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Lez. 172 - I centri energetici vitali

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
28 marzo 1969

Traduzione in italiano di Daniele Buratti
Revisione non ancora effettuata
Edizione Dicembre 2019

  1. Saluti, amici miei. Le benedizioni arrivano sotto forma di amore, forza e intendimento; nella misura in cui saprete generare queste qualità in voi, potrete percepire e accettare la benedizione che sta affluendo verso di voi.

  2. La lezione di stasera continuerà a trattare l’argomento della volta precedente, cioè i centri energetici della struttura umana. Ci sono ancora tante cose da dire al riguardo. Suddividerò l’argomento in tre parti. La prima tratterà di quel che determina il funzionamento dei centri energetici. La seconda affronterà la funzione specifica di ogni centro. La terza si incentrerà sul come coltivare questi centri e sulle pratiche per aprire i canali ostruiti che conducono a essi.

  3. Dovete capire, amici miei, che il percorso per sviluppare il coraggio di osservare se stessi nella verità - cosa non facile, come si potrebbe pensare all’inizio - è l’aspetto più essenziale della nostra pratica. Nessuna pratica meccanica che si occupi solo di esercizi di concentrazione, respirazione e via dicendo, potrà mai conseguire il suo intento. Pertanto alla base di ogni crescita c’è sempre un ampliamento di visione, di consapevolezza della verità su voi stessi e sulla vostra relazione con l’universo, e dunque della legge dell’universo e della creazione.

  4. Ciò che determina la corretta funzione della forza vitale nell’essere umano, e quindi dei centri energetici, può essere compreso solo con una visione dell’intera struttura della personalità umana. Riassumo rapidamente. La forza vitale è la forza creativa che anima l’intero universo. Essa ha in sé tutti gli elementi della vita, ogni potenziale e possibilità di esprimere la vita. È un’energia talmente potente da dover essere adattata, per impedire che un organismo con una coscienza non ancora forte abbastanza da accettare il potere totale possa collassare. Ogni organismo vivente possiede dei centri speciali che commutano, assimilano ed equilibrano l’energia che l’attraversa. I centri degli esseri umani sono infinitamente più differenziati e complessi di quelli di un filo d’erba, per esempio. Questo perché, rispetto al filo d’erba, in proporzione l’essere umano ha maggiori possibilità di esprimersi in modi differenti.

  5. Come vi stavo dicendo, c’è bisogno di metabolizzare, distribuire e adattare la forza vitale che fluisce nell’organismo, altrimenti l’energia risulterebbe eccessiva. Se la coscienza umana è divisa e si trova nel conflitto - se da un lato è pronta a metabolizzare un potere più variegato e dall’altro è squilibrata e alterata - i centri si intasano e si occludono. Il processo per la propria realizzazione passa anche attraverso la riapertura dei centri.

  6. Il corpo fisico umano è solo un riflesso grezzo del corpo reale, cioè del corpo spirituale ed eterno. In quest’ultimo, tutte le funzioni e gli organi sono infinitamente più raffinati rispetto a quelli della struttura fisica. Ovviamente l’occhio umano non riesce a percepire il corpo dell’essere eterno, che è tuttavia molto più reale di qualsiasi cosa possa essere visto con gli occhi. Questo corpo presenta degli aspetti più rozzi che riflettono i livelli di coscienza di un’entità non ancora unificata con il suo sé spirituale. Il corpo fisico è l’espressione esteriore più grezza e transitoria che riflette il livello di coscienza più alienato dalla propria sorgente, che è l’essere di spirito.

  7. I centri del corpo spirituale sono perfetti in forma e funzione. Sono organi visibili, così come il cuore e i reni sono visibili nel corpo fisico. Anche gli altri corpi sottili hanno dei centri, ma già alterati nel funzionamento a seconda del grado di disunione con la struttura spirituale. I centri dell’organismo fisico si possono rilevare solo in modo indiretto, riflessi dal sistema ghiandolare che ne è condizionato. Ma l’apertura o la chiusura dei centri, il loro funzionamento regolare o la loro congestione, si possono sperimentare in modo chiaro. L’effetto di come essi operino si rileva attraverso dei segni fisici specifici. Tuttavia i centri non sono, di per sé, visibili all’essere umano.

  8. Ora, cosa determina il buon funzionamento dei centri energetici e, dunque, la corretta assimilazione della forza vitale? Dipende interamente dallo stato di coscienza. Dal momento che la coscienza è l’origine di tutto ciò che è, è lei a determinare il più importante sistema di funzionamento vitale. Ogni credo e idea determina nella vita il sentire, le reazioni, gli atteggiamenti e le espressioni di una persona. È inconcepibile che un individuo non venga influenzato o sia indifferente a delle idee radicate. E non intendo solo idee e opinioni consapevoli. Quelle inconsce sono ancora più importanti perché non si possono riorientare. Un individuo che possiamo definire come autorealizzato - che si trovi ancora nel corpo fisico o che abbia già trasceso lo stato del corpo - si trova nella verità: non conosce tutto, ma possiede una mente aperta priva di preconcetti. Nessuna falsa credenza può creare paure, difensività, o emozioni distruttive. Chi è nella verità percepisce la natura benigna dell’Universo. È aperto, gioioso, non ha la minima forma di apprensione e quindi può espandersi in modo armonioso. In quello stato leggero, non teso, senza difese, rilassato nel corpo, nella mente e nel sentire, i centri sono aperti e consentono alla forza vitale di fluire regolare e libera. I centri distribuiscono il giusto tipo di energia in tutto l’organismo, ovunque servano degli aspetti specifici della grande energia. Non vi sono né ostruzioni, né blocchi, perché non c’è paura. E non ci può essere paura, se non c’è negatività o concezioni limitate.

  9. Più vi sviluppate e crescete, più capite come ogni idea sbagliata crei dei sentimenti distruttivi e dei concetti limitati riguardo a voi e alla vita. Abbiamo parlato più volte di quale impatto abbia una visione dualistica del mondo rispetto a una visione unificata. Uno stato dualistico di coscienza percepisce la vita sempre in termini di ‘o / o’, di buono o cattivo, di questo o quello, in cui l’uno esclude l’altro. Questo errore pervade tutta la sfera umana. È difficile che qualcuno che non si sia ancora calato nel proprio essere più intimo lo possa capire. Ma se lo farete in modo estensivo, abbastanza da superare blocchi e illusioni fondamentali su di voi, scoprirete come si espanderanno per voi l’universo e le sue possibilità. Se prima eravate convinti di avere solo da perdere, di poter fare solo delle scelte insoddisfacenti, a mano a mano che crescerete in integrità e obiettività conseguirete una condizione in cui non ci sono perdite. Quando la dualità di una falsa avidità infantile e di un falso sacrificio autolimitante cede il passo, fiorisce la pienezza dell’esperienza.

  10. Non è possibile che i centri vitali funzionino correttamente, se l’essere umano è ancora coinvolto nel conflitto dualistico. Il dualismo più elementare - come abbiamo già visto altrove, in altri contesti - è forse quello della scelta tra moralità e piacere, tra egoismo e altruismo, tra il togliere a se stessi o agli altri. Tutto il concetto di bene e di male deriva da questa arbitraria concezione di vita, inutile ed errata. Tutta la civiltà umana e quasi tutte le filosofie sono avvelenate da questa scissione di base della coscienza umana. Amici miei, se siete ancora convinti di dover scegliere tra essere buoni oppure ottenere dei vantaggi per voi, vi trovate in un terribile conflitto. Sarete liberi dal conflitto solo se vi renderete conto che se togliete a voi, alla fine togliete anche agli altri, mentre se conseguite dei vantaggi concreti per voi - non dei vantaggi miopi e infantili - alla fine apportate beneficio anche agli altri.

  11. Per conseguire questo stato di coscienza più ampio è necessario, innanzitutto, che comprendiate la vostra intima convinzione del senso di limite, del dover decidere per il vostro bene o per quello altrui. Per riuscirvi, cominciate a sperimentare quelle situazioni in cui vi sembra inevitabile dover cedere per il bene dell’altro. Poiché è in base a ciò di cui siete convinti che vivete l’esperienza. La convinzione determina la condizione. Dunque la falsa credenza si dimostrerà vera finché non si inizierà a percepire quale rapporto ci sia tra credenza ed esperienza. Se accettate che la vostra convinzione interiore "invisibile" crea la condizione di dover dosare il vostro e l’altrui vantaggio, dovrete affrontare le condizioni limitate che avete prodotto e gestirle a una a una con intelligenza, dedizione assoluta e integrità. Non permettete a un sentimentalismo timoroso di offuscare i vostri diritti, oppure all’avidità infantile di giustificare il vostro egocentrismo. Osservate e superate le due tendenze; dopodiché prenderete molte decisioni, una diversa dall’altra. Una volta forse rinuncerete a un vantaggio perché quello che c’è sul piatto non sembra garantire un’autogratificazione. Un’altra rinuncerete a essere altruisti perché ciò che è in ballo non giustifica il privarsi di qualcosa. Presto vi accorgerete di come ogni perdita sia, di fatto, illusoria.

  12. Sempre più verrete guidati da valutazioni vere, e non dal timore di essere criticati, dalla dipendenza dalle opinioni altrui, dalla paura della frustrazione e di non sopportare una mancata gratificazione. E svilupperete la visione che non vi è separazione tra la vostra realizzazione, tra i vostri interessi e quelli altrui. Alla fine tutto converge. La verità di fondo concilia le parti.

  13. Perseguire questo stato di coscienza costa. Dovete mettercela tutta in ogni frangente, per trascurabile che possa sembrare. In tal modo trascenderete il dualismo e dunque la paura, l’avidità, il senso di privazione e la rabbia, con tutti i loro derivati. In misura sempre maggiore la vostra coscienza percepirà, sperimenterà e riceverà l’abbondanza illimitata che l’universo ha in serbo per ogni creatura. Il primo passo da compiere è riconoscere che tutto ciò possa esistere.

  14. Finché vivrete nel conflitto umano di fondo, con la coscienza divisa, crederete che per essere una persona decente e amorevole vi dovete privare di qualcosa. Non è forse naturale che una situazione del genere favorisca risentimento, frustrazione, rabbia, odio di sé, sensi di colpa? E non è naturale che tali sentimenti blocchino il flusso di una sana energia? Quando le emozioni si inaspriscono a causa di sentimenti negativi, alla fine si irrigidisce anche la struttura fisica. Dei centri rigidi, nel corpo e nello spirito, riflettono sempre emozioni di paura, rabbia e sensi di colpa.

  15. Questa dualità di base crea una reazione a catena di emozioni negative, concezioni limitate, conflitti con gli altri - tutte cose che limitano l’esperienza. Prende piede uno stato di coscienza che in modo sottile, ma netto, impedisce ogni espansione. Man mano che diventate più consapevoli di voi stessi grazie al confronto con il sé, iniziate anche a rilevare quelle piccole reazioni sottili che danno la misura di come vi stiate impedendo di espandervi e di vivere un’esperienza piacevole. Rilevate la paura di sfruttare il vostro potenziale al massimo.

  16. Ogni idea riduttiva del vostro potenziale deriva da quella reazione a catena. La vera malattia umana è l’incapacità di usare tutto il proprio potenziale per costruire una buona vita. Se impedite al vostro potenziale di espandersi, di creare condizioni migliori, di vivere a fondo belle esperienze in ogni ambito, non fate che alimentare un circolo vizioso. Il risultato saranno frustrazione e limitazione, che riterrete essere la natura della vita - almeno per quanto vi riguarda. Questa convinzione profonda amplifica i sentimenti negativi, rafforza le difese, chiude i centri. Finché vi sentirete obbligati a dover tragicamente decidere tra bontà e gioia, tra moralità e piacere, tra interesse personale e amore, non potrete mai decidere fino in fondo, e sarete così confusi e alterati da reagire alla cieca e in modo rigido, senza capire bene che cosa vi stia guidando. Il "peccato" più grande, se vogliamo dire così, è ignorare il vostro potenziale ed erigere delle recinzioni inutili oltre cui pensate di non potervi spingere.

  17. Che impatto ha tutto questo sui vari centri? Per capirlo dobbiamo prima imparare il significato e la funzione di ogni centro. Qui ripeterò alcune cose già dette nell’ultima sessione di domande e risposte, per non interrompere la continuità.

  18. Il primo è il centro sessuale, che si trova alla base della colonna vertebrale. Quando parlo di sessualità, intendo qualcosa che va oltre il limitato piacere genitale, qualcosa che estende per intero l’amore personale al sesso opposto. È la capacità dell’individuo di provare piacere a tutti i livelli - fisico, emotivo, mentale, spirituale - senza ombra di apprensione, tensione, gretta avidità o separatezza. È la facoltà di dare e ricevere senza difese. È, di sicuro, la capacità di abbandonarsi ai processi involontari del sentire, senza che l’io debba mantenere il controllo. In questa sessualità c’è un atteggiamento fiducioso e di accettazione nei confronti del proprio inconscio, con tutte le sue reazioni e movimenti. Come sapete tutti, è un tipo di apertura fiduciosa molto ardua da conseguire per gli esseri umani. Ma se ci si riesce si apre il centro sessuale, che non verrà intasato dal bisogno dell’io di mantenere il controllo.

  19. Come potete reagire con fiducia se la vostra coscienza e la percezione della vita sono orientate alla privazione, e quindi ai sentimenti negativi che temete di mostrare? Così il centro sarà chiuso, in parte o del tutto. E allora sperimentate la privazione, poiché il flusso della forza vitale, con tutte le sue facoltà energetiche apportatrici di vita e che promuovono la salute, non può essere attivato in pieno.

  20. Il secondo centro si trova nel plesso solare. La sua apertura crea una connessione con la saggezza spirituale, con la coscienza dell’essere universale, e pertanto migliora i sentimenti d’amore in genere. Poiché se siete nella verità, amate. L’apertura del centro sessuale vi fa sperimentare, con la persona amata, il processo di creazione ed estasi, sempre presente e attivo. L’apertura del canale del plesso solare vi connette con la verità, ininterrotta e sempre presente, e con la bontà della realtà ultima. Talvolta percepirete la realtà di questa vita vera. Di solito succede quando provate amore vero e trascendete la lotta dualistica, o quando scoprite, spesso in eventi all’apparenza trascurabili, la vostra verità interiore che prima non scorgevate. Lo spirito di questa scoperta sta quindi nell’accettare, e non nel rifiutare, il sé e la vita.

  21. La percezione del processo di vita in atto nella sua meraviglia infinita di grandiosità, saggezza, amore e piacere, è totalmente diversa dalla solita percezione che dice: "Devo conseguire un nuovo stato". Cosa impossibile, se quello stato non esistesse già in un altro livello di realtà. Quel che dovete fare è scoprire l’esistenza di uno stato diverso, considerandone prima la possibilità. Pensate pertanto a tutti gli stati di felicità già esistenti; a tutta la saggezza che vi occorre, come già esistente; alle condotte armoniose e alla realizzazione del vostro potere e potenziale creativo, come già esistenti - e osservate voi stessi davanti a un muro che vi separa da tutto ciò. Tirate giù quel muro! Il processo attivo di un’altra vita è già lì. Nei vostri momenti migliori, amici miei, ne siete consapevoli. Sapete di aver contattato un’altra dimensione della realtà in cui pace e gioia sono assolute, in cui ogni domanda ha una risposta, in cui la vita è eterna - e dove non c’è nulla da temere. È solo quando siete disconnessi da quella realtà e iniziate a dubitare o a dimenticare, che vi trovate nel conflitto.

  22. Il piacere supremo senza tracce di ansia è una realtà sempre esistente in voi, adesso. Tutto quel che vi separa da esso è la non conoscenza, la paura e l’apprensione - il vostro consenso a sperimentare quella realtà, per così dire. Ed è già lì la saggezza sempre viva e appropriata a un determinato momento della vostra vita. Semplicemente, non sapendo che c’è, ne siete separati e vi identificate con altre fonti di saggezza che, nel migliore dei casi, sono solo degli sterili surrogati. Il vostro intelletto, ad esempio; le vostre emozioni inesplorate, mere reazioni ad atteggiamenti inesplorati; o quello che vi impongono gli altri; oppure una miscela di tutto ciò. Spesso rinunciate a stabilire un contatto con questo canale, pur avendo già constatato la sua immediata disponibilità, perché avete paura dei buoni sentimenti che derivano dalla sua profonda saggezza. Non volete aprire quei canali e quei centri, e lasciarvi fluire all’unisono nel movimento cosmico universale. C’è in voi troppa paura e rabbia, per riuscirci. Paura e rabbia di cui dovete diventare consapevoli. Inoltre, la vostra paura di restare delusi e l’assenza del coraggio di essere felici vi trattengono dall’espandervi in quel regno della realtà in cui si trova una soluzione a tutto.

  23. Nel plesso solare c’è il centro che vi collega alla suprema saggezza, utile per tutto ciò che vi servirebbe conoscere o che potreste mai sapere. È una saggezza profonda che cancella la paura e fa fluire l’amore.

  24. Per evitare confusioni, vi dico che i centri presentano delle suddivisioni o dei riflessi contrari che potrebbero essere scambiati per centri a sé stanti. Ad esempio, il centro alla base della colonna vertebrale ha delle proiezioni, o punti di concentrazione, nella pelvi e nei genitali.

  25. Il centro successivo si trova nella schiena. La sua facoltà è la volontà. Finora abbiamo parlato di tre funzioni umane fondamentali: sentire, conoscere, volere. Se c’è armonia tra queste tre funzioni, la loro interazione è perfetta e nessuna opera a detrimento dell’altra. Il centro della volontà è anche il centro dell’io, dell’aggressività, dell’autoaffermazione, della spina dorsale e dell’autoresponsabilità. Tutte modalità che sono incentrate nella schiena e procedono da essa. Il centro ha due suddivisioni: una nella nuca e l’altra più in basso, grosso modo tra le scapole. Sono entrambe riflessi di un centro che si trova più "all’interno" nel corpo spirituale, da qualche parte nella zona centrale. Questo centro si riflette nel corpo fisico prevalentemente in queste due zone.

  26. Se l’io non è del tutto sviluppato e sano, questo centro energetico è poco attivo. L’energia non scorre uniforme. Se l’io è troppo teso, ansioso, rigido ed egoico, anche in questo caso l’energia non fluisce in modo regolare. Alcune personalità usano l’espediente di inscenare una debolezza tentando di trasformarla in risorsa. Altre sopperiscono alla paura di un io debole esagerando la propria pseudo forza. Questi atteggiamenti possono sfociare entrambi in problemi simili nel corpo e nella mente. Le tensioni nella schiena distorcono e ostruiscono il flusso regolare di energia.

  27. Vediamo ora in che modo un io debole influenza le funzioni dei due centri suddetti. Se siete deboli e dipendenti, sarete di certo timorosi: vi mancherà il coraggio di vivere la grandiosa esperienza della vita e la saggezza profonda che trascende l’io. Un io debole vi blocca a tal punto da impedirvi di aprirvi a tutto ciò che va al di là del suo scopo. Per avere fiducia, amare, essere felici, consentire ai processi involontari di svolgere il loro compito nella quotidianità, ci vuole forza. Se l’io non è flessibile e forte si intralcia la percezione della più vasta realtà della vita. L’io deve essere indipendente, senza peraltro credere che l’indipendenza sia l’unica funzione su cui contare.

  28. Il prossimo centro si trova nella gola. La sua funzione è la capacità di accogliere, di ingerire e digerire, assimilare e accettare. Un individuo rigido che si ritrovi nel caos di problemi interiori inconsci, non assume atteggiamenti flessibili che accettano la vita, gli sviluppi imprevisti, le persone, o le proprie inconsistenze e le prevedibilità inconsce. A un io e a una schiena fiacchi, e alla mancanza di un’autoresponsabilità indipendente, fa da contraltare un fronte duro che rifiuta di accogliere e accettare. Persone del genere hanno paura di essere genuine perché, nel profondo, rifiutano l’indipendenza. Bramando l’approvazione altrui, anziché l’integrità per essere oneste verso il sé, queste persone temono la propria inettitudine, e di conseguenza non riescono ad accettare e gestire gran parte di ciò che la vita mette loro davanti.

  29. Il centro seguente si trova tra gli occhi. La filosofia orientale vi pone grande enfasi. Lo chiamano spesso ‘il terzo occhio’. Questo centro è una manifestazione preliminare di integrità spirituale e di realizzazione - una realizzazione totale del sé divino, che si esprime al centro della parte superiore del capo. Questo centro possiede una grande capacità di visualizzare, vedere e capire. Se i centri prima menzionati sono aperti e fluiscono in armonia, sopraggiungono la visione e la percezione spirituale che donano una visione assolutamente nuova della vita, dell’universo, del sé - di tutto ciò che è. L’apertura di questo centro annuncia l’integrazione totale, che si esprime nella parte alta centrale del capo e che combina il tutto. Quando ciò accade, la persona sa che non esistono limiti e che tutto è uno.

  30. Di sicuro, amici miei, aprire i centri richiede molto lavoro. Vi richiede un cambiamento totale di coscienza, e forse, ancor di più, l’apertura del vostro inconscio. Spesso il vostro essere cosciente possiede la giusta conoscenza, ma non è supportato dalle vostre percezioni e reazioni inconsce. Pertanto il lavoro è lungo e concentrato. Ma da un certo punto in poi diventa gioioso, dopo aver superato le resistenze principali. E le potrete superare solo prendendone piena consapevolezza. Quando, alla fine, le resistenze cederanno, la vostra espansione si trasformerà in una gioiosa espressione di vita.

  31. Ancora una parola sul dualismo, demolitore delle capacità interiori di una persona di far fronte alle cose. Lo dico per aiutarvi a venirne fuori, così che le vostre paure e le vostre difese possano iniziare ad attenuarsi nell’intimo. Come prima cosa prendete coscienza delle paure inconsce. La cosa è facile solo in apparenza, come sa bene chi lavora in questo percorso. Appena avrete acquisita la piena consapevolezza, trovate il modo di allentare quella tensione creata dalla paura. Ci si riesce solo accogliendo, senza opporre resistenza.

  32. Ma cosa dovreste accogliere? Privazioni, insoddisfazioni, sacrifici? La religione lo ha insegnato per secoli, per millenni, perché ha frainteso il significato di accettazione. È vero che dovete accettare, perché quando dite: "Devo avere questo, non devo sperimentare quest’altro", siete in uno stato di difesa tesa e ansiosa. Siete in uno stato di conflitto invalicabile. Questa è forse la lezione più difficile da imparare per l’essere umano. Come rinunciare all’atteggiamento "Devo" senza rinunciare alla felicità? È un tipo di rinuncia che si scambia facilmente per negatività, rassegnazione e persino per una masochistica negazione del sé.

  33. Il postulato della religione che una brava persona si deve sacrificare è un errore. Il significato originale ha due aspetti. Il primo è che a volte bisogna superare l’egoismo, se quello che è in gioco per l’altro è più importante di quello che può ricavare il sé. Chi prova amore sperimenta spesso che quei gesti non lo privano di nulla, ma l’amore non fiorisce in un clima di paura e coercizione. Il secondo e più importante aspetto è il lasciare andare, atteggiamento che ogni genuino visionario spirituale ha cercato di veicolare al genere umano. Solo nella dualità della mente lasciar andare sta per: "Devo rinunciare a ciò che voglio". Ma non è così, se si supera la dualità. Se potete imparate a cedere senza rinunciare a realizzarvi, potreste dover accettare che una data manifestazione del desiderio possa non essere appagata subito come vorreste. È così perché le vostre opinioni limitate e i centri energetici chiusi bloccano l’espansione. Soffrite ancora per l’esito di atteggiamenti passati che per adesso dovete accettare, senza mollare del tutto. Cedere con un senso di perdita timorosa, rassegnata, obbediente e sacrificale, vi fa restare nella dualità. Il moto liberatorio sarà solo temporaneo. Ma se lasciate andare con uno spirito di aspettativa fiduciosa, la perdita momentanea si rivelerà presto un guadagno. Se ora non vi fissate su una forma limitata, darete spazio a nuove e diverse possibilità di esperienza.

  34. Se imparerete a lasciar andare con fiducia trascenderete la dualità. Uscirete dalla lotta tra la paura e la privazione da una parte, e l’aggrapparsi alla colpa e all’ansia dall’altra. Lasciate andare con uno spirito fiducioso che dice: “Se non ci riesco in questo modo, forse è possibile in un altro; se non ora, in seguito”, e svaniranno paura, rigidità dei centri e senso di perdita. Allora le forze vitali dilagheranno in tutto il sistema fisico, mentale, emotivo e spirituale. Opereranno in piena armonia con la vita così come essa è destinata a essere, cioè felicità assoluta e un’espansione via via crescente. I centri energetici lavoreranno in armonia e smaltiranno l’energia di scarto bloccata nel sistema. Gli avvelenamenti psichici più tossici sono dovuti ad accumuli di materiale di scarto energetico, che dovrebbe essere estromesso dal sistema. Voi sapete che il principio vale per tutto: il cibo, l’acqua, l’aria. E riguarda anche la metabolizzazione dell’energia e del materiale mentale. Affinché tutto funzioni al meglio serve un rinnovamento continuo, che comporta lo smaltimento del materiale di scarto e la raccolta di nuovo materiale.

  35. Cercate di assorbire qualcosa di quello che vi ho detto. Studiate queste parole, usatele, fatele vostre. Che siano un incentivo per la vostra vita, che potrà essere molto diversa da quella che state vivendo ora. Il meglio che la vita vi sta offrendo oggi è solo un piccolo anticipo di ciò che è ancora in serbo per voi. Le difficoltà che vivete sono come una malattia non necessaria; qualcosa che si può tranquillamente eliminare, se se ne comprende il significato. Ovviamente questa è la cosa più importante. Poiché la maggior parte degli esseri umani vive le proprie difficoltà come se arrivassero per caso. Dire: "Così è la vita" non fa vedere alla coscienza come la difficoltà sia la vitale espressione del sé, pur sembrando colpire il sé da fuori. Ma non è così, mai. E nella misura in cui comprenderete che la vostra esperienza di vita è espressione di quella parte di voi che conoscete ancora poco, potrete davvero superare ogni ostacolo alla vostra felicità.

  36. Per riuscirvi, avete tutti bisogno di aiuto. Capire queste cose produrrà un indicibile senso di vittoria, di liberazione, di gioia e di pace. Le cose buone che vengono da fuori perché l’agire altrui è in linea con il vostro volere, non vi potranno mai regalare tanta pace e gioia quanto la piena comprensione delle vostre difficoltà. È propria questa la trascendenza e l’evoluzione del vostro essere personale. Allora la gioia non avrà più confini, e la vita diventerà sempre più come dovrebbe essere. È come è già, nella dimensione da cui siete ancora separati nella vostra coscienza.

  37. Siate benedetti tutti voi, miei cari. L’amore dell’universo, l’amore che è qui, vi circonda e vi avvolge, ovunque vi troviate.

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 172 - The Life Energy Centers
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