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Lez. 213 - Il significato spirituale e pratico di "lasciare andare, lasciarsi andare a Dio"

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
19 settembre 1973

Traduzione in italiano di Simona Fossa
Revisione non ancora effettuata
Edizione Aprile 2020

  1. Saluti e benedizioni divine per tutti voi qui presenti, miei carissimi amici. Con gioia e amore riprendo una nuova stagione lavorativa per darvi tutta l’assistenza e la guida di cui potreste aver bisogno. La vostra crescita va avanti nella misura in cui la desiderate veramente. Essa ha già portato frutti meravigliosi e continuerà a farlo. Ognuno di voi può trovare nelle parole che ho il privilegio di darvi questa sera ciò di cui adesso avete più bisogno. Se riuscite ad ascoltare con l’orecchio interiore, di vedere con l’occhio interiore, di sentire dal profondo, e lasciate riposare la mente che dubita, troverete esattamente ciò di cui avete più bisogno per il vostro sviluppo.

  2. Ho detto spesso queste parole: "Lascia andare, lasciati andare a Dio" e mentre meditate pronunciate anche voi, di tanto in tanto, queste parole. Esaminiamo il vero significato di "Lascia andare, lascia a Dio", perché in questa frase vi è molto di più di quanto non si possa vedere con gli occhi, amici miei.

  3. Lasciare andare significa ovviamente lasciare andare l’Io limitato con la sua volontà, la sua comprensione ristretta e i suoi preconcetti. Significa lasciar andare le paure, la sfiducia, e i sospetti.  Ma significa anche lasciar andare l’atteggiamento insistente che dice: "Posso essere felice solo se le cose vanno così e così, se la vita risponde esattamente a quello che voglio io". Con questo atteggiamento sembra che spesso non volete rinunciare a qualcosa di prezioso che è, di per sé, legittimo e che sarebbe giusto avere. Lasciare andare il piccolo Io significa accontentarsi dell’infelicità e dell’insoddisfazione? La ricerca della realizzazione personale che rientra nella categoria del "lasciarsi andare" è sbagliata? Queste domande sono importanti, e adesso le andremo ad affronteremo.

  4. “Lasciare a Dio" dal centro del vostro essere, dal vostro cuore, dal vostro intimo, dove Dio parla, se volete ascoltare, è veramente il fine ultimo. Prima che questo stato più alto, più beato e sicuro possa realizzarsi, è importante rimuovere ogni volta gli ostacoli e le confusioni dualistiche.

  5. Di solito è molto più facile comprendere un concetto filosofico o una premessa spirituale, in termini generali, che nelle sue applicazioni pratiche e quotidiane. Le vostre reazioni superficiali vi sembrano spesso troppo insignificanti per essere collegate alle questioni più importanti della vita. Eppure è proprio nel fare i collegamenti in questa cosiddetta area insignificante che si può trovare la chiave delle vostre confusioni e dei vostri conflitti che vi rendono impossibile applicare effettivamente le grandi verità spirituali alla vostra vita di tutti i giorni.

  6. Affrontiamo ora la confusione di cui ho parlato. Le grandi verità, come tutte le cose, possono essere distorte ed espresse in modo errato. Così, molte persone sono di certo consapevoli della verità che l’universo è benigno e generoso, e che non sono costrette dalla legge divina a soffrire, ma nel loro stato attuale cercano comunque di raggiungere con la propria volontà, tutto ciò a cui aspirano ardentemente. Dire loro di lasciar andare la corrente a forzare sembra implicare che debbano rassegnarsi al vuoto, alla sofferenza, al dolore e a rinunciare al loro desiderio. Per evitare tutto questo, esse quindi si aggrappano così tenacemente a ciò che vogliono, da bloccare l’influsso di un mondo più grande che è luce, verità, amore, abbondanza ed ogni altro inimmaginabile appagamento. L’influsso divino riesce a fluire nel suo ritmo armonioso solo quando è lasciato libero. Energeticamente non ci devono essere nodi duri. La volontà egoica, l’ansia, l’insistenza, le correnti a forzare e la sfiducia creano un clima energetico che blocca questo flusso. Lo stato di coscienza che produce questi atteggiamenti tesi, diffidenti e insistenti è antitetico alla coscienza divina. Si tratta in sostanza di una mancanza di fiducia. Si ha fiducia nel piccolo io limitato, mentre per il Sé divino non c’è posto. Questo non significa che l’io debba essere respinto, ma che ha piuttosto bisogno di rafforzare la sua creatività e la sua saggezza proprio grazie a questo influsso divino.

  7. Come sapete, ogni atteggiamento crea un suo proprio sistema energetico. La rigidità crea un sistema energetico chiuso. Questo si può facilmente osservare all’esterno. Ovunque esista una tirannia e una dominazione, perché la volontà di pochi individui che detengono il potere si impone sugli altri – quindi una tirannia che nasce dalla paura e crea sempre più paura - la scintilla creativa viene soffocata. Un sistema chiuso crea sempre resistenza, anche se temporaneamente molti si sottomettono alla forza, spinti dalle loro paure e debolezze. Ma prima o poi arriverà il momento in cui ogni singolo individuo impaurito si alzerà in piedi e si libererà dalle catene. Questo fatto viene corroborato dalla storia. Nella confusa mente umana, alcuni considerano questo movimento come una generale ribellione associata alla volontà infantile, e da essa nutrita, di rifiutare l’autorità genuina, la verità, la guida e la necessità di autodisciplina e di auto-responsabilità.

  8. In realtà, dentro di sé le persone si ribellano all’incertezza momentanea di entrare in quel vuoto apparente, creatosi rinunciando alla propria volontà tesa, e proprio dopo aver iniziato a lasciarsi andare. Invece di fidarsi del processo del lasciarsi andare, la gente preferisce confidare nei propri falsi dei.

  9. Nelle relazioni, è facile osservare la pressione interiore della sottile corrente a forzare che dice: "Devi amarmi!", creando esattamente l’opposto di ciò che si desidera. Si può sentire che rinunciare a questa richiesta diventa impossibile perché il solo pensiero di non essere amati diventa insopportabile. “Non ho forse diritto all’amore? L’universo non mi concede questa soddisfazione di cui ho tanto bisogno? Come posso rinunciare al mio bisogno, e accontentarmi di questo vuoto desolato di cui ho paura, e in cui mi trovo se rinuncio a chiedere di essere amato?” Eppure, è chiaro che l’atteggiamento stesso del "tu devi" suscita ogni tipo di reazione, tranne l’amore dall’altro. L’amore non può sbocciare in un sistema energetico chiuso che nasce dalla sfiducia, dal non amore, dal potere e dalla distorsione della verità. Questo tipo di sistema non può generare amore.

  10. Voi che fate il lavoro interiore del Sentiero, siete in grado di incontrare di continuo in voi stessi questa rigidità, questa paura, questo attaccamento. Potete chiamarla resistenza, o darle altri nomi. Fondamentalmente la resistenza non è contro nessun essere umano, aiutante, terapeuta o insegnante, e neanche contro un reale dominio. Non c’è bisogno, infatti, di fare muro contro un dominio vero e proprio. Tenere forte, non lasciarsi andare è sempre indice di una lotta interiore e spirituale su chi dovremmo fidarci: del piccolo io o di Dio dentro di sé? Per fidarsi di Dio bisogna prima percorrere gli stati intermedi di coscienza che la mente ha prodotto, e che vuole evitare di incontrare. L’io vuole evitare ciò che, fin troppo spesso, ha prodotto in termini di dolore, confusione, vuoto o paura. Qualunque sia lo stato intermedio, esso va accolto in modo da poter essere esplorato, compreso, e quindi dissolto.

  11. Vi è un’enorme differenza tra il credere che questo stato temporaneo sia la realtà finale, da tenere a bada, e il sapere che si tratta invece di una condizione temporanea. Finché si crede che questa condizione sia definitiva, l’io lotterà per non essere abbandonato, oppure cadrà in una rassegnazione di impotenza e infelicità.

  12. Ecco perché la resistenza a lasciarsi andare è così forte. Preferite lo status quo in modo da evitare di cadere in quegli stati intermedi di coscienza da voi creati, e che dovete attraversare prima di poterli lasciare andare, e anche prima di incominciare a creare ed espandere la vostra vita. Preferite lo status quo malgrado la sensazione che si prova nel “lasciarsi andare, e lasciare a Dio” sia meravigliosa, piena, leggera, gioiosa e sicura. Molti di voi hanno già iniziato a farne sempre più spesso esperienza. Grazie a questo, la resistenza a lasciarsi andare diminuisce gradualmente, e non può, infatti, avvenire dopo una sola decisione. È una decisione e un impegno che va ripetuto molte, molte volte.

  13. La tensione che sentite è così spesso riconducibile alla corrente che dice: "Lo voglio disperatamente". Tuttavia la disperazione risulta, più che altro, dalla conseguenza di questa tensione, la quale preferisce chiudere la porta a Dio piuttosto che non avere ciò che vuole. Lo stato di rigidità che deriva dalla paura, dalla sfiducia e dall’idea di povertà sembra giustificare questa tensione. Ripeto quello che ho già detto: la rinuncia alla tesa volontà egoica presuppone, prima di tutto, che lasciate andare l’insistenza a realizzare il vostro desiderio. Il desiderio deve essere allentato per il momento, il che è ben diverso dall’abbandonarlo totalmente. I "chi, dove, cosa, quando e come”, legati al desiderio, devono essere temporaneamente messi da parte. Quando siete riusciti a lasciar andare, potete anche tornare agli stessi "chi, dove, cosa, quando e come", ma questi desideri si potranno più tardi manifestare in un clima emotivo e spirituale molto diverso. Spesso la vostra insistenza a far sì che il desiderio si realizzi nell’unico modo specifico che avete in mente, limita la sua effettiva realizzazione. Date al processo creativo una corda, un margine di tempo, e vedrete che esso supererà di gran lunga le vostre speranze e aspettative di felicità e appagamento. Poiché la vostra mente è spesso incapace di concepire la ricchezza dell’universo, è importante che prima impariate, nello specifico momento, a rendervi vuoti e a permettere al processo divino di rivelarsi a voi. Questo significa "lasciare a Dio".

  14. A volte è anche vero che bisogna rinunciare al desiderio della volontà egoica che proprio non vuole lasciarsi andare. Ma questo è vero solo temporaneamente. Se avete maturato interiormente un’immagine negativa della vostra vita, in cui c’è solo sofferenza, allora dovreste esaminare e rimuovere questa immagine in modo da disattivare il suo potere magnetico. Questo non può accadere in uno stato di resistenza e di lotta contro questa profonda convinzione negativa.

  15. Se inviate correnti di potere verso le persone con cui siete in relazione, se combattete contro le loro immaturità e imperfezioni che vi fanno male, è solo perché non avete fiducia che il vostro Dio interiore sia in grado di creare per voi l’appagamento, senza dover imporre le vostre idee agli altri, per quanto queste idee possano essere giuste in teoria.

  16. L’umanità è intrappolata in questo conflitto: o vi aggrappate contro le tenebre, il dolore e l’abbandono, che temete sarà il vostro destino se vi lasciate andare, oppure vi rassegnate al vostro stato penoso per non forzare. Questo conflitto universale è parte integrante dello stato d’animo dualistico che prevale nella vostra dimensione di coscienza. Mi avete spesso sentito dire che ci sono molte altre confusioni e conflitti da cui l’umanità deve ancora trovare faticosamente la via d’uscita. In questo particolare caso, il conflitto dell’umanità è tra il forzare le cose e l’accettare in modo rassegnato uno stato negativo, perdendo così la speranza e covando un concetto negativo della vita. Questo conflitto si applica raramente a tutti i settori della vita, ma ad alcuni quasi sempre.

  17. Esternamente, potete tendere verso uno dei questi due atteggiamenti, mentre l’altro continua a vivere dentro di voi, nascosto alla vostra consapevolezza. Diciamo per esempio che siete esteriormente forti, aggressivi e, per temperamento, portati a scavalcare gli altri con la forza, la persuasione ingegnosa o la manipolazione disonesta. In questo caso, usate alcune delle vostre risorse per coprire la rassegnazione, la disperazione e la sfiducia nella vita, almeno in certi ambiti. Oppure, potete essere esteriormente un tipo di personalità che desidera, più di ogni cosa, di andare d’accordo con gli altri, che vuole dipendere da loro e non inimicarseli. Quindi, sotto sotto ci deve essere il desiderio di dominare. Spesso tale potere si ottiene con la sottomissione. "Farò quello che dici, in modo che tu sia legato a me e obbedirai ai miei desideri". Ti sentirai colpevole ad offendermi dopo averti dimostrato di essere così mite e obbediente". Mi azzardo a dire che avete già trovato atteggiamenti così nascosti nel corso del vostro sentiero.

  18. Qualunque sia la manifestazione esterna di uno di questi due modi di reagire nella vita, deve esistere in voi anche l’opposto della manifestazione esterna. Forse avete raggiunto una sufficiente consapevolezza del vostro atteggiamento manifesto, mentre potreste ancora illudervi che all’interno il contrario di esso non esista. Chi è esteriormente dominante troverà difficile affrontare la disperazione interiore. Mentre chi è esteriormente dipendente, debole e sottomesso troverà difficile affrontare i suoi tratti nascosti, dominanti e manipolativi. Queste sono inevitabilmente due facce della stessa medaglia.

  19. All’inizio del percorso di auto-esplorazione, si può non essere consapevoli anche dell’aspetto manifesto della propria personalità. Ma a poco a poco, osservando voi stessi, vi renderete conto prima della parte manifesta, e poi di quella nascosta.

  20. Quando la vostra personalità è molto abile nel modo che ha scelto di affrontare il mondo, troverete più difficile riconoscere l’aspetto nascosto. Se siete forti per natura, e avete aspetti di forza che, in parte, mettete al servizio della corrente a forzare, allora per molto tempo potreste farla franca con questa soluzione per scongiurare il disastro che segretamente vi attendete. Se siete per natura morbidi e duttili, ma usate questa qualità per manipolare gli altri e nascondere il potere che volete esercitare, potreste trovare estremamente difficile rinunciarvi, e affrontare quindi la manipolazione. Se vi sembra di ottenere ciò che volete attraverso la modalità che avete scelto, e che è predominante nella vostra personalità, vi sarà molto più difficile vedere ciò che vi manca. Solo quando la vita vi farà finalmente capire che il vostro successo è un’illusione, e che state effettivamente lottando contro uno stato di vuoto già esistente, che è il risultato della soluzione da voi scelta, sarete sufficientemente motivati ad affrontare questo conflitto.

  21. Può sembrarvi di ottenere momentaneamente, o addirittura effettivamente, ciò che volete, ma in realtà non ottenete ciò che desiderate. Non ottenete la vera realizzazione che diventa impossibile se usate queste pseudo-soluzioni. Supponiamo che desideriate l’amore e la vicinanza di un altro essere umano, ma vi sentite incerti che anche l’altro condivida liberamente lo stesso desiderio. Supponiamo inoltre che poi esercitiate il controllo attraverso la possessività, la forza, la gelosia, la coercizione e le richieste. Ricordate che questo può avvenire sia in modo palese che velato, e che potete dominare anche con la dipendenza, con il rimprovero e facendo sentire l’altra persona in colpa. Se quella persona in parte vi ama veramente, ma in parte ha bisogno di voi o vuole sfruttarvi, si sottometterà alla vostra regola, ma si risentirà e vi incolperà, vi odierà e vi sfiderà per questo, anche se è parte dell’accordo. Quindi, anche quando ci riuscite, questo significa poco, perché combattete costantemente contro quelle reazioni di cui siete corresponsabili. Queste reazioni negative nell’altro non fanno altro che rafforzare la vostra immagine negativa della vita. E così avanti all’infinito.

  22. Ma cosa succede se avete il coraggio e l’integrità di lasciar andare le redini, nonostante il timore di perdere quella persona? Se perdete, cosa avete perso? Ma se vincete, provate l’immensa gioia di scoprire che l’altro vuole amarvi liberamente, senza la vostra coercizione, la vostra manipolazione e il vostro controllo. Questa è la vera ricchezza che desiderate. E anche se perdete quella persona, questo significa davvero che dovrete rimanere per sempre soli? Certamente no. Ma potreste dovervi immergere temporaneamente nel vostro sconforto in modo da dissolvere il suo potere di fare ostruzione. In questo modo, potete "lasciare a Dio".

  23. La creazione divina vuole che abbiate tutta la beatitudine immaginabile. Se riuscite a confrontarvi con i vostri dubbi sul fatto che possiate davvero avere il meglio, allora potete trovare la fiducia. Ma la fede e la fiducia non possono essere costruite sul malmesso fondamento della sfiducia e della mancanza di fede. Se tutta l’energia, che ora usate per costringere e piegare il vostro ambiente, venisse usata per stabilire una fede genuina nell’abbondanza della vita, nella pienezza che la vostra vita potrebbe avere, creereste una vita realmente ricca. Coprire la vostra mancanza di fede, la vostra diffidenza, la vostra visione negativa, e poi coprire i mezzi che usate per superare tutto ciò, consuma energia preziosa che è essenzialmente creativa.

  24. Vi suggerisco di osservare dentro di voi, in modo specifico, sia le manifestazioni palesi che quelle nascoste di questa lotta, e di vedere in quali aree della vostra vita esistono. Osservate la vostra mancanza di fede quando non “lasciate a Dio”, quando lasciarvi andare vi appare come rassegnarvi a uno stato di insoddisfazione. Sentite il movimento interiore quando smettete di aggrapparvi, e poi visualizzatevi in uno stato d’animo fiducioso, paziente, umile, in cui l’universo può darvi il meglio di sé.

  25. Mentre sentite il vostro attaccamento o la vostra disperazione, cercate comunque di entrare in contatto con l’atteggiamento opposto, che è nascosto dentro di voi. Entrambi gli aspetti dovrebbero essere portati alla superficie, in modo da poterne diventare pienamente consapevoli. Solo allora sarete in grado di trovare la chiave che vi descriverò adesso. Tuttavia, sentire solo parlare di questa chiave non sarà mai sufficiente, anche se vi aiuterà sicuramente a trovare la giusta direzione. L’utilizzo di questa chiave richiede un grande lavoro interiore.

  26. Prima di tutto vorrei dire qualcosa di più sul "lasciar andare e lasciare a Dio" nelle vostre interazioni con gli altri. Ho già accennato all’apparente conflitto tra il desiderio di essere amati, rispettati e apprezzati, e il vostro premere per avere tutto questo. Ho anche parlato del vostro dilemma di dover apparentemente rinunciare a questo desiderio, e della vostra confusione sul fatto di averne diritto o meno. È molto importante riaffermare che nessuna richiesta legittima di creazione da parte vostra può essere assecondata dall’universo quando la vostra condizione è angusta, forzata, priva di speranza e negativa. Né l’atteggiamento del "devi amarmi" è un’espressione di amore genuino da parte vostra. L’amore e il dovere sono antitetici. La forzatura non permette la libertà all’altro, mentre un sistema energetico aperto funziona sempre in libertà.

  27. L’atteggiamento caratteristico di un sistema energetico aperto sarebbe in qualche modo simile a questo: "Vorrei che tu mi amassi. Credo che tu sia la persona con cui vorrei condividere la vita e alla quale vorrei dare tutto me stesso o me stessa. Se sei quella persona, so che dovrai venire da me solo liberamente, di tua spontanea volontà. Anche se la mia forzatura potrebbe influire su di te, non vorrei che fosse così. Confido che l’universo mi possa dare tutto ciò che mi è necessario. Se tu non lo desideri liberamente, posso lasciarti andare dal profondo del cuore e aspettare con fiducia che la persona che apprezzerà e vorrà liberamente ciò che ho da dare, venga da me". Questo atteggiamento riflette un sistema energetico aperto ed è compatibile con l’abbondanza disponibile. L’abbondanza fluttua costantemente intorno a voi, ma il vostro sistema energetico intasato erige un muro che vi chiude fuori dall’abbondanza che è sempre presente. Naturalmente, lo stesso principio si applica a tutti gli altri tipi di relazioni: volere un lavoro specifico, volere degli amici, volere persone che comprino ciò che avete da vendere, che ricevano ciò che avete da dare, o che vi diano ciò che cercate.

  28. Il sistema energetico chiuso, caratterizzato da un atteggiamento di rigido possesso, è in realtà la vostra falsa e inefficiente arma contro una visione negativa dell’universo in cui vivete, o almeno contro la visione della vostra vita. L’arma, quando si dimostra inefficace, viene brandita con forza ancora maggiore: si diventa più aggressivi, più possessivi, esigenti, gelosi e dominatori. Così il sistema energetico va a chiudersi ulteriormente, tagliando fuori tutte le ricchezze della vita. La vostra percezione immaginaria che la vita sia negativa, si rafforza, e voi combattete contro questa visione negativa per non cadere nel baratro della rassegnazione e della rinuncia, invece di lasciarvi andare.

  29. Dovreste invece vivere in un sistema energetico aperto se volete mettervi in contatto con la vita e rivendicare tranquillamente, e con fiducia, le sue ricchezze. Dovreste voi stessi essere ricchi per essere energeticamente compatibili con le ricchezze dell’universo. In un sistema energetico chiuso vi credete poveri e non vi avvalete mai della vostra ricchezza. Conoscere la propria ricchezza implica, come primo passo sostanziale, l’essere abbastanza forti, abbastanza generosi, abbastanza umili, abbastanza onesti, e non esercitare forza sugli altri, non importa quanto sottilmente lo fate. Non lasciarsi andare implica la presenza di una corrente a forzare; forzare, per quanto nascosto, equivale a rubare, perché sapete bene che non sareste costretti a forzare se vi venisse dato liberamente. L’ironia è che spesso proprio ciò che può essere dato liberamente diventa inaccessibile quando si forza. Non lasciarvi andare vìola necessariamente la vostra integrità a un livello profondo, che poi vi fa dubitare di voi stessi e del vostro diritto ad essere felici. Non lasciarsi andare può essere equiparato a un mendicante che ruba. Lasciarsi andare equivale a conoscere le proprie ricchezze, e ad avere la volontà di radicare questo fatto nella propria coscienza. Lasciarsi andare implica quindi uno sguardo attento e onesto alle vostre illusioni, alle vostre finzioni e alle vostre disonestà.

  30. Come sapete, i pensieri e le energie creano costantemente. C’è un’enorme differenza tra il creare un sistema chiuso, manipolando gli altri, i fatti, gli eventi e le energie creative che vi circondano, o la creazione di un sistema energetico aperto, grazie alla fiducia.

  31. La chiave è lasciarsi andare alla fiducia. Per avere fiducia, bisogna prima stabilire alcuni collegamenti intermedi, che non possono essere saltati. Questi collegamenti formano il ponte verso uno stato di genuina aspettativa di una vita positiva, dove non c’è pressione, non c’è ansia e non c’è dubbio. Vi è infatti la profonda fede che l’universo è benigno e che si può avere il meglio su tutti i livelli dell’esistenza. Questa è la chiave di cui ci occupiamo qui.

  32. Un sistema energetico aperto in cui si crea positivamente la propria realizzazione e l’arricchimento, presuppone la scoperta della propria ricchezza interiore. Dovete divenire ricchi. Se si parte dalla propria povertà, non si può mai creare un sistema energetico aperto. Nella migliore delle ipotesi, potete creare un sistema energetico chiuso in cui, direttamente o indirettamente, dominate, costringete, esercitate pressione, comandate, richiedete, manipolate e imbrogliate!

  33. Il sistema energetico aperto che crea ricchezza e che fluisce in voi sia dall’interno che dall’esterno, deve provenire dalla vostra stessa ricchezza, che è anche in grado di perdere, per il momento. Allora sarete capaci di tollerare il dolore temporaneo, perché riuscite a capire ciò che realmente impedisce l’appagamento del vostro bisogno. E alla fine potete rimuovere l’ostacolo mutando il vostro atteggiamento interiore. Questo è il modo di creare ricchezza dalla povertà.

  34. In questo processo deve essere intrapresa una sequenza di passi. Primo passo: riconoscete il conflitto di cui abbiamo appena parlato, dove lottate tra le possibilità di ricorrere alla disperazione oppure all’insistenza, la resistenza o a esercitare una pressione da fuori. Secondo passo: vedete come questo conflitto esiste perché agite partendo dalla premessa immaginaria di essere poveri, convinti che, se rinunciate a sforzarvi, a resistere o a esercitare pressione, non potrete avere mai ciò di cui avete bisogno. Credete di essere condannati a non provare mai la realizzazione che desiderate, senza la quale la vostra personalità non può prosperare. Terzo passo: impegnatevi totalmente a comprendere, nella maniera che avete imparato a fare su questo sentiero, le vere ragioni della vostra insoddisfazione. Questo va fatto in uno spirito di onestà, perseveranza, pazienza e umiltà. Umiltà significa non dare la colpa all’universo per la povertà in una particolare area della vostra vita, ma cercare in voi quelle distorsioni che hanno creato questa povertà.

  35. La maggior parte degli esseri umani ha alcune aree in cui si sente ricca e altre in cui si sente impoverita, e quindi bisognosa. Questo non è quasi mai uguale per tutti. Scoprite quindi le aree in cui vi sentite ricchi e quelle in cui vi sentite poveri. Forse vi sentite ricchi perché avete dei talenti creativi che vi fanno sentire completamente sicuri di voi stessi, e dove sentite di avere questa illimitata abbondanza dentro di voi, come un flusso che non smette mai di scorrere. Ma allo stesso tempo potreste anche sentirvi poveri per quanto riguarda la ricerca della vera reciprocità. Un’altra persona potrebbe invece sentirsi molto sicura in quel campo, ma dubita di poter mai avere abbondanza e sicurezza a livello finanziario. Ormai sapete tutti come cercare le idee sbagliate, l’intenzionalità negativa e gli atteggiamenti distruttivi che sono sempre alla base di una condizione così bloccata. Dovete avere ben chiaro dove vi sentite ricchi e dove vi sentite poveri. Dove vi sentite ricchi, sarete sempre ricchi, perché lì avete chiaramente anche un atteggiamento di donazione e di onestà. Ma dove vi sentite poveri, continuerete ad essere poveri fino a quando non stabilite la ricchezza dentro di voi attraverso la generosità e l’onestà.

  36. In realtà, la ricchezza esiste sempre per tutti. Ma se non sapete di possedere tale ricchezza e non ne siete consapevoli, veramente crederete, e vivrete, soltanto la vostra povertà. Più vi credete poveri, più reagirete come se non aveste nulla da dare. Non avete forse tutti scoperto nel vostro sentiero che tenete i vostri sentimenti sotto controllo, perché darli creerebbe un vuoto insopportabile dentro di voi, un vuoto che può essere riempito solo dagli altri?

  37. Vediamo cosa succede quando vi credete poveri. Ho detto prima che ogni tipo di insistenza, comando, forzatura o manipolazione equivale a un imbroglio. La traduzione, in parole concise, di questo atteggiamento sarebbe: "Ti costringerò a darmi ciò che non vuoi darmi liberamente". Se non ci riesco con il semplice potere, lo farò con l’inganno. Ti farò sentire in colpa per non avermi dato ciò che voglio da te. Ti accuserò e ti incolperò per avermi vittimizzato. Ribalterò la situazione e ti accuserò di farmi ciò che segretamente faccio io a te. Per esempio, sosterrò che mi comandi perché ti rifiuti di rispettare il mio piano di costringerti a sottometterti a me". È facile capire che questo atteggiamento non ha nulla a che vedere con l’amore. Un tale atteggiamento è ingiusto, traditore, esagerato, e vìola la libertà dell’altro, o almeno tenta di farlo.

  38. L’atteggiamento libero e amorevole caratteristico di un sistema energetico aperto dice: "Sarei felice di avere il tuo amore". Ma, poiché ti amo, ti darò la libertà di venire da me se e quando lo vorrai. Se non vuoi amarmi, non ho il diritto di farti sentire in colpa fingendo che questo mi devasti". Questa è la vera onestà, lo stile e l’integrità che crea ricchezza. Avete il diritto di voler essere amati, o di avere denaro, o di essere appagati, ma se fate in qualsiasi altro modo, i vostri mezzi diventano eccessivi e, nel senso più profondo, disonesti. Poiché vi sentite poveri, pensate di dover rubare; e poiché continuate a rubare, rimanete poveri, perché solo gli onesti possono sentirsi meritevoli di ricchezza. La forma energica della forzatura, dell’aggrapparsi è quella di una prigione stretta, o di un guinzaglio corto.

  39. Rubare crea il senso di colpa, e il senso di colpa crea il dubbio di avere diritto a ricevere liberamente. Proprio qui vi create un clima di impoverimento in cui non potete che dubitare effettivamente della vostra capacità di creare ricchezza. E inoltre violate anche la legge spirituale, ed è estremamente importante scoprire in che modo.

  40. Durante il processo di auto-esplorazione, troverete anche la vostra mancanza di fede in un universo che vi darà ciò che già ora vuole darvi. Voi rendete impossibile all’universo di darvi qualsiasi cosa a causa del sistema energetico chiuso che avete creato. La stessa cosa succede anche nelle vostre relazioni. Persino nel rapporto migliore, se l’amore più genuino viene forzato e costretto, sarà automaticamente negato. Anche coloro che si adeguano alla situazione a causa di motivi nevrotici, saranno infastiditi dalla vostra richiesta d’amore. Non potete ricevere l’amore che sentite e che sta crescendo, perché la vostra eccessiva energia non lo permette. Un atteggiamento di ingiustizia e disonestà è sempre presente quando cercate di afferrare e non "lasciate andare e lasciate a Dio". La pressione crea una contropressione. Lasciarsi andare offre la possibilità di sperimentare la vera legge divina, di sperimentare ciò che è. Qualunque sia la temporanea oscurità o negatività deve essere vista per quella che è, in modo che la sua essenza ultima, di luce e di bellezza, possa rivelarsi. Solo quando vi lasciate andare gli altri possono essere liberi di amarvi.

  41. Si può infatti rimanere invischiati in una relazione in cui l’amore non nasce liberamente. Ma questo è solo perché le vostre distorsioni e il vostro concetto di impoverimento vi attireranno verso qualcuno che non è in grado di darvi amore. Potreste dover prima lasciar andare ciò che volete da una persona in particolare e accettare questo momentaneo stato di apparente impoverimento e di vuoto. Viaggiate attraverso questo stato provvisorio fino a quando non riuscirete a scoprire che, attraverso la vostra crescente salute interiore, libertà e ricchezza, l’amore vi viene ora dato liberamente. Una volta che avrete assaggiato la differenza tra ciò che si ottiene attraverso la pressione e il controllo, e ciò che si ottiene quando si lascia liberi, non desidererete mai più fare pressione. Pressione e controllo non hanno senso. Non possono arricchirvi perché li avete estratti dal vostro senso di povertà – un falso senso di povertà, ma comunque sempre un senso di povertà.

  42. La ricchezza necessaria per avere, essere e vivere in un sistema energetico aperto, dove le persone, l’amore, la ricchezza e l’universo vengono a voi liberamente, può essere creata solo quando date pienamente ciò che desiderate ricevere. Queste parole sono state spesso pronunciate da tutte le religioni e filosofie di valore. Esse non sono certo una novità. Ma dare può anche essere spesso una maschera ingannevole, uno stratagemma che nasconde solo il tradimento, la contrattazione, la disonestà, lo svendersi e la malafede presenti nel cuore. Poiché il mondo interiore della vera interazione non può essere ingannato, siete destinati a raccogliere ciò che esiste dentro di voi secondo il vostro convincimento. Ecco perché lasciarsi andare significa così spesso, all’inizio, immergersi in questo mondo interiore negativo che avete creato, e poi nascosto sia agli altri che alla vostra stessa consapevolezza. Ma dovreste anche ricordare che questo non è il vero voi a cui siete condannati o da cui dovete nascondervi. Ammettendo l’esistenza di questa parte negativa, potete cambiarla.

  43. Essere onesti nei propri confronti richiede coraggio e umiltà, e non porta mai alla disperazione, anche mentre esaminate il mondo della povertà che è stato creato nella propria coscienza. Provate il vostro dolore come se fosse un tunnel attraverso il quale viaggiate, con lo spirito di affrontare la vostra stessa creazione. Se rifiutate questo processo e scegliete invece di sentirvi vittime della vita a causa del dolore che voi stessi avete creato per inconsapevolezza, disonestà e negatività, non potete fare a meno che rimanere poveri.

  44. Dal coraggio di vedersi veramente, sorge inevitabilmente il nuovo atteggiamento di lasciarsi andare. Questo atteggiamento dice: "Se gli altri vogliono quello che ho da offrire, glielo darò volentieri. Se non lo vogliono, li lascerò andare. Se questo è doloroso, accetterò questo dolore ed esplorerò la sua origine in me. Confiderò nell’assoluta natura benigna della vita per ricevere ciò di cui ho bisogno, anche se al momento non sono ancora in grado di sentirlo".

  45. Questa meditazione, amici miei, sarà il passo finale della sequenza che vi ho descritto, in modo da potervi liberare da questa dicotomia estremamente dolorosa e disperante in cui è intrappolata tutta l’umanità. Una persona può essere più coinvolta di un’altra, e taluni vi sono intrappolati solo in minima parte. Tuttavia, ogni essere umano sta cercando di uscire da questo schema. Potete creare ricchezza e un sistema energetico aperto nel vedere come le vostre richieste e la vostra resistenza vanificano la vostra realizzazione e costituiscono un insulto all’universo. La richiesta dice: "Non credo di poter avere quello che voglio, a meno che non insisto, non faccio pressione, non imbroglio, non manipolo e non lo costringo a venire da me".

  46. Quando intraprendete questi passi, lasciate prima la presa e poi lasciate andare tutte quelle cose che avevate ottenuto attraverso questo atteggiamento coercitivo di volontà egoica e pressione. Questo significa che non potete ottenere immediatamente dall’esterno tutto ciò che desiderate. Dovete prima creare quell’atteggiamento interiore in cui potete accettare di buon grado di non avere, ma continuare a sentire, forse anche grazie a questo, la vostra ricchezza interiore. La capacità di fare a meno di ciò che si desidera aumenterà la propria autostima e la propria integrità. Questo inizierà ad arricchirvi dall’interno, dalle vostre risorse personali. Poi l’appagamento dall’esterno diventerà quasi secondario, nonostante ci sia spesso un genuino bisogno di realizzare questo tipo di desiderio. Tuttavia, tale appagamento dovrà diventare un risultato naturale del vostro stato interiore. Inoltre, questo non dovrebbe essere qualcosa di cui non si può fare a meno. Se questo è il caso, allora siete concentrati negli altri e non in voi stessi. La realizzazione esterna, per quanto importante, è semplicemente uno sviluppo organico del vostro stato interiore. Prima di tutto, dovete creare lo stato interiore in cui potete lasciar andare ciò che volete avere, anche se questo vi fa sentire vuoti, dolorosi e bisognosi. Tuttavia, non perdete di vista un altro stato di coscienza nel quale potreste fluire se non resisteste al vostro stato attuale. Questo è il modo di creare lo stato interiore di ricchezza che è compatibile con la legge universale di una Creazione che è sempre pronta a darvi tutto ciò di cui avete veramente bisogno per la vostra felicità.

  47. Ora voglio dirvi qualche parola sul senso di colpa, un argomento particolarmente importante a questo proposito, e chiarire la differenza tra senso di colpa, vergogna e rimorso. Ho spesso fatto riferimento a colpe giustificate e ingiustificate. Ho anche parlato della natura distruttiva del senso di colpa, che devasta l’io e impedisce la visione del vostro essere divino supremo. Ora vediamo in che modo il senso di colpa, la vergogna e il rimorso differiscono l’uno dall’altro.

  48. Quando vi sentite in colpa, in realtà dite: "Per me non c’è salvezza. Merito di morire". Poiché siete parte integrante del Creato, dell’universo, di Dio, vi insultate così come quando non vi fidate dell’abbondanza, della bontà, della sicurezza, della giustizia, della ricchezza e della bellezza della vita. Non importa che scopriate quanto una parte di voi sia negativa, distruttiva, cattiva, meschina, maliziosa, dispettosa, disonesta e manipolatrice, è solo una parte, solo un aspetto temporaneo che il reale voi ha portato in manifestazione materiale in modo da poterlo riconoscere e trasformare. Non pensate mai che questo sia tutto ciò che siete. Dovete fare attenzione a questa pericolosa distorsione.

  49. C’è una diretta connessione tra questo senso di colpa autodistruttivo e la vostra sfiducia nella vita. È essenziale che affrontiate questa distorsione a doppio taglio, e la correggiate. In questo tipo di colpa, inevitabilmente vi isolate dal flusso divino. Così sentite di dover andare immediatamente all’estremo opposto per abbellire le vostre reali mancanze e colpe, che sono proprio quelle aree che in realtà dovreste affrontare in modo chiaro e onesto. Quando vi difendete da qualche mancanza significa che dietro vi è un senso di colpa autodistruttivo. Questo senso di colpa proviene dal non riconoscere la vera natura di un universo onnipotente, amante di tutti gli esseri creati. Fate attenzione a questo tipo di colpa, amici miei, perché non porta all’autopurificazione. Non è un atteggiamento realistico e costruttivo.

  50. E che dire della vergogna? La vergogna è l’emozione che riguarda la vanità e l’apparenza. Forse vi vergognate di esporre qualcosa davanti agli altri perché volete fingere di essere diversi da quello che siete. L’immagine idealizzata di sé prende il sopravvento su ciò che è reale. Così si perde il contatto con il tesoro del proprio vero sé. Esiste dunque una differenza tra il senso di colpa e la vergogna. Il senso di colpa si relaziona con il vostro io interiore; vi devasta e voi lo esagerate, fingendo con voi stessi. La vergogna si applica alla vostra immagine, alle vostre pretese verso il mondo esterno.

  51. Il vero rimorso invece non ha nulla a che vedere né con la colpa né con la vergogna. Voi semplicemente riconoscete le vostre mancanze, le limitazioni, i difetti, le impurità e le negatività; ammettete che ci sono parti di voi in cui violate la legge spirituale e quindi violate la vostra integrità più profonda. Sentirsi pentiti, ammettere la verità che queste impurità sono un inutile spreco di energia e infliggono danno agli altri e a voi stessi, desiderando sinceramente di cambiare, confrontandovi con voi stessi, è completamente diverso dall’auto-devastazione del senso di colpa e dalla vergogna. Il rimorso permette di dire: "Sì, è vero, ho questa o quella disonestà, meschinità, falso orgoglio, odio, malizia o qualsiasi altra cosa, ma questo non è tutto di me. Il fatto stesso di poterlo riconoscere, dispiacersi, e di volerlo cambiare, mi allinea con il mio sé divino che alla fine supererà qualsiasi tratto negativo che mi faccia provare rimorso". L’ “Io" che vuole cambiare gli aspetti distruttivi, non veritieri, devianti, rimane sostanzialmente intatto, anche se si accorge che qualcosa non va. Così si fa la distinzione tra colpa, vergogna e rimorso, e si vede che la colpa fa parte della mancanza di fede in Tutto ciò che è.

  52. Miei amati amici carissimi, ci sono molti aiutanti spirituali intorno a voi e intorno a tutti coloro che si avventurano in un tale cammino di autosviluppo. Alcuni di voi possono dubitare dell’esistenza spirituale al di là del corpo, eppure, malgrado abbiate questi dubbi, questo è un dato di fatto. C’è un mondo intero che per voi è intangibile, ma che è estremamente tangibile nella realtà. Infatti, è molto più tangibile del mondo che conoscete come reale. Il mondo che conoscete come reale è un riflesso, un’immagine speculare, una proiezione esterna in cui il vostro vero sé è spinto a compiere un compito. Date il dono gratuito del vero amore lasciando che gli altri siano, anche se questo, al momento, può significare una perdita. Lasciatevi andare nella fiducia e nella fede che la vita vi vuole inondare con i suoi doni. Più create in voi un atteggiamento di verità, più conoscerete la bellezza interiore, il mondo interiore della realtà che non può mai perire.

  53. Se perseverate nel vostro autentico cammino, la vostra crescita diverrà sempre più tangibile. Progredirà con una bellezza sempre più intensa man mano che padroneggiate le difficoltà. Risolverete i vostri problemi in modo sempre più profondo e la vostra esperienza di gioia e di sicurezza, di pace e di piacere diverrà più intensa, più duratura e meno irta di paurosi irrigidimenti. Imparerete ad appagarvi grazie al vostro onesto impegno nell’affrontare voi stessi nella verità. Le benedizioni divine sono con voi. Siate in pace.

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 213 - The Spiritual and Practical Meaning of "Let Go, Let God"
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