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Lez. 232 - I valori dell'essere e i valori dell'apparire - l'autoidentificazione

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
4 giugno 1975

Traduzione in italiano di Daniele Buratti
Revisione non ancora effettuata
Edizione Gennaio 2018

  1. Saluti e benedizioni divine per tutti voi, amici miei carissimi. Quest’ultima lezione della nostra stagione di lavoro prosegue e riassume il percorso interiore da voi svolto finora. La vostra crescita è commovente, è uno spettacolo che mi riempie di gioia. Siete cresciuti molto più di quanto immaginiate, amici miei diletti.

  2. La via per la felicità e l’abbondanza ora passerà per un nuovo livello in cui il vecchio atteggiamento di prendere, volere, esigere e non dare si trasforma in atteggiamento di amore, di dono, di devozione e di sincerità. Non c’è un’altra via. Ma parlarne prima che si sia riconosciuto il proprio atteggiamento egoistico è superficiale e inutile. Potrete percorrere questa nuova strada solo se prima avrete preso atto del vostro atteggiamento. In questa lezione vi voglio mostrare, a un livello ancora più profondo, come il capire che c’è un modo diverso di esistere sia legato al problema dei valori e dell’auto-identificazione.

  3. Fondamentalmente gli esseri umani seguono due sistemi di valori. Uno è quello dei valori dell’essere, l’altro dell’apparire. Ne abbiamo già parlato in passato, anche se in modo fugace ed estemporaneo. Ora cercherò di mostrarvi a cosa conduca ognuno di questi sistemi.

  4. La maggior parte degli esseri umani si basa sui valori dell’apparire. Solo i più evoluti, che sono già passati attraverso un lungo percorso di auto-purificazione e di trasformazione, si basano sui valori reali. Lo fanno per amore di ciò che è, e non per salvare le apparenze agli occhi degli altri.

  5. Anche qui, come in molti altri casi, non c’è bianco o nero. Esistono delle gradazioni. In alcune situazioni della vita una persona può comportarsi in base ai valori autentici, mentre in altre è ancora legata all’importanza della forma. Ma piano piano, percorrendo questo Sentiero, il primo sistema di valori andrà gradualmente a sostituire il secondo.

  6. Prima di intraprendere un cammino di tale portata, e anche per un certo tempo dopo averlo iniziato, l’umanità segue i valori dell’apparire in quasi tutte le circostanze. Ora vediamo la differenza.

  7. I valori dell’apparire mirano sempre a suscitare un’impressione positiva. Questi falsi valori possono manifestarsi in modo grossolano, come il desiderio di approvazione e il sapersi vendere per far colpo o per l’ammirazione degli altri. Questa tendenza può essere evidente e palese, oppure sottile e nascosta e non facile da rilevare. In molte vostre attività e percorsi nutrite aspettative e preoccupazioni sottili, segrete o semi-consapevoli, su “cosa penseranno gli altri di me”. Il timore di reazioni negative da parte del prossimo vi procura un grande stato d’ansia. Dunque il sistema dei valori dell’apparire è insidioso e velenoso. È molto più dannoso, amici miei, di quanto possa sembrare, perché vi scollega letteralmente dalla vostra realtà interiore, dal Sé superiore, dalla verità della situazione e dalla sincerità del vostro impegno e investimento.

  8. Se cominciate a osservarvi da questo punto di vista, scoprirete molti aspetti di voi che in un primo momento riuscite a malapena a scorgere. Ma nel momento in cui ne prenderete consapevolezza e vi ci sintonizzerete, scoprirete che non sono poi così trasparenti. In realtà il sistema dei valori dell’apparire, che è il contrario di quello dell’essere, cambia completamente la scena. I valori della forma, per quanto forti e apparentemente amorevoli o creativi siano il vostro impegno e gli obiettivi, connotano sempre insincerità. Perché fate ciò che fate per l’effetto che volete ottenere: o direttamente con il vostro agire oppure per denaro e potere, tanto per dimostrare il vostro valore.

  9. Quando agite in base ai valori dell’essere, fate ciò che fate per amore della verità e dello stesso essere. Questo vuol dire semplicemente che fate del vostro meglio a prescindere delle opinioni altrui, così che il vostro agire soddisfi il proprio scopo innato. Oppure che offrite il vostro agire a Dio, regalando al mondo o ai vostri simili amore, bellezza, volontà, conforto e qualcosa di costruttivo, sempre prescindendo dalle opinioni altrui o che altri si accorgano del vostro sforzo. Sia che diate il vostro contributo a una grande opera umanitaria, a un’opera d’arte, a un progetto scientifico, o che compiate il più piccolo e insignificante dovere quotidiano, non c’è differenza. Importa solo che svolgiate ogni attività quotidiana nello spirito dell’essere, e non della forma.

  10. Quando agite esclusivamente per amore di ciò che fate, anziché cercare di dimostrare a voi stessi quanto valete attraverso ciò che fate e gli obiettivi raggiunti, alla fine sarà sempre un atto d’amore fatto con sincerità di spirito, donando e arricchendo la vita. Quello che date agli altri lo date a voi stessi. Non dare agli altri toglie a voi ancora più di quanto non tolga agli altri. Vi rende incapaci di ricevere ciò che c’è a disposizione per voi.

  11. Quando agite sul piano dell’essere si verificano alcuni cambiamenti radicali. Sono sottoprodotti dell’integrità della vostra motivazione al livello più profondo, anche se non potrete mai fare quel collegamento. Vi faccio un esempio: quando vi attaccano, giudicano, criticano o rifiutano, fintanto che agirete secondo il sistema dei valori della forma vi sentirete del tutto devastati. È inevitabile. Se basate la vostra autostima e la percezione di quanto valete su come apparite agli occhi degli altri, allora il mettervi in cattiva luce non potrà che arrecarvi un senso di annichilimento anche per delle piccolezze. Sentirete vacillare la vostra sicurezza interiore; perdete la vostra centratura. È chiaro che non sarete mai realmente centrati finché sarete governati dai valori della forma, ma non ve ne renderete conto finché non vi criticheranno. Sembrate centrati quando ricevete elogi e ammirazione, perché in quel momento vi sentite gratificati. Non siete consapevoli dell’ansia che vi divora anche nei momenti di successo. Finché il senso di quanto valete dipenderà dagli altri, voi cercherete sempre di mantenere quella condizione di non-centratura che cerca autostima al di fuori di voi altri, e non avrete un vero controllo sulla percezione di quanto valete.

  12. Invece operare in base ai valori dell’essere genera una profonda sicurezza interiore. Questo non vuol dire che sarete indenni da giudizi ostili, da ingiustizie e critiche altrui. Ma c’è un’enorme differenza tra il genere di dolore che non potrà mai scuotere le vostre fondamenta e il genere di quello che invece le scombussola.

  13. Operare secondo i valori della forma scuoterà le vostre fondamenta, e le farà addirittura crollare se la forma proiettata è negativa. Questo non accade se opererete con la profonda sicurezza dell’essere. Considerando la vostra assoluta integrità e conoscendo le vostre reali motivazioni ai livelli più reconditi, nonché la verità del vostro dare, la sincerità del vostro investimento, il perseguimento dell’obiettivo fine a se stesso senza pensieri occulti né secondi fini, sappiate che la certezza di quanto valete sarà così radicata nella realtà che, per quanto vi possano giudicare o ferire, voi sperimenterete l’incrollabile verità del vostro nucleo. Allora la percezione di quanto voi valete non dipenderà più dall’opinione degli altri, cui mostrate i vostri punti di forza nascondendo quelli deboli. Questo crea centratura, sicurezza e una consapevolezza dei vostri valori eterni, indescrivibile a parole.

  14. Quando operate secondo i valori dell’apparire non possedete un’identità. Fate dipendere la vostra identità dal parere di altre persone, da come apparite ai loro occhi. Allora quando vi lodano e vi onorano provate un momentaneo senso di grande gratificazione e di conferma di voi stessi - potreste perfino avvertire un’euforia momentanea - ma che è basato su un terreno instabile. Senza quell’ammirazione e quell’approvazione, o magari con il loro opposto, sentirete la terra tremare e proverete disorientamento; vi sentirete privi d’identità. Il falso senso d’identità si è sgretolato, ma ancora non ce n’è uno autentico.

  15. Fino a quando vi farete influenzare dai valori della forma, non farete che erodere sistematicamente la vostra autostima. Nel profondo sapete di non essere nella verità se mettete tanta enfasi a livello della forma. Non riuscirete a collegarvi con il vostro Sé superiore. Siccome sapete che il vostro dare è solo apparente e con secondi fini, in cambio di qualcosa che volete acquisire con orgoglio, ciò facendo dubitate di voi a un livello molto profondo. Così, quando dubitano di voi e provano diffidenza o vi criticano, al di fuori siete indignati, polemici e state sulla difensiva, ma dentro non trovate il vostro centro perché dubitate della vostra integrità sul modo di agire in generale, anche se nel caso specifico vi comportate con integrità.

  16. La vostra capacità di percepire la verità negli altri è un aspetto profondo e importante del sistema di valori che adottate. Quando il vostro dare avviene con spirito sincero e con profonda dedizione, state investendo spassionatamente le vostre facoltà migliori in tutto ciò che fate. Ma se manca questo spirito e dettano legge i valori della forma, non sarete mai in grado di rispondere a quesiti come: Ho torto o ragione? Gli altri sono nel giusto o no? Fino a che punto ho ragione o torto, o sono gli altri ad averlo? In quale particolare contesto ho ragione io e in quale gli altri? E in quale specifico contesto ho torto e in che modo sono gli altri ad averlo?

  17. Siete assillati da queste domande, che magari riuscite a ignorare come, purtroppo, riuscite a negare la consapevolezza di come i valori della forma minino la vostra integrità. È proprio questo negare che genera confusione. Così facendo stendete una cortina di fumo su quegli argomenti e quelle domande, quando invece avreste bisogno di sapere con chiarezza chi siete. E così vi agitate e procedete a tentoni, ma in modo non sano. Siete davvero confusi, e il combattimento vi procura dolore perché maschera l’interiore mancanza di quella sicurezza che vi possono regalare solo un impegno profondo e sincero e il desiderio di donare. In loro assenza le vostre ‘viscere psichiche, se mi passate il termine, si fiaccano e voi dubitate di quel che fate e pensate.

  18. Potreste voler adottare una sicurezza fragile e artificiale, non fondata su un’autostima solida e profonda. Tuttavia una sana e necessaria ricerca che conduca alla sicurezza, assume delle forme notevolmente diverse. Ci si sente diversi. Una ricerca onesta non si deve nascondere. È un agone bello che vi fa crescere. Posso solo accennare al tipo di esperienza che si prova, perché le parole non riescono a trasmettere l’enorme differenza tra il dolore di essere ingiustamente giudicati, ma che non vi fa perdere l’integrità, e quello che invece vi distrugge - oppure la differenza tra una lotta di crescita e ricerca vere e la falsa lotta che copre la vostra insicurezza nascosta.

  19. Decidete sempre e comunque, ogni giorno e ogni ora, in tutte le vostre attività, di dare il vostro meglio nella verità, anche se non ottenete né l’ammirazione né i riconoscimenti da parte di altri. Fatelo semplicemente per la sincerità, per la veridicità, per la bellezza e l’amore per Dio, per voi stessi e per la vita. Poi, a poco a poco - quasi come per un effetto secondario – sorgerà in voi una conoscenza interiore profonda, sicura e intuitiva di problemi e questioni su cui prima avevate un’incertezza che vi sentivate obbligati a difendere, andando a tentoni in un eterno ‘aut-aut’, in un’eterna dualità.

  20. Anche se il vostro intelletto aderisce già al sistema unitivo, dove l’uno non è contro l’altro, lo fa solo in modo teorico. È molto diverso dall’esperienza viva di essere collegati al vostro centro più profondo da cui deriva la certezza intuitiva di ciò che è giusto, una certezza su voi stessi, sugli altri, sulla vita. Certezza che vi dà una rilassante conoscenza interiore, una pace profonda e una chiarezza che nessuno potrà mai togliervi. Che vi libera da ogni atteggiamento difensivo. Si ottiene solo con una vera autostima basata sul dare sincero e sull’impegno, e sui valori dell’essere di cui stiamo parlando. Quale illusione è sperare di ottenere autostima e sicurezza basandosi su qualcosa di diverso dalla verità interiore di un vero dare che sia fine a se stesso!

  21. Un altro aspetto di questi due sistemi di valori è sapere quel che volete veramente. Se non conoscete il vostro Sé superiore, se siete disconnessi da esso e non vi ci potete identificare, se tutta la vostra energia viene incanalata nei valori della forma e dunque mancate di centratura, come farete a sapere quello che volete? Tutto è colorato e determinato dai valori della forma. Se date precedenza a come apparite agli occhi degli altri invece che a quello che voi potreste desiderare, non potrete nemmeno permettervi di sapere che cosa volete. Perché se ciò che voi volete rischiasse di diminuire l’onore e la stima degli altri, potrebbe sembrarvi preferibile decidere di volere ciò che vi conviene desiderare, ossia tutto ciò che ritenete possa guadagnarvi lodi e ammirazione altrui.

  22. Pertanto se operate secondo i valori della forma, in realtà scegliete di non sperimentare ciò che desiderate veramente, il vostro possibile destino, il vostro potenziale, la vera realizzazione e il vero anelito. Tutto ciò non è conforme ai valori formali che avete adottato. Esistono vari sistemi di valori della forma, ma c’è un unico sistema dei valori dell’essere per il vostro Sé superiore, con le infinite varietà di auto-espressione di tutti i Sé superiori. Il vostro valore dell’essere non potrà mai interferire con il sistema di valori del Sé superiore di un’altra persona. Al sorgere di un conflitto c’è per lo meno un insieme di valori ancorato al livello dell’apparire, anche se non ne siete coscienti. Solo un profondo auto-confronto potrà darvi la risposta.

  23. Per contro, i valori della forma interferiscono uno con l’altro e sono allo stesso tempo rigidi, inflessibili e invariati nella loro conformità e opacità. Individualisti come appaiono, essi mancano della flessibilità e del respiro vitale che solo i valori dell’essere possono avere.

  24. Se non avete il coraggio di sapere cosa desiderate veramente e a cosa anelate, vi sentirete irrealizzati, perché i falsi obiettivi dei valori formali non potranno mai appagarvi. Cercherete continuamente qualcosa che non sarà mai all’altezza delle vostre aspettative. Forse ancora più insidioso e doloroso è il fatto di non sapere ciò che volete davvero. Per un po’ magari riuscirete a nasconderlo a voi stessi cercando in ogni modo di crearvi desideri e obiettivi immaginari e comportandovi come se ci credeste per davvero. Ma prima o poi scoprirete la grande confusione che avete sui vostri desideri, aspirazioni e obiettivi. Confusione che non fa che accrescere la mancanza di una vera identità e la vostra relativa disperazione.

  25. Ogni volta che agirete in base ai valori della forma vi scollegherete dai vostri autentici desideri, dalla conoscenza della vostra vera essenza riguardo a orientamento, auto-espressione, talento, gusto, opinioni, filosofia, veri sentimenti, stile di vita, potenziale da sviluppare, tendenze generali della vita, piccole decisioni quotidiane. Le decisioni su cosa fare o non fare, per le questioni banali o importanti della vostra vita, sono sempre determinate dalla scelta di operare secondo i valori dell’essere o quelli dell’apparire.

  26. Così non sapete mai veramente chi siete per davvero né cosa volete, se siete governati e inquinati dai valori della forma. Prendete in prestito un desiderio immaginario e lo inserite nel sistema di valori formali che avete adottato. E nel perseguirlo, ovviamente, vi sentite svuotati. Non dovete stupirvi se ne rimanete delusi, anche se riuscite a realizzarlo con gran dispendio del vostro sistema energetico. Serve tanto sforzo perché spingete il vostro sistema energetico in senso contrario al vostro vero Sé superiore, alla vostra realtà, a chi siete veramente. Quindi ne scaturiscono disperazione e un senso di futilità e scoraggiamento riguardo alla vita. Voi vi dite: “Ho investito talmente tanto, ci ho provato in ogni modo, mi sono tanto sforzato per riuscire in questo, in quello e in quell’altro. Eppure mi sento insoddisfatto, vuoto, non so nemmeno chi sono davvero”. La maggioranza degli esseri umani ha talvolta simili pensieri e sensazioni, ma non sa perché.

  27. I valori dell’essere creano una situazione molto diversa. Dal momento che non avete paura di individuare il vostro desiderio, la vostra direzione, la vostra espressione - che gli altri approvino o meno le vostre scelte – potete permettervi il lusso di rilassarvi interiormente e di lasciar emergere il vostro vero sé, con le sue espressioni e i suoi desideri, scoprendo in questo modo quello che volete per davvero.

  28. Quale enorme ricchezza è conoscere ciò che volete veramente! Che fenomeno raro in questo vostro mondo! Quanto ardua la lotta di auto-purificazione per giungere a questo evento benedetto della scoperta del tesoro, ossia sapere che cosa volete veramente! Cosa non facile da scoprire. Dovete identificare e quindi eliminare ciò che vi allontana dal vostro vero essere e dalla vera espressione, scegliendo non ciò che ritenete si dovrebbe desiderare per diventare quel che si dovrebbe essere, bensì ciò che volete e siete realmente.

  29. Se agite in base ai valori della forma non vi potete fidare delle vostre percezioni o dei vostri desideri. Essi non sono affidabili se sono contaminati dalla menzogna del sistema dei valori formali in cui vivete e a causa dei quali avete perso l’orientamento. Qualcosa potrebbe anche essere auspicabile, ma non sapete se sia giusta o buona per voi, o se fate male a desiderarla. Vagate nell’incertezza.

  30. Quando sarete profondamente e sinceramente intenzionati a investire il meglio di voi in tutto ciò che fate, quando la vostra integrità mostrerà che non avete secondi fini e che il vostro dare è fine a sé stesso - che è sempre un dare per amore di Dio - allora prima o poi sperimenterete l’incredibile miracolo che il desiderio del vostro cuore coincide con la volontà di Dio.

  31. All’inizio, abituati ai vecchi schemi, non vi fiderete della bontà e giustizia del vostro desiderio. Anche se avete già cominciato a operare con i valori dell’essere, continuerete a diffidare dei vostri desideri. Essi sono stati contaminati per lunghissimo tempo – per secoli e secoli – e così, anche se non è più necessario diffidare di essi, lo fate ancora. Date subito per scontato che il vostro desiderio sia sbagliato, che se qualcuno non è d’accordo con voi, costui ha necessariamente ragione e dunque il vostro desiderio non è valido. Ma appena comincerete a scoprire gli effetti dei valori dell’essere, scoprirete anche il miracolo che quei desideri piacevoli e proibiti, che credevate fossero propri del bambinetto ingordo che c’è in voi, coincidono con la volontà di Dio. Quando operate secondo i valori della forma, il volere divino è di fatto sempre contrario ai vostri desideri, o così almeno vi sembra. È spesso così, perché il vostro vero sé non può godere nel fare ciò che voi non volete realmente fare.

  32. I falsi desideri che vi create non danno vero piacere, né sono la volontà di Dio. Essi sono dettati da valori formali. Quei desideri sono l’opposto del volere divino. A volte vi possono sembrare attraenti, forse perché paiono cattivelli e trasgressivi, ma vanno comunque in senso contrario al volere divino. Altre volte potrebbero anche essere in linea con il volere divino, ma non potrete mai saperlo se siete disconnessi dalla vostra verità.

  33. Voglio accennare a un ultimo aspetto di questo tema - che sarà la prefigurazione di gran parte del lavoro che faremo nel prossimo anno - ossia la creazione, la ricreazione e il modellamento della sostanza vitale e animica. Ha a che fare con il potere della parola. È scritto nella Bibbia: "In principio era il Verbo". C’è qui un significato molto profondo.

  34. La parola è il primo impulso creativo. La parola è l’espressione di un intento, e la parola dà forma all’intento. Alla parola può seguire l’azione, l’azione creativa e il relativo processo di esecuzione. La parola è il primo progetto, è il piano. La parola contiene un enorme potere, che sia espressa a voce alta o nel silenzio da una voce interiore, in modo assertivo e deciso. La parola è lo scalpello, è lo strumento con cui plasmate e date forma alla sostanza animica che dimora in voi e in cui anche voi, allo stesso tempo, dimorate: sostanza che sta intorno a voi e che penetra dentro di voi.

  35. Ogni pensiero o intento è uno strumento potente. Il potere creativo deriva dalla propria centratura e da un atteggiamento libero da conflitti da parte di chi la esprime. Ora forse riuscirete facilmente a vedere che quando vi basate sui valori della forma, scollegandovi in tal modo dalla verità del vostro essere reale, dei vostri valori e dei vostri desideri, siete disconnessi dalla conoscenza del vostro Sé Divino. In questo caso sperimenterete anche molti livelli contrastanti. Dunque la vostra parola – espressa a voce o con il pensiero - non può avere la forza, la potenza e la chiarezza necessarie per poter creare. I molti pensieri, desideri, sentimenti e intenzionalità contrastanti determinano una sequela continua di azioni autolesioniste e controproducenti che interferiscono tra di loro annullandosi a vicenda. Dunque la parola non ha un vero potere.

  36. Il vero potere risiede nell’assenza di conflitti, nell’unicità e nell’interezza dell’enunciato. Sentimenti, desideri, concetti, percezioni, conoscenza, devono tutti confluire in un flusso di energia coesa e compatibile. Allora il potere della parola sarà enorme. Allora tutto ciò che creerete, di cui la parola è il primo agente di creazione, dovrà prendere vita e forma.

  37. Se riscontrerete dei problemi in ciò che avrete creato, osservate il disordine e le contraddizioni dei vostri vari livelli di pensare e di sentire. Guardate se questo possa emanare dal livello della forma con cui operate. Se sarà così, avrete fatto un altro passo verso l’impegno a operare secondo i valori dell’essere - non solo in modo generico e filosofico, ma in modo specifico - in ogni atto quotidiano intrapreso e in ogni orientamento della vostra vita.

  38. Se ancora non conoscete quale sia l’orientamento generale, potete utilizzare il sistema di valori dell’essere nonostante siate ancora in fase di ricerca e nell’attesa di una risposta. Anche così si seguono i valori dell’essere. Il conseguente combattimento produrrà vita e luce, e non caos e confusione.

  39. In futuro ci occuperemo di altri aspetti del potere della parola - la parola che pronunciate, quella che pensate e l’impatto di tutte le vostre parole, sia dette che pensate. Voi sottovalutate il vostro potere quando non avete fiducia in voi stessi, poiché operate con i valori della forma. Avete così poca stima in voi che non riuscite a considerare quanto siano potenti le vostre emanazioni, le vostre espressioni e i vostri atteggiamenti. Essi possono ferire, influenzare, danneggiare - o possono guarire, possono aiutare, e possono generare vita.

  40. Se vi considerate delle nullità, perfino quando vi ritrovate ancora nell’errore e nell’assenza d’integrità dei valori della forma, voi insultate la vostra innata manifestazione divina. Questa è un’altra prova del fatto che siete una parte del tutto. Se insultate voi stessi perché sottovalutate voi e il vostro potere, allora danneggerete e insulterete gli altri. È molto falso ritenere che le persone che hanno poca stima di sé stesse siano umili e buone. Uno dei tanti fraintendimenti dualistici del vostro mondo è l’equazione auto-svalutazione = umiltà e bontà, e l’equazione auto-stima = orgoglio e arroganza. Nulla di più lontano dalla verità. Se riconoscete il vostro valore e il vostro potere e rispettate voi stessi, allora sarete davvero rispettosi degli altri e li apprezzerete. Non è possibile svalutare sé stessi e apprezzare gli altri, o viceversa. È un’illusione che voi e gli altri siate separati. Tutto è uno. Queste sono parole, ma forse, se le esaminate più in profondità, riuscirete a capire veramente il loro potere.

  41. Siate benedetti voi tutti, miei diletti. Proseguite il cammino verso il centro luminoso della razza umana, del vostro essere più profondo che è l’essere più profondo di tutto ciò che è, che è sempre stato e che sempre sarà. Andate con gioia, nella benedizione.

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 232 - Being Values Versus Appearance Values - Self-Identification
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