolore cesserà. Quando lo accettate completamente, lo attraversate; e solo passando attraverso qualcosa potete giungere oltre. Tutti i grandi filosofi di questo mondo insegnano che il dolore e il piacere diventano uno nell’assoluto; vi sto mostrando il modo di raggiungere quello stato.

  37. Non potete raggiungere il piacere evitando il dolore; lo potete raggiungere con certezza attraversando il dolore con la piena comprensione di come lo avete autoprodotto. Per evitare incomprensioni, sottolineo ancora una volta che l’accettazione del dolore non nega il vostro potere di evitarlo su questo percorso di purificazione. È il contrario. Ma il dolore non può essere affrontato superficialmente; esso richiede un lavoro duro e paziente entrando nella profondità della vostra anima. Questo lavoro richiede il meglio di voi, amici miei, perché è l’unico modo per ricevere il meglio della vita.

  38. E ora le vostre domande, miei cari amici.

  39. DOMANDA: Hai affermato più volte che la causa della malattia è in noi stessi. Sto meditando su questo argomento e non riesco a capirlo. Diciamo una deformazione di un osso…

  40. RISPOSTA: Devi distinguere tra malattia karmica e malattia non karmica. Questo non si applica solo alla malattia fisica, ma ad ogni altra difficoltà nella vita - e le difficoltà sono sempre malattie, spiritualmente parlando. Le leggi di causa ed effetto funzionano tecnicamente allo stesso modo nel karma come all’interno di una singola vita. In entrambi i casi spetta a voi eliminare le cause negative.

  41. Vi sono tuttavia alcune difficoltà che non potete superare in questa vita; dovete solo sopportarle. Ciò non significa che non è possibile eliminarne le cause —cosa che dovrà essere fatta prima o poi — ma che gli effetti devono essere sopportati.

  42. Altri effetti non karmici possono essere eliminati. Un debito karmico si manifesta come un singolo evento. Un effetto che può essere dissolto di solito ricorre costantemente, secondo uno schema. Ciò non significa che le cause non siano state avviate nelle vite precedenti e non siano quindi anche karmiche, tecnicamente parlando. Ma potete trovare un punto di partenza in questa vita e, seguendo questo lavoro, spesso potete cambiare la vostra vita ed eliminare i vostri conflitti. Inoltre, non è nemmeno necessario che voi lo sappiate. Poiché in realtà è la stessa cosa e qualsiasi effetto negativo deve essere comunque dissolto da voi, dovreste avvicinarvi alla vostra purificazione nello stesso spirito, sia che si tratti di un debito karmico sia che si applichi a cause iniziate in questa vita, forse con un seme che avete portato dalle precedenti incarnazioni.

  43. La conoscenza esatta che un certo stato è di natura karmica vi farebbe soltanto diventare pigri invece di fare il lavoro necessario, indipendentemente dalla causa.

  44. Posso tranquillamente dire che pochissimi dei miei amici hanno circostanze karmiche che non possono essere cambiate. Ecco una stanza piena di gente dove nessuno è completamente felice. Non c’è una sola persona che non vorrebbe un qualche cambiamento - forse nemmeno un cambiamento esplicitato, un cosciente "Voglio questo invece di quello". Potreste sentire infelicità, inquietudine, disarmonia, paura, insicurezza, solitudine, bramosia. Tutti voi, amici miei, compresi quelli che leggeranno queste parole, avete il potere di cambiare tutto questo se volete. E se la vostra natura immatura e inconscia non fosse così irragionevole da desiderare un cambiamento senza sforzo, sareste molto più progrediti.

  45. Il mio consiglio a tutti quelli che stanno ancora lottando su questa soglia è di chiedersi "Cosa voglio veramente? Che cosa significano in realtà la mia incertezza e la mia indecisione? Non significa che mi ribello contro l’infelicità e desidero un cambiamento ma non sono disposto a farlo da me stesso?” Chiunque abbia questa resistenza dovrebbe porsi questa domanda.

  46. Se riuscite a rispondere, avete ottenuto la prima vittoria, perché vedrete allora quale vena irragionevole e infantile vive dentro di voi. Perché questo è ciò che realmente desiderate. Sì amici miei, questo è ciò che tutti voi vorreste, che il lavoro fosse fatto in vece vostra, che ve lo donasse il caro Dio del Paradiso.

  47. DOMANDA: Uno dei miei studenti ha chiesto: che cosa è più importante, la conoscenza sotto forma di conoscenza generale, scienza, conoscenza dell’universo, del mondo manifesto o la conoscenza del proprio mondo emotivo? Chiaramente, l’autoconoscenza emotiva è più importante. Ma cosa hai da dire a quegli aspiranti spirituali che in qualche modo ignorano la scienza? Sostengono che lo sviluppo spirituale da solo porterebbe il bene supremo senza che sia integrato con la conoscenza del mondo manifesto.

  48. RISPOSTA: Ci sono molti la cui chiamata è di concentrarsi principalmente sul loro sviluppo spirituale ed essi assolvono il loro compito facendo questo. Non ci possono essere dubbi a riguardo. Certamente questa è la cosa più importante per tutti gli esseri umani. Ma è un errore trasferire il loro compito su tutti gli altri o farne una regola generale.

  49. Lo sviluppo delle forze universali è molteplice e vario. Niente deve essere escluso. Molti hanno compiti diversi: uno nelle arti, altri nella scienza e così via. L’unità deve alla fine derivare da tale diversità in tutta la Creazione. Il caso ideale sarebbe che gli scienziati, gli artisti o chiunque altro contribuiscano all’unità finale e seguano il proprio sviluppo spirituale lavorando allo stesso tempo sul proprio particolare talento e compito. Questo certamente può essere fatto. In effetti, il loro lavoro sarebbe molto più creativo e di qualità se fosse combinato con la purificazione e l’autosviluppo. Ci sono molti esseri umani di talento che non sono ancora progrediti a tal punto, comunque. Potrebbero avere un grande talento in una direzione e alla fine contribuire con esso allo sviluppo delle forze spirituali, anche se la connessione potrebbe non essere sempre scoperta immediatamente. In un certo senso, il progresso scientifico deve condurre alla stessa realtà spirituale dell’autoconoscenza, indipendentemente da quanto si faccia attualmente cattivo uso della scienza. Perciò è un errore sostenere che la propria inclinazione valga per tutti.

  50. Quindi alcuni esseri umani possono mettere insieme il loro sviluppo spirituale con la scienza, altri con un’arte, altri ancora forse in cucina, nella natura e così via. In stadi molto successivi tutte queste cose diventeranno una cosa sola, ma questa unità non potrà mai essere raggiunta se non siete uno all’interno di voi stessi.

  51. Avete spesso sentito l’espressione "essere uno". Come potete metterla in pratica? Con questo lavoro di ricerca delle immagini. Sarà molto più facile capire come non siete "uno" nel momento in cui trovate le vostre immagini. Vedrete allora come il vostro intelletto e gli strati consci sono convinti dei vostri buoni motivi a causa delle razionalizzazioni che avete architettato. Ma quando scavate più a fondo, scoprirete che le vostre reazioni e i vostri desideri seguono una direzione completamente diversa. Siete quindi scissi in diversi aspetti.

  52. Se non potete diventare uno dentro voi stessi - e ciò può essere fatto solo in questo lavoro - allora come potrete diventare uno in tutte le manifestazioni divine che seguiranno? È necessario iniziare da qui.

  53. Ci sono diversi pensieri in questa stanza: "Perché la purificazione dovrebbe essere possibile solo in questo modo? Ci sono molte persone che non sanno nulla delle immagini, eppure anch’esse evolvono”. Vero, amici miei, ma in ultima analisi si torna sempre a questo: non importa in quale periodo storico, in quale parte della terra viviate, non importa quali siano i termini scelti, l’idea rimane sempre la stessa: scoprire come deviate nel vostro inconscio dalla vostra mente cosciente.

  54. Coloro che non colgono questa meravigliosa opportunità ora, non potranno evitare questo lavoro in un secondo momento. La stessa purificazione è certamente possibile nel mondo dello spirito e incarnandosi più volte con le stesse immagini finché la vita non insegna all’entità, che così le dissolve gradualmente. Ma pensate a quanto potete risparmiare a voi stessi, se avete la volontà di fare questo lavoro. Solo coloro che hanno capito alcune delle loro immagini avranno un’idea di quanto avrebbero dovuto attraversare per imparare ciò che devono e che potrebbero imparare in questa ricerca.

  55. Siete sempre così interessati a scoprire le vostre precedenti incarnazioni. Sarebbe più utile se meditaste e pensaste al vostro futuro. Conoscendo le vostre immagini, trovandole e comprendendole veramente, potreste capire molto bene quali potrebbero essere le vostre future incarnazioni se non doveste cogliere questa grande opportunità.

  56. DOMANDA: Potrebbe esserci una persona quasi senza conoscenza manifesta che potrebbe ancora raggiungere la sfera più alta?

  57. RISPOSTA: Ma certo! L’erudizione non ha nulla a che fare con la conoscenza di sé, a meno che non serva e aiuti lo sviluppo. Se l’erudizione è fine a se stessa, non migliora lo sviluppo spirituale. Naturalmente, per questo percorso è necessaria un’intelligenza naturale, ma è qualcosa di completamente diverso. L’erudizione a volte è più un ostacolo che un vantaggio. Può servire come sotterfugio, razionalizzazione e anche come via di fuga.

  58. DOMANDA: Inoltre, l’erudizione non rimane nello strato profondo del nostro essere. In altre parole, può cessare d’esistere. È così?

  59. RISPOSTA: Certamente. Tutto ciò che è superficiale cessa. Resta solo ciò che raggiunge gli strati più profondi del vostro essere. Ecco perché è così importante integrare le vostre emozioni con la vostra conoscenza esteriore superficiale, anche perché spesso quest’ultima segue una linea etica più elevata.

  60. Questo è il punto su questo percorso. Sapete che quando morite, non solo il vostro corpo fisico, ma in un secondo momento anche il corpo sottile esterno, si disintegrano. Nessuno di questi costituisce la vostra vera personalità. Questi strati esterni sono necessari per compiere il lavoro su questo piano terreno e quindi dovrebbero far emergere la persona interiore. I corpi sottili interni rimangono. Questi sono gli strati che raggiungete scavando nelle vostre emozioni.

  61. Un’entità può essersi incarnata con una certa quantità di conoscenza e il vostro ambiente attuale potrebbe offrirvi ulteriori conoscenze. Spetta a voi determinare ciò che ne fate. Ne fate un uso superficiale? Allora questa conoscenza sparirà dopo che il corpo esterno sottile si disintegrerà. Ma se la usate per integrare il vostro vero sé con questa nuova conoscenza esterna ai fini dello sviluppo, allora la conoscenza che avete il privilegio di assorbire in questo ambiente avrà assolto il suo unico e prezioso scopo.

  62. Ognuno di voi miei cari fratelli e sorelle umani che vi siete riuniti qui riceva e assorba questa benedizione divina che scorre verso di voi. Lasciate che vi rafforzi nel modo in cui più ne avete bisogno, vale a dire per uscire e rompere i muri della vostra prigione. Siate disposti a farlo e poi andate verso Dio. Ma non aspettatevi che Dio lo faccia per voi. Dio vi mostrerà la luce dell’amore e dell’aiuto. Coraggiosa e nobile è la persona che ha detto di sì a questa ricerca. E possano molti altri miei cari amici oltrepassare questa soglia e lasciare il tunnel buio alle loro spalle. Le gioiose benedizioni dell’amore vi avvolgano e vi permeino. Siate in pace, miei cari, siate in Dio.

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 40 - More on Image-Finding: A Summary
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