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Lez. 258 - Il Contatto personale con Gesù Cristo - l’aggressività positiva - il vero significato della salvezza

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
10 gennaio 1979

Traduzione in italiano di Daniele Buratti
Revisione non ancora effettuata
Edizione Ottobre 2017

  1. È con gioia che vi porto le benedizioni divine che raggiungono tutti voi con grande vitalità. Occorre che eleviate il livello di coscienza a questa realtà. È necessario che rimuoviate le barriere che v’impediscono di percepire la presenza del Signore nella vostra vita, il Suo amore per voi.

  2. Inizio la lezione con qualche accenno a come sentire la presenza di Dio. Pur avendo rafforzato la fede e il convincimento che il mondo è pregno di Dio, solo alcuni sono entrati in contatto personale con Lui. Egli si è fatto uomo per potervi essere sempre vicino in modo amorevole e individuale. Per la maggior parte dei credenti Dio non è tanto un’esperienza personale, quanto piuttosto un’esperienza vaga e generica. E voi sapete che potete fare esperienza solo di ciò che riuscite a concepire e in cui credete.

  3. Se desiderate, pregate e cercate seriamente la realizzazione dell’amore personale di Gesù Cristo in voi, le risposte arriveranno. Forse non riconoscerete le prime risposte come tali. Potrebbero riguardare delle barriere specifiche che v’impediscono questa esperienza o questa realtà. Potrebbero portare sul vostro percorso del materiale nuovo o vecchio su cui lavorare per la vostra purificazione. Sono queste le risposte! Non appena le barriere inizieranno a cedere, sperimenterete cosa significhi sentire l’amore personale di Gesù Cristo per voi.

  4. E qui si entra sempre in un circolo vizioso. Se sentite di non valere, di non meritare amore e di essere inaccettabili, è impossibile credere che Cristo possa amarvi personalmente, a prescindere dal vostro attuale livello di evoluzione. Allora dovete proseguire e ristabilire l’accettazione e il rispetto di voi stessi. Ma ciò è possibile solo se riconoscerete e rimuoverete la colpa, reale e giustificata, senza annientarvi nel farlo. Vi ho mostrato molte volte come fare. L’auto-condanna, che così spesso accompagna l’ingresso nel vostro sé inferiore, ostacola il processo di pulizia e di liberazione che fa spazio a un sano amore per sé stessi.

  5. È anche vero che se non siete minimamente consapevoli di essere individualmente preziosi e amati da Dio fatto persona - Gesù Cristo - è molto difficile che accettiate le vostre colpe e che troviate il vostro reale valore. Quindi ciò di cui avete bisogno è un duplice e costante approccio che combini la determinazione a cercare e affrontare il vostro sé inferiore nel suo complesso e a capire il vostro intero essere con realismo e compassione, con la preghiera diretta e il profondo desiderio di sentire la presenza di Gesù, quanto Egli tenga a voi, e il suo profondo e continuo interesse per ogni dettaglio della vostra vita.

  6. In questo modo, procedendo nel cammino sperimenterete una gloria inesprimibile a parole. Nulla è paragonabile al sapere che il Signore vi ama personalmente, che si prende cura di voi, che non vi dimentica mai e che vi protegge sempre, quali che siano le circostanze del momento.

  7. Tuttavia ciò si potrà realizzare in pieno solo se vi arrenderete totalmente e senza riserve alla volontà di Dio, in ogni aspetto grande o piccolo della vostra vita e del vostro essere. Ne abbiamo parlato spesso, eppure per alcuni continua a essere tanto difficile. È che non vi lasciate andare, vi tenete stretta la meschina convinzione di sapere, meglio di Dio, quali siano le cose che vi rendono felici. Eppure Gesù Cristo è qui per donarvi la vita eterna, la sicurezza e il pieno appagamento, purché vi fidiate e vi affidiate a Lui. Sarete sostenuti dalla linfa della vita e della gioia, in un flusso costante di rinnovamento.

  8. Non riuscirete a eliminare le paure e la diffidenza verso gli altri se non rinnoverete costantemente la pratica della resa totale alla parte più alta di voi. Poiché non ce la farete da soli. Nessuna creatura ce la può fare. Tutti gli esseri del creato fanno parte di una catena d’interdipendenza fisica, emotiva e spirituale. Spostando il peso della dipendenza dove si conviene (cioè in Dio, nel Suo aspetto personificato vicino a ciascuno di voi), voi create un centro di gravità sano che si radica nel profondo dell’anima, perché è lì che troverete Lui. La Sua presenza si fonde con il vostro Sé Superiore, e così diventate realmente una cosa sola.

  9. Dunque l’interdipendenza con gli altri non avrà la connotazione di dipendenza nevrotica. Sarà una sana interdipendenza che vi darà una visione chiara, la capacità di discernere realisticamente quando la vostra fiducia è giustificata e quando non lo è. Perciò avrete un rapporto sano sia con i vostri capi che con i vostri subordinati. Se non porrete il centro di gravità in Dio rimarrete confusi, vivrete nella paura, non vi fiderete del vostro giudizio, sarete troppo diffidenti oppure troppo creduloni nel momento sbagliato e/o nel posto sbagliato.

  10. Allora, miei amati amici, adesso è il momento di intensificare il vostro desiderio di entrare personalmente in contatto con Cristo. Rafforzate il vostro impegno con Lui, affidando la vostra vita a Lui con la fiducia assoluta che Egli merita. Non c’è altro modo di placare le vostre paure umane.

  11. In una lezione ho parlato di una paura esistenziale di fondo comune a tutti gli esseri umani, che ne siano consapevoli o meno: è l’annientamento della coscienza, che temete possa aver luogo quando il corpo si separerà dal sé spirituale. Non esistere più è la paura più insidiosa da affrontare. Ci riuscirete solo se vi arrenderete totalmente a Dio. Ci riuscirete solo se rimuoverete le vostre impurità. Ci riuscirete solo se passerete attraverso l’esperienza dei vostri vari dolori, anziché negarli.

  12. Il Creatore ha riempito la vostra sfera terrestre di segnali, di simboli che esclamano a gran voce e con chiarezza che nulla si potrà mai perdere, che nulla potrà mai scomparire o disintegrarsi nel niente. Con il vostro risveglio sarete in grado di riconoscere questi simboli. Il risveglio dipende esclusivamente dalla resa al Creatore e alla Sua personificazione presente nella vostra vita, Gesù Cristo.

  13. Uno di questi simboli meravigliosi è il mare. Basta osservare il flusso e riflusso del mare. La marea avanza in grandi masse, e poi retrocede e si ritira. Dove va? Sembra scomparire, disintegrarsi, non esistere più. Dal vostro punto di osservazione, sulla riva, dove prima c’era l’acqua ora non ce n’è più. Ma voi sapete che l’acqua non scompare nel nulla. Essa continua a essere, a esistere nel grande bacino, senza mai perdere la sua qualità peculiare, e ritornerà di nuovo.

  14. Potrebbe essere altrimenti per la coscienza individuale? Forse che la coscienza individuale si prende la briga di intraprendere i vari e faticosi passi per evolversi e ripulirsi, crescere ed espandersi, senza uno scopo? Più comprenderete i vostri collegamenti interiori fra le esperienze che vivete e i relativi atteggiamenti, più profondamente capirete che non esistono coincidenze casuali. Le vostre esperienze di vita hanno una relazione diretta con voi, con chi siete adesso, con quello che esprimete e quello che create in modo deliberato o involontario.

  15. La consapevolezza delle connessioni nel microcosmo della vostra esistenza personale vi farà anche comprendere, in modo del tutto nuovo, l’universo stesso. Dovete dunque capire che tutto ha uno scopo, che nulla succede per caso, che c’è un piano magnifico per portare ogni cosa nella perfezione, nella felicità, nell’uno, e dunque nella pace indicibile. Non potrete più dubitare del piano dietro agli avvenimenti quando con fatica, onestà e coraggio esplorerete il vostro microcosmo. E quando scorgerete la matrice di saggezza e di scopo in tutto ciò che incontrerete, riconoscerete subito l’opera del Grande Spirito del Creatore.

  16. Se lavorerete con l’ausilio di Dio fatto persona, sempre disponibile, sempre pronto ad ascoltarvi quando chiedete il Suo aiuto, scoprirete gradualmente delle connessioni che prima non vedevate. Nulla potrebbe essere più doloroso e più spaventoso della mancanza di collegamento tra un evento doloroso della vostra vita e la sua causa interiore: esso vi potrebbe sembrare inspiegabile e senza motivo. Stabilire un collegamento causale è fonte d’indescrivibile sollievo, rilassamento, liberazione e arricchimento.

  17. C’è un certo ritmo che dovete scoprire, sentire e accettare. Uso ancora l’analogia del mare. Il flusso e il riflusso obbediscono a un ritmo molto specifico, un ritmo stabilito da ordini più elevati. Questo ritmo non s’interrompe mai. Solo in presenza di eventi catastrofici, quali terremoti, tsunami o distruzione portata dall’uomo, il ritmo viene temporaneamente interrotto. Il mare è in crisi, per così dire, ma è la crisi stessa ad attivarsi per ripristinare l’esclusivo ritmo del mare, la sua armonia con il resto della creazione. Il mare ha la saggezza di seguire questo modello. Gli umani, con la loro mente disgregatrice, troppo spesso rendono sé stessi insensibili ai propri peculiari modelli ritmici, con cui devono essere in armonia.

  18. Quando ricercate un collegamento tra un evento e la vostra persona interiore, quando lavorate per riconoscerlo e invocate l’aiuto ma la risposta tarda a venire, potreste ritrovarvi al di fuori del ritmo. Nell’attesa potreste quindi ricercare quelle qualità in voi di cui vi accorgete solo durante il riflusso, e mai durante il flusso. L’intervallo di tempo tra flusso e riflusso, tra alta e bassa marea, non è mai esattamente lo stesso. In genere uno dura più dell’altro, se li misurate secondo il tempo terrestre. Le relazioni temporali cambiano di sovente. Lo stesso accade con il ritmo dell’uomo. Il tempo di fruizione potrebbe avvenire prima in alcune aree, e quello di attesa durare più a lungo in altre.

  19. Percepite il vostro ritmo in tutte le cose. Sentite la vita quotidiana seguire il vostro personale modello di ritmo universale. Ne percepite l’esistenza quando portate il vostro modello di vita nella sostanza animica. Se lavorate, riposate, giocate, vivete e vi muovete, e il vostro essere è in armonia con il vostro ritmo particolare, vivrete una vita molto più fruttuosa, creativa, gioiosa e pacifica. Vi libererete di tanti fastidi e inquietudini. Dovete elevare la vostra coscienza proprio per questo fenomeno specifico. Pensate a questo concetto, tanto per cominciare. Meditatene l’esistenza. Attivate l’immaginazione e sentite il giorno vissuto con un ritmo, invece della solita esistenza inconsapevole priva di ritmo. Una volta visualizzata la differenza, concentratevi su di essa ogni giorno e chiedete alla vostra guida di aiutarvi a restare concentrati e a entrare sempre più nel vostro modello di ritmo.

  20. Qualora, nonostante aver lavorato e ricercato relativamente a lungo, vi capiti un evento personale doloroso in apparenza scollegato da cause o significati riconducibili a voi, qualcosa nel vostro modello ritmico vi chiede che lo accettiate come un fenomeno del ritmo stesso. Vero, il fenomeno dipende anche da cause di fondo preesistenti in quella particolare coscienza. Ma solo rispettando, accettando, seguendo e utilizzando il modello ritmico nel modo più costruttivo, il ritmo potrà fluire secondo il suo corso naturale. Il dubbio, la ribellione, la rabbia, il credere in un universo privo di senso che vi fa soffrire, sono risposte distruttive che ritardano il flusso naturale del vostro modello ritmico. Anche un atteggiamento di auto-rifiuto è disgregativo: “Sono tanto cattivo da meritarmi di essere punito in questo modo.”

  21. Tutti voi avete appreso, nel Sentiero, come si reagisce in modo costruttivo a un evento doloroso. “Che cosa m’insegna questo fatto? Come reagire all’apparente ritardo che potrebbe accrescere la mia evoluzione? Se c’è qualcosa nel mio sé inferiore di cui non sono ancora consapevole o con cui non sono abbastanza collegato, lo voglio vedere tutto, senza dimenticare mai che Dio mi ama e che io sono espressione unica di Dio.” Queste sono risposte positive che aiutano il ritmo a riprendere il suo corso armonioso. Poi, a tempo debito e, spesso, in modo inaspettato, si aprono delle nuove connessioni che talvolta sgorgano con tale abbondanza da far sparire in un colpo tutti i guai e trasformare la sofferenza in quella benedizione che era sempre stata lì, in potenza.

  22. Ribadisco di nuovo che il contatto personale con Gesù Cristo vi aiuterà a vivere in armonia e a realizzare tutte le connessioni che servono. Il modello ritmico è al lavoro anche qui. A livello mentale potreste essere del tutto riconciliati con la Sua realtà. Potreste aver usato la vostra volontà per la resa totale, e in modo sincero. Ma potreste non aver sperimentato la realtà emotiva della presenza dolce e amorevole di Cristo. E nell’attesa di sperimentarla potreste spazientirvi e cominciare a dubitare, interrompendo in tal modo la crescita del seme che avevate piantato. Se l’attesa dell’esperienza emotiva si protrae, non vuol dire che Egli lo voglia. Il fatto è che prima devono cedere le barriere interiori.

  23. Questo può avvenire solo nel contesto del vostro modello di ritmo unico e personale. Ricordatevelo, e non disperate. Cristo è qui. Egli vi ascolta, vi ama, vi protegge, s’interessa a voi profondamente, anche se i vostri sensi non riescono ancora a percepirlo. Verrà il tempo in cui, all’improvviso, ne avrete piena consapevolezza. Sentirete le Sue braccia amorevoli che guariscono, tra cui riposare e trovare nuovo sostegno per il vostro compito nella vita.

  24. Qualsiasi dubbio è male. Ma dato che il male non ha sostanza permanente, lo potete fugare facilmente. Usate la vostra aggressività positiva, contrariamente a cosa fate di solito. Siete abituati a mettere l’aggressività al servizio degli obiettivi del sé inferiore, mantenendo un atteggiamento apatico e passivo verso il buono che desiderate ricevere dalla vita. Oppure siete passivi e apatici quando siete avviluppati dalla negatività che emana il vostro sé non purificato e che attira su di voi le forze del male. Vi sembra perciò che sia molto più facile rilasciare l’aggressività distruttiva e cedere alle influenze negative, piuttosto che ricorrere a qualche vostro aspetto aggressivo per disperderle e asserire le forze positive che sono in voi e attorno a voi.

  25. La cosa deve cambiare, e voi avete il potere e i mezzi per farlo. Ma dovete essere consci del cambiamento di prospettiva e accrescere consapevolezza e chiarezza d’intenti, per ripristinare l’equilibrio. Visualizzatevi nell’atto di opporvi fermamente a tutti i pensieri negativi che creano divisione. Mettete seriamente in discussione i pensieri che sembrano giusti ma che non vi fanno sentire la pace, l’amore e l’unità, che vi rendono disarmonici e vi procurano disagio. È sufficiente decidere di lasciar entrare in voi la luce della verità - la verità di Dio, non la vostra percezione temporanea della verità - per operare un cambiamento nella vostra coscienza.

  26. Forse non ci riuscirete al primo colpo, ma prima o poi calerà in voi il desiderio di perseguire, spesso con ingiustificata aggressività, obiettivi ingannevoli e dunque negativi e vincolanti. Visualizzatevi nell’atto di valutare la vostra prospettiva ogni volta che qualcosa crea disarmonia in voi e attorno a voi. Usate l’immaginazione. Visualizzatevi sempre nell’atto di rinunciare alla vostra prospettiva scegliendo, al suo posto, la visione della verità di Dio. Spesso non si tratta di tracciare una linea tra giusto o sbagliato: la verità potrebbe essere ancora diversa da come la vedete voi.

  27. Quando vi visualizzate nell’accettare la visione di Dio, scoprirete la verità di ogni singola situazione. Sarete illuminati e vi libererete di un tremendo fardello. Il sollievo e la liberazione saranno enormi, soprattutto se non avete un interesse particolare a sostenere il vostro egocentrico senso di superiorità.

  28. Se, tuttavia, provate umiliazione per aver sbagliato, per essere imperfetti, per aver commesso un errore, troverete molto più difficile lasciar andare il vostro punto di vista. Il motivo è che, in fondo in fondo, avete una scarsa stima di voi stessi. Più è scarsa la stima, più cercherete di difendere il vostro punto con orgoglio, egocentrismo, auto-incensamento e senso di superiorità e proietterete parallelamente il giudizio sugli altri.

  29. Per favore, amici miei, ricordate bene queste parole, perché anche qui il contatto personale con Gesù Cristo è la soluzione migliore per voi. Solo se vi consentirete di conoscere e, in seguito, di sentire il Suo amore e l’accettazione totale di chi siete voi ora, anche con un sé inferiore pieno di difetti, imperfetto e distruttivo, sarete in grado di fare altrettanto. Solo allora vi fiderete della vostra natura divina. Allora vi potrete permettere il lusso, per così dire, di accettare le vostre distorsioni - i vostri peccati, se volete - senza che vi sentiate mancare il terreno sotto i piedi. Questa è la prospettiva sana che vi farà conseguire la verità e l’armonia con voi stessi, con gli altri e con la vita.

  30. Il passo successivo è visualizzarvi mentre mettete le vostre forze aggressive al servizio di obiettivi positivi. Avete il potere di ripudiare le influenze negative. Potete parlare ai vostri falsi pensieri con fermezza e ragionevolezza. Visualizzatevi mentre lo fate. Invitate Cristo a venire in vostro aiuto in questo frangente.

  31. Poi affermate con tutto il vigore che avete, con tutta l’aggressività che state iniziando a trasformare da negativa in positiva, che non desiderate altro che la volontà di Dio, che confidate che essa vi porterà il meglio che possiate mai sperare, che la mancanza di fiducia nella volontà dell’Altissimo è una menzogna di cui sbarazzarsi. Più determinazione infonderete a quanto affermate e intendete fare, meglio i semi germoglieranno nella vostra sostanza animica.

  32. È la vostra aggressività a dover essere trasformata. Questo vi permetterà di diventare chi siete destinati a essere, ossia chi siete già su un altro livello di realtà. Forse qualcuno avrà occasionalmente iniziato a visualizzare un’altra immagine di sé stesso. Immaginate il vostro vero essere, libero da tutti i fardelli che vi appesantiscono. Non importa se i fardelli si trovano nel corpo, nella psiche o nella relazione con gli altri e con il mondo. Sono tutte espressioni di dolore, il dolore che provate a causa di una qualche falsità che si trova nella vostra psiche.

  33. Non è facile scovare la falsità. A volte si trova proprio in superficie, e per vederla chiaramente basta un piccolo sforzo per decidere di farlo. Altre volte la vista è annebbiata dai vostri blocchi difensivi, i quali, tuttavia, sono abbastanza evidenti per gli altri: e gli altri, se glielo consentirete, saranno disposti ad aiutarvi. Questo è il motivo per cui lavorare con gli altri è un aspetto importante del Sentiero, sia nel rapporto con gli Aiutanti che nei gruppi, nonché nelle vostre interazioni quotidiane. Ma c’è anche una falsità sepolta tanto in profondità da richiedere molto tempo e svariati tentativi prima che riusciate a farla affiorare quanto basta per riconoscerla. Magari non sarà stato nei vostri piani di affrontare tali aspetti in questa incarnazione, ma il vostro spirito potrebbe averli scelti per voi perché forse avete completato il vostro compito originale. Ne ho parlato in una recente lezione.

  34. Una volta fatta emergere l’insincerità per poterla e volerla vedere e affrontare, giunge il momento di trasformare la vostra aggressività. In questo frangente può avvenire un’ulteriore visualizzazione. Immaginate che il vostro vero essere - l’essere che vive immerso nella verità - stia osservando la parte sofferente di voi racchiusa in un mondo più piccolo in cui, a volte, vi sentite soffocare. Nel vostro essere reale non v’è traccia di falsità, errore, distorsione - ossia di peccato - e quindi esso gode un benessere totale. Non c’è dolore. Questo essere vero osserva con empatia l’essere terrestre che ha deciso di correggere la propria parte distorta, conoscendone le difficoltà. Eppure non scorge tragedie, perché sa che tutto è bene e che la sofferenza temporanea porterà inevitabilmente alla salvezza.

  35. Salvezza. Che parola! Ci sono alcune parole cui molti di voi sono diventati allergici. Sono parole usate nella Bibbia e nella religione organizzata, parole spesso effettivamente abusate e distorte. Tuttavia la loro vera origine non va dimenticata. Il nome della manifestazione divina nella forma umana - Gesù Cristo - fa parte, come ben sapete, di questo tipo di parole. Eppure, se avete sentito parlare di Dio come forma, come aiutante personale, amico, guida, come Colui che tutto perdona, come un essere di luce radiosa e di perfezione, potreste accettarlo. Perciò non lasciate che la parola “Gesù Cristo” vi sia d’impedimento nel cammino. Egli è il Cristo, ed Egli è stato Gesù nella sua incarnazione.

  36. Similmente fate delle associazioni con i termini peccato, inferno, male, diavolo. Sono parole di cui si è fatto largo abuso, ed è vero. Tuttavia non indicano altro che ciò che noi ora chiamiamo in modo diverso, tipo gli aspetti del sé inferiore, le negatività, la distruttività, gli stati d’animo dolorosi.

  37. E la parola salvezza? L’interpretazione tradizionale lascia molto a desiderare. Si presta a facili fraintendimenti, anche se i più illuminati tra i religiosi ne percepiscono la verità. La salvezza significa, tra le altre cose, il perdono e l’accettazione senza fine di Cristo. Significa che potete sempre trovare la strada verso Dio, non importa quello che avete fatto, né quello che il vostro sé inferiore desidera ancora fare. La porta è sempre aperta e non accadrà mai che voi possiate restare chiusi fuori.

  38. Non dovete far altro che bussare. Chiedete in tutti i modi il pane della misericordia di Dio, l’amore, il perdono e l’aiuto personale, e non riceverete in cambio una pietra. Chiedete di conoscere voi stessi, la vostra amabilità, la nobiltà di spirito, la bellezza del vostro vero essere con l’aiuto del Suo amore che redime, e l’otterrete. La salvezza è tutto questo e altro ancora, e ci è stata donata da Dio fatto persona: il Cristo incarnato, che ha fatto sì che tutte le entità incarnate potessero essere salvate dal loro doloroso stato di non-verità - il peccato - e dalla conseguente distruttività di sé stessi e degli altri.

  39. Parliamo ora di tre aspetti interdipendenti della salvezza che suscitano molta confusione e contraddizioni tra gli uomini. Mi riferisco in particolare alla salvezza della vostra anima. Ci sono degli aspetti della salvezza che vanno oltre ciò. Essi hanno a che vedere con la possibilità che ha ogni entità creata di lasciarsi alle spalle lo stato di coscienza che si potrebbe definire inferno, o le sue fasi minori: quegli stati di coscienza che riflettono l’errore e quindi la sofferenza, la ruota della morte e della rinascita, che porta con sé le paure derivanti da una rottura nella coscienza.

  40. La dimostrazione di Cristo dell’amore supremo, del perdono e della misericordia - dell’accettazione che proviene dalla penetrazione profonda della Sua visione nella nostra natura ultima - ha spalancato le porte che prima erano chiuse: non perché Dio le avesse chiuse per punire l’umanità, ma perché gli umani erano intrisi del convincimento di non poter essere perdonati e che quindi erano condannati a soffrire in eterno. Questo fatto, a sua volta, ha tolto qualsiasi incentivo ad avviare un processo di auto-purificazione. Dove non c’è speranza, mancano anche volontà e incentivi. Con la vita e la morte di Gesù si creò una nuova modalità nella mente umana. Il nuovo modello ha permesso agli esseri umani di scegliere il percorso che il Maestro ha indicato. Egli ha detto di essere la Via, la Verità e la Vita. Non era più una cosa vana cercare di seguirlo. Già c’è il perdono per ogni peccato e trasgressione, poiché Dio conosce nel profondo ciò che vi spinge a essere come siete, sa che dovete passare attraverso i vostri peccati per riconoscerli per ciò che essi sono, di modo che un nuovo stimolo vi sproni al grande viaggio che state intraprendendo adesso, qui nel Sentiero.

  41. L’aspetto personale della salvezza sembra contraddittorio per la mente immersa nel dualismo del “o/o”. Vi illustrerò questi tre aspetti paradossali:

    (1)  Solo voi potete essere artefici della vostra salvezza. È una vostra responsabilità.
    (2)  Non potete riuscirci da soli. Avete bisogno dell’aiuto di altri con cui camminate: essi riescono spesso a vedere ciò che voi non vedete.
    (3)  Senza Dio, senza l’assistenza individuale della forma personificata di Dio, l’impresa per voi è troppo grande da realizzare.

  42. Queste tre categorie non devono più sembrare contraddittorie o confuse per chi ha lavorato così a lungo con le mie lezioni sulla dualità e sul principio unitario. Potete vedere chiaramente come queste categorie non si escludano a vicenda. Eppure alcuni di voi si sentono ancora confusi e chiedono: “Se la responsabilità è solo mia, com’è possibile che abbia bisogno degli altri e di Dio?” Anche per chi non ha una particolare confusione su questo concetto di salvezza potrebbe essere utile chiarire ulteriormente l’argomento.

  43. Sì, ovviamente è vero che la salvezza è una vostra scelta, un vostro intento, una vostra responsabilità, una vostra volontà, un vostro sforzo, e spesso quello che sembra essere un vostro sacrificio. O almeno, all’inizio sembra sacrificio investire tempo ed energia per intraprendere il lavoro su di voi. E ancor di più abbandonare abitudini che provengono dal sé inferiore con le loro momentanee gratificazioni, per consentire ai piaceri più elevati di mettere radice dentro di voi. Nessuno, nemmeno il Creatore, può obbligarvi a fare ciò che non desiderate o non scegliete di fare: sarebbe in contrasto con le leggi spirituali, il cui autore, in fin dei conti, è Dio stesso.

  44. Eppure siete spesso troppo presi dalle percezioni errate della vostra realtà e troppo miopi sul vostro ruolo nell’interazione con gli altri, per riuscire a correggere le percezioni distorte. Avete bisogno che gli altri vi facciano da specchio. Dovete imparare ad aprirvi al prossimo. Imparate a rinunciare alle vostre pretese e difese nella relazione con gli altri. Dovete farvi vedere così come siete, con tutta la vostra vulnerabilità e verità interiore. Già questo è parte integrante del vostro cammino verso l’auto-realizzazione. Avete bisogno di imparare a ricevere, anche se all’inizio questo vi potrebbe far sentire deboli e vulnerabili, poiché solo allora sarete in grado di dare voi stessi. Magari potreste già dare tante cose, ma non voi stessi, a meno che non impariate a ricevere, come vi stavo dicendo.

  45. Lavorare con gli altri con uno stato di apertura soddisfa la legge della fratellanza. Ve ne ho parlato diversi anni fa. Alcuni aspiranti alla spiritualità ingannano sé stessi pensando di poter raggiungere l’obiettivo vivendo da soli e separati dagli altri. Hanno le loro logiche. Ma la verità è che costoro non desiderano esporsi agli altri, e quindi i loro “successi” non potranno che essere, nel migliore dei casi, successi a metà e non duraturi, sradicati sia dalla realtà spirituale che da quella materiale.

  46. Come potreste mai superare l’ostacolo dell’odio verso voi stessi che mina le vostre difese alla base, senza sperimentare l’amore di Cristo per ognuno, il perdono, l’accettazione e la visione globale di voi stessi? Come potreste imparare ad amare voi stessi senza nemmeno conoscere e sperimentare il Suo amore per voi? Come attivare il potere per cambiare quegli aspetti involontari che non rispondono direttamente alla vostra volontà esteriore? È necessario attivare in modo assertivo la volontà e i relativi aspetti esteriori impegnandovi nel cammino, decidendo ogni giorno di affrontare la verità anche nelle situazioni difficili o confuse, scegliendo di adempiere alla legge della fratellanza e di superare l’iniziale resistenza a mostrarvi per ciò che siete. Ma verrà un momento in cui dovrete affrontare le emozioni involontarie, le risposte, le reazioni e anche le credenze che non rispondono, nonostante il vostro sé esteriore desideri sinceramente cambiarle. Per questo vi serve l’aiuto costante dei poteri superiori per accedere ai livelli più profondi ed effettuare quel cambiamento che la mente, da sola, non può apportare.

  47. Tutto questo vi insegna anche la saggezza di distinguere dove il Sé è Maestro e dove, invece, serve assolutamente l’aiuto del Grande Maestro, senza cui nulla può essere realizzato.

  48. Miei amati amici, accogliete queste parole e fatele vostre. Esse vi illumineranno e vi aiuteranno a conseguire lo stato d’animo tanto agognato. Vi apriranno nuove porte che renderanno possibile un’esperienza personale di Gesù Cristo. Ogni volta che lascerete che questo accada, svanirà ogni dubbio sulla Sua realtà. Tra le Sue braccia, consolati e incoraggiati dalla Sua tenerezza sublime per ciascuno di voi, cullati dal benessere che solo Lui è in grado di dare, voi non dubiterete mai più, anche se vi potrebbe capitare occasionalmente di perdere l’esperienza del sentire per poi riacquisirla, finché la vostra intera coscienza non sia riempita da Colui che dimora in voi.

  49. Le Sue benedizioni e quelle dei Suoi angeli sono qui, tutte per voi. Ascoltate e sentite la realtà di questa benedizione. Tutto il nostro amore vi accompagna in ogni passo del vostro bellissimo percorso. Lavorate per la causa più grande, e la vostra causa personale, all’apparenza egoistica, ne beneficerà ancora di più. Siate chi realmente siete!

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