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Lez. 101 - La Difesa

Lezione della Guida del Sentiero - Pathwork Guide Lecture
13 aprile 1962

Traduzione in italiano di Daniele Buratti
Revisione a cura di Andrea Genini e Maria Stella Biddau
Registrazione vocale a cura di Antonio Quaglietta
Edizione Settembre 2019

  1. Saluti, cari amici. Dio benedica ognuno di voi. Benedetto è il vostro cammino e benedetto è il vostro impegno.

  2. Abbiamo più volte parlato dei vostri meccanismi di difesa. Abbiamo lavorato molto sull’argomento e avete imparato, in qualche misura, a riconoscere la loro presenza. Tuttavia non comprendete ancora completamente che cosa succede al vostro intero sistema quando attivate le vostre difese. Questa conoscenza sarà molto utile per il vostro lavoro futuro e per l’autosservazione. Sarà davvero molto importante per voi capire i processi della vostra natura fisica, mentale, emotiva e spirituale, e in particolare ciò che accade a tutti questi livelli della personalità quando mettete in atto le vostre difese. Avete iniziato a vedere un nodo difficile da sciogliere, un muro interiore, quando vi ritirate per paura e vi chiudete con l’intenzione di proteggervi. Ma è una reazione di difesa talmente radicata in voi da diventare una seconda natura, per cui non siete quasi mai consapevoli di essere in posizione di difesa. Per questo motivo è necessario comprendere maggiormente l’argomento. State all’erta e divenite più acutamente consapevoli delle vostre reazioni di difesa, in modo da poterle superare.

  3. Quando state sulla difensiva siete timorosi; vi sentite minacciati e in pericolo. Esistono sicuramente dei pericoli reali e il sistema umano è attrezzato per gestirli. Quando venite aggrediti realmente, tutte le vostre facoltà si ritraggono dalle loro funzioni ordinarie e si concentrano su quell’unico pericolo. Per poter affrontare un problema urgente è necessario che in quel momento tutte le vostre facoltà siano focalizzate su quell’unico scopo.

  4. Così l’intero sistema si modifica con l’unico obiettivo di gestire l’emergenza. In questi momenti il vostro sistema ghiandolare rilascia una determinata sostanza che si diffonde velocemente attraverso l’intero sistema nervoso, aumentando la pressione sanguigna e accelerando la frequenza cardiaca. Tutto ciò avviene allo scopo di focalizzare le vostre facoltà sul pericolo, aumentare la velocità di reazione e intensificare la vostra percezione. Questo è positivo e fondamentale in una situazione di pericolo, altrimenti le reazioni e le percezioni che avete normalmente a disposizione non basterebbero a raccogliere l’energia necessaria per proteggervi. Invece, grazie alla reazione ghiandolare, potete sviluppare una maggiore forza fisica o mentale di quanta normalmente ne possediate, affinché vi possiate difendere. Sarete in grado di valutare e decidere rapidamente se sia meglio contrattaccare o fuggire di fronte a un determinato pericolo.

  5. Mediamente, nella vita, il pericolo reale si presenta di rado. La sostanza rilasciata dal sistema ghiandolare contiene un particolare veleno che non crea danni se il vostro meccanismo di difesa opera solo in quei rari casi. Una volta passato il pericolo, il vostro sistema ritorna al normale funzionamento e il veleno viene assorbito e dissolto. Questo veleno è uno stimolante necessario per affrontare l’evento, ma una stimolazione continua danneggerebbe il vostro sistema. Lo stesso accade con alcune medicine: esse sono necessarie nella cura delle malattie ma, se il loro utilizzo diventa un’abitudine, nel lungo periodo danneggiano l’organismo.

  6. Nei conflitti psicologici, quando state sulla difensiva per motivi irrazionali e non reali, il vostro sistema ghiandolare non mette in discussione la validità delle vostre ragioni. La sostanza tossica viene rilasciata quando siete spaventati; e tutte le volte che mettete in atto le vostre difese siete spaventati. Dunque è di fondamentale importanza che cessino le paure non reali e le difese messe in atto per motivi non validi, altrimenti la sostanza tossica danneggerà sangue e sistema nervoso e, in qualche modo, ne conseguirà un danno fisico. E un danno prima o poi ci sarà, in modo più o meno evidente, in questa o quella parte del corpo, a seconda della costituzione individuale e della resistenza fisica dei singoli organi. Questo per quanto riguarda l’aspetto fisico.

  7. Riguardo all’aspetto mentale, nel momento in cui vi trovate in un pericolo reale, tutte le facoltà della mente, grazie allo stimolante venefico, si concentrano automaticamente sulla difficoltà presente. Non siete in grado di concentrarvi su altro. Non riuscite ad accogliere pensieri di verità e di saggezza, ma solo quelli utili ad affrontare il pericolo immediato e a proteggere voi stessi. Ogni altra considerazione, altrimenti importante per una vita armoniosa e significativa, verrà esclusa. Se la reazione avviene in circostanze isolate di pericolo reale, essa è benefica e ha uno scopo. Nel momento in cui cessa il pericolo effettivo potete tornare alla normalità, e i processi mentali possono di nuovo concentrarsi sui vari aspetti della vita, sugli altri e su di voi, poiché non vi devono più proteggere dal pericolo.

  8. Tuttavia se vi trovate costantemente, o di frequente, nello stato psicologico di difesa da un pericolo o da un attacco, quando in realtà non ve n’è ragione, lo sviluppo delle vostre facoltà mentali ne risentirà. Il vostro modo di pensare resterà immaturo e limitato, pur se dotati di un cervello in buono stato. La vostra prospettiva sarà troppo limitata per affrontare adeguatamente la vita.

  9. Tutto ciò avviene in modo talmente sottile e insidioso che non ve ne accorgete nemmeno. Non riuscite a capire la differenza tra minacce reali e irreali, perché stare sulla difensiva è ormai una seconda natura che altera la visione della verità sugli altri, sulla vita e su di voi. Vi impedisce di vedere le vostre possibilità e potenzialità nel fare le scelte adeguate. Tutto questo avviene perché il vostro intero sistema mentale è orientato a scongiurare un pericolo immaginario da cui vi dovete difendere. Dunque sono all’opera i medesimi processi sia in presenza di un pericolo immaginario sia di fronte a una minaccia reale. In presenza di un rischio reale si intensifica anche la vostra percezione, grazie alla quale potete decidere se reagire contrattaccando oppure, se quella reazione fosse rischiosa e inutile, fuggire e proteggervi nascondendovi. Non c’è spazio per considerazioni di altro genere. In modo analogo opera il vostro meccanismo di difesa in una situazione nevrotica e irreale, per cui scegliete la pseudosoluzione dell’aggressività o il ritiro dalla vita, oppure diventate accomodanti perdendo la vostra integrità. Tutte queste difese scaturiscono dalla paura di essere esposti alla possibilità di un pericolo. Vivete in un costante stato di guerra, con buona parte delle vostre facoltà mentali impegnate a difendervi, in cui non vi rimane abbastanza spazio di manovra per gestire la vita in modo opportuno. Potete comprendere facilmente come concentrarsi in modo tanto potente su un solo punto serva solo nei rari casi di pericolo concreto, ma diventa oltremodo dannoso e limitante quando tale minaccia non esiste.

  10. La parte emotiva della vostra natura, di fronte al pericolo reale, prova solo paura e rabbia. In questi rari casi è bene che sia così, perché queste due emozioni sprigionano l’impeto e la forza utili a difendersi. Ogni altra emozione in quel momento viene rimossa. Se in quei momenti riusciste a provare qualsiasi altro sentimento, vi verrebbe a mancare la forza necessaria per difendervi. Tuttavia, una volta cessato il pericolo, la persona normale e integra può rapidamente tornare a una condizione in cui riesce a provare molte altre emozioni, oltre alla paura e alla rabbia.

  11. Quindi, se voi vi mantenete costantemente sulla difensiva, i sentimenti prevalenti saranno di paura e di rabbia. Non serve che vi dica quanto ciò sia dannoso per voi e per chi vi sta intorno. Ogni volta che vi sentirete feriti supporrete erroneamente di essere sotto attacco. Penserete che la vostra sicurezza sia a rischio e reprimerete immediatamente il dolore – la vostra reazione primaria – sostituendolo con la rabbia e l’ostilità. Permettendo al vostro meccanismo di difesa, qualsiasi pseudosoluzione vogliate adottare, di entrare in guerra. Non serve dire che in quel momento non siete più nella verità. Il dolore subìto, per quanto spiacevole, non è un pericolo reale e non necessita di difese elaborate, che sono infinitamente più nocive del dolore stesso. Inoltre, non siete più consapevoli della ferita originaria, ma soltanto della reazione secondaria: la rabbia. Reprimere la verità innesca un processo di autoalienazione, di estraniamento psicologico.

  12. Potete tutti iniziare a vedere quanto questa modalità difensiva sia prevalente. Potrebbe essere sottile e difficile da rilevare, ma, una volta imboccata la via giusta, diverrete più acutamente consapevoli della sua costante presenza. Non solo reagite all’attacco come se si trattasse di un pericolo mortale, ma vi difendete anche dalla frustrazione della vostra volontà e da tutto quello che non è in linea con i vostri desideri: da tutto ciò che inconsciamente rappresenta una minaccia per la vostra sicurezza, ma che di fatto non lo è. Le frustrazioni, per indesiderabili che siano, non sono necessariamente pericolose. Ma il meccanismo di difesa è, per sua natura, un processo finalizzato a proteggersi dal pericolo. È un processo utile, se c’è un pericolo reale; in caso contrario, esso sbilancia tutto il vostro sistema, limitando le vostre facoltà in un modo che non siete ancora in grado di comprendere appieno. In altre parole, il vostro istinto di autoconservazione si attiva anche se non serve. Ogni volta che si usano impropriamente gli istinti preposti ad affrontare un pericolo specifico, la psiche umana viene distorta e perde l’equilibrio.

  13. Consideriamo ora il lato spirituale della vostra natura. Quando affrontate un pericolo reale la vostra capacità di sentire deve essere necessariamente ridotta temporaneamente. Ricordate che dell’intera gamma di sentimenti restano solo la paura e la rabbia, proprio perché questo vi consente di tutelare la vostra sicurezza fisica. Questa concentrazione non lascia spazio a sentimenti di amore, calore, affetto, comprensione e compassione. Perciò, nei momenti di pericolo, vi ritirate dentro di voi per raccogliere ogni forza utile a contrattaccare o a fuggire. Non andate più incontro al mondo; non cercate più di superare il divario tra voi e gli altri. Eliminare la separazione tra voi e il prossimo o comunicare e sentirsi uniti agli altri non sono più tra le vostre preoccupazioni immediate. Nel momento del pericolo questi sentimenti positivi sarebbero dannosi. Una volta cessato il pericolo si torna a provare dei sentimenti caldi, positivi, estroversi e comunicativi. Lo stesso dicasi della vostra creatività, altro aspetto della natura spirituale. Indipendentemente dal grado di creatività di una persona, in un momento di grande pericolo la sua creatività viene temporaneamente sospesa per poi ritornare quando il pericolo è passato.

  14. Se siete costantemente sulla difensiva credendo, erroneamente, che ferite e frustrazioni, critiche e rifiuti rappresentino dei pericoli da cui dovervi difendere, voi restringete la gamma del vostro sentire. Ma riducete anche il vostro potenziale creativo, la capacità di entrare nella vita e di comunicare con gli altri, di amare e di capire, di sentire ed esprimere voi stessi. In breve, la vostra vita spirituale ne rimane seriamente compromessa. Con tale limitazione autoimposta voi vi isolate sempre di più, ponendo in essere quelle modalità che fanno sì che gli altri continuino a ferirvi e a procurarvi delle frustrazioni, poiché li respingete inconsapevolmente. Di conseguenza siete costretti a difendervi ancora di più, innescando così, a tutti gli effetti, due circoli viziosi. Uno dentro di voi e l’altro tra voi e gli altri; quest’ultimo a sua volta attiva il vostro meccanismo di difesa e induce entrambe le parti a respingersi reciprocamente.

  15. Mentre vi difendete invano, poiché non esiste alcun pericolo effettivo, rilasciate nel corpo fisico delle sostanze tossiche. Riducete la vostra gamma di pensieri e di sentimenti e interrompete i vostri processi creativi. Non scorgete più le molteplici possibilità offerte dalla vita e dalla comunicazione con le persone. Al contrario vi isolate, poiché siete occupati a difendervi da un finto pericolo. I pericoli reali che vi costringono a far uso dei vostri dispositivi di difesa si presentano molto di rado. Non dovete nemmeno imparare a usare le vostre difese: sono dei processi istintivi propri di ogni essere umano. Persino un bambino, senza che alcuno gli insegni nulla, ha delle reazioni automatiche.

  16. Vorrei affrontare un altro aspetto importante: più userete le vostre facoltà istintive per dei pericoli fittizi, meno esse agiranno in modo efficace e spontaneo nel momento del vero bisogno. Pertanto, una persona il cui sistema interno sia costantemente attivato per difendersi da falsi pericoli è spesso incapace di sostenere attacchi e minacce reali. Quella persona rimane paralizzata e impotente; diventando di fatto una preda e si comporta come vittima quando, di fatto, non lo è. A questa condizione non è possibile porre rimedio potenziando le proprie difese contro i pericoli reali. Non funziona così. Le vostre difese si riattiveranno in modo automatico se e quando avrete imparato a non difendervi quando non ve ne è necessità.

  17. Ecco perché dobbiamo eliminare la difesa illusoria da “pericoli” irreali, come il dolore emozionale, l’essere rifiutati, la frustrazione della volontà e l’essere criticati. Se vi si accusa di qualcosa, a ragione o a torto, voi vi sentite in pericolo mortale. Se traduceste in parole le vostre reazioni emotive alle critiche, vedreste facilmente come il vostro sentire vi stia dicendo: “Mi trovo in pericolo”.

  18. Ora esaminiamo la realtà dei fatti. Vi trovate davvero in pericolo o vi sentite minacciati a causa di ferite, frustrazioni o critiche? Voi stessi dovrete verificare che non sia così. Neanche le critiche ingiustificate vi possono mettere in pericolo, purché manteniate un atteggiamento maturo e realistico al riguardo. Non è forse vero che le critiche, da cui vi difendete tanto strenuamente, minacciano spesso di far affiorare qualcosa che non volete vedere? Forse per voi è scomodo pensare di cambiare, oppure credete che, se venisse fuori la verità, non sareste degni di essere amati e rispettati, e allora vi difendete da ciò che è vero, anche se la verità venisse da persone che, a loro modo, sono imperfette tanto quanto voi.

  19. Il presunto pericolo mortale che siete spinti a evitare, amici, è sovente la verità stessa. Voi vi difendete da essa prendendo di mira la verità altrui, che neanche l’altro vuole vedere. Forse l’uno è più forte e l’altro più debole, ma che differenza fa, dal momento che ognuno ha il proprio ritmo e il proprio sistema di valori. Nessuno può essere paragonato a un altro. La valutazione su queste basi non è mai valida. Così le due fazioni evidenziano le reciproche verità, e fino a un certo punto potranno anche essere nel giusto, ma al tempo stesso non vogliono vedere tutta la verità relativa alla propria parte.

  20. Credete, a torto, che se venissero esposte le vostre debolezze, o quanto meno alcune in particolare, gli altri avrebbero tutto il diritto di respingervi e di non amarvi, cosa che non riuscite a sopportare. Dunque, per scongiurare il pericolo immaginario, ricorrete ai vostri meccanismi di difesa per conservare uno status di essere umano degno di amore. Indossate delle corazze pesanti a vostro discapito, perché non è assolutamente vero che le persone respingano qualcuno solo a causa di una colpa o di una debolezza.

  21. Se osservate da vicino la vita intorno a voi, scoprirete senz’altro che ciò che causa il rifiuto è nascondere la verità. Ecco perché la libera ammissione della più grande manchevolezza o distorsione favorisce l’accettazione, mentre la difesa dall’esposizione induce disprezzo, avversione, rifiuto e paura, e fa sì che l’altra persona si metta sulla difensiva. Se la libera ammissione non è ancora possibile, forse perché non si riesce ancora a vedere tutta la verità, il semplice fatto di volerla vedere, che è possibile solo se non si sta sulla difensiva, avrà un effetto altrettanto favorevole. Solo dopo aver provato questo nuovo modo di reagire constaterete quanto l’onestà sia molto più costruttiva e vantaggiosa.

  22. Ogni volta che state sulla difensiva è impossibile che il vostro obiettivo primario sia la verità. Se si tratta di pericoli reali, il pericolo reale è la verità del momento, ma nel caso di pericoli irreali la verità sta altrove. In quei momenti non vi chiedete: “È giusto? C’è un granello di verità?”, ma la vostra preoccupazione è piuttosto: “Ho ragione io oppure l’altro?”. È questo concetto riduttivo di “io-contro-l’altro” a confondere la questione di cosa sia giusto o vero.

  23. La vostra difesa potrebbe consistere in uno stile di vita che eviti coinvolgimenti, e quando vi sentite chiamati in causa optate per una difesa più diretta. A quel punto provate a fuggire o a nascondere il problema, spostandolo su un altro livello in cui potrete dimostrare di avere ragione. La terza opzione è il contrattacco che evidenzia le mancanze altrui. C’è una grande differenza tra reagire così per difendere i propri aspetti indesiderabili, e farlo nella verità e per amore della verità.

  24. Si dovrebbe facilmente comprendere che un atteggiamento difensivo non produce verità. Esso non dà spazio alla verità, né alla realtà. Ovunque si eriga un muro di difesa, la vostra preoccupazione del momento è di respingere un’accusa che credete possa condurre a rifiuto, frustrazione e dolore. In quel momento per voi è più importante dimostrare che l’accusa sia ingiustificata, persino se dovesse contenere degli elementi di verità, piuttosto che cercare in essa quegli elementi. In tal modo vi allontanate dalla verità, e dunque da voi stessi e dalla vita, e l’inevitabile risultato saranno finzioni e autoinganni, autoalienazione e isolamento.

  25. Stare sulla difensiva non solo danneggia il corpo fisico, ma limita i pensieri, la gamma di emozioni, i propri concetti e la creatività, la vita spirituale, la capacità di relazionarsi con gli altri, la libertà interiore, l’interesse per la verità, e dunque anche la capacità di amare e rispettare voi stessi e gli altri. Tutto ciò è dovuto a un concetto completamente errato di perfezionismo, per cui credete che, a causa delle vostre imperfezioni, siano a rischio il vostro valore e il vostro essere accettati.

  26. Se le persone imparassero a sondare profondamente il proprio intimo per trovare e abbattere questo muro difensivo, si potrebbero evitare tante difficoltà nelle comunicazioni quotidiane. Le persone non proverebbero tanto facilmente timore o avversione reciproci. Infatti l’erronea sensazione di essere il bersaglio di un attacco da cui vi dovete difendere è spesso causa di timore e avversione per gli altri. È questo che suscita quel dolore ingannevole di cui soffrite quando viene fatto emergere qualcosa che credete possa sminuire il vostro valore. Un’altra causa della paura e dell’ostilità nei confronti degli altri è la fallace sensazione di inadeguatezza che provate quando la vita e gli altri non rispondono alle vostre richieste facendovi provare un senso di frustrazione. Questo mancato appagamento è meno doloroso dell’errore di ritenervi inadeguati. Le critiche non vi procurerebbero alcun danno se voi foste consci che gli altri non vi apprezzerebbero di meno per il fatto che avete dei difetti e che li volete affrontare.

  27. Nello stato di difesa non riuscite a percepire, sperimentare o pensare in modo veritiero o ragionevole. Non nutrite sentimenti di calore, affetto e comprensione. Pertanto non siete nella realtà e non riuscite a comunicare veramente. Tutto il vostro sistema è focalizzato su un piccolo punto, mentre vi difendete da un pericolo immaginario. In questo stato una parte essenziale della vita e della realtà viene accantonata.

  28. L’atteggiamento difensivo, come sapete, può assumere molte forme in modalità talmente sottili da essere invisibili agli altri finché non ha luogo un “attacco” diretto. Le persone apparentemente calme e riservate che se ne stanno quietamente per conto loro potrebbero avere un atteggiamento difensivo molto più forte rispetto ad altre persone le cui difese sono più evidenti. Esse hanno talmente paura di un attacco e hanno talmente poca fiducia in se stesse per poterlo gestire, che sono perennemente in fuga dalla vita e dagli altri. Che la difesa sia aggressione esterna oppure ritiro e fuga è comunque dannosa e produce gli stessi risultati negativi. Entrambe le modalità rendono impossibile andare verso l’altro, verso la verità, verso la partecipazione e la vita stessa. Esse vi costringono a stare all’erta e la cosa vi rende miopi verso la vita, gli altri e verso di voi, a tal punto che è impossibile descrivere per intero i danni che causate a voi stessi e a chi vi sta attorno, creando disarmonia e separazione.

  29. Quando si è sulla difensiva è impossibile andare incontro ai bisogni altrui, e men che meno ai vostri. Quando scoprite che l’esigenza di difendervi è un’illusione e cessate di farlo, il senso di liberazione che se ne ricava è inenarrabile. Basta viverlo per conoscerne la gioia. Lasciate andare e accogliete qualsiasi cosa vi arrivi. Guardatela con calma, con l’intento non di respingerla, bensì di vedere la verità. Questo atteggiamento cambierà le vostre reazioni. Le vostre emanazioni avranno una qualità diversa. Tutta la vostra vita cambierà.

  30. Se imparerete a identificare, osservare e capire – e infine a eliminare – ogni atteggiamento difensivo, vi libererete da un’illusione. Non esiste disagio o prigione più grande dell’illusione. Non c’è nulla di più distruttivo su questa terra di una persona che si difende inutilmente. Non c’è nulla che crei più disarmonia, più falsità, più ostilità e più attrito, nella vita personale e in quella pubblica, del tenersi sulla difensiva.

  31. DOMANDA: Tu dici che vengono rilasciati dei veleni che danneggiano il corpo umano. Gli insegnamenti di questo percorso aiutano a guarire da quei danni?

  32. RISPOSTA: È certamente possibile. Se e quando la difesa è eliminata, i veleni cesseranno di contaminare il sistema umano. Questo, di per sé, porterà sollievo. Tuttavia è possibile che il danno sia già così esteso che non si riescano a eliminare completamente dal corpo gli effetti del passato. Ogni caso dipende da diverse variabili che è impossibile enumerare in questo momento. Ma, in linea di principio, è possibile.

  33. DOMANDA: Vuoi dire che dovremmo semplicemente accogliere le critiche?

  34. RISPOSTA: Ascoltate e valutate con calma: ci potrebbero essere delle verità nelle critiche? Osservate la vostra reazione interiore di paura. Scoprirete presto che la vostra paura è ingiustificata, anche se la critica dovesse essere infondata. Non vi può accadere nulla; non siete in pericolo.

  35. DOMANDA: Ma cosa dobbiamo fare se ci sentiamo infastiditi da critiche ingiuste?

  36. RISPOSTA: La sensazione di fastidio è la prova che siete sulla difensiva. Senza questo atteggiamento di difesa, non vi sentireste infastiditi. Come potreste? Dovreste semplicemente valutare le critiche e stabilire se in esse ci sia della verità o solo una piccola parte di verità oppure nessuna verità affatto. Troppo spesso vi convincete che le critiche siano infondate ancor prima di concedervi la possibilità di ricercare in esse un possibile seme di verità. Se non contenessero traccia di verità, perché dovreste irritarvi? Che vi può fare una critica fastidiosa? Avete mai considerato la questione da questa prospettiva? Le critiche, giustificate o ingiustificate, non vi possono nuocere in alcun modo, a meno che non pensiate di non poter essere amati e rispettati se si trovasse in voi qualcosa da criticare.

  37. DOMANDA: E se la critica fosse una bugia? Se fosse falsa?

  38. RISPOSTA: L’ho detto prima. Una critica non può nuocervi se la osservate con calma. Ciò che vi fa male è difendervi da essa. È impossibile che la menzogna o il giudizio errato, di per sé, facciano del male. Meno starete sulla difensiva, più disporrete dei mezzi idonei a far luce su una bugia vera e propria o su un malinteso. Ciò non vuol dire che non dobbiate mai difendervi dalle menzogne evidenti o dalle dicerie nocive. Questo rientra nella categoria della difesa realistica, che può essere adeguatamente gestita solo nella misura in cui non si attui una difesa non realistica.

  39. DOMANDA: Se l’accusa vuole coprire un tradimento per cui si prova una rabbia innata, quella rabbia potrebbe celare una difesa, ma è anche una reazione naturale verso qualcuno che ti ha fatto delle promesse, e mentre tu sei stato ai patti l’altro ti ha tradito. Le promesse in cui avevi sperato sono state infrante. Non è forse questo un motivo di rabbia naturale?

  40. RISPOSTA: Prima di vedere la differenza tra “naturale” e “innaturale”, ripeto che non intendo dire che le persone debbano subire ingiustizie o tradimenti senza fare tutto il necessario per difendersi, in modo costruttivo e produttivo. In molti casi è sbagliato rassegnarsi e non fare nulla. Sarebbe una cosa malsana; sarebbe fare la parte del martire, prendendosi gioco della giustizia.

  41. È curioso notare che più una persona sta sulla difensiva, meno è capace di un uso costruttivo della difesa o dell’attacco e più tende al vittimismo e a fare la martire. Esiste un’aggressività e un’assertività sana e corretta. Non c’è una regola generale per stabilire quando l’aggressività è sana e quando non lo è. La differenza è troppo sottile e può essere trovata solo con un’autentica autoanalisi. I pericoli effettivi non sono solo di natura fisica; si verificano anche su altri livelli. Posso solo enfatizzare, nuovamente, che più siete liberi da un atteggiamento difensivo irrealistico, più sarete in grado di affrontare il pericolo attraverso una sana difesa. Spesso, quando le due modalità di difesa si mescolano, quella malsana indebolisce e compromette quella sana, riducendone l’effetto positivo.

  42. Ora, riguardo a ciò che è “naturale”, è sicuramente “naturale” avere reazioni immature e improduttive, poiché ce le hanno tutti. Ma questo non significa che siano proprio sane, o che non sia possibile evolversi da esse – non con la forza attraverso la sovrapposizione, e neppure sentendosi in colpa per il fatto di avere ancora reazioni infantili, ma come vi ho sempre indicato. È chiaro?

  43. DOMANDA: Sì. Per prima cosa occorre far luce sul proprio coinvolgimento emotivo nella relazione, e poi la si potrà gestire in modo realistico.

  44. RISPOSTA: Sì, è così. Vedi, un malsano coinvolgimento emotivo rende impossibile valutare correttamente la situazione, che dunque non può essere affrontata in modo adeguato.

  45. DOMANDA: Quello che ha detto il nostro amico sulla menzogna è un pericolo reale?

  46. RISPOSTA: Sì, lo potrebbe essere, come ho già detto. Dipende se parliamo di fatti e azioni, o di tendenze, atteggiamenti e qualità più sottili. Ma nel nostro lavoro, quando si esprimono le proprie impressioni e il proprio sentire riguardo agli altri, non è possibile stabilire subito la verità sulla questione. Serve indagare a fondo per capire se ci sia un granello di verità in ciò che dice l’altro, pur se espresso in modo distorto a causa di problemi personali o semplicemente per un limite umano. In questi casi non si può affermare facilmente che l’altro stia dicendo una “bugia”, perché si tratta di cose davvero sottili.

  47. DOMANDA: Stavi parlando di situazioni che accendono le nostre emozioni. Che cosa ci puoi dire delle persone le cui emozioni sono inibite e trattenute, e che non hanno reazioni?

  48. RISPOSTA: Una persona entra in quello stato a causa di un eccesso di difesa. Anche se a livello esteriore e cosciente è possibile dissimulare buona parte delle emozioni, interiormente esse ci sono ancora. Covano sotto e fanno danni. Ecco perché è così importante, in questo lavoro, far emergere le emozioni. Solo allora le potrete gestire correttamente.

  49. Finché non sentite il vostro odio, per esempio, non potete liberarvene: deve uscire dalla repressione e raggiungere la consapevolezza in superficie, perché ne capiate l’origine e ve ne liberiate. È lo stesso con il muro difensivo. Finché non ne siete consapevoli non potete far nulla. Pertanto la prima cosa da fare è usare i metodi forniti da questo lavoro per portare alla luce ciò che finora era sommerso. In ogni caso, non esiste nessuno che sia del tutto privo di emozioni. Esse stanno in superficie, ma non le si chiama per nome, né ci si interroga sul loro significato. Queste poche emozioni emerse in superficie forniranno materiale sufficiente per cominciare a lavorare. Persino le persone con un approccio prevalentemente intellettuale e che dissimulano volutamente i propri sentimenti, ancora provano certi sentimenti. Più gli esseri umani stanno sulla difensiva, più è limitata la gamma di emozioni che possono provare. Possono tuttavia fare uno sforzo per individuarle. In questi casi le emozioni prevalenti saranno la paura e la rabbia. Ma le persone potrebbero non considerarle delle emozioni, essendo abituate a dissimularle utilizzando delle spiegazioni razionali.

  50. DOMANDA: Sì, ma per coloro le cui emozioni sono più in superficie è molto più semplice osservarle.

  51. RISPOSTA: Sì, certo. Ecco perché è della massima importanza divenire consapevoli di tutte le emozioni di cui non siete consapevoli. Solo allora si potrà affrontare il tipo di problemi che stiamo trattando adesso.

  52. DOMANDA: Nel mio lavoro privato, ho scoperto assieme al mio helper di avere un’idea distorta dell’essere umano. Che cos’è un essere umano?

  53. RISPOSTA: Per rispondere dovrei parlarne probabilmente per un mese intero. Penso che la risposta migliore per rivedere il tuo concetto con uno più veritiero sia questa. Confronta quanto ti dirò con il concetto limitato che hai, quando dici che “qualcuno è questo o quello”, o che “qualcuna è così e colà”. Renditi conto della varietà infinita, della molteplicità, della contraddittorietà, delle illimitate possibilità e potenzialità del pensiero e della gamma di sentimenti di ogni essere umano. Tutti gli esseri umani hanno, nel bene e nel male, ogni tipo di emozione, tendenza o caratteristica. I motivi per cui la medesima qualità si mostra con un aspetto positivo in una determinata occasione e uno negativo in un’altra rappresentano solo alcuni dei difficili intrecci della psiche umana. Più saprai capire che ogni essere umano dispone di possibilità e potenzialità illimitate, più potrai comprendere una determinata persona. D’altra parte, più hai la convinzione, conscia o inconscia, che un essere umano possa essere solo così o colà, o, detto in altre parole, più la tua concezione di essere umano è limitata, meno riuscirai a capire gli altri.

  54. Stranamente, lo scopo inconscio degli esseri umani è di limitare la personalità umana, convinti che riducendone la complessità sia più facile conoscersi l’un l’altro. Questo non è vero. Più vi renderete conto degli infiniti aspetti e possibilità, più accrescerete la vostra comprensione e percezione. Questa è la migliore risposta che ti posso dare. Qualsiasi altra descrizione, anche se dettagliata, sarebbe molto lontana dalla realtà. Sarebbe limitata e semplicistica.

  55. DOMANDA: Se una persona diventa molto consapevole delle proprie correnti nascoste – diciamo al 75%, comprendendone il meccanismo – che cosa può fare per allenare la mente subconscia? E soprattutto, è necessario farlo?

  56. RISPOSTA: Come ho detto ripetutamente, basta osservare le reazioni e i concetti sbagliati, infantili, falsi e distorti. Più li osservate, meglio potrete apprendere perché le vostre emozioni non funzionano in accordo con la realtà e la verità. Cercate di capire chiaramente in che modo esse siano sbagliate, inadeguate, distruttive, svantaggiose e irrealistiche. Confrontate quelle reazioni con quanto sapete, per ora solo in teoria, delle reazioni realistiche, veritiere e produttive, senza cercare di forzarvi a provare queste ultime. È sufficiente fare questo confronto per capire perché un determinato modo di reagire sia improduttivo e irrealistico, mentre un altro si dimostri produttivo e realistico. Riconoscete pienamente di non essere ancora capaci di sentire e reagire come vorreste, ma senza sensi di colpa e senza correnti a forzare, e accettando pienamente voi stessi così come siete, riconoscendo la vostra immaturità. Se ci riuscirete, senza arrabbiarvi e spazientirvi verso voi stessi, le vostre emozioni alla fine inizieranno ad assorbire la conoscenza della mente che fino a quel momento non era in grado di penetrare nelle vostre emozioni. Il semplice osservare le emozioni infantili in azione vi darà pace, e saprete e comprenderete in misura sempre maggiore perché e in che modo esse siano improduttive.

  57. DOMANDA: Ci volevi parlare del contesto dei sette vizi capitali.

  58. RISPOSTA: Ti suggerisco di farne una lista. L’ultima volta vi dicevo che non si può inserire questo argomento in una lezione perché richiederebbe troppo tempo. Scrivili tutti e formula domande specifiche su ciascuno, e poi risponderò. Ne faremo una lezione a parte.

  59. DOMANDA: Nelle Scritture della tradizione giudaica e islamica, i testi trattano in modo specifico il consumo di pesce, carne e pollame. Viene ordinato di “non mangiare della loro carne”. Il Cristianesimo non pone divieti al consumo di carne di maiale. Nel 15° versetto di Matteo, Gesù dice: “Non quello che entra nella bocca contamina l’uomo, ma quello che ne esce”. Ad ogni modo, durante la Quaresima, i cristiani osservano delle restrizioni alimentari. Le mie due domande sono: le leggi sulla dieta si basano su ciò che è impuro o su ciò che è santo? E qual è il significato della Quaresima e del conteggio dei giorni?

  60. RISPOSTA: Sulla prima domanda: le leggi sulla dieta appartengono a un’epoca in cui la conoscenza scientifica e igienica degli esseri umani era talmente scarsa che occorreva collegare quelle informazioni alla religione. Esse erano dettate da meri motivi sanitari o salutistici. In alcuni periodi della storia, in circostanze diverse, le leggi sono state modificate. Oggi non serve che sia la religione a stabilire delle regole. Sono leggi che non hanno mai riguardato la vita spirituale. Si trattava solo di tutelare la salute. Se l’umanità di oggi le vede ancora come una necessità spirituale, mostra di non aver capito in cosa consista la vera spiritualità. Denota un approccio superficiale e la scarsa inclinazione delle persone a pensare. La vostra scienza oggi è in grado di identificare le condizioni che rendono necessaria l’osservanza di determinate norme, finché persistono certe condizioni. Al cambiare delle condizioni, le norme non servono più. Insistere a mantenerle senza uno scopo o un motivo non ha senso.

  61. Riguardo alla seconda domanda: il significato simbolico originario della Quaresima era di dare alle persone un periodo per entrare nel proprio intimo e purificare tutti i propri sistemi, non solo a livello fisico, ma ad ogni livello. Di nuovo, l’esterno rappresenta soltanto un simbolo dell’interno. Una purificazione combinata di corpo e anima è spesso salutare, purché fatta in modo personale e non solo per aderire al dogma. Comunque si esprima un dogma, esso dimostra una rigidità e un’assenza di autoresponsabilità nel provvedere a sé stessi. Così diventa qualcosa di morto e privo di spirito vitale. Il significato simbolico originale era quello della purificazione e della contemplazione: era un tempo per guardare dentro di sé e per prepararsi a un nuovo influsso, a una nuova forza a cui attingere.

  62. Che possiate tutti diventare sempre più consapevoli delle vostre difese. Che possiate capire ciò che esse procurano al vostro intero sistema, al processo mentale, alla capacità di sentire, al sistema fisico e alla vita spirituale. Che possiate diventare capaci di lasciar andare, di accogliere, di analizzare, discernere e osservare un problema in modo oggettivo e senza dovervi difendere. Possiate non pensare o sentire più in termini di “giusto e sbagliato”, diventando così capaci di fare esperienza degli altri e di entrare in contatto con essi. La difesa vi fa ritrarre dagli altri e vi rende incapace di aprirvi. Possa la benedizione che vi è stata nuovamente impartita questa sera aiutarvi proprio in questo aspetto del vostro lavoro e liberarvi dagli ostacoli interiori più nocivi. Sia benedetto ognuno di voi. Ricevete il nostro calore e il nostro amore, ciascuno di voi. Siate nella pace, siate in Dio.

Testo originale: Pathwork Guide Lecture No. 101 - The Defense
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