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Lez. 233 - Il potere della parola

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
24 settembre 1975

Traduzione in italiano di Daniele Buratti
Revisione non ancora effettuata
Edizione Novembre 2017

  1. Saluti, amici miei amatissimi qui convenuti. Benedizioni e amore vi avvolgono e vi raggiungono nel profondo. È con gioia che torno a comunicare con voi, anche se la comunicazione non è mai stata interrotta per davvero.

  2. La maggior parte di voi sente chiaramente di essere intimamente coinvolta in un magnifico processo - il processo dello spirito che penetra ciò che si è autoalienato dallo spirito. Come ho già spiegato, la parte alienata è a sé stante e ha una sua dinamica che la coinvolge, e crea in continuazione degli schemi propri. Tradotto in termini umani, ciò vuol dire che la creazione negativa appare come l’aspetto più forte nella vita delle persone in cui esse restano come intrappolate, incapaci di invertire lo schema. Sembrano esserne le vittime, senza rendersi conto di aver creato esse stesse il movimento che le trasporta. In questo cammino, grazie al lavoro che avete svolto, cominciate invece a capire che è possibile uscire dal modello negativo della vostra creazione e invertire quella dinamica che vi blocca con la sua vita autonoma, che nulla ha a che vedere con voi.

  3. Nella creazione del sentiero, del vostro Centro, voi sperimentate e siete testimoni che questo movimento fa parte di un grande schema che trascende l’aspetto volitivo e cosciente del vostro essere. Ora siete impegnati in una dinamica positiva che è l’aspetto preponderante, sebbene siano ancora presenti aspetti del sé inferiore. Il Sé Superiore diventa via via predominante. E non perché ci sia la volontà di negare il sé inferiore, ma perché è il risultato di un’autentica trasformazione ben radicata nella realtà. Ne costatate i frutti nella vostra vita personale in misura sempre maggiore, come pure nella crescita e nell’espansione della comunità globale, in profondità e in estensione.

  4. Voglio che siate del tutto consapevoli del fatto che lo scopo più alto di questo movimento va ben al di là della vostra vita attuale. È una preparazione a degli importanti cambiamenti evolutivi di cui voi tutti siete strumento, ognuno a modo suo. Ciascuno deve comprendere l’importanza del proprio compito da un luogo interiore distaccato dall’io e incontaminato da orgoglio o vanità. E questo è possibile proprio adesso. Se così deciderete, conoscerete la felicità di essere strumenti al servizio di un compito, senza orgoglio o vanità ma per una causa più alta della massima importanza, dando il vostro contributo per l’energia e la coscienza che creano questo movimento.

  5. Il movimento della coscienza è l’opposto di come lo immaginano gli esseri umani. La verità è che la vita dualistica e separata non può “elevarsi”, come spesso si dice, fino a raggiungere i regni superiori dell’essere. Questa è una visione invertita, che riflette una coscienza ancora bloccata in termini spaziali e temporali. Sarebbe più preciso dire che i regni superiori “scendono” e penetrano nei regni inferiori, portando in essi una trasformazione.

  6. In base al concetto che i regni inferiori si elevano verso quelli più alti, la sfera terra rimarrebbe al suo livello di sviluppo attuale e i suoi abitanti si innalzerebbero. Questo è vero solo in parte. Nel corrente movimento evolutivo, la terra viene penetrata sempre più dalle energie della coscienza superiore che trasformano e spiritualizzano le energie e la coscienza esistenti, ancora acerbe. Questo è l’importante compito a cui siete chiamati, innanzitutto per voi stessi e poi su piani più elevati per il vostro prossimo.

  7. Durante il vostro percorso individuale sperimentate come ciò che è chiaro e veritiero in voi e che abbraccia illimitati spazi di essere, generosità e amore, penetri fino ai regni del sé inferiore, preso da piccole e meschine preoccupazioni. La coscienza di massa funziona in modo analogo in quegli aspetti che non esitano più di tanto a seguire il movimento della coscienza Cristica, che sta attraversando i livelli interiori della realtà proveniente da regni che si potrebbero definire come più “alti”, evoluti e purificati. Nel fare ciò, i gretti sentimenti di egotismo e di gelosia fanno largo a una profonda consapevolezza di quanto valete, del vostro diritto a una ricca autorealizzazione e dell’unione con ogni altra forma di vita.

  8. Lasciate che questa consapevolezza vi ricolmi l’anima, la mente, il cuore, il corpo e tutto il vostro essere. Fate sapere a voi stessi che siete bellezza divina, al pari del vostro prossimo e di tutti gli esseri umani. Voi tutti siete uno e non dovete lottare per ciò che è vostro. Semplicemente, pretendete ciò di cui dovevate fare esperienza da sempre, anche se il vostro sé interiore ve lo consentirà davvero solo dopo esservi purificati e aver dato prova di profonda onestà, avendo il coraggio e l’integrità di manifestare tutti gli aspetti del vostro sé inferiore e di considerarne gli effetti. Lasciate che questo processo vi motivi per il grande compito di autotrasformazione, che non solo è possibile, ma è il movimento naturale dell’anima che voi temete e che l’ignoranza cerca di arrestare.

  9. Lasciate che la luce della verità e dell’amore riempia i vostri giorni, le vostre azioni, gli atteggiamenti che avete verso di voi. Lasciate fare alle forze costruttive e involontarie della coscienza Cristica che vi portano a creare e creare ancora, facendo della vostra vita la gloria che è vostra da vedere e da sperimentare. Espandendovi sempre più in questo non potrete che provare meraviglia. L’espansione e la trasformazione che testimoniate sono solo l’inizio. Molto altro verrà. Il vostro sviluppo vi renderà capaci di sostenere le più alte energie di gioia e di autorealizzazione.

  10. Quello che già sperimentate nella vita e nella comunità è il risultato di un contributo costruttivo combinato; investimento onesto e dedizione; pensieri, intenzioni e azioni di grande spessore. Tutto ciò abbatte i muri tra la vostra coscienza umana e le entità molto evolute, la cui forza e sfera d’influenza si fondono con il vostro amore, la vostra verità, la buona volontà e il vostro donare all’universo. Il risultato è una mutualità di altissimo livello, che crea anche la dinamica che vi trasporta.

  11. Nella lezione di questa sera vi dirò con esattezza come potrete avviare questo processo in modo ancora più cosciente, come passare da un moto negativo a uno positivo e a una creazione autoperpetuanti, e come creare un movimento autonomo attraverso il sistema della volontà.

  12. Avevo promesso che avrei parlato del potere della parola, e adesso affronterò l’argomento.

  13. Che cos’è la parola? La parola è l’agente creativo. La parola è un punto nucleare psichico che crea un movimento e una reazione a catena sistematica, con collegamenti che si susseguono in modo logico e sistematico finché la parola non divenga atto, fatto e creazione completa.

  14. La parola crea un modello energetico di nuovi punti nucleari psichici, con collegamenti e punti che sono a loro volta parole, agenti creativi secondari. Ogni parola è un elemento fondamentale per la costruzione della struttura. La parola è sia espressione che creazione. È piano, conoscenza, opinione, coscienza. La parola è sensazione, atteggiamento e intenzionalità. La parola porta con sé immense potenze energetiche di un genere diverso da altre energie. La parola è ciò che sta dietro a tutta la creazione. La creazione non può aver luogo senza una parola parlata, conosciuta, mantenuta, a cui credere e per cui impegnarsi, in ogni area di creazione specifica.

  15. La parola è un conglomerato di tutto ciò e oltre. La parola parlata rivela la volontà che motiva questa particolare affermazione, che sia la volontà divina o della particella di coscienza separata, ignorante e distruttiva. Che sia consapevole o meno, la parola è la somma di tutte le vostre credenze riguardo a un dato ambito in cui esprimete la parola. È il sole che crea i pianeti. È forza energizzante ed è progetto.

  16. Tutto questo contiene la parola. È significativo che le Scritture comincino con il postulato che all’inizio c’era, o c’è, la Parola. La parola è eterna. Lo sarà sempre. Dio ha pronunciato la parola e da quella parola è nata tutta la creazione e anche la vostra personalità. È il progetto all’origine di tutto ciò che vedete, sperimentate e sentite. Ci sono molte parole che rendono manifesti i diversi aspetti della creazione - nel sistema planetario, nella coscienza di massa e nella coscienza individuale.

  17. Come applicare questa verità a voi in modo pratico, nella vita di tutti i giorni? Forse capirete dal lavoro svolto nel vostro percorso che ogni situazione vissuta è il prodotto di una parola che avete detto e che forse state ancora ripetendo dentro di voi, in un modo o nell’altro, su un livello di consapevolezza o su un altro. Il nostro obiettivo nel percorso è quello di rendervi consapevoli di tutte le parole che pronunciate ogni giorno, ogni ora e ogni minuto, così che possiate comprendere la vostra creazione.

  18. Per gran parte del tempo voi, l’umanità intera, vi “adoperate” molto per non sentire le parole che dite. Il rumore che producete nel vostro sistema interno vi impedisce di sentire le vostre parole. Ora potrete contemplare ed entrare in una nuova fase del cammino che vi renderà consapevoli delle parole dette, di cosa esse creino e in qual modo.

  19. La parola può anche essere divisa in sé. Se dite parole opposte che si annullano a vicenda su diversi livelli di consapevolezza, vi confonderete e creerete di conseguenza. Se create una cortina di fumo per evitare di conoscere le parole che dite, per coprirle con altre parole, è necessario individuare la parola maggiormente responsabile della creazione negativa nella vostra vita. Fatelo sia con le creazioni positive che con quelle negative. In qualche modo lo avete già fatto, ma non in modo così chiaro. Ora siete più pronti a gestire quello strumento affilato che la parola parlata può essere.

  20. La conoscenza del potere della parola è stata postulata nel corso dei secoli ed è professata in vari angoli della terra. Conoscenza che spesso si aggiunge a confusione e parole negative, senza aver prima rimosso gli ostacoli e le correnti avverse. Ho già parlato di questo molto tempo fa ma brevemente, perché dovevate fare tutti ancora molto lavoro prima che io potessi tornare sull’argomento in modo significativo. Qui è fondamentale agire con i tempi giusti.

  21. Quando pronunciate parole di verità e di bellezza creativa senza aver reso il materiale sottostante compatibile con i livelli di coscienza che proferiscono tali parole, per bene che vi vada causate un cortocircuito, se non una spaccatura e una divisione nella coscienza. Ecco perché, per un tempo, è preferibile che ammettiate onestamente e manifestiate la parola della vostra intenzione negativa e le motivazioni del vostro sé inferiore. Una tale ammissione è indice di veridicità, umiltà, coraggio, fede e di molte altre qualità superiori. Ma proferire parole che rivelano principi di natura divina con un sé inferiore nascosto e negato è indice di utopia, orgoglio, mancanza di fede e paura di esporre ciò che non è perfetto, evitando il processo di divenire, crescere, evolvere e trasformare in modo realistico. Vedete, amici miei, ci vuole una sottile consapevolezza per dire nella verità parole di abbondanza divina e illimitata.

  22. Ora consideriamo delle parole specifiche che arrivano a livelli molto profondi del vostro essere. Sono le parole che dite riguardo al vostro valore. Esiste un legame diretto tra potenza della parola e autovalorizzazione. Come potete pronunciare una parola di fede nel vostro sviluppo e realizzazione se, in segreto, ritenete di non valere e quindi di non meritare la felicità? Come potete contestare anche solo in parte il postulato della vostra mediocrità, che voi tutti in qualche misura portate nel cuore, se avete il terrore che la mediocrità costituisca la verità ultima del vostro essere? Allora non vi rimane altro che continuare a bloccare questa “conoscenza” e a difendervi da essa. Come sapete, sono proprio quelle manovre difensive che rafforzano la convinzione della vostra inaccettabilità, perché tutte le difese sono negative, distruttive e generatrici di colpa. Così, anche quando cercate di dire a voi stessi, con animosità, che vi meritate realizzazione, pace mentale, piacere e abbondanza, sotto sotto temete di non riuscire a ottenerli perché non ve li meritate. Temete che per ottenere questi beni auspicabili occorra “rubarli”, ricevendo quindi una punizione. Dunque anche se esprimete ciò a cui anelate, a cui anela ogni essere umano e che dovreste davvero sperimentare, su un altro livello voi state dicendo il contrario. La stessa dualità vale per tutte le cose della vita. In tale stato di divisione e di autonegazione, vi sentite necessariamente pessimisti e spaventati dal mondo che vedete solo in modo frammentario e fuori contesto, riaffermando in tal modo le vostre visioni spaventose.

  23. Dunque il processo del Sentiero è essenziale per instaurare un parlare univoco. Solo con l’onestà e il coraggio di esporsi e purificarsi otterrete una sufficiente autostima iniziale per portare allo scoperto il devastante convincimento della vostra mediocrità. Solo se vi accorgerete delle vostre manovre superficiali per ottenere una falsa autovalorizzazione e affronterete il doloroso convincimento di non valere, potrete cominciare a vedere questo assunto e a dubitare del dubitare di voi. Così direte sempre parole di verità.

  24. Anche le domande possono essere parole di verità. “Questo asserire il mio valore è una difesa o un’espressione vera?” “Dietro alla mia superiorità e arroganza esito e dubito del mio valore intrinseco?” E se rispondendo a queste domande avrete la prova dell’esistenza di convinzioni negative sul sé, allora potrete esprimere parole di verità, magari ricorrendo di nuovo a un’altra domanda: “È vero che questo o quell’aspetto del sé inferiore mi rende indegno, detestabile, cattivo, privo di valore? O c’è dell’altro in me che mi farebbe meritare apprezzamento e amore per me stesso, stima e realizzazione?” Queste domande sono anch’esse, spesso, parole di verità.

  25. Cominciate a osservare le parole che dite riguardo a voi stessi, al di là della cortina fumosa. Dicendo parole negative su di voi, calunniate voi stessi a un livello profondo. Dovete neutralizzare queste parole. Anche se espresse in modo vago, debole e non articolato, il loro potere non è minore. Nella parola c’è sempre un immenso potere perché è piena di energia. L’umanità, in questa fase di sviluppo, sta diventando sempre più consapevole dell’energia e della sua importanza. Ma voi non vi rendete ancora conto a sufficienza che il pensiero e la parola stessa sono energia, un’energia di tipo diverso.

  26. Ogni livello della personalità è espressione di un diverso tipo di energia. Il livello mentale, i sentimenti, la volontà, il livello fisico e il livello dello spirito possiedono diversi tipi di energia. Sentire e riconoscere il potere e l’energia della parola è importantissimo ma largamente sottostimato.

  27. Voi credete che non importi quello che dite o pensate. Non è così. Potete dire una parola a voce alta o in silenzio, ma non è detto che la silenziosa sia meno potente di quella pronunciata. Molte parole espresse attraverso le corde vocali possiedono molta meno energia delle parole interiori, poiché non radicate in credenze forti. Vengono pronunciate debolmente, senza sentimento o convinzione, per riempire il vuoto interiore. Il potere di queste parole è indiretto perché creano una cortina che separa la coscienza dalle parole dette interiormente, che invece hanno potere sia costruttivo che distruttivo.

  28. Quindi le parole pronunciate debolmente, senza impatto, senza profondità o radici, siano esse pronunciate o solo pensate, hanno comunque un effetto reale sul processo creativo che ogni essere umano, consapevolmente o inconsapevolmente, mette in moto. Ascoltatene i rumori di fondo, osservatene il significato, distaccatevene in modo da poterle ascoltare e valutare. Attraverso la loro osservazione e identificazione otterrete una migliore comprensione del vostro processo creativo e di come create la vostra vita. Vedete le parole potenti che esprimete oltre la cortina fumosa, che è separazione.

  29. Voi dite molte parole potenti che nascondono pensieri non chiari per la vostra coscienza osservatrice, per la consapevolezza che vi consentirebbe, altrimenti, di utilizzare il materiale nascosto. Dovete osservare e poi dissolvere il fumo della parola superficiale che per la vostra coscienza non è che rumore insignificante, priva di sostanza a livello di sentire o di credere. Dopo aver chiarito in tal modo la vostra visione del potere della parola, potrete ascoltare le vostre parole e contemplarne il significato, consapevoli delle loro conseguenze. Allora forse riuscirete a sentire l’energia che scorre in ogni parola, parlata o silente. Dovete enunciare in modo chiaro e stabilire la verità di sentimenti, convinzioni e idee e il loro effetto sulla vostra vita, sul comportamento e sulla vostra ricettività, perché possiate sviluppare una libera percezione della realtà: quella vostra, degli altri e della vita.

  30. Quando le parole sono contrarie alla verità e alla bellezza divine e inalterabili, la loro energia vi conduce a un modello autonomo e autoperpetuante che sembra rendere la vita pericolosa, aliena, qualcosa da cui difendersi. In questo modello vi sentite come degli ostaggi inermi. Ma quando scoprite la potenza della parola e scegliete parole diverse, in linea con la verità della creazione, create un modello il cui il processo autonomo vi porta all’amore benigno, alla gioia e all’abbondanza infinite.

  31. Se non siete nella gioia e nell’abbondanza - sia fuori che dentro di voi - dovete aver detto una parola che vi nega questa possibilità. Se non credete che gioia e abbondanza siano possibili per voi, perché in segreto - spesso senza esserne consapevoli - sentite di non meritarle, sovente non credete nemmeno che sia possibile in tutto il creato. Forse vi sembra che questa giustificazione palliativa faccia meno male rispetto ad ammettere di sentirvi troppo cattivi e indegni per meritare di realizzarvi. Una consapevolezza cosciente potrebbe mostrarsi all’inizio con un senso di generale pessimismo, nichilismo e timori vaghi, e con una totale disconnessione dal processo interno di autocreazione. In questa fase si avverte una schiacciante sensazione d’impotenza. Solo una ricerca autentica di causa ed effetto tra le parole dette e quanto sperimentate vi permetterà di acquisire una sicurezza profonda, in cui diverrete parte del processo creativo vitale.

  32. Il processo che vi ho appena descritto caratterizza sempre chi aderisce a filosofie nichilistiche. Questa visione del mondo li protegge dalla dolorosa convinzione di essere indegni d’amore, di gioia e di realizzazione. Tutti voi, amici miei, celate in voi una parola simile, chi più, chi meno, chi in un modo, chi in un altro. Trovate quella parola. Trovate la parola che vi fa dire continuamente: “Io non amerò, l’amore è pericoloso, mi farà soffrire”. È una parola di non-verità che crea il suo modello e lo fa sembrare verità, che non farà sperimentare la realizzazione che la vostra anima brama. A quel punto sarete presi in un processo autonomo che manifesterà proprio quella parola.

  33. La manifestazione del processo nella vostra vita, la vita involontaria che vi create, pur ritenendo di non esserne responsabili, è il risultato diretto e indiretto delle parole che dite: talvolta in modo sonoro, senza sapere quel che dite né perché, talvolta in silenzio e senza accorgervene, anche se non sempre. Perché quando inizierete a osservare il dialogo dentro di voi spesso vedrete che, pur essendo consapevoli delle vostre parole, non ci ponete l’attenzione. Altre volte le parole non sono effettivamente dette a livello cosciente e occorre quindi farle affiorare. Ma ci saranno sempre degli spunti e degli indizi che vi aiuteranno a individuarle in modo evidente, sempre che decidiate di voler fare i relativi collegamenti.

  34. Nel vostro affannarvi a non sentire e capire le vostre parole, non vi assumete la responsabilità per le parole che pronunciate. Dico di proposito “parole” anziché “pensieri”, perché i pensieri non sono che il risultato di fattori che creano la parola. La parola è esplosione di energia. La parola crea immediatamente. Il pensiero è il contenuto, la parola ne è l’avvio, l’espressione, la realizzazione iniziale. Un pensiero senza la parola sarebbe impossibile, non avrebbe senso, non potrebbe esistere. Quindi il pensiero è il fattore di coscienza sottostante al processo energetico. La parola parlata è il prodotto finito del pensiero di base. Ripeto: questo prodotto finito del pensiero - la parola - non è necessariamente cosciente, articolata o vocale.

  35. Perciò, amici miei, attenti a quello che dite. Fate in modo che sia chiaro. Assumetevi la responsabilità delle vostre parole interiori. Le vostre parole creano la vostra vita. Analizzate le parole che dite, cercate di capire se hanno all’origine un pensiero di verità oppure di non verità. Un pensiero può essere revisionato, rifiutato, discusso. La parola è già il prodotto finito del pensiero ed è quindi l’inizio della creazione. È quello che sigilla il pensiero, per così dire.

  36. Distinguete dunque tra parola e pensiero. Ad esempio, se pensate di essere indegni del meglio che la vita ha da offrirvi, potete mettere in discussione quel pensiero. Ma se pronunciate quella parola dentro di voi, essa è già creazione data per scontato, senza bisogno di dibattito né di correzioni. E in tal modo le si dà un potere costante di cui non vi accorgete e che non riuscite a vedere. È una corrente sottomarina che fa beccheggiare e scarrocciare la barca della vostra vita, veicolo di questa incarnazione. È come se foste trascinati via da quella corrente, e in realtà lo siete. Ma non siete più connessi coscientemente con la corrente. Non sapete che avete generato voi stessi la corrente con i pensieri che creano le parole che dite – quei pensieri incontrastati e non contestati che esprimete all’interno della mente.

  37. Dunque capite che se vedete una creazione indesiderabile e limitante, dovete ricercare e mettere in discussione la parola responsabile di quello stato. Dovete iniziare a dire parole diverse.

  38. Amici carissimi, è importante anche capire che se esteriormente esprimete una parola, mentre dentro di voi ne esprimete una contraria, causerete un corto circuito. Quindi se vi dite solo a un livello di superficie: “Sì, io valgo”, la cosa non funzionerà. Voi utilizzate costantemente delle parole che mettete al servizio delle molte verità della vostra mente e dei vostri pensieri, ma senza preoccuparvi delle parole contrarie che pronunciate interiormente. L’unica cosa che vi fa capire subito se avete detto le parole contrarie sono i risultati e le manifestazioni della vostra vita. Questa è la prova assoluta di quali parole vengano pronunciate interiormente. Non potete sbagliare.

  39. Osservate dunque le situazioni di vita che vi fanno sentire meno felici; prendete atto del processo autonomo che vi conduce a quel modello ripetitivo. E poi cercate dentro di voi la parola che ha creato infelicità. Qual è la parola esatta usata in una determinata circostanza?

  40. Amici miei, a questo punto non vi sarà così difficile scoprirlo. All’inizio del vostro cammino, prima di aver raggiunto la consapevolezza attuale, vi sareste convinti che esisteva solo la parola positiva di superficie, e il fatto che si facciano esperienze negative sarebbe stata la prova che comunque la vita è ingiusta e inaffidabile e che i vostri processi interiori non c’entrano affatto. Vi sareste convinti ancora di più che le persone sono vittime della vita. Ma ora siete scesi in profondità abbastanza per conoscere non solo il vostro sé inferiore e la sua intenzionalità negativa, ma anche lo sterile odio per voi stessi e la mancanza di fede nel vostro Sé Superiore, che non vi fa sentire meritevoli di auto-realizzazione e di espandere la coscienza verso nuove forme di autorealizzazione. Sapendo questo, riuscirete a trovare quelle parole che state ancora pronunciando in vari ambiti della vita.

  41. A questo proposito vorrei dire qualcosa sul dare e il ricevere. A questo punto voi sapete - perché ne abbiamo parlato spesso e lo state cominciando a costatare sempre di più - che donare e ricevere sono una cosa sola. Ma, nuovamente, questa conoscenza è spesso solo mentale e superficiale, e non ancora sperimentale. C’è ancora una grande divisione tra emozionale e sperimentale. Ma voi state diventando sempre più consapevoli del senso di unità anche nella divisione.

  42. Sarò più esplicita. Quando dentro di voi dite una parola di autosvalutazione, diventate subito timorosi, evitate di uscire, impedite al vostro cuore di fluire verso il cuore di chi vi è vicino. In questa condizione infelice, voi credete che per essere aiutati a venirne fuori vi basti essere amati. Ma quell’amore che ricevete, pur desiderandolo, non riuscite ad accettarlo. Fate di tutto per impedirvi di riceverlo. Qui, anche se la vostra coscienza è ancora divisa, scoprite l’immutabile unità: se non date, non potete neanche ricevere.

  43. Accogliere l’amore dipende direttamente dalla vostra consapevolezza di esservene guadagnati il diritto, di esserne degni perché, se non siete consapevoli del vostro valore, ricevere amore vi fa temere una punizione peggiore e vi espone al dolore del vostro vero sentire, ossia di non valere nulla. Anche dare amore dipende da questo, perché riuscirete a dare amore solo quando sentirete di meritare il piacere di farlo. Potete ricevere amore solo quando vi sentite di meritarlo, cosa che non può accadere se non desiderate amare.

  44. Nessun altro può darvi il valore e l’amore che dovete prima dare a voi stessi. L’ingannevole pensiero che dovreste prima ricevere amore per poterlo poi dare non può più dimorare nella vostra coscienza. Semplicemente non funziona. È una falsa parola che dite a voi stessi a un certo livello. Se la mettete alla prova e la osservate obiettivamente, vedrete che non è veritiera.

  45. Spesso voi ricevete, eppure rifiutate ciò che vi viene donato con amore sincero da altri e da Dio, dalla vita stessa. La parola che esprime il vostro rifiuto crea la falsa sintesi di non essere in grado di dare né ricevere amore. Solo se pronuncerete dentro di voi parole diverse, profonde, con sentimento e assoluta convinzione, solo allora, riuscendo a penetrare i livelli più profondi e a trasformare le false parole in un chiaro e forte movimento creativo della parola, amare ed essere amati sarà una cosa sola e non una divisione impossibile.

  46. Allo stesso modo, quando giungono nel cammino nuovi individui, pur entrando nell’ambiente purificante, forte ed energico del Centro non riusciranno subito ad accogliere l’amore. In primo luogo dovranno accogliere quanto il Sentiero e il Centro offrono, per poter procedere. Accogliendo l’amore riescono anche a darlo. Anche il semplice accoglierlo è un atto di dare. Il non voler accettare ciò che viene dato è una forma ottusa di avarizia. Prendere è già dare, se fatto con sincerità anziché con l’inganno, la cupidigia e l’ingordigia del piccolo sé inferiore. Se avete qualcosa da dare a qualcuno che non l’accetta, vi fa male. Ma se l’accetta, quella persona dona anche a te.

  47. Dovete vedere sempre che nel prendere c’è il dare e che nel dare c’è il prendere, il ricevere. Anche quando il processo si alterna noterete che in una fase sarete più ricettivi e meno capaci di dare, oppure che state dando attraverso un ricevere sincero. E va bene così. Ricevete in verità e bellezza, e diventerete più forti anche nell’altro tipo di dare, in cui il dare attinge attivamente alle vostre risorse. Ditevi la parola più appropriata, la parola che creerà il potere più grande di dare e ricevere, ma sempre nella verità, nella saggezza, nella bellezza e nella volontà divina. Sarà un flusso incessante. Non ci sarà più differenza tra dare e ricevere, perché è proprio così. Sembrano degli opposti solo nelle parole pronunciate interiormente, con cui create conflittualità.

  48. Amici miei, prestate attenzione alle vostre parole. Osservate quelle più profonde. Osservate le parole di non-verità e considerate in quale modo esse non siano veritiere. E poi abbiate il coraggio di dire parole di verità. Non ci può essere visualizzazione senza parole di verità. Questo vi deve diventare molto chiaro, così potrete mettere in discussione e abbandonare un maggior numero di parole false.

  49. Sembra ci voglia un gran coraggio per dire parole di verità. Per esempio: “Io posso dare il meglio e lo farò, lascerò che Dio doni attraverso di me con sincerità, forza, verità, saggezza e bellezza”. Perché sembra volerci coraggio per dire questo, amici miei? Per diverse ragioni. Primo, perché il non credere che queste parole siano di fatto una creazione e che creeranno di conseguenza, richiede che si colmi il divario tra il non conoscere e lo sperimentare. Divario che può essere colmato solo dalla fede che, a sua volta, è una questione di impegno. È un protendere voi stessi verso nuove alternative e panorami sconosciuti e inesplorati - e questa è sempre una questione di coraggio, di impegno nel credere a questa possibilità, pur non avendone ancora sperimentato la verità. Il coraggio di pronunciare con forza queste parole è un prerequisito necessario. La fede è formata sempre da forza e coraggio.

  50. Poi ci vuole coraggio anche per parlare nella verità, perché occorre rinunciare alle false sicurezze in cui si è investita tanta falsa fede, spesso per lungo tempo. A meno di non riuscirvi, non si possono pronunciare parole di verità e dunque non ci può essere creazione. Il processo positivo e autonomo, un mare con dolci onde dall’energia immensa e benigna, non si può attivare se il vostro parlare non è vero. Lo sperimentate proprio adesso in questa magnifica avventura che è il Centro. Cresce il vostro stupore per ciò che sta accadendo, mentre una forza dall’interno prende forma e va oltre i limiti della vostra visione e coscienza. E fate bene a provare meraviglia.

  51. Sappiate che questo è il risultato e la creazione delle molte parole di verità, forza, dono, impegno, fede, buona volontà e azione - in breve, della parola iniziale che ha messo in moto tutto questo - che molti di voi hanno proferito. Anche se quelle stesse coscienze esprimono ancora parole di non-verità, le parole di verità da loro dette hanno creato un potere ancora più forte. E quel potere a sua volta ha fatto sì che spiriti ed entità divine giungessero in modo sempre più copioso, unendosi alla vostra divinità interiore.

  52. Sono sicuro che tutti voi abbiate capito che con questa prima lezione dell’anno avete ricevuto un nuovo strumento che ora potrete usare con efficacia, cosa prima impossibile. Usatelo, provatelo, sperimentate e vedete la bellezza della vita che si apre sempre di più. L’amore di tutti noi nel nostro mondo si riversa continuamente su di voi. Ricevetelo. Siete benedetti. Siate in Dio!

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 233 - The Power of The Word
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