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Lez. 228 - Equilibrio

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
12 febbraio 1975

Traduzione in italiano di Daniele Buratti
Revisione non ancora effettuata
Edizione Giugno 2018

  1. Saluti, miei amici carissimi. Benedizioni per ciascuno di voi. È con grande gioia che mi riaffaccio brevemente nel vostro mondo per mostrarvi un passaggio nuovo e utile che sta a voi rendere tale. Questa lezione verte sull’equilibrio. L’equilibrio è ciò che mantiene integro l’universo. Senza equilibrio, senza coscienza né legge di bilanciamento, tutto si disintegrerebbe. Le leggi naturali che conoscete, e le cosiddette “soprannaturali” che non conoscete, che esistono su un altro livello di realtà, sono leggi di equilibrio. Provengono dall’equilibrio e portano all’equilibrio. L’equilibrio non è un fattore freddo, meccanico, accidentale, ma è espressione di suprema intelligenza e di determinazione.

  2. Ogni aspetto della legge dell’equilibrio è importante e possiede una coscienza propria. Potete trovare questa legge nelle leggi fisiche, ma fino a un certo punto, perché non ne percepite la connessione con i livelli di realtà di cui non siete consapevoli. Le leggi fisiche non potrebbero esistere senza questo collegamento. Né potrebbe esistere la vostra manifestazione corporea, senza la vita che voi avete su altri livelli della realtà. Questo vale per tutto, non solo per le entità, ma anche per le leggi universali.

  3. Tutti i sistemi planetari sono tenuti insieme da queste importanti leggi. Se non lo fossero, essi si disarticolerebbero, i pianeti si scontrerebbero tra loro e l’intero sistema si disintegrerebbe. Lo stesso vale per il microcosmo del corpo umano. Il corpo umano è tenuto insieme da una legge suprema di equilibrio di cui voi esseri umani ancora non sapete nulla. Se questa legge non prevalesse, tutte le vostre cellule e particelle si disintegrerebbero; la vostra struttura fisica non potrebbe restare coesa.

  4. Tutte le leggi della fisica, della chimica, della biologia, di ogni scienza concepibile nella vostra realtà fisica, sono governate dalla grande legge dell’equilibrio. Alcune di queste leggi sono evidenti per i vostri scienziati. Altre sono più complesse e rimangono arcane. C’è una matematica superiore oltre il vostro livello di realtà che contiene la chiave di queste leggi. Solo pochi esseri umani illuminati hanno intuito il rapporto tra la matematica e la chiave dell’universo, la chiave della creazione.

  5. L’equilibrio esiste a tutti i livelli. Sul livello fisico l’equilibrio è ordine e crea ordine. Lo squilibrio è disordine, ma un disordine temporaneo e contenuto, perché il temporaneo disordine è un passaggio verso un ordine molto più elevato di organizzazione.

  6. Sul livello emotivo l’equilibrio è armonia - l’armonia dei sentimenti. Esso conduce a una maggiore armonia. Lo squilibrio è certamente disarmonia e sentimenti negativi. La disarmonia porterà, alla fine, a una più ampia armonia di ordine superiore. Sul piano mentale, equilibrio vuol dire stabilità e deve portare a maggiore equilibrio e stabilità. Lo squilibrio, a livello mentale, vuol dire follia, forse solo temporanea, ma che condurrà, infine, alla più ampia stabilità di un’organizzazione superiore.

  7. Per la grandiosa legge divina la frammentazione non è che una transizione verso l’unione. Tutto concorre al conseguimento finale d’integrazione, ordine, luce, armonia, equilibrio, amore, intelligenza e salute.

  8. La legge dell’equilibrio è dunque sempre integrante. Equilibrio significa “giusta misura”. Considerate le manifestazioni nel mondo della materia che voi sperimentate con i sensi fisici. In questo livello di coscienza le manifestazioni divine sembrano antitetiche ma, come dico sovente, in realtà non lo sono. Il caldo e il freddo, ad esempio. In giusta misura sono entrambi indispensabili per una vita armoniosa. Ciascuno ha il proprio scopo, funzione e importanza nel più grande schema delle cose. Entrambi simboleggiano forze e correnti creative indispensabili alla crescita fisica e al sostentamento della vita. Non parlo di temperature prefissate, giacché non esiste una regola unica per tutto. Il concetto di caldo e freddo può essere molto diverso per culture e luoghi differenti, in cui gli esseri umani sono diversamente organizzati. La pioggia tropicale è fredda quanto basta per regolare il soffocante calore del clima. Il sole mite dell’Artico fornisce calore ed equilibrio sufficienti a sostenere la vita.

  9. Laddove c’è squilibrio, un piacevole calore diventa caldo insopportabile e un freddo purificante gelo, entrambi potenzialmente letali. Lo stesso vale in presenza di squilibrio o esagerazioni in qualsiasi altra manifestazione fisica, e anche nelle manifestazioni emotive e mentali.

  10. Restiamo per il momento al livello fisico. Prendete luce e tenebre. Il loro bilanciamento crea una bellissima armonia e dà all’umanità esattamente ciò che le serve. Ma nella distorsione dualistica appaiono come degli opposti. Pur essendo manifestazioni dello stato di coscienza dualistica, esse formano tuttavia un insieme unitario, realizzando così il loro scopo. Nel buio della notte voi riposate, alla luce del giorno siete attivi. Questa è una manifestazione simbolica del livello interiore, in cui avete bisogno di alternare l’attività al riposo. Se si altera l’equilibrio aumentando o diminuendo il quantitativo di uno dei due, si avranno momentaneamente disordine e frammentazione.

  11. Il fattore di bilanciamento rivela la ricchezza, la bellezza, la saggezza e l’amore del Creatore. Ogni entità vivente ha in sé la capacità intuitiva di scoprire l’equilibrio che tiene insieme il tutto. Con il diffondersi della luce creativa che assolve alla necessità evolutiva di riempire il vuoto, la coscienza e le particelle di energia si disperdono e sembrano separarsi dall’insieme. Mentre cerca di penetrare e colmare il vuoto, la separazione temporanea e illusoria assolve al suo compito, portando nel vuoto spirito e luce. Piano piano, il movimento in continua espansione va a riempire le lacune della coscienza ristabilendo, alla fine, l’unità originale.

  12. Il mare del divino si espande continuamente. In questo processo, le prime particelle si separano per poi riunirsi nel flusso in movimento, riempiendo gradualmente i vuoti. Devo ricorrere a termini come “prima” e “dopo” che sono, naturalmente, illusori, dato che l’intero concetto di tempo è illusorio. Ma per rendere queste idee comprensibili alla vostra mente umana, dove per adesso è concentrata la vostra coscienza, devo parlare in termini di tempo. Alla fine le particelle si riuniranno con la sostanza divina in espansione, scoprendo la loro originale connessione con il tutto. La disconnessione temporanea e illusoria crea altresì uno squilibrio temporaneo e illusorio, che conduce a disordine e frammentazione. Ma giacché tutto il movimento ha un significato e uno scopo onnicomprensivo, il disordine e la frammentazione sono temporanei. Lo squilibrio determinato dal progressivo movimento della luce che penetra nel vuoto crea un’illusione di separazione. Nella separazione c’è anche squilibrio, ma quest’ultimo non è che una transizione verso un equilibrio più grande.

  13. È molto importante che comprendiate questo fatto, amici miei. Ma non basta capirlo a livello intellettuale. Voi tutti siete in grado di aprire un canale interiore, un canale intuitivo, e collegarvi con quanto vi sto dicendo ora. Forse riuscirete a farlo meglio quando individuerete quelle aree in voi che non si trovano in equilibrio.

  14. Il processo di purificazione di questo sentiero è, certamente, un modo pratico per ripristinare l’equilibrio. In quale misura, lo potete capire in modo intuitivo. Ricercate intuitivamente quanto occorre a bilanciare alcune espressioni, ad esempio come, quando e quanto aprirvi agli altri; quando racchiudervi in voi e raccogliere le forze; quando essere attivi e quando, invece, calmi e ricettivi. Ricercate tutti l’equilibrio in questi e in altri ambiti, per capire spontaneamente quando esprimervi in un modo e quando in un altro, quando affermare voi stessi e quando essere flessibili e cedere.

  15. Gli esseri umani si sono sempre rifugiati in regole pratiche e veloci da adottare senza pensarci troppo e senza doversi confrontare con i processi profondi della propria luce interiore: non sono che scorciatoie illusorie per evitare di scoprire la guida spontanea del vostro Dio interiore, che conosce la giusta misura per voi in qualsiasi situazione. Dovete consciamente desiderare di capire questo fatto, ma senza forzature, sapendo che è una cosa possibile.

  16. Se cercherete la giusta direttiva solo con la mente esteriore tenderete ad affidarvi alle regole, a dei cliché magari anche validi, ma non per tutte le situazioni. E se anche lo fossero, se provengono dal livello esteriore, essi sono artificiosi. Se cercate di stabilire l’agognato equilibrio con la personalità esteriore, il risultato non potrà che essere un agire piatto e insoddisfacente, anziché un agire di sostanza che trae la sua origine dal centro divino.

  17. Un equilibrio interiore davvero soddisfacente e appagante si raggiunge solo attraverso un arduo percorso di auto-purificazione, in modo naturale e gratuito. Sembra quasi sgorgare da dentro, come l’amore. Sì, dovete voler amare, essere nella verità e nell’equilibrio, ma non lo dovrete desiderare in modo diretto: ciò si realizzerà quando la chiave interiore sbloccherà la vostra saggezza, per esservi impegnati e aver voluto essere nella verità.

  18. L’equilibrio non può mai essere imposto da fuori, così come per l’amore, la saggezza, l’illuminazione o la pace. L’equilibrio è una manifestazione divina e spontanea. Equilibrio è sanità mentale. In ogni particella del vostro essere (del corpo fisico e di quello energetico) avete bisogno di equilibrio per essere sani. Se c’è squilibrio c’è malattia. Il corpo sano si mantiene nell’equilibrio.

  19. La coscienza, che conserva e nutre il corpo sano, farà in modo che conduciate una vita equilibrata, usando in parte l’intelligenza e in parte l’intuito, ma usando sempre, comunque, una volontà positiva. Un equilibrio personale autentico, profondo e importante non si può misurare con numeri o equazioni matematiche. Non è questione di percentuale.

  20. Prendiamo ad esempio l’equilibrio tra riposo e veglia. Il giusto equilibrio personale può variare da individuo a individuo, ma nessuno ha bisogno di un ugual numero di ore di veglia e di riposo. Visto da fuori, sembrerebbe che dormire per otto ore ed essere attivi per sedici denoti assenza di equilibrio. Ma in termini di equilibrio interiore potrebbe essere la misura giusta per voi. Ed è così in molti casi. Voglio dire che la misura esteriore non esprime per forza la misura interiore del giusto equilibrio.

  21. Il principio diventa più evidente se proviamo ad applicarlo agli atteggiamenti interiori. Sarebbe del tutto illogico stabilire delle regole sulla quantità di tempo in cui essere assertivi oppure essere nella condizione di affermare che la persona spirituale non dovrebbe mai essere aggressiva o che la persona forte non dovrebbe essere accogliente e cedevole. La misura del giusto equilibrio va al di là dei calcoli dell’intelletto. Dovete sentirla; dovete cercarla dentro di voi.

  22. L’equilibrio interiore proviene da una matematica diversa, è una misura che viene dalla saggezza di un livello ancora inaccessibile alla vostra percezione cosciente. Esso si manifesta indirettamente. Nella apparente disparità della realtà interiore risiede il vero equilibrio. Lì scoprirete un modo del tutto diverso di vedere che cosa è regolare e che cosa non lo è. In altre parole, l’equilibrio della realtà interiore non è artificiale né meccanico. C’è un significato dietro di esso. Lo scopo di un percorso interiore è quello di farvi trovare la vostra strada in questo ritmo interiore della vita.

  23. Una persona del tutto scollegata dalla dimensione interiore ha bisogno di delegare alla mente esterna la determinazione del ritmo, dell’equilibrio e di tutte le misure. Il risultato è spesso privo di senso, artificioso e controproducente, e rompe il vero equilibrio. Le misure della mente esterna sono l’opposto delle vere proporzioni. Ma quando trovate il vostro essere interiore, con la sua intelligenza vibrante e la saggezza che travalica la mente esteriore, voi sperimentate l’incredibile bellezza di essere regolati e condotti da un sistema di bilanciamento di tale portata e impatto da non poterlo esprimere a parole. Imparate ad affidarvi a esso, ad assecondarlo. Imparate a consultare in modo deliberato il sistema di bilanciamento che è sempre a disposizione di coloro che lo cercano, che sono aperti a esso e che rendono il proprio essere esteriore compatibile con esso, mantenendosi vigili.

  24. Ascoltando i fattori ritmici dell’equilibrio, capirete che il vostro sistema interno è parte integrante di un insieme così finemente intrecciato da sfidare la comprensione umana, la cui grandiosità non può ancora essere contemplata dalla vostra mente. Ma lo avvertirete, se vi fate parte di esso. Ciò comporta immancabilmente la rinuncia alla tentazione di rimanere nell’ordine temporaneo e inferiore della vostra piccola mente e confidare che troverete il più vasto ordine della vostra mente superiore.

  25. Questa nuova coscienza potrà sostenervi se qualcosa non andasse nel vostro livello esteriore di esistenza, se doveste provare una totale ribellione per la disarmonia e lo squilibrio prodotti da fattori ancora sconosciuti alla vostra mente cosciente. Il vostro istinto è di combattere il disordine e lo squilibrio. Eppure sono proprio questi a offrirvi l’opportunità di desistere dalla battaglia esterna, dall’insistenza esteriore, e di accedere a un ordine e un equilibrio interiori. Fate loro spazio, abbiate fede e aspettate che essi si manifestino.

  26. Le cose che vi sto dicendo sono molto importanti, amici miei. Adesso la nuova coscienza Cristica sta penetrando nella coscienza umana a un livello interiore della realtà. Essa distruggerà il vecchio ordine - il vecchio sistema di equilibrio e le sue misure obsolete - e tutto quel che è vecchio e logoro: atteggiamenti, sentimenti, valori e concetti. Distruzione che si potrà verificare nelle “piccole” e banali questioni della vostra vita. Ma solo se sarete aperti e vorrete scoprire il significato interiore del disordine temporaneo, scoprirete il nuovo ordine. Solo se considererete da questa angolazione il momentaneo disagio prodotto dallo squilibrio temporaneo potrete trovare un equilibrio autentico, molto più profondo e importante di quello che avete conosciuto e stabilito a un livello superficiale dell’essere. Potreste aver superato quel livello senza nemmeno accorgervene. Ora siete pronti a espandervi ancora di più verso l’esterno e verso l’interno nell’universo reale, e ad adottare una nuova struttura di equilibrio che all’inizio si potrebbe manifestare come squilibrio, ma solo se ostacolate il movimento e lottate contro di esso.

  27. Avete domande su quest’argomento?

  28. DOMANDA: Quello che tu chiami “fattore di bilanciamento”, per esempio nel principio di aggressività e di ricettività, è una terza forza?

  29. RISPOSTA: No, il fattore di bilanciamento è la forza di coesione che sottende alle manifestazioni che appaiono come opposte. Il fattore di bilanciamento è la coesione, il ponte, se volete. I principi di attività e di ricettività sono solo due tra molte altre leggi universali, nello schema della creazione. Ma torniamo al nostro esempio: i principi di attività e di ricettività. L’equilibrio non è un terzo fattore, bensì la conciliazione tra i due principi che crea un’unità in cui risiedono entrambe le espressioni, e in modo rilevante. Dicevo prima che il principio attivo deve contenere in sé il ricettivo, così come lo stato ricettivo deve contenere l’attivo. Altrimenti c’è squilibrio.

  30. Una persona non può essere davvero attiva se quell’attività non contiene anche lo stato mentale ricettivo: il tranquillo e armonioso stato dell’essere. Così il movimento attivo diventa quello che a volte chiamo “sforzo senza fatica”, uno sforzo privo di tensione. L’attività diventa tesa, faticosa e impegnativa solo se non include il principio ricettivo.

  31. Ed è proprio perché gli esseri umani non riescono a percepire una quiete ricettiva durante il movimento attivo, che essi rifuggono il movimento, il divenire, lo sforzo. Essi tendono verso alla stagnazione perché il loro sforzarsi è carico di tensione. Ma se vedessero lo sforzo in quest’ottica in cui non c’è fatica, grazie alla coesione e alla conciliazione con il principio ricettivo, allora non avrebbero più paura della crescita, né del movimento attivo verso fuori e verso il divenire.

  32. Per la stessa ragione, se il principio ricettivo non contiene in sé il principio attivo, esso crea una condizione di ristagno che produce intorpidimento. L’attività e il movimento insiti nello stato ricettivo rendono quest’ultimo vigile, sveglio e vitale al pari dello stato attivo.

  33. Se guardate alle qualità insite nel principio attivo e passivo, constaterete i seguenti fatti (li semplifico per farvi capire meglio): Il principio attivo è movimento e azione. Il principio ricettivo è lo stato dell’essere, è quiete. Lo stato attivo dà. Lo stato ricettivo accoglie. Lo stato attivo mette in tensione le energie; lo stato ricettivo le rilassa. Se saprete combinare entrambi con il giusto equilibrio, allora vedrete che l’azione e lo sforzo risulteranno rilassati, calmi e privi di fatica. E la vostra ricettività sarà vivace e vibrante. In ognuna delle due condizioni saranno presenti tutte le qualità, anche se in proporzioni diverse.

  34. Dunque non esiste una terza forza, ma è la proporzione a mantenere l’equilibrio.

  35. DOMANDA: La mia è una domanda personale, ma è pertinente alla lezione odierna. Solo ora mi accorgo del dolore causato dallo squilibrio nella mia vita. Mi rendo conto che la vanità e l’orgoglio della mia volontà esterna mi fanno oscillare tra un estremo di eccessiva indulgenza e un altro estremo di deprivazione. Questo mi succede in tante piccole cose della vita, come dormire, mangiare, amare e tanto altro. Vorrei che mi aiutassi a capire perché mi succede. Sembra quasi che io ne stia facendo una mia caratteristica identificativa di “specialità” che mi fa andare da un estremo all’altro e che mi priva di un senso di armonia.

  36. RISPOSTA: Ci sono diversi livelli di risposta. Al livello del sé inferiore, per esempio, si ricerca volutamente lo squilibrio per dimostrare, per così dire, che “non funziona, non funziona niente”. Avete la conferma che non funziona nulla, che qualunque cosa facciate è sbagliata, che la vita non è buona e che forse è meglio arrendersi. È l’argomentazione del sé inferiore. È molto importante che voi ne siate consapevoli, che vi opponiate e che non gli permettiate di prendere il controllo. Non appena ve ne accorgerete, riuscirete a identificare quella vocina. Allora potrete aprire cuore e mente al vostro Sé Superiore e richiedere la guida per l’equilibrio. Come vi dicevo in questa lezione, non basta la sola determinazione intellettuale; occorre indirizzare l’intelletto verso l’importanza della guida interiore.

  37. Su un diverso livello, lo squilibrio deriva dall’ignorare la realtà e l’importanza dell’equilibrio. Forse i due livelli si possono combinare: il sé inferiore crea squilibrio ignorando, ad esempio, che riposo e lavoro hanno una loro collocazione nella vita. Lo stesso principio vale per tutto il resto. Senza una certa autolimitazione, la realizzazione diventa superficiale e quindi non è più appagante. Intendevo questo dicendo che lo squilibrio non paga.

  38. Dovete ritenervi capaci di decidere fino a che punto potete dare e quando fermarvi. Dovete accettare la possibilità che esista una forza in voi che sa quando e quanto dare, ed è necessario che ricorriate a quella forza. È necessario che coltiviate il concetto di equilibrio nella vostra consapevolezza e nei processi del pensiero, equilibrio che è manifestazione di due aspetti che lì per lì sembrano opposti. La piena comprensione di questo concetto impedirà al vostro sé inferiore di fare i suoi giochetti, perché lo fronteggerete nella verità.

  39. Che l’amore e la benedizione scendano su ognuno di voi e si uniscano all’amore e alle benedizioni del vostro intimo Sé Superiore. La verità dell’essere, la bellezza della vita, la forza del vostro vero emergono sempre di più, rendendo la vostra vita una gloriosa benedizione. Pace e amore a tutti voi. Siate benedetti!

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 228 - Balance
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