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Lez. 181 - Il significato della lotta umana

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
10 aprile 1970

Traduzione in italiano di Daniele Buratti
Revisione non ancora effettuata
Edizione Giugno 2018

  1. Saluti e benedizioni, amici miei carissimi. Possa questa lezione aiutarvi nell’immane lotta umana alla ricerca di realizzazione e significato nella vostra vita. La vostra lotta è così immensa perché ve la dovete vedere con lo scollegamento della vostra consapevolezza. La realtà che sperimentate come esseri umani non è che un infinitesimale frammento della realtà totale. Essendo relativamente così piccola, la vostra realtà è priva di contesto. Quando la consapevolezza non è collegata con il significato più profondo delle cose, la vita non può essere che lotta. Questo vale per ogni essere umano, almeno in una certa misura. Infatti perfino le persone più consapevoli attraversano periodi in cui, anch’esse, si perdono nei meandri del proprio scollegamento.

  2. Il problema è che la vostra stessa mente, con cui cercate di afferrare e di capire, è frammentaria come la realtà che essa si prefigge di trascendere. Questo sembra effettivamente un ostacolo insormontabile. Perciò, in realtà la lotta consiste in questo: come riuscirete voi a espandere la vostra percezione, la vostra stessa consapevolezza, in modo che essa riesca a cogliere il significato che va al di là della realtà manifesta?

  3. Voi confondete sistematicamente la manifestazione con la causa originaria. Dovete imparare in modo meticoloso, attraverso la vostra crescita personale, a discriminare tra causa ed effetto, tra realtà vera e realtà manifesta. Questa comprensione più profonda e ogni volta liberatoria della vita, può essere conseguita solo attraverso un confronto con sé stessi, mai attraverso una speculazione teorica.

  4. Dovete partire da alcuni assunti generali, indispensabili per arrivare ad aprire delle porte chiuse, poiché come riuscirete voi a espandere la vostra coscienza se non sperimentate delle possibilità nuove e di più ampia portata? Gli scienziati fanno nuove scoperte in modo analogo. Dapprima formulano delle ipotesi di base a cui danno temporaneamente molta rilevanza. Se le loro ipotesi si saranno rivelate sbagliate, non avranno perso nulla. Le accantoneranno e cercheranno altre alternative per giungere a una comprensione più profonda. Nel momento in cui avranno trovato una soluzione, le loro ipotesi si trasformeranno in fatti esperienziali. Lo sviluppo della coscienza umana non è dissimile da questo.

  5. Nel corso di queste lezioni ho accennato, a volte, alla sostanza creativa. Ad ogni modo, qualunque cosa io vi possa dire a parole non riuscirà mai a descriverne la meraviglia e la verità. Le parole suonano vuote al confronto della realtà. Ma il mio tentativo di spiegare alcuni aspetti della sostanza creativa potrebbe essere proprio ciò di cui alcuni di voi hanno bisogno in questo momento per poterne sperimentare la verità (per quanto umanamente possibile, in qualsiasi fase dello sviluppo personale). Perciò consentitemi nuovamente di trovare delle parole in grado di spiegarvi, almeno in parte, che cos’è questa sostanza, fonte di tutta la vita.

  6. La sostanza creativa è l’energia più potente che esista. È la sostanza vitale più fertile che possiate immaginare. La sua duttilità, la sua capacità di risposta alla mente creativa, è infinita come l’universo stesso. Qualunque cosa la coscienza concepisca ed esprima attraverso pensieri, sentimenti e volontà, la sostanza creativa vitale la modella, la forma e la costruisce. Conoscere e sperimentare questa realtà vuol dire essere collegati con il processo della creazione, un processo ancora in atto e appartenente a tutte le creature viventi. Possedere tale conoscenza è fondamentale per la lotta umana.

  7. La sostanza vitale "obbedisce" a ciò che la coscienza determina, quale argilla nelle mani dello scultore. L’unica differenza è che la sostanza vitale è un processo vivo, in movimento, energetico, che contiene le sue leggi immutabili. La sostanza creativa vitale è viva come la consapevolezza da cui viene plasmata.

  8. La totalità della consapevolezza di un’entità, di cui fanno parte tutti gli atteggiamenti inconsci, i pensieri, i sentimenti e gli atti di volontà, costituisce un’esperienza di vita che l’essere umano scollegato e ignaro interpreta come caotico destino. All’inizio del cammino della vostra evoluzione questo destino aleatorio viene ascritto, a livello più primitivo, alla volontà altrettanto aleatoria di una divinità separata e distante dall’individuo. Con il progredire dell’evoluzione, quando lo spirito divino e creativo non viene più percepito come un’entità esterna, bensì come un potere connaturato all’individuo, il vostro inconscio diventa il destino aleatorio di cui avete timore. Le correnti e gli atteggiamenti potenti che ancora sfuggono alla percezione cosciente inducono paura nell’essere umano, al pari di quella generata dalla strana e remota immagine di un dio punitore. Nel vostro percorso, da questo punto in poi, dovrete stabilire una connessione con il vostro inconscio, al fine di riappropriarvi di un efficace controllo del vostro destino.

  9. Esistono diverse fasi intermedie tra le due polarità, cioè tra l’attribuire il proprio destino a un dio distante e l’essere in contatto con i propri processi, all’inizio ancora inconsci. Per esempio, una di queste fasi è la cecità materialista in cui esiste solo ciò che si vede e si tocca, mentre tutto quel che succede al di fuori del proprio controllo viene ritenuto pura coincidenza. In pratica non c’è molta differenza dal concetto di un dio lontano che determina il destino degli umani a suo piacimento a cui si attribuiscono, tuttavia, doti di amore, compassione e saggezza. La questione, in entrambi i casi, è che ci si sente privi di potere e di responsabilità nei confronti delle proprie esperienze e del proprio destino. In effetti se ne ignorano completamente cause e modalità.

  10. Scoprire il cosa e il come è forse il più significativo punto di svolta nell’evoluzione di un’entità. Questa è la scoperta che fa la differenza tra sofferenza e pace, tra impotenza e autodeterminazione, tra dipendenza infantile (da un’autorità o dal caso) e l’essere autonomi, tra il vivere nella paura e il vivere senza paura.

  11. Voi, impegnati con serietà in questo cammino, sapete già che la strada non è facile. Si tratta di apprendere molti atteggiamenti e aspetti nuovi di voi stessi. Si tratta soprattutto di superare una continua riluttanza ad adottare nuovi modi di affrontare la vita. Significa abbattere vecchie strutture e stabilirne di nuove. Significa unificare, a livello emotivo, erronee divisioni concettuali e demolire unificazioni concettuali non veritiere. La ricerca, la spinta propulsiva non deve mai venir meno, altrimenti ricadrete nella vecchia disperazione causata dalla vostra separazione dalla realtà interiore. Magari la vostra disperazione era inconsapevole in passato e potrebbe essersi manifestata in modo talmente indiretto da non essere riconosciuta, ma attraverso la crescita dell’entità si diventa del tutto coscienti di quelle emozioni inconsce e disperse, anche se, inizialmente, se ne ignora il significato più profondo.

  12. A quel punto, ogni volta che sperimenterete qualcosa che non riuscirete a comprendere, forse non riterrete più responsabile il mondo esterno (Dio, il destino, la vita, il caso, o il vostro prossimo), eppure, ciò nonostante, avrete ugualmente timore dei vostri processi inconsci. Maggiore è la separazione, minore la comprensione della realtà che il vostro inconscio sembra avere. È che non riuscite a credere che qualcosa che sta lavorando dentro di voi possa contraddire del tutto ciò che voi consciamente volete e in cui credete. Più profonda è la separazione, più il mondo manifesto, gli effetti, sembrano essere l’unica realtà. Per voi non esiste altro. Solo attraverso una maggiore consapevolezza del vostro mondo interiore, che va di pari passo col riconoscere i vostri atteggiamenti, reazioni ed emozioni per quello che sono in realtà, il vostro mondo interiore diventerà più reale.

  13. Questo mondo interiore, con tutti i suoi atteggiamenti distruttivi, il suo modo primitivo di ragionare e le direzioni autolesioniste della volontà, deve diventare cosciente al pari dei vostri atteggiamenti e direzioni di volontà positive. Per quanto vi possa sembrare paradossale, più realizzerete questo, più voi diventerete sicuri e unificati. Quanto più porterete la vostra separazione in superficie, tanto meno sarà dolorosa e generatrice di conflitti, e meno esperienze indesiderate farete durante il cammino. A quel punto vedrete chiaramente che le vostre esperienze personali indesiderate derivano proprio da questo malcelato conflitto tra due atteggiamenti inconciliabili, una parte dei quali vi viene nascosta così da essere maggiormente in grado di plasmare la sostanza creativa vitale. Se non permetterete alla vostra coscienza di affrontare il conflitto interiore tra le due opposte tendenze, vi imbatterete inevitabilmente in manifestazioni non desiderate.

  14. La domanda successiva è: perché non consentite a voi stessi di conoscere le correnti contrarie, quelle parti in conflitto che operano al di sotto dello strato superficiale della vostra consapevolezza? Prenderne coscienza vi permetterebbe di creare per voi stessi delle magnifiche esperienze di vita. Dunque che cos’è che vi impedisce di voler vivere esperienze positive e ricavarne auto-realizzazione e piacere? Potreste obiettare, soprattutto se avete iniziato questo percorso da poco tempo, che tutto questo è ridicolo. Siete convinti che nulla in voi possa bloccare delle esperienze positive, dunque eventuali blocchi non possono che provenire dall’esterno. Coloro tra voi che hanno esplorato il proprio sé in maggior profondità si sono resi conto, dapprima solo occasionalmente, che in realtà siete voi stessi a rifiutare quell’auto-realizzazione che tanto bramate e che credete di desiderare per davvero.

  15. Lo potete verificare agevolmente voi stessi, amici miei, quando, dialogando in modo profondo con voi stessi, fate affermazioni convinte e determinate come le seguenti: "Voglio espandere la mia vita. Voglio sperimentare l’amore totale e il piacere supremo, senza negatività né blocchi. Voglio dare tutto me stesso all’amore. Voglio avere la salute, la realizzazione e l’abbondanza in ogni ambito della vita. È invero possibile avere una vita tanto ricca e buona. Sono disposto a dare alla vita nella stessa misura in cui desidero ricevere da essa. Non voglio ingannare la vita desiderando, in segreto, più di quanto io sia disposto a dare. Voglio abbandonare ogni falsità, egoismo, egocentrismo, negatività e distruttività, per quanto questo mi possa apparire difficile. Voglio sbarazzarmi di tutte le illusioni che ho su me stesso, poiché questo è il prezzo da pagare per condurre una vita così ricca, ed io sono disposto a pagarlo. Voglio superare i falsi pudori, l’orgoglio, la vanità che mi fanno nascondere dietro a una facciata, e la sottile disonestà interiore che mi fa essere troppo autoindulgente per riuscire ad affrontare me stesso e il cambiamento, e scegliere piuttosto di "soffrire" adottando un atteggiamento vagamente lamentoso; in tal modo distruggerei le forze della creazione di cui potrei disporre e non vivrei appieno la mia vita. La mia felicità contribuirà al benessere degli altri. Sono disposto ad abbandonare le difese del mio io e tutte le negatività, per dare e ricevere il meglio. Sono disposto ad accettare le difficoltà lungo il cammino, perché so che superandole diventerò ricettivo alla bontà della vita. Sono disposto a crescere guardando in faccia le mie difficoltà, piuttosto che lamentandomene in modo infantile, come se me le avesse imposte qualcun altro. Io supererò ogni forma di autocommiserazione e di insensata paura, perché so che si tratta unicamente di trucchi di manipolazione della mente infantile che vuole farmi evitare di accettare la vita così com’è". Solo con questo spirito scoprirete la vera natura della vita e non le sue manifestazioni distorte che derivano dalle vostre negatività.

  16. Quando pronuncerete queste parole e ascolterete molto attentamente la risposta del vostro sé più profondo, dovrete assolutamente prendere nota delle vostre esitazioni. Più sarete in sintonia con le vostre risposte interiori, più distintamente potrete udire le vostre riserve interiori. Queste riserve possono assumere la forma di incredulità: "Oh, non è possibile che io riesca ad ottenere ciò che voglio. Questo è solo un pio desiderio." Quando verrà fuori un’affermazione di questo tipo, rispondete così: "No, non si tratta di un pio desiderio, poiché non voglio che ciò che desidero mi venga dato per magia. Sono disposto a pagarne il prezzo. Sono disposto a impegnarmi a vivere pienamente, dando nella stessa misura in cui desidero ricevere. Sono disposto a dare così tanto alla vita che sono pronto ad affrontare verità poco lusinghiere e indesiderate su di me anche al costo, apparentemente alto, di rinunciare all’illusione della persona che vorrei essere."

  17. Facendo tali affermazioni al vostro essere più profondo, non ingannerete più voi stessi fingendo che questa sia un’illusoria magia infantile, un pretesto per non affrontare il fatto che, in realtà, non siete disposti a pagare alcun prezzo. Sperimenterete la resistenza interiore, sarete finalmente in grado di riconoscerla e di comprenderne significato e ramificazioni. Vedrete che i vostri dubbi sulla possibilità di creare una vita piena e ricca per voi stessi, di possedere questi poteri e queste risorse, sono in realtà una copertura delle riserve che avete sul fatto di impegnarvi, che vi esporrebbe a ferite, ma anche a un’onesta e profonda interazione con gli altri e a sbarazzarvi di pretesti e difese e di ogni tipo di distruttività. Vi accorgerete che in realtà non volete essere coinvolti tanto profondamente con la vita, affrontando la vostra persona in tutta onestà e sfidando ciò che la vita vi mette davanti, e cambiare laddove il cambiamento è auspicabile.

  18. A meno che non affrontiate le vostre riserve sul vostro coinvolgimento con la vita, sulla vostra volontà di dare e di ricevere dalla vita, ad affrontare e cambiare ciò che deve essere affrontato e cambiato, e a meno che non riconosciate le vostre riserve e ne osserviate il significato profondo, non riuscirete a rendere la vostra vita più piena e più ricca. Dovrete constatare in modo inconfutabile come riserve e riluttanza di base siano la causa dell’oscurità che sperimentate, delle difficoltà del vostro destino, da voi abilmente attribuite a circostanze apparentemente aliene al vostro essere più profondo.

  19. Se riuscirete ad assumervi la responsabilità delle cose spiacevoli che vi capiteranno nella vita, di qualunque natura esse siano, determinate della vostra resistenza all’espansione, avrete fatto un importante passo in avanti verso la rimozione di questi blocchi. Andando avanti (il cammino consiste in questo), sperimenterete in modo sempre maggiore la verità delle seguenti parole, che al momento per voi sono solo teoria. La sostanza vitale che vi circonda e vi permea è l’energia più potente che possiate immaginare. È la sostanza più malleabile e creativa che esista. Si tratta di materia sottile, invisibile all’occhio fisico, ma non per questo meno reale. Non è meno reale dell’energia atomica, anch’essa non visibile all’occhio umano. L’energia vitale è più potente di qualsiasi altra forma di energia la mente umana abbia mai scoperto. Essa costituisce la vita stessa e ogni aspetto del destino umano. Essa determina tutto ciò che accade. È la somma di tutta la coscienza manifesta che forma questo mondo materiale.

  20. Non considerate ciò che la coscienza delle altre persone produce attorno a voi: la vostra esperienza di vita è determinata unicamente da ciò che voi producete. Ciò che producete quindi determina se un evento di massa vi riguarderà o no e in che modo lo farà. L’evento di massa non è mai di per sé la spiegazione ultima del destino personale. Può essere solo un fattore che contribuisce a ciò che avete già prodotto. Se, per esempio, non avrete liberato la vostra psiche più profonda da paura, negatività, difese, disperazione, rabbia non riconosciuta e mal incanalata, anche voi sarete colpiti da una catastrofe di massa, perché è questa l’immagine che voi avete impostato. Quando sarete in connessione con le radici delle cose, non ricorrerete più alla scusa degli eventi di massa, che sembrano riguardare tutti indistintamente, per giustificare l’assenza di una forma autentica di auto-responsabilità, di auto-determinazione e di virtuoso coinvolgimento con la vita.

  21. La sostanza vitale è così reattiva, così piena di energia esplosiva, che viene immediatamente sollecitata dalla forza plasmante della coscienza: la coscienza totale, che comprende quella al di sotto della consapevolezza di superficie. Quando dico immediatamente, voglio dire che la sostanza risponde in modo istantaneo ad ogni movimento della coscienza. Ma questo non significa necessariamente che essa si manifesti nell’immediato. Nella maggior parte dei casi, ciò che voi costruite adesso si manifesterà solo in un secondo tempo. Diventerà il vostro destino futuro, prossimo o remoto che sia, in base al grado di unificazione e potenza della formazione di energia creativa, e alle correnti contrarie che dovrete dapprima individuare, quindi elaborare e infine eliminare. E ciò che sperimentate oggi è il risultato di ciò che avete costruito ieri, lo scorso anno, oppure decenni o perfino secoli fa. Tuttavia esiste l’immediatezza, poiché ogni pensiero, sentimento, atteggiamento e direzione di volontà ha un impatto sulla sostanza che forma l’esperienza di vita.

  22. Ma non sono solamente i concetti consci e inconsci ad avere la capacità di creare. Anche il tono del sentire crea, il clima del vostro essere interiore. Se i vostri pensieri sono produttivi e positivi, ma il tono del sentire è depresso e negativo, se nel vostro sentire non siete disposti ad accettare la possibilità di un’espansione felice, allora questo indica che ci sono in voi degli strati nascosti di coscienza che contraddicono quello che esprimete a parole, a livello conscio. Questo è il motivo per cui si rendono necessari l’esplorazione e il confronto con le più sottili sfumature del vostro essere più profondo.

  23. In parole povere, la lotta della vita consiste nella lotta tra la realtà ultima (la sua bontà, la sua ricchezza, la sua bellezza, la sua gioiosità, il suo infinito potenziale di espansione beata) e la distruttiva negatività oscura, limitata e disperata. Per dirla ancora più semplicemente, si tratta della lotta tra il bene e il male. Tutte le filosofie religiose di ogni tempo hanno postulato le stesse verità fondamentali, che devono essere trasmesse instancabilmente all’umanità. Ma poiché queste verità fondamentali si trasformano in parole ridondanti e, dunque, vuote, esse devono essere comunicate con forme nuove, magari usando una nuova terminologia in modo che si adattino al tipo di società cui sono indirizzate.

  24. Una nuova consapevolezza sta giungendo in questo mondo, e sta cominciando a diffondersi. È la coscienza a percepire la più ampia realtà oltre la realtà apparente e frammentata che sperimentate nell’immediato. Questa nuova coscienza è prodotta da esseri il cui sviluppo e connessione sono più profondi di quelli dell’uomo comune. Potranno forse essere ancora pochi, ma il loro potere è molto più grande di quanto possiate immaginare. La diffusione di questa nuova consapevolezza viene anche favorita da fattori che in un diverso contesto potrebbero risultare inopportuni, quali le visioni indotte da assunzione di droghe. Per quanto drogarsi sia dannoso per molti individui, soprattutto se considerata una via di fuga dalla vita e dalla lotta, da un punto di vista generale le visioni indotte da stati di alterazione rivelano una realtà più vasta oltre la superficie della vita. E, a parte gli effetti dannosi per l’individuo, c’è stato a livello globale un nuovo afflusso che è dilagato nel mondo con conseguenze, dirette o indirette, che ancora non si riescono a misurare in termini umani. Voi sapete, amici miei, come, per svariati motivi, io scoraggi l’assunzione di droghe. Ma è tuttavia possibile che qualcosa di non desiderabile per l’individuo abbia comunque un effetto di ribilanciamento generale nello schema delle cose, contribuendo, dopo tutto, a uno sviluppo più veloce.

  25. È sempre il singolo individuo a decidere come utilizzare qualcosa. Potete scegliere di trasformare un’occasionale esperienza con la droga in incentivo per accelerare lo sviluppo personale, o di indulgere in essa come forma ideale di fuga. Tuttavia, nel complesso, sempre più persone stanno modificando le loro percezioni, perfino quelle che hanno usato la droga come fuga, e questo fatto è indice di una nuova dimensione dell’essere. Quasi sempre il significato più recondito di eventi di massa, che sembrino più o meno desiderabili, può essere valutato solo molto più tardi, magari secoli dopo, quando sopraggiunge una visione globale oggettiva ed esente da pregiudizi, che rende riconoscibili aspetti che non si riesce a cogliere osservandoli da vicino.

  26. La lotta umana vede scontrarsi atteggiamenti costruttivi e distruttivi: evito di dire "forze", perché la parola "forze" sembra implicare che abbiamo a che fare con due tipi diversi di forze. In realtà gli atteggiamenti distruttivi non sono altro che le distorsioni e le limitazioni che la coscienza ha subito nel processo di perdita della sua connessione, o della sua "sapienza", se posso usare questo termine. Avendo perduto la conoscenza della realtà vera, la distruttività ne ha preso gradualmente il posto. Ma adesso quella conoscenza deve essere recuperata. Riconquistare la conoscenza ricorrendo a una mente priva di conoscenza è sicuramente una lotta ardua, che può essere mitigata solo se sarete disposti ad ascoltare le vostre risposte emotive sottili e a esercitarvi a non soffermarvici o a darle per scontato, o negare a priori la loro esistenza. Dovrete però chiedere l’aiuto di persone qualificate perché non è proprio possibile fare da soli. Dovrete riconoscere e prestare attenzione alla vostra negatività nascosta e deliberata, che è direttamente responsabile del modo in cui voi create il vostro destino negativo e di come plasmate la sostanza della vita. Nel momento in cui vi scollegherete dal vostro desiderio di essere negativi e di sperimentare la vita in modo limitato e non desiderabile, sarete estremamente vulnerabili.

  27. Il dolore dell’esistenza umana deriva dallo stato di separazione interiore. Non è mai colpa di un fato che qualcuno vi impone, di quello che vi infligge il prossimo o di un qualcosa che in un certo senso vi procura la "vita". È proprio la separazione interiore ad essere dolorosa. Lì regna la scissione dualistica, e il vostro atteggiamento positivo è sempre ostruito e combattuto da un’innata negatività e distruttività. Anche se non sembra che la vostra sofferenza possa derivare minimamente dalla vostra condizione interiore, le cose stanno tuttavia proprio in questo modo. Il fatto è che lo dovrete scoprire da soli.

  28. Laddove c’è negatività, lì c’è anche separazione e quindi dolore; vi può sembrare strano, ma continua a esserci separazione anche dopo che il sé abbia intrapreso un percorso positivo. Gli individui con una distruttività interamente dominante nella propria personalità umana manifesta non provano alcun rimorso di coscienza. In essi è invece presente una temporanea unità negativa. La crudeltà, la brutalità, l’egoismo (l’autentica natura criminale) possono far trovare una forma distorta di pace e unità. Solo nel momento in cui lo spirito eterno si libera quel tanto che basta per creare una coscienza, allora nel percorso evolutivo si renderà manifesta la separazione. Perciò gli individui poco evoluti trovano effettivamente unità nella loro situazione di negatività, pur se in modo temporaneo e precario. A un certo punto, durante l’evoluzione, occorrerà destrutturare tale unificazione negativa al fine di stabilire una nuova unità nella positività. Lo stato intermedio è la separazione, in cui da un lato la personalità tende all’amore, alla verità, all’integrazione con il tutto e alla comprensione della realtà ultima, mentre dall’altro va verso la separazione, la distruttività, la paura, l’odio e un modo di pensare limitato che impedisce l’apertura delle porte alla luce. Il dolore di questa mancanza di unità diventa, in ultima analisi, un incentivo ad accrescere il desiderio di superare il lato negativo e rafforzare il lato positivo. Questo sforzo condurrà a una nuova e più vasta consapevolezza, caratterizzata da un maggior grado di unificazione.

  29. Gran parte delle persone, ad eccezione dei pochi che seguono un percorso come il vostro, non è consapevole dei propri sforzi distruttivi. Costoro hanno distolto in qualche modo lo sguardo da sé stessi e non si accorgono del modo subdolo in cui si manifesta la loro distruttività. Potrei dire che perfino chi, tra di voi, è impegnato in modo molto attivo nel lavoro di auto-confronto, ogni tanto non si rende conto di come e di dove si manifesti la propria distruttività. Non vi accorgete di come siate influenzati da manifestazioni indirette e di come tendiate ancora ad attribuire la colpa di esperienze negative a circostanze esterne a voi. In realtà l’esperienza negativa proviene esclusivamente dal lato distruttivo della vostra scissione interiore. Quanto più consapevolmente e deliberatamente la combatterete, tanto più avrete successo nel riportare unità dentro di voi, e generare in questo modo un’esperienza di vita totalmente desiderata e desiderabile che vi rende maggiormente consapevoli della vostra realizzazione.

  30. Quando il lato distruttivo collide con il lato che tende verso la vera realizzazione e l’espressione positiva, molto spesso il lato distruttivo ha bisogno di una giusta causa per dare sfogo ai propri legittimi e ostili sentimenti e attività. Questo è il motivo per cui spesso vedete persone molto combattive militare per una buona causa. Dato che costoro non si possono più permettere di esprimere liberamente i propri impulsi distruttivi per una causa oggettivamente distruttiva, come ad esempio il crimine in ogni sua forma, essi hanno bisogno di cause buone e genuine, che poi fungono da valvola di sfogo per una forza e un potere che la coscienza positiva non sa ancora come gestire. Tale forza e potenza è al servizio del male, ma la personalità totale respinge il male. Hanno dunque trovato un compromesso e utilizzano i propri sentimenti negativi per delle buone cause.

  31. Lo stato successivo, maggiormente desiderabile, si raggiunge quando non si reprimono più i sentimenti negativi e quindi non c’è più bisogno di sfogarsi. A quel punto si possono abbracciare delle buone cause senza servirsene come sbocchi per i propri sentimenti negativi e ostilità repressi, perché l’ostilità viene gestita in modo molto più diretto e con auto-accettazione. Questo è il punto critico in cui molti continuano ancora a inciampare. Anche quelli di voi che lavorano così diligentemente e con tanta buona volontà si ritrovano ad affrontare la difficoltà di non sapere come combattere la vostra negatività, di come accettarla nel modo giusto. Perché sia la lotta che l’accettazione possono essere presenti in modo costruttivo oppure in modo autodistruttivo e distorto. Nel secondo caso aumenta la magnitudine della scissione e il dolore della separazione.

  32. Non potete lottare contro il lato distruttivo negando ciò che esiste, fino al punto di perdere la consapevolezza di ciò che esiste. Dovete combattere facendo ricorso a tutte le vostre energie per riconoscere, con coraggio, le forze negative esistenti in voi, anche se esse si manifestano in modo così indiretto da sembrare innocue.

  33. Quali sono queste manifestazioni indirette di negatività? Ve ne cito alcune: assenza di energia, ansia, depressione, disperazione, malattia, frustrazione, fallimenti, senso di inadeguatezza, assenza di piacere, svogliatezza. Tutti questi sono segni indubbi che esiste in voi una forza distruttiva che non avete ancora né riconosciuto né accettato pienamente. Non la comprendete e nemmeno l’accettate, e vi ci tenete ancora aggrappati perché la considerate una difesa a cui non volete rinunciare. Questo è il motivo per cui la negate. Non riuscirete mai a liberarvi di una negatività di cui non abbiate dapprima accettato la sua esistenza dentro di voi. E non riuscirete a riconoscerla se non sarete pronti a rinunciarvi per davvero.

  34. Una volta che avrete deciso di confrontarvi con la vostra negatività, dovrete riconoscerne le manifestazioni indirette e vedere come abbiate permesso a questa distruttività di accedere alle regioni segrete del vostro sé interiore. Osservate le vostre reazioni per verificare se ci volete rinunciare per davvero. Chiedetevi se rimanervi attaccati non abbia a che fare con la vostra infelicità, con le difficoltà e la vostra mancata autorealizzazione. Potrete davvero sentirvi completi, avendo realizzato tutte le vostre potenzialità dormienti, se esiste ancora in voi una distruttività a cui vi aggrappate così saldamente, e di cui non volete nemmeno sentir parlare? Quando sentirete nascere in voi la forza che viene dal saper affrontare e sfidare le difficoltà da voi stessi causate, allora potrete sperimentare una crescita interiore: un risultante movimento involontario interiore indiretto che sembra non aver nulla a che fare con i vostri sforzi deliberati. Ciò accadrà solo quando avrete deciso di sradicare dal vostro sentire e dal vostro comportamento ogni traccia di male, di negatività e di distruttività.

  35. Non abbiate paura di riconoscere la vostra negatività, amici miei, perché la paura di riconoscerla è infinitamente peggiore della negatività stessa. Riconoscetela, prendetene atto e accettatela. Solo allora troverete una via d’uscita. Solo allora riuscirete a conciliare il modo giusto di combattere il vostro male e il modo giusto di accettarlo. Una cosa aiuta l’altra. Infatti, senza l’accettazione, la lotta non può essere efficace. Per rendere questa lotta produttiva, per creare una corretta accettazione di sé che non si trasformi in auto-indulgenza, dovrete adottare un approccio molto sistematico. In primo luogo rafforzate la volontà, per poter riconoscere ed eliminare tutte le negatività. Impegnatevi a volerlo e chiedete aiuto interiore. Ditelo a voi stessi usando queste poche parole, in modo conciso e con decisione. Poi ascoltate le risposte che provengono da dentro di voi. Non trascurate alcuna risposta interiore e nemmeno il primo flebile sentore di resistenza. Prendetene atto in modo molto articolato. Rendetevi conto che resistere significa non voler lasciar andare la negatività e tenere nascosta questa verità alla vostra coscienza. Meditate sugli effetti di questo fatto e rendete più consapevole l’intenzione nascosta. Poi prendete in considerazione la possibilità che questa condizione sia la principale responsabile di tutto ciò che volete cambiare nella vostra vita. Non interrompete la ricerca del collegamento tra sofferenza, mancata realizzazione, infelicità, e il vostro rifiuto interiore a rinunciare a una persistente negatività. Solo quando avrete elaborato tutto questo, quando vedrete il collegamento in modo chiaro e oggettivo, quando avrete imparato a superare ogni resistenza e avrete ottenuto una reazione interamente positiva ai vostri sforzi e al vostro investimento per eliminare la negatività, solo allora sperimenterete la verità di ciò che ho affermato in questa lezione e nelle precedenti: che voi avete il potere di creare l’esperienza di vita più desiderabile che possiate immaginare. Saprete senza ombra di dubbio che la forza della vita costruttiva è a vostra disposizione senza limiti, che si espande in sempre nuove aree di gioia e di piacere, man mano che si manifestano maggiore forza interiore e maggiori risorse.

  36. Se nutrirete dubbi di qualsiasi genere sulla vostra realizzazione e sulla vostra facoltà di creare un’esperienza di vita nuova e migliore, dovrete cercare con la vista interiore del discernimento la corrispondente negatività interiore che non vuol cedere. Se farete veramente uso di questa lezione e la metterete in pratica, avrete a disposizione uno strumento molto importante per farvi superare l’impedimento al vostro ulteriore progresso. Utilizzate questo approccio in modo molto preciso.

  37. Possiate portare tutti con voi nuovo materiale e un’energia interiore risvegliata dalla vostra buona volontà e da una maggior comprensione, che vi porti a decidere di adottare un nuovo approccio nei confronti delle vostre lamentele: “Voglio ricercare la causa dentro di me, piuttosto che negli altri, così che possa diventare libero di amare e di vivere. Me ne assumerò il rischio apparente e potrò quindi crearmi modelli di auto-rispetto, di coraggio, di onestà, di forza e di energia positiva.” Se riuscirete a portare via con voi stasera anche solo un semino, una piccola parte di queste parole, questa sarà stata davvero una serata fruttuosa.

  38. Siate benedetti voi tutti, miei cari amici, e che riusciate a diventare le divinità che già siete in potenza.

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 181 - The Meaning of the Human Struggle
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