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Lez. 247 - Le immagini di massa dell’ebraismo e del cristianesimo

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
11 gennaio 1978

Traduzione in italiano di Daniele Buratti
Revisione non ancora effettuata
Edizione Ottobre 2017

  1. Questa conferenza è nata per rispondere alla seguente domanda.

  2. DOMANDA: Sono davvero sbigottito dalle reazioni così accese sull’intera questione di Gesù Cristo. Comprendo ciò che hai detto sulla paura di espandersi, che è propria di ogni fase di espansione. Ma la reazione alla tua enfasi sul ruolo di Gesù Cristo nel Sentiero è talmente forte che ho la sensazione che ci sia qualcosa che vada oltre alla resistenza all’espansione. Qual è la tua opinione?

  3. RISPOSTA: Miei beneamati amici! Molti di voi avvertono sicuramente la potenza delle benedizioni divine nella vita e nei propri compiti. Troverete questa gioia speciale, la sicurezza, la pace, l’entusiasmo, il sentire profondo che la vostra vita ha un significato e uno scopo, solo dedicando la vita intera a Dio, alla Sua volontà e al Suo piano. Nella misura in cui lo farete, si diraderanno le nubi e avrete una vita piena. Questo spirito di servizio è condiviso da un numero sempre crescente di amici cari, e si radica sempre più nel vostro cuore. Con il servizio scaturisce dal vostro livello di coscienza una gran luce, che si unisce a quella più potente e più pura proveniente dal nostro livello di coscienza.

  4. Bisogna considerare le forti reazioni alla realtà di Gesù Cristo su due livelli molto specifici e ben definiti: quello personale e quello collettivo.

  5. Cominciamo con quei Cristiani che provano una forte reazione nei confronti di Gesù Cristo. Costoro si ribellano contro l’educazione loro impartita da piccoli e i valori professati dai loro genitori. Cristo è stato loro presentato come una figura mite, remissiva e asessuata che richiede ai suoi proseliti la stessa, distorta negazione di sé. Essi reagiscono all’identificazione con Gesù Cristo con una moralità rigida che nega sentimenti, sessualità, autonomia e quella forte energia generatrice di aggressività positiva e di affermazione di sé.

  6. Pertanto si crea un miscuglio disordinato tra percezione, comprensione e coscienza. Da un lato Cristo è rappresentato come amore, verità, saggezza, salvezza, bontà e servizio al Creatore e al Suo piano, e dall’altro come qualcuno che esige una nociva negazione di valori, di energie ed espressioni proprie dell’uomo. Questa è l’immagine di massa del Cristianesimo.

  7. Come tutte le immagini di massa, anche questa trae origine da antiche circostanze ambientali in cui degli individui hanno favorito la formazione di specifiche immagini. Immagini iniziate nella vita attuale oppure in vite precedenti. Meno si riesce a dissolvere un’immagine, più nell’incarnazione seguente si creano delle condizioni che aiutano a ricostituire quell’immagine. Sta all’individuo, quindi, utilizzare quelle stesse condizioni per dissolvere l’immagine. Tra poco vedremo l’immagine di massa nel dettaglio attraverso quel che sappiamo delle immagini. Ma prima voglio tornare alle reazioni personali di un bimbo cristiano, cresciuto con una percezione confusa che gestisce a modo suo.

  8. Per un bambino è impossibile raccapezzarsi nell’intrico di storie, vere o false, su Gesù Cristo. Allora ha due possibilità. La prima è accettare integralmente quanto trasmesso. In questo caso crescerà accettando il concetto tradizionale di come deve essere un Cristiano: avrà paura dei propri sentimenti, negherà la sua sessualità e frenerà la sua aggressività, che identificherà con il male. Ma sotto sotto continuano a esistere impulsi forti e minacciosi. Questi “Cristiani sottomessi” si sentirebbero nel peccato se dovessero provare dei sentimenti proibiti. Magari provano anche un senso di ribellione, certo, ma la paura di esprimerla apertamente li spaventa troppo.

  9. Dunque occorre reprimere e negare anche la ribellione, accrescendo così il senso di colpa e la sensazione di essere segretamente dei peccatori. Queste persone ricorrono a qualsiasi dottrina per rafforzare la propria negazione, adottando un approccio letterale e dottrinario alla Bibbia. Si sentono sicure solo in strutture rigide e mortificanti.

  10. L’altra possibilità per il bambino è di ribellarsi in modo aperto e cosciente alle critiche che negano il suo stesso essere, diventando il “Cristiano ribelle” che viene a far parte del Sentiero. Un “Cristiano sottomesso” non entrerebbe mai in un percorso simile, che è l’esatto opposto delle valvole di sicurezza che si è costruito.

  11. I "Cristiani ribelli" hanno bisogno di sostegno nella ribellione perché nutrono ancora qualche dubbio sulla sua legittimità. La verità è che dovrebbero, in effetti, opporsi alla proibizione di esprimere sentimenti, aggressività positiva, sessualità, auto-responsabilità e autonomia, e accettare, piuttosto, la verità di Gesù Cristo, del Suo amore, del Suo potere, della Sua presenza, e la necessità di accoglierlo nella loro vita.

  12. I “Cristiani sottomessi” soffrono di un’identica confusione, dello stesso falso insieme di verità e di errore. Tuttavia, costoro dovrebbero imparare a fare l’esatto contrario dei “Cristiani ribelli”: i sottomessi dovrebbero contestare la tradizione loro trasmessa, mentre i ribelli dovrebbero accettare la verità contenuta nella tradizione.

  13. Ogni bambino ha bisogno di genitori forti e giusti, che gli diano un senso di sicurezza. Un genitore debole e “imperfetto” non garantisce la protezione da un mondo terrificante. I “Cristiani sottomessi” accettano passivamente la dottrina dei loro genitori, anche perché non sopportano l’idea che i loro genitori si possano sbagliare.

  14. Per i “Cristiani ribelli”, invece, il senso di sicurezza sta nel respingere tutti i valori dei genitori, almeno in questo caso particolare. Essi crescono sentendosi superiori agli altri, credendo che negare Gesù Cristo li renda più evoluti. Qui si fa ancora un po’ di confusione. È vero che opporsi a false proibizioni sia sinonimo di “evoluzione”, ma non si è più evoluti se si negano verità che pur esistono nella tradizione.

  15. Nella coscienza di queste persone c’è il forte timore di scoprire che forse, dopotutto, i loro genitori avevano ragione. Per la coscienza infantile tutto è sempre ‘o/o’. Lo sapete. Ogni immagine deriva dall’incapacità di distinguere tra verità e falsità, e alla fine si tratterà sempre di una scelta tra completamente giusto e completamente sbagliato. Essere nel giusto vuol dire essere buoni, accettati, con il potere di creare una vita sicura e meritare la felicità. Aver torto vuol dire essere cattivi, non accettati, non avere il potere di creare sicurezza ed essere immeritevoli di felicità.

  16. Questo vale per il figlio e, di conseguenza, per i genitori. I "Cristiani ribelli" riescono ad accettare la possibilità che i genitori possano aver torto. In tal modo si sentono giustificati nel negare ciò in cui credevano i genitori. A un livello molto primitivo e infantile, la minaccia avvertita dai “Cristiani ribelli” nel reintrodurre Gesù Cristo nel Sentiero in modo più dinamico si può esprimere in questo modo: “Se i miei genitori avevano ragione su Gesù, allora anche il mio desiderio sessuale era peccaminoso, così come il mio desiderio d’individualità, di autonomia e di auto-espressione. Non avrei nemmeno il diritto di arrabbiarmi e di usare le mie energie in modo aggressivo, poiché ogni aggressività è male. E sarei anche colpevole e cattivo per aver contestato, in passato, sia Cristo che i miei genitori. Dato che non riesco a sopportare la cosa, devo per forza ribellarmi a questa idea”.

  17. Maggiore è la confusione interiore tra vero e falso nella tradizione trasmessa dai genitori, maggiore è la paura di scoprire che “mi sbagliavo, dunque sono cattivo”. Questa temuta possibilità rafforza l’opposizione a ogni pensiero che abbia la parvenza di riecheggiare le ammonizioni dei genitori.

  18. Vedete chiaramente come il meccanismo sia molto simile a quello della generazione e dissoluzione d’immagini. Qui vedete anche chiaramente come l’immagine personale si moltiplichi più volte, a causa di molti casi e condizioni simili. Da qui ha origine l’immagine di massa.

  19. L’immagine di massa del “Cristiano ribelle” alberga in sé la possibilità di diventare un “Cristiano sottomesso” e viceversa. I “Cristiani ribelli” temono che se riconoscono, contestano e dissolvono la loro immagine, dovranno per forza trasformarsi in “Cristiani sottomessi”. E i “Cristiani sottomessi” temono ugualmente di dover rinunciare alla loro immagine, perché così si trasformerebbero in “Cristiani ribelli” che si vogliono sbarazzare sia della bellissima verità di Gesù che delle falsità.

  20. Come vi dicevo, nel Sentiero abbiamo molto spesso a che fare con l’immagine del “Cristiano ribelle”. Quella del sottomesso è solo un vago rischio, un timore che svanisce quando la luce della verità illumina la sostanza animica che si aggrappava a quelle immagini. Più tardi parleremo di altri aspetti delle immagini, ad esempio le conclusioni sbagliate, il circolo vizioso, la prova che rivela come corretta la conclusione sbagliata. Vi mostreremo anche il processo di dissoluzione dell’immagine.

  21. Prima, però, vi vorrei parlare dell’immagine di massa dell’Ebraismo. L’immagine di massa parte sempre da un’immagine personale che si moltiplica fino a creare un’immagine collettiva. Quindi inizieremo dal senso di minaccia se Gesù dovesse essere davvero stato una manifestazione di Dio. Come accade per i “Cristiani sottomessi”, anche gli ebrei che negano Cristo temono fortemente che i propri genitori possano aver torto. Perché se si sbagliassero su una questione talmente cruciale sulla vita, sul mondo e su Dio, come ci si potrebbe fidare di loro per le altre cose? All’adulto-bambino sembra mancare la terra sotto i piedi. È ciò che teme sia chi si ribella e non è d’accordo con i genitori su varie questioni, sia chi è invece totalmente d’accordo con i genitori riguardo alla maggior parte delle questioni importanti della vita.

  22. Così, a un certo livello, l’immagine di massa è una questione personale/psicologica parallela a quella del “Cristiano sottomesso”. La parte dell’anima che non si è evoluta non accetta che i genitori possano sbagliarsi su qualcosa, perché implicherebbe che si sbaglino anche su tutto il resto.

  23. Oltre al livello di reazione personale/psicologica c’è un intero mondo di storia e di tradizione, in forma vera e distorta. Vorrei ora cercare, per quanto possibile, di esaminare quest’aspetto, proprio perché attinente alla lezione.

  24. C’era un tempo in cui gli Ebrei erano gli unici a venerare il Creatore come unico Dio e a essere in contatto con Lui, cercando di osservarne leggi e comandamenti. Questa bella realtà cominciò a sgretolarsi quando, com’è inevitabile per la natura umana, entrò in gioco il sé inferiore portando orgoglio, arroganza e sentimenti di superiorità nei confronti di chi non apparteneva alla comunità ebraica e alla fede. Gli Ebrei guardavano i pagani dall’alto in basso. Si consideravano come gli aristocratici della famiglia umana.

  25. Il motivo per cui Gesù Cristo nacque Ebreo è ovvio. Essendo manifestazione e incarnazione del vero Dio, della realtà divina, Egli non poteva che manifestarsi tra le persone che adoravano quel Dio e non le varie divinità, che erano spiriti spesso provenienti da regni non evoluti, ed erano talvolta perfino spiriti maligni.

  26. Questo fantastico dono dell’incarnazione in seno alla popolazione ebraica era anche una prova. Tutti i regali sono delle prove, al pari degli eventi dolorosi. La prova era riconoscere Gesù per quello che era. Farlo significava superare orgoglio personale, voglia di potere, interesse privato e opportunismo. Se ci fossero riusciti non ci sarebbe stato alcun conflitto tra Ebraismo e Cristianesimo. Quest’ultimo sarebbe semplicemente diventato un’estensione nello sviluppo dell’Ebraismo, senza doversi inventare un altro nome per indicare questo percorso di verità. Sarebbe andato bene un nome o l’altro, nello spirito di combinare ed estendere la verità del passato nella verità dell’eterno presente.

  27. A livello collettivo, sia gli Ebrei che i Cristiani hanno fallito il test. Questo è ovvio. La paura generale di ammettere il fallimento è irrazionale e distorta quanto la paura di accettare le vostre imperfezioni personali e la vostra cecità. Nel Sentiero avete imparato che quest’accettazione è un aspetto fondamentale della crescita, dell’auto-liberazione, della purificazione e dell’autostima. La difesa per evitare di ammettere un possibile errore perpetua l’errore stesso e crea delle colpe secondarie molto più gravi e difficili da eradicare. Più si protrae la resistenza alla verità e più è dura, più fa male. Lo stesso vale per i processi e le dinamiche collettive. L’unico modo per dissolvere le immagini collettive e correggere la coscienza collettiva così che possa esprimere la verità, è che un numero sufficiente di individui che conoscono la verità si faccia carico di questo impegno e abbia il coraggio di lottare per la verità.

  28. Gli Ebrei al potere si sentivano, a torto, minacciati da Gesù Cristo. La minaccia era presente solo nella misura in cui volevano negare la verità e la guida divina. Dato che i capi prevalsero sulla maggioranza, solo pochi coraggiosi si rivolsero a Cristo. La separazione fu indotta da coloro che non vollero nemmeno considerare la possibilità che Egli fosse il Messia promesso, dato che non volevano rinunciare al potere negativo usato per i propri scopi.

  29. Una volta creata la scissione, un numero crescente di pagani guardò al Nuovo Messaggio e lo accolse. Il loro cuore ne era assetato. Col passar del tempo, furono più i pagani ad andare a Cristo che gli Ebrei. L’atteggiamento dei pagani verso gli Ebrei era in larga misura dovuto al marchio d’inferiorità loro impresso dagli ebrei, che invece avrebbero dovuto portare l’amore e la parola di Dio. E l’inimicizia reciproca diede origine a un circolo vizioso.

  30. Nella coscienza degli Ebrei, pagano e Cristiano divennero un tutt’uno. Gli Ebrei li consideravano entrambi inferiori e ostili. C’era effettivamente ostilità, ma invece di chiedersi come vi avessero contribuito e assumersi delle responsabilità per la situazione, riconoscendone la co-creazione (come avete imparato nel Sentiero), hanno abdicato ogni responsabilità e si sono considerati vittime dei pagani, cioè dei cristiani, pur continuando a guardarli con superiorità.

  31. Questa vecchia storia conta molto per chi nasce in famiglie che nutrono ancora nell’animo un simile atteggiamento: costoro possono scegliere di opporsi ai condizionamenti familiari, contribuendo a dissolvere l’immagine di massa, oppure di mantenerla viva, e con essa il Karma ebraico.

  32. Quando uno di voi lavora su un problema personale e ha il terrore di essere messo alla prova da amici e aiutanti, quando vi difendete perfino dalla possibilità di essere colti in errore su qualcosa, voi reagite con la medesima idea erronea che aver torto, mostrare atteggiamenti del sé inferiore o commettere errori sia imperdonabile e inaccettabile. La vostra paura è tutta qui. Vi siete messi in testa che se questa o quella negatività fossero vere non vi amerebbe più nessuno. Solo acquisendo coraggio e, con esso, umiltà, saprete affrontare l’apparente abisso di aprire la mente, e solo allora scoprirete che i vostri preconcetti erano falsi. Infatti, solo ammettendo tutta la vostra imperfezione e fallibilità, propria degli uomini, diverrete degli esseri umani autentici, troverete il vostro vero, autentico valore, e scoprirete l’amore che Dio ha sempre avuto per voi, che non riuscivate a percepire a causa del vostro inganno. È sempre stato questo il vero percorso, e sempre lo sarà: un percorso adatto sia alle situazioni collettive che a quelle individuali.

  33. Deve diventare sempre più evidente all’osservatore che le immagini di massa e quelle individuali possiedono un’identica dinamica. Più si nega la verità, più aumenta il senso di colpa e, con esso, la resistenza con cui si vorrebbe evitare l’accumulo di senso di colpa. Il karma negativo è un accumulo di situazioni irrisolte vissute in svariate vite precedenti, situazioni di non-verità con le loro leggi e le loro conseguenze, così come la verità possiede le sue leggi e le sue conseguenze.

  34. Se insistete a considerare i fatti storici fuori dal loro contesto come degli avvenimenti isolati e, pertanto, vedete gli Ebrei come vittime, derubate voi stessi di quella vitalità che vi rende una parte autonoma della famiglia umana. Diventerete persone autonome solo anteponendo la verità alle difese, perché essere nella verità è più importante che giustificare voi stessi, i vostri genitori o i vostri predecessori. L’incessante alternanza di causa ed effetto, di karma negativo, di ripetizione senza fine di eventi spiacevoli, può essere fermata, amici miei. Perché riuscite a vedere chiaramente queste dinamiche nelle vicende personali, ma ponete dei limiti quando si tratta di realtà collettive?

  35. La risposta - oltre quel che vi dicevo sul terrore del bambino che i genitori possano aver torto - è che negare la verità tramandata su Gesù Cristo sembra un peso troppo grande per l’individuo. Rinunciare a mettersi sulla difensiva implicherebbe uscire dal gioco della vittima e del carnefice, significherebbe accettare parte della responsabilità di tante sofferenze passate e sperimentare il dolore della colpa per aver inflitto dolore, e per di più a un uomo venuto nell’amore. Non importa se all’epoca voi non c’eravate: pur non essendo lì all’epoca dei fatti, il solo associarvi ai diretti responsabili giustificando le loro azioni e non ponendovi mai la domanda cruciale: “E se fosse stato davvero il Messia promesso?”, vi rende, di fatto, dei corresponsabili.

  36. Quando lavorate su un vostro problema personale decidendo finalmente, dopo tanta resistenza, di voler vedere la verità con tutto il vostro essere, a volte è possibile incappare nel dolore della colpa. Ma se lo si fa con uno spirito di vita e non di morte, con spirito di fede e non di negazione, giungerete all’accettazione e al perdono di voi stessi, a sperimentare che Dio vi ha già perdonato tutti. Allora sperimenterete la luce e la nuova forza della totalità. Sentire il dolore della vera colpa non è mai un processo debilitante. È un processo vivificante, è purificazione, e conduce all’unità con sé stessi, con il prossimo e con Dio.

  37. Riuscite a trovare in voi la volontà di adottare lo stesso atteggiamento verso qualsiasi fatto di carattere universale che vi si presenti nella vita? Di cosa avete paura se la verità - Dio - costituisce il vostro interesse principale? Rifiutando di essere aperti esprimete in chiari termini che a voi non importa tanto la verità, quanto piuttosto di aver ragione. Per quanto cerchiate di giustificare la vostra opposizione a Gesù Cristo, non siete nella verità se vi rifiutate di porvi la domanda in modo sincero e aperto, dandovi del tempo per maturare la risposta nella mente e nel cuore. Come potete credere di essere liberi ed emancipati se c’è ancora qualcosa che tenete serrato dentro di voi? Com’è possibile che dar ragione ai vostri antenati su una questione così centrale sia più importante della verità stessa?

  38. Ora osservate come vi fa sentire questa minaccia, se le parole sono dirette a voi. Pensate a quel che c’è dietro alla vostra reazione. Prendete per un attimo le distanze e valutate se la sensazione di minaccia possa essere, per caso, una distorsione, un qualcosa d’irrazionale basato su dei falsi preconcetti. Porvi la questione è già di per sé una terapia che potete somministrare a voi stessi.

  39. Consideriamo ora la dinamica delle immagini, come vi ho insegnato a utilizzare: l’avete usata nel vostro percorso per quei problemi personali in cui le immagini rovinavano la vostra vita. Qui ci vuole un breve riassunto. Un’immagine è una falsa idea, una conclusione errata formatasi nell’infanzia, quando la mente non era ancora in grado di formulare una valutazione corretta. Una conclusione errata, come tutte le non-verità, crea situazioni, sentimenti ed eventi negativi. La non-verità è sempre dolorosa. La difesa dalle conclusioni errate genera un modello negativo di azione e reazione che ha un impatto negativo sugli altri. Non essendo mai messo in discussione, l’errore si cristallizza nella sostanza animica. La personalità reagisce alla cieca con un riflesso condizionato, e non in base alla verità specifica per la situazione particolare. L’effetto negativo creato negli altri ritorna necessariamente all’individuo, rafforzando in tal modo l’equivoco iniziale da cui sembra necessario difendersi, e la difesa suscita reazioni negative nel prossimo; e avanti così, in una spirale senza fine. L’anima non è libera quando ci sono le immagini.

  40. L’immagine del “Cristiano ribelle” è: “Se seguo Cristo devo rinunciare alla mia vitalità, alla mia energia vitale, alla sessualità, al mio corpo e al piacere, perché tutto questo è peccato.” Perciò i “Cristiani ribelli” creano una difesa che esclude Cristo per affermare la propria sessualità. Ma escludendo Cristo rinunciano a una parte essenziale del mondo divino di verità, amore, bellezza e vita. Si crea quindi una spaccatura che li fa vivere nel dolore, nel dubbio latente e nella colpa. Anziché liberare le loro forze, essi le trattano in modo sprezzante. E voi tutti sapete che questo è solo un goffo tentativo di zittire altre voci interiori. Perciò, invece di rafforzarsi, i “Cristiani ribelli” diventano più deboli. Fanno finta di essere forti per dissimulare la loro debolezza, ma non ingannano nessuno e tantomeno se stessi. Si sentono dei falliti e degli impostori, e non ne conoscono il motivo. Infatti credono che la loro debolezza derivi dall’essere stati indotti ad accettare Gesù Cristo da piccoli e dal non essere riusciti a opporsi del tutto. Ma più si respinge una verità - quale che essa sia - più ci s’indebolisce, in qualche maniera; più aumenta la divisione interiore, più aumenta il conflitto. Dunque se nutrite l’errata convinzione che Cristo vi richieda la rinuncia ai vostri impulsi vitali, svilupperete delle reazioni e degli atteggiamenti che alla fine sembreranno confermare l’equivoco iniziale.

  41. L’immagine ebraica di massa è: “Se i miei genitori e i miei progenitori si sbagliavano e se l’uomo ucciso dai miei antenati, Gesù, non solo era un uomo buono, ma anche manifestazione di Dio sulla Terra, allora erano persone cattive che non meritano il perdono. Poiché non accetto questa evenienza, la devo negare, altrimenti ne sarei corresponsabile.”

  42. Ma Cristo non ha detto ripetutamente che Dio è perdono? Dio non è sempre presente con la Sua misericordia, la comprensione e l’amore? Non è questo uno dei grandi messaggi che ha portato? Egli ha detto che Dio non punisce in modo spietato, né che non perdona: non esiste l’“occhio per occhio e dente per dente”. E dunque ecco il circolo vizioso: credere ciecamente all’antica tradizione giudaica dell’ ”occhio per occhio e dente per dente” rende impossibile ammettere di aver peccato, perché la punizione sarebbe tremenda. Dunque meglio negare la verità, o anche che Gesù Cristo possa essere la verità.

  43. Ma come funziona quest’immagine? Luogo comune dell’Ebraismo è che Gesù fosse un falso profeta e un impostore, e che pagani e cristiani siano dei bugiardi, degli illusi, inferiori ma al tempo stesso persecutori, pronti ad annientare gli ebrei. Più ci si convinceva di questo, più nella coscienza di molti singoli Ebrei si sviluppava odio, inimicizia, discriminazione e separazione, generando così un’immagine di massa. La difesa da questa immagine di massa, il timore che non fosse vera, portò a un antagonismo crescente e all’attuale persecuzione degli ebrei. Dunque il luogo comune aveva indotto una difesa che, a sua volta, non poteva non sostenere l’apparente verità del luogo comune. Come vi dicevo, siete voi a creare la vostra realtà, e più è inconscia la vostra credenza, maggiori sono le conseguenze.

  44. Maggiore è la colpa e, quindi, il timore del dolore da essa causato e la sua presunta imperdonabilità, maggiore è la difesa contro la verità della questione. Allora è necessario serrare ancora di più il cuore e la mente. E poi bisogna negare anche questo fatto della chiusura di mente e cuore, giustificarlo e difenderlo.

  45. Miei amati amici, avete lavorato per anni e anni sulla vostra sostanza animica. Avete affrontato tante immagini a livello di psiche personale. Siete giunti a capire quanti danni producano le immagini, che non sono solo distorsioni della verità, luoghi comuni e percezioni errate, ma che creano immancabilmente una sostanza animica rigida che vi separa dal meglio che c’è in voi, dalla vita e dalle sue possibilità creative, da Dio, dall’amare e dall’essere capaci di ricevere e accettare amore. In quanto non-verità, le immagini sono il male e generano il peccato. Esse creano conflitti in voi, nell’anima, nella personalità e anche fuori di voi, con gli altri.

  46. Avete imparato, spesso a fatica, l’importanza di mettere in discussione e dissolvere le vostre immagini. C’è un solo modo per riuscirci: iniziare a porsi domande indagatrici da ogni prospettiva, così da far nuova luce sul quadro generale e aprire porte che prima erano chiuse. Così si ammorbidisce la sostanza animica. Occorre una mente aperta per osservare la situazione e considerare tutto ciò che è pertinente alla questione.

  47. Nell’ultima lezione vi parlavo della tradizione nelle sue accezioni positive e negative. Vi dicevo anche di alcuni movimenti all’interno del Sentiero. Di volta in volta si è posta l’enfasi su aspetti diversi. Nell’ultimo anno molti di voi avranno notato come la direzione del sentiero, dall’iniziale purificazione e liberazione individuale al dissolvimento delle false immagini, stia andando sempre di più verso la costituzione di una nuova società. Occorre dunque dissolvere qualsiasi immagine in cui s’imbatte l’individuo nel suo percorso di autorealizzazione. La nuova società, di cui voi siete i pionieri, non può permettersi di coesistere con immagini ancora cristallizzate nella sostanza animica.

  48. Ho detto spesso che questo cammino è tipico della persona della nuova era, e non è un caso che tra di voi prevalga un miscuglio di diverse culture religiose. Nell’attività politica apprendete come potreste fondare la politica sui principi che state imparando. Nel lavoro e nelle questioni amministrative praticate quanto appreso nel Sentiero. In ambito artistico usate un approccio del tutto nuovo ai processi creativi, avendo appreso come liberare i vostri blocchi. Dunque perché mai dovreste usare un approccio diverso nei confronti delle vostre affiliazioni e credenze religiose? Per arrivare a dissolvere delle particolari immagini di massa occorre capire che queste esistono e che bisogna esaminarle, metterle in questione e sfidarle. Occorre valutarle in modo del tutto nuovo.

  49. La società della nuova era non conosce Ebraismo e Cristianesimo nel modo tradizionale, ma li conosce bene entrambi. Attinge le verità da entrambi e le espande, filtrandole attraverso l’evoluzione e l’espansione della nuova coscienza. La persona della nuova era è così libera che nessuna parola può innescare in lei reazioni emotive, che sia “Ebreo”, “Cristiano”, “Gesù Cristo” o “religione”.

  50. La parola “reincarnazione”, per molti, ha una caratteristica simile. Essa è contraria agli insegnamenti dell’Ebraismo e del Cristianesimo, almeno per come vengono insegnati oggi. Eppure è una delle verità eterne, che sia compatibile o meno con la religione professata da alcuni. Non vi sembra strano come questa parola, o il concetto che rappresenta, non susciti in voi una reazione forte come quando sentite pronunciare il nome di Gesù Cristo? Tanto per cominciare, che crediate o meno nella reincarnazione, negarne l’idea non comporta in voi né un forte coinvolgimento emotivo né un rischio; poiché, in questo caso, le vostre porte sono molto più aperte, prima o poi sperimenterete interiormente, dentro di voi, la verità della reincarnazione.

  51. Il nuovo uomo e la nuova donna non sono ostruiti da coinvolgimenti emotivi che bloccano la verità. Non hanno interesse a credere o a negare qualcosa, perché il loro unico interesse è trovare la verità: è un forte impegno dimostrato di continuo nei confronti del Creatore. Dunque la verità può fluire liberamente. La persona della nuova era prescinde da nazionalità, partiti politici, razza o credo, ma ne combina le verità, rifiutandone gli errori.

  52. Rammentate cosa vi spiegavo nella lezione sulla politica della nuova era, in cui si combinano le verità migliori di democrazia, comunismo, socialismo, monarchia e capitalismo, scartando le non-verità che creano separazione e mettono l’uno contro l’altro. Lo stesso vale per ogni altra espressione umana. Anche nella religione la verità combina e unifica, mentre la non-verità separa. La non-verità e la separazione creano il male: discordia, ostilità, conflitti interni ed esterni, dualità che si escludono a vicenda. “Se sono Ebreo non posso essere Cristiano. In ogni caso non posso credere nella reincarnazione. Se credo nella monarchia non posso vedere il buono di alcune idee socialiste o comuniste. Se sono progressista, non posso essere per la tradizione.” Queste sono tutte dualità che separano. Se siete uno contro l’altro nutrite del risentimento, e quindi non potete esprimere il meglio di voi stessi.

  53. In tutto questo subbuglio su Gesù Cristo, chi è appesantito da paure e immagini di massa spesso non conserva nel cuore le proprie tradizioni migliori. Costoro spesso si vantano di non avere alcuna forma di religiosità. Ma se si analizzano in profondità le loro reazioni esagerate circa la possibile esistenza di Cristo, si vedrà come esse rivelino un’orgogliosa ostinazione e un falso senso di individualità.

  54. Un’individualità genuina prescinde sempre da coscienza di gruppo, da religioni, nazionalità o partiti politici. Una vera individualità nasce solo quando si ricerca la verità divina in ogni ambito e in ogni momento, così che possa fiorire un’esperienza personale interiore. Degli individui nel vero senso del termine creeranno la nuova coscienza di gruppo, fatto di donne e uomini liberi che antepongono la volontà di Dio a tutto. In un gruppo simile non ci si coalizza mai contro l’individuo: piuttosto, come vi dicevo, l’uno completa l’altro.

  55. La vostra Terra soffre profondamente a causa degli esseri umani che non hanno ancora capito questa verità. Sono persone ancora troppo immature per cogliere l’immensa forza, autonomia e libertà che dà la resa totale a Dio durante l’assiduo lavoro per ripulire la psiche da impurità, ignoranza, confusione, false immagini, chiusura emotiva e da slittamenti dell’individualità verso una qualsiasi forma di tradizionalismo sociale.

  56. La sofferenza nel vostro mondo è dovuta solamente ad atteggiamenti spesso confusi con la dignità, il sano orgoglio, il carattere, l’autostima e così via. Guardate i paesi in guerra che non riescono a concordare la pace. Ognuno è convinto di essere nel giusto e che l’altro sia nel torto. Non vedono o non vogliono vedere che ragione e torto stanno da tutt’e due le parti. Questo è un esempio molto evidente, ma lo stesso problema si trova anche in questioni molto più sottili e apparentemente non collegate direttamente ai contrasti e alla sofferenza presenti nel mondo.

  57. L’umanità sta iniziando a crescere. Il processo è lento e spesso ostacolato da una resistenza personale alla crescita, da modi di pensare ricorrenti il cui schema non è mai messo in dubbio, da idee fossilizzate che si rifiuta di lasciar andare, da pigrizia personale e dal tragico errore di considerare sicure le vecchie norme, che sono dunque da rispettare e conservare. È a causa di questi atteggiamenti che le forze del male entrano nella coscienza umana e la spingono verso ogni specie di distruzione.

  58. Si ritarda e ostacola l’intero processo, creando inutili sofferenze nel cammino. Sono dinamiche che avete riscontrato nel vostro percorso individuale e che sono comuni a tutta l’umanità. Più gli individui riusciranno a rimuovere i blocchi e a purificare l’anima e la sostanza psichica, più l’umanità nel suo insieme sarà pronta. In ciascuno di voi c’è una parte che vuole dedicare il meglio alla propria evoluzione e superare ogni resistenza e paura. Ma ce n’ è anche un’altra che cerca un pretesto qualsiasi per fermare il processo. Anche l’umanità, nel complesso, presenta queste due parti. Gli individui che seguono il loro vero destino sono il Sé Superiore dell’umanità, mentre coloro che fanno resistenza ne costituiscono il sé inferiore. Come per la lotta individuale, in cui tutto dipende dalla parte più forte, anche per l’umanità è una questione di alternanza di equilibri.

  59. Non è vero che sulla Terra dovranno sempre esistere guerra, sofferenza e ingiustizia. Sarà così solo se gli esseri umani rifiuteranno di crescere, persistendo nella condizione di errore, menzogna e confusione interiore. Più le persone come voi saranno determinate a proseguire il cammino e a capire cosa c’è in ballo, più facilmente rinunceranno all’orgoglio personale, interesse privato e piccoli opportunismi, da cui trapela la mancanza di fede. Voi, e quelli come voi, sposterete il punto d’equilibrio, e l’umanità inizierà a crescere verso il suo innato destino.

  60. Ma come si accresce la fede? Solo se vorrete conoscere Dio e la Sua volontà in ogni aspetto della vostra vita Dio si potrà manifestare a voi, e la fede diventerà un’esperienza reale anziché una parola vuota. Così come avete la responsabilità di liberarvi di tutte le immagini personali, perché ostacolano e vanificano la vostra vitalità e la capacità di sperimentare amore, verità e bellezza, così avete l’obbligo verso la razza umana di liberarla da tutte le immagini di massa. Iniziate con l’eliminazione delle vostre immagini di massa. Non si tratta solo di voi e della vostra vita, c’è molto di più in ballo.

  61. Forse adesso riuscite a intravedere la persona della nuova era e la nuova società in modo del tutto diverso. Osservate il vostro nuovo io in modo gioioso e totalmente libero. Guardate a una società che non ha più posto per discordia e separazione perché stroncati sul nascere, grazie al lavoro sui livelli profondi che avete imparato a svolgere. Nel Sentiero avete appreso che quando c’è inimicizia tra voi e un’altra persona, c’è sempre una soluzione, se davvero desiderate essere nella verità e andate sotto la superficie, raggiungendo i livelli più profondi. Visualizzate la nuova società che state per realizzare: come vi dico spesso, essa sarà un modello per il mondo intero.

  62. L’unità di cui parlo non ha nulla a che vedere con la “tolleranza”. La tolleranza implica diversità, e anche se non ci si sente superiore ad un altro, c’è pur sempre una differenza. Riguardo all’unità rispetto alla separazione, sono tre gli stadi di evoluzione dell’umanità: 1) separazione e inimicizia totale; 2) tolleranza; 3) unione, unità, essere uno. Trovare l’unità nella diversità indica pace, amore, verità, ossia un’umanità nel processo di maturazione.

  63. Applicando questo concetto alla questione Gesù Cristo, posso costatare come la razza umana abbia superato la fase dell’eliminazione fisica tra Ebrei e Cristiani. Con ciò voglio dire che nonostante cose del genere continuino ad accadere, la maggioranza le ritiene dei crimini orribili e intollerabili. Oggigiorno l’atteggiamento prevalente della razza umana, almeno in superficie, è di mutua tolleranza dell’Ebreo verso il Cristiano e viceversa.

  64. Dovete ricercare in voi quelle aree in cui provate il desiderio di annientare l’altro perché “diverso”, mettendo alla prova la vostra spiritualità e la formazione religiosa ricevuta. Alcuni di voi l’hanno fatto, percorrendo in tal modo quel tunnel che conduce alla fase successiva per cui voi siete intrinsecamente già pronti, ossia l’unità, essere nell’Uno. Le differenze verranno cancellate e scoprirete che Gesù non è mai stato una forza che divide. Sono stati ebrei e cristiani a creare questa impressione, con le loro distorsioni.

  65. Gesù Cristo è venuto a fare da ponte, a portare una nuova fase di amore e di verità per l’umanità intera, a unificare tutti gli uomini. In questa nuova unità non c’è più spazio per la mera tolleranza. Siete tutti una cosa sola in tutte le grandi tradizioni che hanno portato sulla terra parti di verità. Tutte insieme esse raccontano l’intera vicenda: la storia della creazione, dell’umanità, del rapporto dell’uomo con Dio, della presenza di Dio nella vostra vita.

  66. Eliminate le differenze marginali e trovate il grande legame di unità interiore - non eliminando Colui che è stato trasformato in una figura controversa, ma eliminando le sterili e fallaci polemiche derivanti da una visione umana limitata e dall’ incomprensione. Se gli Ebrei si sentono messi da parte a causa di Cristo, potrebbero cercare di capire che l’incarnazione di Cristo in seno al popolo ebraico fu un grande atto d’amore di Dio verso i Suoi figli Ebrei. Se i Cristiani, per seguire Cristo, si sentono costretti a rinnegare le proprie energie e il diritto al piacere, potrebbero cercare di capire semplicemente che si tratta di un’interpretazione non corretta. Eliminate tutte le incomprensioni, mettete in dubbio le vostre supposizioni, pensate che la verità possa essere del tutto diversa - così diversa che non solo non perderete nulla, ma che avrete tutto da guadagnare. In altre parole, otterrete tutto quello che avete sempre temuto di perdere rinunciando alle vostre idee preconcette.

  67. La nuova luce vi nutre e vi rende forti, tutti voi. La sua potenza ed efficacia accelera man mano che la vostra anima diviene più libera, aperta e attenta nello spirito di ricerca della verità, e più colma di benevolenza per i doni ricevuti dall’amore divino. L’universo estende il suo tenero amore a ognuno di voi, come individui e come nuovo gruppo di esseri umani in cui tanta speranza ripone il mondo dello spirito. Siete tutti benedetti!

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 247 - The Mass Image of Judaism and Christianity
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